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Dragon Ball: Raging Blast 2

Recensione - Dragon Ball: Raging Blast 2

Dragon Ball, l’opera del celebre mangaka Akira Toriyama, rimane tutt’oggi uno dei sempreverdi brand giapponesi più famosi in tutto il mondo, contribuendo anche alla diffusione del genere degli shonen. La stessa regola viene mantenuta con costanza per la produzione di giochi dedicati a Goku e soci. Quest’anno il team di Spike ci ripropone il seguito dell’ultima serie uscita: Dragon Ball: Raging Blast 2. Scopriamo insieme nella nostra recensione se Kakaroth è migliorato o se ha messo su chili di troppo mangiando in continuazione tra una pausa e l’altra dei tornei.

Il Gioco

Dragon Ball: Raging Blast 2 è un picchiaduro che racconta a colpi di singoli combattimenti la storia di Dragon Ball Z, la serie animata più conosciuta dalle giovani generazioni tratta dall’opera di Akira Toriyama e prodotta da Toei Animation. Tra le numerose battaglie che ogni giocatore può rivivere ci sono sicuramente da menzionare la sanguinosa battaglia tra i Super Saiyan Goku e Vegeta, l’infinita lotta sul pianeta Namecc contro il malvagio e spregevole Freezer, la saga di Cell con i Cyborg C-16, C-17, C-18, C-19 e il Dottor Gelo e la storia conclusiva di Majin Bu controllato prima dal mago Babidy e Darbula e poi ribellatosi con una nuova forma, quella di Kid Bu, fino ad arrivare allo scontro finale.

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Dragon Ball: Raging Blast 2 supporta moltissime modalità tra cui, oltre a quella single player denominata “Galassia” che propone con una struttura diversa tutta la storia di Son Goku e soci, anche una online su Xbox Live in cui è possibile disputare sia battaglie in singolo in cui è possibile selezionare più di 90 personaggi, sia partecipare ad un torneo fino ad un massimo di 16 giocatori in cui i vari combattenti si scontreranno fino ad arrivare alla fase finale in cui verrà dichiarato il vincitore.

Amore

Grafica

- Seppur in Dragon Ball: Raging Blast 2 il miglioramento grafico sia minimo rispetto al predecessore, c’è comunque da congratularsi con lo sviluppatore Spike per essere riuscito a riprodurre i personaggi e le ambientazioni in maniera identica alla serie animata. È difficile trovare delle differenze se non nelle movenze di protagonisti e comprimari, ovviamente più fluidi nell’anime. Da segnalare anche alcune arene interattive in cui lo scenario è distruttibile come palazzi, montagne e rocce che potremo anche utilizzare per stordire l’avversario.

Ricchezza di contenuti

- Il gioco offre davvero tanti contenuti: Partita singola, Battaglia, Xbox Live e Torneo Mondiale (in cui potremo anche darci battaglia con la variante del Gioco di Cell, con l’unica differenza rappresentata dall’arena in cui combatteremo) sono le modalità principali che ogni giocatore dovrà affrontare. Per chi non ha modo di collegarsi ad internet, potrà combattere contro la CPU che si comporta abbastanza realisticamente. Partendo dalla “Modalità Galassia” il giocatore potrà rivivere l’intera storia della serie Z, mentre chi non ricerca il troppo impegno ma una giocata mordi e fuggi può buttarsi sulle Zone di Combattimento che propongono diverse arene con altrettanti set di personaggi da sconfiggere. In Battaglia possiamo scegliere di effettuare scontri singoli o di squadra oppure uno scontro di potenza con alcuni limiti regolabili. Grazie alla Personalizzazione Suprema possiamo invece modificare ogni singolo personaggio nei suoi aspetti tecnici (attacchi, abilità, oggetti), mentre il Museo ci permette di consultare l’enciclopedia personaggi composta da schede dettagliate, ascoltare le musiche del gioco, vedere immagini, video e replay degli scontri. Insomma ce n’è per tutti i gusti, anche per chi si vuole cimentare in battaglie online singole o in veri e propri tornei su Xbox Live.

Riproduzione fedele

- Grazie ai tanti personaggi presenti e riprodotti ottimamente, alle innumerevoli battaglie trasposte fedelmente dal manga e dall’anime ed ai vari tornei singoli come modalità a parte, Raging Blast 2 rappresenta una riproduzione fedele dell’universo di Dragon Ball, esattamente come era stato presentato anche nel primo gioco.

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Odio

Controlli e telecamera odiosi

- Il battle system di Dragon Ball: Raging Blast 2 è completamente differente da quanto visto in un’altra produzione recente di Namco-Bandai, Naruto Shippuuden: Ultimate Ninja Storm 2, in cui le mosse decisive sono affidate a quick time event in cui bisogna premere determinati tasti. Qui l’esito degli scontri è deciso dalla bravura del giocatore nel saper padroneggiare il complicato sistema di controlli, a partire dall’utilizzo di tasti improbabili come RT e LT per far spiccare il volo o far tornare a terra il protagonista. La situazione si complica ancor di più per l’esecuzione delle combo, che necessitano di molta precisione per essere eseguite, fin troppa per un titolo che non dovrebbe puntare su una platea tecnica. Al complicato sistema di controllo, che difficilmente riusciremo ad imparare dopo essere stati minuti su minuti a eseguire alla perfezione ciò che ci chiede il tutorial, dovremo far i conti con una telecamera problematica soprattutto quando il nostro nemico si trova sotto o sopra di noi: in questi casi non possiamo far altro che tentare di raggiungerlo sperando non ci intercetti o sparare attacchi a lungo raggio con il tasto Y che dovrebbero colpire automaticamente l’avversario, per regolarci sulla direzione da prendere.

Copia-incolla

- Dragon Ball: Raging Blast 2 non è altro che un “more of the same” in tutti i sensi: oltre a riproporre più o meno la stessa struttura invariata, con un leggero miglioramento grafico, alcune battaglie extra tratte da film animati ed un roster di personaggi di poco più ampio, si porta dietro anche difetti irrisolti come quello di una telecamera a cui ho già accennato.

Poca voglia di innovare

- Più che un difetto del gioco, è una speranza che molti videogiocatori come il sottoscritto nutrono per un titolo futuro dedicato alla serie. Certamente Dragon Ball, soprattutto la serie Z, è passata alla storia come un’opera composta da centinaia di strabilianti e frenetici combattimenti ogni volta sempre più coinvolgenti e con mille varianti e trasformazioni dei personaggi. Si è tralasciata però tutta la trama vera e propria ed i giochi tratti dalla serie non fanno che riproporre solo la componente picchiaduro. Sarebbe fantastico un gioco in cui ai combattimenti fedelmente riprodotti venga affiancata una modalità avventura in cui si possano rivivere i momenti esplorativi della serie: il regno dell’aldilà percorrendo l’infinito serpentone, la ricerche delle sfere del Drago su Namecc, il pianeta dei Kaiohshin e tanti altri. Un po’ di coraggio ed innovazione non guasterebbero.

Tiriamo le somme

Dragon Ball: Raging Blast 2 non riesce a rinnovare completamente la struttura di base già vista con il suo predecessore ed anzi si porta con sè alcuni problemi irrisolti che affligevano il primo capitolo. Un miglioramento minimo della grafica, un piccolo cambiamento nella struttura della storia e qualche altra feature non possono bastare a giustificare un acquisto per chi ha già avuto modo di giocare al primo Raging Blast. Al contrario, per chi si affaccia per la prima volta ad una trasposizione videoludica di Dragon Ball su console next-gen, il titolo di Spike e Namco può rappresentare una buona offerta, seppur i controlli non siano soddisfacenti. 7.0

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L'autore

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Dopo aver iniziato a bruciare la Play con Crash Bandicot, ha poi saltato una generazione intera di console. L'incontro con la 360 avviene nel 2007 a San Marino, nel tentativo di evadere un po' di tasse. La sua folle passione per Gears of War lo porta ad entrare in MX e a sognare un giorno di lavorare per Epic Games, per i quali è già diventato moderatore del forum ufficiale.

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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