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The Talos Principle II

Recensione - The Talos Principle IIXbox Series X | S DigitalGame

A ben otto anni dal successo del primo capitolo, Croteam ci consegna ora The Talos Principle II, con l’ambizione di superare le già alte vette qualitative raggiunte dal capitolo originale. Saranno riusciti nell’impresa? Scopriamolo assieme nella nostra recensione.
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Il Gioco

Nella mitologia greca si narra che il titano Prometeo, da sempre amico dell’umanità e sostenitore del progresso, decise di rubare il fuoco agli Dei per donarlo ai mortali. Un gesto mosso dal desiderio di aiutare la razza umana a sopravvivere e prosperare. Ma Zeus, furibondo dopo aver scoperto il gesto del titano, decise di punirlo incatenando Prometeo e facendolo sprofondare nel Tartaro, nel centro della Terra, per l’eternità. L’umanità ora è però estinta. Come già sa chi ha giocato il primo episodio della serie, il cambiamento climatico ha fatto sciogliere i ghiacci artici dai quali si è liberato un mortale virus, che ha spazzato via l'intera popolazione umana lasciandosi alle spalle solamente città vuote e silenziose. Prima che ciò accadesse, però, un team di scienziati guidati dalla dottoressa Alexandra Drennan è riuscito nell’impresa finora riservata solo agli Dei: ricreare la vita, seppur artificiale e meccanica.

MX Video - The Talos Principle II

Da qui inizia la nostra avventura, più di mille anni dopo la conclusione del capitolo precedente, nei panni di un Robot creato dai suoi stessi simili, che si definiscono i nuovi umani. I loro corpi sono di metallo, ma la loro mente è ricca della storia, cultura e filosofia umana. Hanno tutti una propria personalità, una propria “anima”. Sotto la guida della Fondatrice Atena, che altri non è che la protagonista del primo capitolo, i nuovi umani hanno quasi ultimato la costruzione della loro prima città, Nuova Gerusalemme, una splendente città nei pressi di una decaduta metropoli appartenente ai loro antenati umani. Il protagonista di questa nuova avventura è il millesimo, e ultimo previsto, nuovo umano a prendere vita, perché la fondatrice Atena ha settato come 1000 abitanti il numero ideale per poter iniziare questa nuova civiltà, senza compromettere l’ecosistema naturale della Terra.

Tutto è sempre perfetto, è un giorno di festa per la nascita di 1K (soprannome che ci viene affidato fin da subito), ma le cose non sono perfette come sembrano. Scopriamo presto che Atena è da tempo andata via senza fare più ritorno, lasciando la città emotivamente fragile a causa della sparizione della loro Messia. Inoltre scopriamo che, sotto gli splendidi palazzi bianchi e le statue d’oro, ci sono più problemi di quanto non sembri, tra strani cali energetici, società segrete, paure, sogni e desideri di vari abitanti che iniziano a interrogarsi sul loro posto nel mondo e oltre. Questo già delicato equilibrio viene scosso dall’arrivo di un’entità fatta di pura energia chiamata Prometeo, che appare alla nuova umanità sotto le sembianze del titano greco e invita gli umani a cercarlo per poter ottenere la conoscenza per progredire. Prometeo, prima che possa rivelare troppo, viene però incatenato da una certa Pandora, riducendolo al silenzio.

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Tutti gli abitanti sono scossi, emozionati ma anche intimoriti da questa rivelazione. Chi e cosa è Prometeo? Da dove viene? Come se non bastasse, grazie alle tracce energetiche lasciate da questo, si viene a scoprire il luogo d’origine di tutto ciò: un’enorme Megastruttura, situata in un isola lontana e tecnologicamente avanzata. Ma se l’umanità è estinta, chi l'ha costruita? E com'è possibile che nessuno si sia accorto di nulla? Tutte queste domande spingono un team di cinque esploratori, tra cui 1K, a indagare sulla struttura. Da qui inizierà un viaggio di scoperta e consapevolezza in cui i nuovi umani saranno messi di fronte al loro futuro o alla loro distruzione.

La componente narrativa del gioco, a differenza del predecessore, qui è molto più presente e tesse la rete di una storia profonda e affascinante. Mentre esploriamo l’isola, risolvendo i numerosi puzzle che ci permettono di proseguire all’interno della Megastruttura, troveremo diversi segreti e retroscena che ci faranno interrogare su diversi temi, per nulla banali e semplici. L’area di gioco si estende oltre l’isola ed è suddivisa in 4 regioni diverse, a loro volta composte da tre enormi mappe completamente esplorabili. Il team di sviluppo ha deciso per questo nuovo titolo di mettere da parte il motore proprietario Serious Engine, abbracciando l’Unreal Engine 5, con gli artisti del team che hanno creato e modellato scenari bellissimi pescando a piene mani da tutti i tool del nuovo Unreal. Più di una volta mi sono fermato ad ammirare i panorami, gli scorci, i fiumi e le strutture che compongono le varie mappe, a testimonianza dell’ottimo lavoro svolto dal team.

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Parlando del gameplay il gioco non si discosta dal suo predecessore: possiamo scegliere tra prima e terza persona, e l'avventura ci vede esplorare diverse aree ognuna con un diverso puzzle da risolvere, utilizzando diversi strumenti come cubi, pedane a pressione, raggi laser colorati da direzionare per attivare diversi meccanismi, un dispositivo che apre portali tra i muri e così via. Le aree puzzle non sono mai troppo vaste, evitando quindi al giocatore lunghe camminate tra i vari meccanismi che avrebbero reso più snervante l’esperienza. Tutto quello che vi serve per risolvere i puzzle è lì di fronte a voi, ma sarà la vostra astuzia e perspicacia a guidarvi verso il completamento. A differenza del primo gioco però, dove nelle fasi finali la curva di difficoltà cresceva troppo prepotentemente, qui i puzzle sono tutto fuorché troppo complicati, ma vi daranno comunque una certa soddisfazione una volta completati. Sia chiaro, non sono certo facili, eccetto magari per i primi che servono a introdurre le diverse meccaniche, ma sono comunque ben bilanciati con la giusta curva di difficoltà per tutti i giocatori.

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Tra i puzzle da risolvere, l’esplorazione delle mappe e la scoperta di segreti e verità, l’avventura vi terrà compagnia tra le 20 ed oltre le 30 ore, a seconda che vi concentriate sulla storia principale o siate intenzionati a scoprire proprio tutto ciò che il mondo di The Talos Principle II nasconde. Oltre ad un gameplay accattivante e un comparto tecnico incredibilmente solido, il gioco offre un comparto musicale eccellente, con musiche e melodie poderose che accompagnano il giocatore durante tutto lo svolgimento dell’avventura. Ottimo anche il doppiaggio in lingua inglese e la recitazione dei vari protagonisti, che riesce a dare carattere, personalità e peculiarità a dei Robot tutto fuorché espressivi e praticamente identici tra di loro. Segnalo inoltre la presenza di due setting grafici “Qualità” e “Prestazioni”, dove il primo permette di far girare il gioco con un sistema di illuminazione incredibilmente realistico, sacrificando ovviamente il framerate, mentre il secondo farà girare il gioco a 60 fotogrammi al secondo, compromettendo però la resa visiva globale. Dopo aver provato a fondo il gioco in entrambe le modalità, il mio consiglio è di giocarlo con settaggio Qualità, perché mentre i frame-rate non sono così importanti in un’avventura dai ritmi piuttosto rilassati, il colpo d’occhio visivo di alcuni scorci invece vi rimarrà impresso per tanto tempo. Ultima nota, dolente in questo caso: il gioco è disponibile unicamente in lingua inglese, sia nel doppiaggio che nei sottotitoli.

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Amore

Un’avventura tutta da scoprire

- Ho trovato l’esperienza di The Talos Principle II molto convincente, con questo mix tra puzzle game e adventure ottimamente riuscito. Il gameplay vi darà molte soddisfazioni mentre procedete alla rivelazione di luoghi mistici e snodi narrativi importanti, dando un senso di scoperta e mistero molto suggestivo. Vi ritroverete spesso a pensare “un ultimo puzzle e poi smetto”, per poi ritrovarvi tempo dopo ancora li, a risolvere enigmi e scoprire misteri.

Gameplay brillante

- Il gioco non offre abilità particolari al nostro 1K, con il robot che può solamente di correre, saltare e afferrare oggetti. Ma è come useremo i tool dei puzzle a nostra disposizione che ci darà un senso di appagamento e sfida. Non ci sono battaglie impossibili o Game Over nel caso di fallimento in qualche fase platform, rendendo tutta l’esperienza piacevole, rilassante e molto appagante. Apprezzata anche la possibilità di giocare sia in prima che in terza persona, permettendo anche a chi soffre di motion sickness di approcciare il titolo senza problemi. Inoltre spesso nel gioco ci si trova a dialogare con diversi personaggi, con una struttura di dialoghi a scelta multipla che vi darà la possibilità di dire la vostra in determinate situazioni. Occhio però, perché i personaggi si ricorderanno il vostro punto di vista sulle tematiche affrontate.

Musica per le mie orecchie

- Non c’è che dire, i compositori di Croteam sanno il fatto loro. Lo si era già capito con le musiche del primo capitolo, sacre e seducenti, ma con il lavoro svolto su The Talos Principle II si sono davvero superati. Da melodie elettroniche a opere corali, la colonna sonora del gioco è parte complementare dell’esperienza e vi farà immergere ancora di più nel mondo di gioco.

Direzione artistica di alto livello

- Ho trovato la cura posta nel realizzare i biomi naturali e le strutture dell’isola molto accattivante. Se per gli scenari naturali comunque ci si trova a esplorare luoghi piuttosto familiari, è nell’architettura post-umana che gli artisti del team di sviluppo hanno dato il meglio di sé. Statue imponenti di uomini e dei, edifici dalle forme aliene e dalle dimensioni monumentali, con il perenne scontro tra natura e tecnologia che lotta per il dominio. Dallo stile architettonico brutalismo fino a geometrie più sinuose, c’è molto da vedere e ammirare in The Talos Principle II.

Società post-umana

- Menzione particolare va anche a Nuova Gerusalemme e i suoi abitanti. Mentre la città la si può visitare in diverse occasioni durante l’avventura, è l’interazione con i suoi abitanti che mi ha molto colpito, grazie all’utilizzo di un social network che ogni robot ha in dotazione nella sua interfaccia. Saremo invitati quindi a discutere di vari temi di natura politica o etica, o magari a commentare semplicemente il quadro che un abitante ha realizzato e postato sul social network, scegliendo tra varie linee di dialogo disponibili. Inoltre tutti quanti si ricorderanno della vostra opinione, portando anche a svolte narrative inedite interessanti. Un’altra cosa che ho trovato molto divertente è la presenza di una specie di “sala giochi” per tutti i robot. E sapete qual è il tipo di gioco per cui i nuovi umani vanno matti? Le avventure testuali. Vi consiglio di provarle!

Odio

I robot non parlano italiano

- Il vero grande difetto che ho trovato nel gioco è la totale mancanza della lingua italiana. Mentre il primo capitolo poteva contare su una traduzione e un doppiaggio italiano di altissimo livello, qui è tutto rimasto in lingua inglese, dal doppiaggio ai sottotitoli e testi a schermo. Mentre per risolvere i puzzle, che è il cuore del gameplay, non è necessario sapere l’inglese, in tutte le attività collaterali la situazione cambia, con il rischio che chi non conosce bene la lingua di albione si possa perdere dialoghi e monologhi importanti per lo sviluppo della trama. In nostro parziale aiuto arriva il log, che permette di rileggere tutti i dialoghi che abbiamo sentito durante il gioco, consentendo a chi si è perso qualche passaggio durante la conversazione di rileggersi tutto con calma in qualsiasi momento, ma rimane comunque la necessità di conoscere l'inglese. E' un gran peccato, perché i temi trattati da The Talos Principle II meriterebbero di essere affrontati con attenzione da chiunque. È “solo” un videogioco, certo. Ma parla di noi, nel bene e soprattutto nel male.

Qualche imperfezione qua e là

- Nonostante l'ottimo lavoro svolto nel comparto tecnico, mi preme segnalare che sono presenti alcune imperfezioni grafiche sui terreni. Mentre l’impatto generale si mantiene su altissimi livelli, ammirando più da vicino alcuni elementi grafici si possono notare texture in bassa definizione oppure un maldestro utilizzo dello strumento di colorazione del terreno di Unreal Engine, portando a strane macchie di terra o neve sul terreno.

Tiriamo le somme

The Talos Principle II arriva sul mercato confermandosi come uno dei puzzle adventure migliori di sempre. Un’esperienza unica e affascinante, che vi terrà incollati allo schermo per decine d'ore. Non è esente da difetti e mancanze, soprattutto per quel che concerne la traduzione, ma la miscela tra puzzle game e adventure funziona perfettamente, catturando il giocatore dall’inizio alla fine, infrangendo la nostra etica e ponendoci davanti a tematiche che mai ci saremmo aspettati di affrontare in un videogioco. Come Prometeo che rubò il fuoco agli dei per permettere all'umanità di crescere e prosperare, Croteam ci consegna un’avventura che ci fa riflettere e, perché no, anche migliorare la nostra consapevolezza della società in cui viviamo. Perché The Talos Principle II è il nostro futuro, ma anche il nostro passato, dove il fuoco degli dei invece di salvarci, ha bruciato tutto.
9.1

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L'autore

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Nato 500 anni dopo la sua epoca ideale, è un appassionato di videogiochi e cinema fin da quando era bambino. Megalomane, egocentrico e inspiegabilmente affascinante, crede di sapere tutto sul mondo videoludico e cinematografico, non accettando obiezioni. Nessuno è pari alla sua magnificenza.

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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