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Warriors: Legends of Troy

Recensione - Warriors: Legends of Troy

di Davide Mapelli / MAPO78 P 22 mar 2011
Prendendo spunto ed ispirazione dai racconti di Om ero, l'Iliade e l'Odissea, ma anche dalla pellicola cinematografica roy, Tecmo Koei Canada ci fa rivivere con Warriors: Legends of Troy lo scontro furioso tra Grecia e Troia, caratterizzato da tradimenti e scontri con gli Dei del Monte Olimpo. Scopriamo nella nostra recensione i pregi ed i difetti di questo ennesimo hack'n slash.

Il Gioco


Dopo aver sviscerato le vicende legate alla guerra dei Tre Regni dell'antica Cina e quelle collegate al Giappone dell'era Sengoku con le serie Dynasty Warriors e Samurai Warriors, Tecmo Koei cerca di proporci qualcosa di nuovo prendendo in esame un periodo storico ricchissimo di spunti e capace di far breccia nell'immaginario collettivo facendo leva su dei veri e propri miti quali Achille, il più forte e temerario eroe dell'antica Grecia, ed Ettore, l'eroe di Troia che cercò in ogni modo di salvare l'amore per Elena da parte del fratello Paride, fonte di una guerra lunghissima e cruenta. Partendo da un plot narrativo di sicuro successo e che ben si presta a scontri su larghissima scala, Warriors: Legends of Troy cerca però una strada diversa rispetto all'innumerevole lista di giochi prodotta dai prolifici ragazzi di Tecmo Koei; non abbiamo la possibilità di rivivere le vicende di ogni personaggio con delle campagne dedicate, ma la protagonista principale è la guerra stessa, mettendoci quindi nei panni di eroi differenti ad ogni missione, focalizzando così il giocatore sulla battaglia e non solo ed unicamente sulle vicende dell'eroe preferito. Anche il roster dei protagonisti si discosta nettamente da ciò a cui siamo abituati: non troviamo un cast sterminato di eroi a disposizione, ma solo un piccolo gruppo. Se da un lato si perde in quantità, è innegabile quanto si guadagni dal punto di vista della caratterizzazione stessa dei protagonisti, offrendo personaggi ben realizzati e con movenze e colpi nettamente diversi l'uno dall'altro.

Sostanziali differenze anche sul fronte del gameplay vero e proprio: sebbene il fulcro dell'azione sia il solito, scontro impari di uno contro centinaia di avversari, le meccaniche alla base di tutto si differenziano notevolmente con ciò a cui eravamo abituati; anzichè prediligere il classico button mashing tipico di questo genere, viene data maggior importanza al tempismo con cui riusciremo a portare a segno i nostri fendenti. Premendo i tasti al momento giusto otteniamo combo nettamente più efficaci, capaci di stendere anche il più coriaceo dei nemici, cosa invece più complicata nel caso in cui ci si approcci a questo gioco nel classico e frenetico stile degli hack'n slash. Una novità sostanziale che rallenta il ritmo del gioco, rendendolo meno rapido ed un po' più tattico, riuscendo anche a differenziare Warriors: Legends of Troy dagli altri esponenti del genere. Altre caratteristiche inedite sono la possibilità di raccogliere le armi lasciate a terra dai nemici sconfitti, usandole normalmente come armi da lancio, infilzando dalla distanza gli avversari che cercheranno di fuggire dal campo di battaglia, una piccola novità che è comunque riuscita a regalarmi belle soddisfazioni. A questo va aggiunta anche la possibilità di effettuare scontri uno contro uno nei momenti salienti della trama; in questo specifico caso assume grande importanza la parata con la relativa contromossa, offrendoci quindi dei veri e propri boss fight capaci di variegare il gameplay, da sempre ripetitivo, degli hack'n slash.

Altro grande stravolgimento lo si può notare nello sviluppo del personaggio: non ci sono più level-up o armi da raccogliere o creare, ma un particolare schema a blocchi che starà a noi riempire coi vari potenziamenti, alcuni dei quali sbloccabili proseguendo nell'avventura. La moneta di scambio sono i Kleos, punti che otteniamo con l'uccisione dei nemici e che, oltre a rappresentare la valuta virtuale del gioco, servono anche per ripristinare la nostra energia vitale. Colpi con armi da lancio o esecuzioni frutteranno più Kleos, che poi si trasformeranno in veri e propri punti da spendere a conclusione di ogni missione.

Amore

Lo scontro tra Grecia e Troia

- Nulla da ridire sulla collocazione storica scelta da Tecmo Koei Canada; la guerra tra greci e troiani ben si presta alle classiche meccaniche di questo genere di giochi, offrendo scontri epici ed un cast che, seppur ridotto, presenta dei personaggi davvero carismatici. In cima a questa lista non può che esserci il terribile Achille, guerriero spietato e fortissimo che è riuscito ad esaltarmi in più di un'occasione. Ho apprezzato anche il particolare modo in cui la trama viene raccontata; oltre a sfruttare delle cut-scenes ben realizzate col motore grafico del gioco, all'inizio di ogni missione una voce fuori campo ci racconta gli eventi che andremo ad affrontare sfruttando delle vignette semi-animate create come le antiche raffigurazioni greche su vasi ed anfore, una scelta assolutamente azzeccata.

Tante novità

- Encomiabile la volontà di differenziare Warriors: Legends of Troy rispetto ai tanti altri hack'n slash disponibili. Le differenze a livello di gameplay, con un approccio meno frenetico e casuale, ma più lento e ragionato, danno una piccola ventata di novità ad un genere che non può certo vantare una grande frequenza di rinnovamento nelle meccaniche.

Potenziamento dei personaggi

- Anche in questo caso i programmatori hanno mostrato un certo coraggio, andando a modificare un aspetto cardine del genere. Levare la possibilità di livellare i personaggi non dev'esser stata una scelta semplice, ma il particolare schema a blocchi mi ha comunque piacevolmente colpito. I tantissimi upgrade acquistabili migliorano le prestazioni dei personaggi e le possibilità di combinazione sono davvero innumerevoli, consentendo al giocatore di personalizzare il proprio eroe come preferisce, magari puntando tutto sulla forza bruta e sull'attacco sacrificando altri aspetti.

Odio

Pochissime modalità

- Il peggior difetto di Warriors: Legends of Troy probabilmente. Oltre alla modalità Storia, composta da una ventina di missioni, resta ben poco a disposizione del giocatore. La mancanza di una modalità libera, nella quale si possa selezionare il nostro eroe preferito magari solo per potenziarlo all'estremo, si fa sentire e le modalità extra non riescono a colmarne il vuoto. Quello che rimane è la sola modalità principale che obbliga il giocatore ad utilizzare il personaggio preimpostato dal gioco, dovendo quindi ripetere sempre le stesse identiche missioni.

Longevità al di sotto della media

- Difetto direttamente collegato a quello appena menzionato. Sebbene la modalità Storia sia comunque lunga e ben strutturata, sarà difficile aver voglia di affrontare le stesse identiche missioni solo per il gusto di fare. L'unico motivo che può spingere il giocatore a ripeterle sono gli obiettivi sbloccabili, motivazione non certo sufficiente a garantire la solita ed elevata longevità a cui il genere ci ha abituato.

Un paesaggio desolante

- Certamente l'antica Grecia non poteva vantare costruzioni architettoniche sconfinate nè megalopoli, ma non credo fosse nemmeno ai livelli di desolazione che il gioco illustra; sono pochissime le occasioni in cui combatteremo circondati dai classici e affascinanti templi Greci, bensì saremo quasi sempre persi nelle campagne elleniche. I paesaggi si assomigliano troppo di missione in missione, offrendo una varietà davvero scarsa e risicata, portando ben presto alla noia ed ad uno spiacevolissimo senso perenne di deja vù. Una maggior varietà di panorami avrebbe certamente giovato ed immerso maggiormente il giocatore.

Collezionabili invisibili

- Una scelta a dir poco incomprensibile; in ogni messione abbiamo la possibilità di raccogliere degli oggetti segreti, che frutteranno un cospicuo numero di Kleos e quindi di punti da spendere. Peccato solo che tutti questi collezionabili siano praticamente invisibili: questi appaiono infatti magicamente dal nulla non appena ci avviciniamo alla loro presunta posizione, obbligando il giocatore a perlustrare palmo a palmo ogni anfratto dell'ambiente esplorabile, senza però poter vedere gli oggetti da una certa distanza. Stesso dicasi per alcuni obiettivi secondari che, invece di esser elencati ad inizio missione, appaiono dal nulla solo se andiamo nel posto in cui essi avranno luogo, posto ovviamente non segnalato in nessun modo in precedenza. Scelte forse atte a conferire maggiore longevità al titolo, ma che, personalmente, mi hanno portato più vicino alla frustrazione che alla voglia di scovarli in ogni angolo.

Tiriamo le somme

Warriors: Legends of Troy è un prodotto controverso: se da un lato è apprezzabile il vento di rinnovamento che il team canadese ha portato al genere, variandone il gameplay e molti altri aspetti importanti, alcune mancanze ne sacrificano evidentemente il valore complessivo. Le pochissime modalità proposte, praticamente solo una, ed una longevità stranamente al di sotto delle aspettative, mettono in difficoltà tutte le buone idee avute dai programmatori. Gli amanti del genere troveranno comunque buonissimi motivi per divertirsi con un prodotto un po' diverso dal solito, ma è difficile che chi non apprezza questo particolare genere trovi qualche motivo per provarlo. Un'occasione mancata, caratterizzata da difetti che, in molti altri giochi simili, ne erano i punti di forza. Peccato! 6.0

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