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SUPERHOT

Recensione - SUPERHOTXbox One DigitalGame

In un genere come quello degli sparatutto, in giro dall'inizio degli anni '90, è molto difficile apportare innovazioni serie. Si può rendere il gioco acrobatico, mettere nuove ambientazioni, multiplayer con sempre più feature, ma il succo del discorso difficilmente cambia: sparare con riflessi fulminei a tutto ciò che si muove. SUPERHOT mette però sul tavolo un'idea estremamente originale: un FPS dove il tempo si muove solo quando lo fa il giocatore, offrendo quindi un surreale misto di sparatorie frenetiche e una gestione quasi a turni. Rivoluzione riuscita?

Il Gioco

Avviare SUPERHOT è come far partire un vecchio computer, quelli che giravano ancora con DOS, con i sistemi operativi come Windows ancora lontani dall'arrivare. La schermata mostra il check di tutti componenti dell'hardware e poi si avvia il sistema operativo simil-DOS, con un'interfaccia che ricorda molto i gestori file di allora come il buon vecchio Norton Commander. All'inizio finiamo inoltre in una chatroom simulata dove un nostro amico tesse le lodi di questo nuovissimo gioco ancora in fase di testing, ma che già ora risulta particolarmente interessante. Senza perdere ulteriore tempo, ci manda il file: superhot.exe. Ce lo ritroviamo quindi nella directory principale dell'OS, ma c'è tutto un mondo da esplorare in questo prompt simil-DOS fittizio: tech demo in ASCII, progetti di lavoro come circuiti elettrici, demo di giochi (sempre in ASCII), e molto altro. Ma questo è solo un contorno, tra l'altro molto dettagliato e che può rubare tranquillamente parecchio tempo al giocatore. E' nel nuovo file ricevuto in chat che si nasconde l'essenza del titolo. Ecco SUPERHOT.

Avviamo l'eseguibile e, dopo un breve caricamento che sa di trip, ci si ritrova subito in mezzo all'azione. Il tempo è praticamente fermo (in realtà va avanti di pochi millesimi al secondo), la visuale è in prima persona e ci troviamo davanti un nemico astratto interamente colorato di rosso al quale vediamo la testa spappolarsi proprio davanti ai nostri occhi. Il nostro personaggio tiene una pistola nelle mani, di colore bianco come praticamente tutto il resto del mondo; spezzano il monocromatismo solo le forze nemiche sono in rosso e gli oggetti utilizzabili (come le armi, ma non solo) in nero. Presto ci si rende conto che il tempo è ancora congelato, finché non decidiamo di muoverci nel bianchissimo edificio dove si svolge il primissimo livello. Pochi passi dopo spuntano altri due nemici, ed è qui che le meccaniche in gioco vengono testate al meglio. I proiettili dei nemici sono visibili e addirittura schivabili muovendosi lentamente, dato che il tempo stesso procede in base ai nostri movimenti dandoci così tutto il tempo per ragionare sulle prossime mosse da fare.

MX Video - SUPERHOT

I livelli vanno completati eliminando tutti i nemici presenti, ed i modi per farlo sono molteplici. Il primo, il più standard, è quello di utilizzare le armi che si trovano nel livello o che si vanno a sottrarre agli anonimi nemici colorati di rosso. Nel caso di armi da fuoco, come pistole, mitra e fucili a pompa, bisogna tener conto anche di una quantità molto ridotta di proiettili. Finiti quelli, però, si può sempre lanciare la propria arma sia per intercettare proiettili nemici che per stordire chi cerca di eliminarci, facendogli anche perdere l'arma che impugna così da raccoglierla al volo. C'è anche una buona varietà di armi corpo a corpo come spade e mazze da baseball, anche queste non infinite ma soggette ad usura, quindi si rompono dopo un po'. Ma non ci sono solo le armi: i livelli sono spesso pieni di oggetti colorati di nero come bottiglie, estintori, quadri, televisori e molto altro, che possono essere raccolti e lanciati per arrecare danni. Difficilmente risultano letali, ma sono utili per stordire gli avversari e magari disarmarli. E' infine anche possibile fare attacchi corpo a corpo con pugni e gomitate; solitamente servono tre di questi colpi per abbattere un nemico, ma in alcuni casi è addirittura possibile atterrargli in testa per un'uccisione immediata.

Tutte le nostre tattiche e azioni nel gioco sono comunque dettate dal tempo impiegato per ogni azione: quando si compie un'azione come raccogliere un oggetto o attaccare un nemico il tempo scorre a velocità normale, quindi bisogna ragionare bene su cosa fare per non rischiare di morire. Aspettare che la propria arma si ricarichi o lanciarla in faccia al nemico e rubare ciò che ha in mano? Perdere tempo a menare l'avversario rischiando di farci attaccare alle spalle da un suo compare, o trovare subito un'arma per fare più in fretta? Più avanti nel gioco è addirittura possibile ogni tanto trasferirsi nel corpo di un nemico, aumentando ancora di più le opzioni tattiche. Insomma, il tutto assume i contorni di un vero action-puzzle game, il tutto per 34 livelli completabili in meno di 2 ore da un giocatore discretamente abile, ma il gioco a quel punto è tutt'altro che finito.

Non voglio spoilerare nulla perché SUPERHOT è un'esperienza particolare, ma la struttura di gioco ricorda molto Portal: apparentemente si tratta di una serie di enigmi senza storia o particolare legami, che però in realtà nascondono misteri, colpi di scena, e scelte dove la moralità del giocatore viene più volte messa in dubbio mentre il confine tra realtà e finzione diventa man mano più sottile. Anche il prompt stile DOS che funge da menu di gioco in realtà viene più volte rimesso in discussione, ma non voglio andare oltre per non rovinare le sorprese. Finita la breve campagna si sbloccano una miriade di contenuti per dozzine di ore di gioco. Oltre alla possibilità di rigiocare normalmente tutti i livelli (anche per trovare una serie di terminali nascosti), sono infatti sbloccate una lunga serie di variazioni sul gameplay per rigiocare la campagna in modi nuovi. Troviamo ad esempio una versione che riporta grafica e gameplay a una beta del 2013, una che non permette di raccogliere oggetti ma con una katana fissa come arma, una dove è possibile viaggiare quasi del tutto liberamente tra i nemici ma senza poter sparare, nonché varianti speedrun e difficoltà aumentate. Tutte queste modifiche non fanno altro che far riaffrontare al giocatore livelli già conosciuti, dovendo però utilizzare tattiche diverse per adeguarsi alle nuove regole.

Altra novità sbloccata dopo i titoli di coda è la modalità infinita, in pratica una modalità sopravvivenza dove in una lunga serie di arene si affrontano ondate sempre più numerose di nemici, andando avanti finché non si viene colpiti una volta. Similmente alla campagna, ricominciare il livello è questione di attimi, quindi si può sempre ritentare immediatamente di battere il proprio record. Sia in questa modalità che nelle sfide già menzionate, i livelli ulteriori si vanno a sbloccare lavorando a quelli precedenti, con determinati risultati richiesti prima di poter andare oltre. C'è anche una notevole quantità di easter egg, e tra una cosa e l'altra è possibile perdere dozzine di ore per completare tutto. Molto interessante anche la possibilità di salvare e modificare i replay delle proprie partite per uploadarli sul sito del gioco, offrendo ulteriori spunti ai giocatori. Puntualizzo infine l'aspetto linguistico di SUPERHOT: il titolo è interamente in inglese, e se ciò nella giocabilità non dà molto fastidio, capire la complessa e imprevedibile trama risulta impossibile senza una buona conoscenza dell'idioma anglosassone. E vista la struttura a "sistema operativo", anche avere qualche base di informatica non guasta.

Amore

Un'idea mai vista

- In un'industria che ormai vive quasi solo di remake, remaster, sequel e feature scopiazzate dalla concorrenza, trovare un'idea totalmente nuova e innovativa è difficile. SUPERHOT ci riesce introducendo una meccanica di gioco completamente nuova che dà vita ad una sorta di mix tra sparatutto e strategia a turni, dove bisogna calcolare al meglio il tempo richiesto da ogni mossa, muoversi con cautela e giudizio per schivare proiettili e non farsi cogliere da degli spawn imprevisti, ma dovendo anche analizzare al meglio l'ambiente circostante, con tantissimi oggetti che possono diventare armi improvvisate. Un'esperienza unica.

Sorpresa!

- Si potrebbe riassumere questo punto con "effetto Portal". Similmente al titolo cult di Valve, SUPERHOT è sempre stato pubblicizzato come un gioco dove si affrontano nemici e poco più, ma gli sviluppatori hanno saputo mantenere il segreto sulla metastoria formidabile piena di colpi di scena, questioni morali nonché una rappresentazione spaventosamente accurata dei primissimi anni di Internet, con tanto di computer a sistema operativo simil-DOS che "ospita" tutto il gioco. Non voglio rovinarvi la sorpresa, ma se pensate che questo gioco preveda solo sparatorie contro omini rossi, vi sbagliate di grosso.

Un computer dentro la console

- Ho menzionato questo sistema operativo che gestisce l'intero gioco perché è uno degli aspetti più affascinanti di SUPERHOT. Il giocatore ha a disposizione una lunga serie di file tra cui destreggiarsi: progetti artistici, elettronici, demo di giochi in ASCII, simulazioni simil-VR, ma persino le opzioni di gioco o i titoli di coda sono dentro delle directory o in file di estensione .txt, come avviene sui nostri PC. C'è addirittura simulata una chatroom minimalista. Per chi è cresciuto su DOS, è un salto incredibilmente accurato nel passato.

Minimalismo

- Altro aspetto azzeccatissimo di SUPERHOT è il lato artistico, che ricorda molto la pulizia e la semplicità cromatica di giochi come Portal e Mirror's Edge. Tutto il mondo è bianco, sono le ombreggiature a far distinguere al meglio gli elementi dello scenario tra loro. Per aiutare il giocatore nella comprensione del gameplay, tutti i nemici sono interamente in rosso e tutti gli oggetti utilizzabili sono in nero. Questo crea una visibilità chiarissima su tutti gli scenari, ma offre anche una scelta stilistica valida e riconoscibile, che garantisce a SUPERHOT uno stile inconfondibile sia nel gameplay che quindi nel look.

C'è altro…

- Finita la sorprendente storia di gioco e osservati i titoli di coda, si potrebbe pensare che il gioco sia bello che finito. Nulla di più sbagliato. Ci sono segreti in giro per i livelli, una dozzina di varianti di gioco con cui rigiocare tutti i livelli presenti, decine di arene inedite da affrontare in modalità infinita simil-orda, è possibile fare l'upload dei propri replay sul sito ufficiale del gioco, ci si può cimentare in speedrun, scoprire gli easter egg clamorosi del sistema operativo di gioco, e molto, molto altro ancora. SUPERHOT non è solo un gioco, è proprio un mondo da esplorare che va ben oltre la trama offerta.

Odio

Già fatto?

- La campagna è rigiocabilissima tra replay da creare, record di tempo da battere, segreti da trovare nonché una quantità surreale di varianti di gioco da provare e modalità infinite dove destreggiarsi nel fare il numero più alto di uccisioni possibile. Ciò non toglie però che una fetta enorme della magia di SUPERHOT stia nella trama, e quella finisce in massimo 2-3 ore anche se non siete particolarmente abili con gli sparatutto e morite spesso. I contenuti non mancano, peccato però che le vere sorprese finiscano così presto.

Ripetitività

- Si ricollega al punto precedente anche il discorso della ripetitività, poiché rifare gli stessi livelli una dozzina di volte con leggere variazioni di regole può sicuramente risultare monotono. Questo peraltro si verifica in parte anche durante la breve storia: una volta imparate le meccaniche di gioco, queste difficilmente si stravolgono e la varietà dei livelli si esprime soprattutto nella quantità dei nemici che vengono spediti di volta in volta contro il giocatore. A difesa del titolo però va detto che, pur risultando ripetitivo nel contesto del gioco in sé, risulta comunque godibile per molte ore dopo i titoli di coda, grazie al gameplay innovativo nel quale si può sempre migliorare e imparare qualcosa.

Tiriamo le somme

SUPERHOT era uno dei titoli indipendenti più attesi degli ultimi anni, e non ha assolutamente deluso le aspettative. Il gameplay è incredibilmente tattico e originale così come il lato artistico risulta estremamente affascinante, sempre chiaro e riconoscibile. La trama è una vera sorpresa, inattesa e formidabile, con tanto di colpi di scena e situazioni che confondono il giocatore rompendo la quarta parete, con trucchi degni della saga di Batman di Rocksteady o del recente Oxenfree. La storia è sì breve, fin troppo anche, ma la mole di contenuti, modalità e segreti presenti offre dozzine di ore di divertimento con uno dei gameplay più innovativi e appassionanti degli ultimi anni. Se non disdegnate gli sparatutto e volete provare qualcosa di mai visto, non pensateci su due volte: SUPERHOT è imperdibile.
9.0

Recensione realizzata grazie al supporto di SUPERHOT Team e Xbox.


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L'autore

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Prima di saper scrivere a mano, sapeva già immettere i comandi DOS per avviare Doom, ma dopo una lunga vita al PC, il mondo di Halo lo avvicina alle console Microsoft. Non si nega i classici giochi tripla-A, specialmente gli FPS competitivi, ma passa la maggior parte del tempo a scovare gemme nascoste, dagli indie insoliti ai folli shmup giapponesi.

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