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Rebel Cops

Recensione - Rebel Cops

I bielorussi Wehappy Studio si allontanano momentaneamente dalle meccaniche gestionali di This is the Police per offrirci una storia poliziesca dominata dai combattimenti a turni, stile XCOM: nasce così Rebel Cops, che abbiamo testato a fondo per parlarvene nella nostra recensione.

Il Gioco

Le cose non vanno benissimo nella cittadina americana di Ripton: un boss del crimine locale, Victor Zueg, è diventato talmente potente da comprare la complicità delle forze di polizia locali, che così lo lasciano condurre indisturbato i propri traffici. Non tutti i poliziotti di Ripton sono però corrotti: un manipolo di impavidi ribelli lascia il proprio posto al commissariato per formare una forza di polizia parallela, finanziata segretamente dai cittadini ormai stanchi della situazione, per muovere guerra all'impero criminale di Zueg: nascono così i Rebel Cops.

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Il nuovo titolo di Wehappy Studio ci mette al comando di questa forza di polizia alternativa che, pur agendo al di fuori della legge, non dimentica però le proprie origini ed il rispetto di un certo modus operandi; piuttosto che affrontare ogni situazione a pistole e fucili spianati, gli ex-poliziotti di Ripton preferiscono infatti muoversi di soppiatto, inabilitare ed arrestare i malviventi, così da evitare un'inutile e dannosa escalation di violenza. Questo si traduce, dal punto di vista del giocatore, in un gioco strategico a turni con visuale isometrica che trae ispirazione dalla serie XCOM distaccandosene però molto per meccaniche ed approccio all'azione.

MX Video - Rebel Cops

Per prima cosa, in Rebel Cops non c'è alcuna componente manageriale o di gestione della propria base: tutto quel che possiamo fare tra una partita e l'altra è acquistare nuovi equipaggiamenti (armi, proiettili, giubbotti antiproiettile, taser, ecc) con i guadagni delle missioni precedenti, dopo di che non ci resta che affrontare la prossima missione mostrata sulla mappa della città. Le missioni offerteci, circa una decina in tutto, possono andare dall'assalto ad una sede delle attività criminali di Zueg al rapimento di suoi alleati importanti, che ci riveleranno così importanti informazioni sui traffici e gli affari del boss criminale. Ognuna di queste può essere ambientata tra strade e locali chiusi, nei quali dovremo irrompere sfruttando adeguatamente ogni copertura offerta dall'ambiente.

Prima di una missione dobbiamo selezionare un massimo di 6 poliziotti da portare con noi, tenendo presente che quelli che hanno partecipato alla missione precedente saranno stanchi e quindi avranno prestazioni inferiori; una volta selezionati vanno poi equipaggiati e si possono anche scegliere una serie di obiettivi secondari affidatici dai cittadini (ad esempio reperire oggetti trafugati dai criminali, salvare familiari e così via), il cui completamento ci permetterà di aumentare il nostro livello di popolarità e, di conseguenza, abbassare il prezzo degli oggetti nel negozio dell'equipaggiamento.

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Una volta scesi sul campo, l'azione si svolge più o meno come vi aspettereste da un XCOM: ogni poliziotto ha due o tre punti azione da spendere ad ogni turno, utilizzabili per muoversi, interagire con specifici oggetti (ad esempio aprire porte) o attaccare, dopo di che una volta che tutti hanno esaurito le proprie azioni si passa agli avversari. I nemici non sono tutti visibili da subito sul campo di gioco ma possiamo vedere solo quelli nel raggio visivo della nostra squadra, anche se in molte missioni possiamo contare sull'aiuto di un cecchino "fuori campo" che può esaminare l'interno degli edifici, purché abbiano finestre, per rivelare chi c'è all'interno.

Tranne che per due-tre missioni particolari, in generale i nemici non sono al corrente della nostra presenza all'inizio della missione, quindi possiamo sfruttare questo vantaggio per avvicinarci loro di copertura in copertura e stenderli silenziosamente con l'uso di manganelli e taser, per poi arrestarli (azione che li rimuove automaticamente dalla mappa); in seguito potremo contare anche su pistole silenziate che ci permetteranno di uccidere silenziosamente a distanza i nemici (ma l'arresto ci frutta maggiori punti XP, sfruttabili per migliorare i nostri poliziotti). Ma quando le cose si mettono male, lo scontro a fuoco è inevitabile e qui diventa essenziale sfruttare le coperture ed indossare delle protezioni antiproiettile per uscirne vivi, visto che basta un colpo alla testa per morire o, se colpiti al corpo, per dissanguarci nel giro di 4 turni a meno che un compagno non ci curi con un kit medico (purché equipaggiato prima della missione). E non è neanche possibile salvare prima di ogni turno come accade con altri titoli del genere: ogni missione ci fornisce infatti un massimo di salvataggi possibili, da dosare quindi attentamente nel corso dell'azione per non rimanere senza.

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Questa struttura dà vita a missioni molto appassionanti, generalmente composte da una prima fase esplorativa e maggiormente stealth, che poi sfociano nella sparatoria contro numerosi nemici quando la nostra presenza diventa palese; alla fine di ogni missione i poliziotti partecipanti raccolgono XP e salgono di livello acquisendo nuovi tratti utili sul campo (miglior mira, maggior velocità, miglior capacità di schivare i proiettili, possibilità di ritentare se un colpo va a vuoto, ecc), preparandosì così per la missione successiva fino al completamento della storia, per un totale di oltre una decina d'ore. Il tutto è reso più fruibile anche nel nostro paese dalla completa localizzazione dei testi a schermo, mentre non sono presenti dialoghi parlati.

Amore

Operazioni di Polizia

- L'aspetto che ho maggiormente gradito di Rebel Cops, oltre alle meccaniche simil-XCOM che sono sempre gradite, è l'utilizzo di tecniche tipiche delle forze di Polizia come l'impiego di manganelli e taser per risolvere la maggior parte delle situazioni in maniera silenziosa e non letale. E' perfino possibile intimare ai nemici di arrendersi con le mani in alto, anche se tutte queste azioni non hanno sempre successo: dipende dalla distanza dai nemici e dall'abilità maturata dai nostri uomini, unitamente al tipo di arma impugnata. Si tratta comunque di una gradita variante alla classica azione tattica a turni che rende il tutto maggiormente fresco e nuovo.

Design artistico

- Molto bello il design "cartoonoso" adottato dagli sviluppatori, con ambienti e personaggi disegnati come in un fumetto americano. Le ambientazioni sono tutte ricche di dettagli e molto ben definite, ed il tutto risulta molto piacevole alla vista.

Odio

Qualche passo indietro per il genere

- Se Rebel Cops trae con successo ispirazione da giochi come XCOM, c'è anche da dire che non tutto è realizzato come nei titoli delle serie strategiche più blasonate: il principale punto a sfavore del gioco è l'impossibilità di ruotare la visuale sull'area di gioco, costringendoci ad una vista isometrica impostata in una direzione fissa. Questo crea a volte dei problemi quando ci si deve muovere dietro ad edifici e muri nascosti alla nostra vista, portando a qualche errore. Non è inoltre presente la componente verticale, che ci avrebbe permesso di sfruttare il vantaggio dell'altezza e di adottare strategie più elaborate. Infine l'IA dei nemici non è complessissima, cerca semplicemente di muoversi verso la fonte dei rumori e, negli edifici compresi da numerosi locali, non è inusuale vederli ammucchiare tutti contro un muro, dietro il quale siamo noi, piuttosto che cercare una strada alternativa per raggiungerci. Sicuramente problemi dovuti ad uno sviluppo non lunghissimo e con risorse limitate.

Tiriamo le somme

Se dopo le abbuffate di XCOM e Mutant Year Zero siete a digiuno di titoli strategici a turni e ne volete di più, Rebel Cops costituisce una gradevolissima alternativa dal focus maggiormente stealth e che vi terrà occupati per diverse ore ad un prezzo sicuramente adeguato per il tipo d'esperienza proposta. Ed anche se realizzazione tecnica non è allo stato dell'arte, è sicuramente un titolo che gli amanti del genere dovrebbero tenere in considerazione.
7.5

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L'autore

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Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, nel 2002 è cofondatore di MX. Il sito parte per gioco ma diventa una parte sempre più importante della sua vita insieme a lavoro, famiglia e troppi altri interessi: questo lo costringe a rimandare continuamente i suoi piani di dominio sul mondo.

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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