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Majin and the Forsaken Kingdom

Recensione - Majin and the Forsaken Kingdom

Majin è un gigante buono dagli immensi poteri, l’unico in grado di poter contrastare la forza oscura che sta lentamente attanagliando il mondo conosciuto: i suoi poteri sono però svaniti da tempo, prosciugati e occultati dalle forze del male. Per salvare il mondo, Majin ha bisogno di un amico che lo aiuti a ritrovarli e lo guidi al cospetto della forza oscura per sconfiggerla una volta per tutte. Impugniamo il joypad e prepariamoci ad affiancare Majin in questa missione: ecco a voi la recensione di Majin and the Forsaken Kingdom.

Il Gioco

Majin and the Forsaken Kingdom è un gioco d’azione che basa il suo gameplay da una parte sulla risoluzione di puzzle ed enigmi e dall’altra su sequenze di gioco prettamente platform. La struttura del titolo di Bandai-Namco ripercorre pertanto gli stilemi tipici del genere platform organizzato a livelli, dove l’avanzamento di gioco è legato a doppio filo con la soluzione degli enigmi man mano proposti. Essendo però anche un gioco d’azione, Majin and the Forsaken Kingdom non disdegna di proporre situazioni basate sul combattimento con armi bianche e magie. Ciò che inoltre caratterizza il gioco è senza dubbio la presenza di due protagonisti, Tepeu (il nostro alter-ego) e Majin, una sorta di troll gigante dagli immensi poteri addormentati: è proprio sulla collaborazione tra i due che il gameplay fa ruotare tutte le sue meccaniche e le sue peculiarità.

Il plot narrativo di Majin and the Forsaken Kingdom ci immerge in un mondo dalle tinte fantasy martoriato dalla presenza di una forza oscura, che sta mano a mano gettando la popolazione nella tenebra: Tepeu ha intenzione di combattere tale oscurità ma, per poterlo fare, scoprirà di dover necessariamente appoggiarsi sull’aiuto di Majin. Il troll gigante era un tempo il guardiano del regno ma, alla venuta dell’oscurità, è stato addormentato e deturpato di tutti i suoi immensi poteri. Ecco dunque che il sodalizio tra i due personaggi diviene fondamentale per poter portare avanti la missione: Tepeu aiuterà Majin ha recuperare i suoi poteri, mentre quest’ultimo farà della sua forza bruta un’importante arma per combattere le entità malvagie generate dalla forza oscura.

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La cooperazione tra i due non è però deputata al solo combattimento (dove potremo ad esempio mettere in atto combo di coppia) ma anche, e soprattutto, alla risoluzione degli enigmi di cui è costellata la strada per giungere allo scontro con la forza oscura: da questo punto di vista, Majin diverrà molto utile per aprire portoni enormi e sfondare ostacoli piuttosto che aiutare Tepeu a saltare più in alto o a lanciarlo verso luoghi altrimenti irraggiungibili. D’altro canto, durante i combattimenti, Majin potrà fare buon uso della sua forza per far crollare pareti contro i nemici: riacquisendo con il progredire dell’avventura i suoi poteri celati, il gigante diverrà sempre più potente nonché essenziale per far fronte alle più disparate necessità. Per quanto riguarda i combattimenti è importante sottolineare come il titolo di Bandai-Namco consenta di adottare anche approcci stealth alle diverse situazioni: avvicinandosi di soppiatto al nemico è difatti possibile metterlo al tappeto con una mossa istantanea.

Facendo riferimento alla giocabilità, l’interazione di Tepeu con Majin è basata su semplici comandi da impartire a quest’ultimo: dal farsi seguire o far stare fermo il troll, fino alla richiesta di azionamento di meccanismi e di attacco o ruggito verso il nemico. L’esecuzione di tali comandi è semplice: basta premere il grilletto destro, puntare un bersaglio e premere il tasto corrispondente all’azione che si desidera venga effettuata da Majin.

In linea con la tradizione orientale, Majin and the Forsaken Kingdom non tralascia di arricchire il gameplay con qualche spruzzata di elementi ruolistici: tra tesori e gemme da recuperare, i due personaggi possono man mano salire di livello aumentando qualità come forza e resistenza, nonché migliorare il loro legame di amicizia rendendolo sempre più stretto e redditizio. Non ultima la possibilità di vestire Tepeu con indumenti recuperati durante l’avventura, in grado di attribuirgli determinate abilità speciali. Majin and the Forsaken Kingdom è infine completamente localizzato in lingua italiana.

Amore

Design d’oriente

- Come spesso accade per la maggior parte dei titoli di origine orientale, ciò che maggiormente colpisce maggiormente sono senza dubbio design e scelte stilistiche: anche Majin and the Forsaken Kingdom non si sottrae a questa regola, sfoggiando un caratterizzazione dei personaggi ed un design generale indubbiamente interessanti e particolareggiati. Da ciò ne guadagna senza dubbio l’atmosfera di gioco e, più in generale, l’immedesimazione con il protagonista e con Majin. Soprattutto quest’ultimo, vero protagonista del gioco, è davvero ben caratterizzato, tanto che spesso sono più le sue espressioni facciali a trasmettere le emozioni che prova in maniera vivida e divertente.

Amici per la pelle

- La cooperazione tra Tepeu e Majin è pietra fondante del gameplay di Majin and the Forsaken Kingdom: fortunatamente questa funziona molto bene. Impartire gli ordini a Majin è difatti semplice ed intuitivo, tanto che rare volte mi sono trovato in difficoltà nel gestire le possibilità di interazione che avevo; il design dei livelli spinge inoltre a fare buon uso di tale cooperazione, donando il giusto peso ad entrambi i componenti della coppia. Sfruttare bene la cooperazione è inoltre appagante: rinchiudere i nemici dietro pesanti portali dopo averli attirati in trappola o vedergli franare addosso pareti di roccia sospinte da Maijn, sono esempi di come una buona interazione tra Tepeu e Majin stuzzichi il giocatore a trovare espedienti per avere la meglio sul nemico nella maniera meno rischiosa possibile.

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Odio

Altalena ludica

- Ciò che più mi ha infastidito del titolo di Bandai-Namco è senza dubbio il suo ritmo di gioco, troppo incostante nello svolgersi: dalla lentezza di alcune fasi di risoluzione degli enigmi alla frenesia di alcuni scontri, il gioco soffre di cali di tensione ed acuti che, in linea generale, macchiano l’esperienza di gioco nel suo svolgersi. Da questo punto di vista mi è apparso inoltre frustrante il backtracking obbligato in alcune circostanze per poter sbloccare vie altrimenti inaccessibili che, ancora una volta, ha influito negativamente sul ritmo di gioco: poiché i livelli sono collegati uno all’altro, sono dovuto spesso tornare sui miei passi per scovare il modo di aprire vie precluse più avanti, imbattendomi in scontri con nemici che magari avevo appena superato, così da dare origine a situazioni indubbiamente noiose e frustranti.

Realizzazione grafica

- Se da una parte il design e le scelte stilistiche operate dagli sviluppatori mi hanno piacevolmente colpito, dall’altra l'impianto prettamente visivo ed estetico del gioco non ha fatto altrettanto: il titolo di Bandai-Namco pecca difatti in pulizia visiva, mostrando un comparto tecnico non propriamente al passo con i tempi, caratterizzato da texture poco particolareggiate e raramente impreziosite da effetti particolari. Una realizzazione estetica più all’avanguardia avrebbe certamente giovato alla già buona atmosfera di gioco, soprattutto in considerazione di un reparto audio invece ben realizzato, più ispirato e dotato di una completa localizzazione in italiano di discreta fattura.

Tiriamo le somme

Majin and the Forsaken Kingdom è un titolo indubbiamente interessante grazie al suo eclettico gameplay, in grado di miscelare l’azione dei combattimenti alle fasi platform e alla risoluzione degli enigmi per la prosecuzione dell’avventura. La cooperazione tra Tepeu e Majin funziona inoltre bene, donando al gameplay delle sfaccettature tattiche non indifferenti: al di là però di un comparto estetico non certo al passo con i tempi (benchè impreziosito da un design ispirato e di livello), ciò che più macchia l’esperienza ludica offerta dal titolo di Bandai-Namco è senza dubbio il suo ritmo di gioco, troppo incostante e spesso smorzato da sessioni di backtracking fastidiose e frustranti. Da tutto ciò ne deriva un esperimento riuscito a metà, comunque certamente apprezzabile agli occhi degli appassionati di action game in grado di chiudere un occhio di fronte ad una struttura di gioco ed un evolversi dell’avventura non impeccabile, a favore di un gameplay solido e variegato. 7.8

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Commenti

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