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img Assassin's Creed: Black Flag Resynced
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Recensione - Assassin's Creed: Black Flag ResyncedXbox Series X | SGame

Ubisoft ci riporta sulle acque dei Caraibi con Assassin's Creed: Black Flag Resynced, remake dell'amatissimo titolo del 2013 nel quale torniamo a vestire i panni del pirata Edward Kenway. Sviluppato da Ubisoft Singapore sull'ultima versione del motore Anvil, il gioco punta a svecchiare un classico di ben due generazioni fa. Scopriamolo insieme!
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Il Gioco

Prima di iniziare a parlare di Assassin's Creed: Black Flag Resynced, è bene chiarire cosa abbiamo davanti: Ubisoft lo definisce un remake, e per molti aspetti non ha torto visto che siamo di fronte ad un'operazione decisamente più ambiziosa di un semplice lifting grafico, ma in realtà ci troviamo a metà strada tra il remaster e il remake vero e proprio (inteso come ad esempio quelli di Resident Evil, dove i giochi originali sono usati solo come fonte d'ispirazione per quanto è poi stato effettivamente realizzato). In questo caso, storia, cut-scene, struttura delle missioni, animazioni e gran parte del gameplay rimangono quelli del gioco originale, facendo quindi pensare più ad un remaster, ma Ubisoft Singapore ha calato il tutto sull'ultima iterazione dell'Anvil Engine, lo stesso motore usato da AC Shadows, facendogli compiere un notevole passo avanti dal punto di vista tecnico e arricchendolo con numerose novità di gameplay e nuovi contenuti. Questa è effettivamente la parte "remake" del titolo, che riesce in gran parte a farlo apparire come un'esperienza fresca e moderna.

MX Video - Assassin's Creed: Black Flag Resynced

Inserendosi nel "filone moderno" della serie, Assassin's Creed: Black Flag Resynced si avvia dall'Animus HUB, l'hub centrale introdotto con AC Shadows dal quale accediamo alla nostra avventura e ad una serie di attività collaterali, mantenendo così quella cornice moderna che accomuna i vari capitoli del franchise. Un dettaglio che segna sin dal menù principale la distanza tra questa edizione e il gioco uscito su Xbox 360. Da qui possiamo avviare la storia, che si presenta identica a quella che molti ricordano con piacere. Ci troviamo nei Caraibi durante l'Età dell'Oro della pirateria, e vestiamo i panni di Edward Kenway, giovane inglese divorato dal sogno di diventare un grande navigatore e comandare una propria nave in furiose battaglie per mare. Dopo un naufragio, Edward finisce per impossessarsi - senza saperlo né conoscere le implicazioni di ciò - dell'identità di un Assassino rinnegato, e viene così trascinato nell'eterna lotta tra Assassini e Templari, inseguendo un mitico tesoro e una località leggendaria che potrebbero cambiargli la vita. Per gran parte del gioco Kenway è un vero antieroe, mosso principalmente dalla fame di gloria e ricchezza, e proprio questa sua natura ambigua ha reso il racconto tanto affascinante ed amato dai giocatori. Come già accennato, la trama principale segue fedelmente quella originale, cut-scene e dialoghi (in italiano) compresi, senza stravolgimenti: chi ha amato quelle vicende le ritroverà intatte, mentre chi si avvicina per la prima volta potrà godersele senza filtri.

Sul fronte del gameplay, il cuore pulsante resta il mare, che si affianca alla classica esperienza action di Assassin's Creed. La nostra nave, la Jackdaw, è una sorta di coprotagonista: attorno ad essa ruotano i combattimenti navali, le razzie ai vascelli nemici per depredarne materiali, l'esplorazione dei relitti sommersi, la caccia alla fauna marina e l'assalto alle roccaforti costiere, che una volta conquistate rivelano sulla mappa tutte le attività di una determinata area. Il potenziamento della nave rimane centrale, perché senza cannoni più potenti, mortai e uno scafo resistente ci si ritrova rapidamente sopraffatti dai galeoni più grossi. A terra ritroviamo invece la formula action della serie, fatta di arrampicate e corsa acrobatica, missioni furtive, uccisioni stealth, punti d'osservazione da sincronizzare e collezionabili sparsi, tra cui gli immancabili spartiti fluttuanti delle canzoni marinaresche da inseguire in sezioni parkour.

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Se tutto questo non è una novità per i veterani di Black Flag, vediamo cosa è cambiato. Il primo impatto è ovviamente quello visivo: grazie all'ultima versione dell'Anvil e a una ricostruzione completa degli asset di gioco, il colpo d'occhio mentre si esplora è notevole. Il mondo di gioco è stato arricchito sia sulla terraferma che sott'acqua, con un alto livello di dettaglio, un'ottima qualità grafica generale, illuminazione dinamica ed effetti estremamente convincenti come i riflessi in Ray Tracing o l'eccellente illuminazione dinamica. A questo si aggiungono oggetti dinamici ed elementi distruttibili che rendono gli ambienti più vivi e reattivi, mentre sono completamente sparite le schermate di caricamento che trovavamo all'attracco delle grandi città, rendendo la navigazione e l'esplorazione a terra un'unica esperienza coesa senza soluzione di continuità. Il risultato è un affresco caraibico decisamente più curato e moderno rispetto a quello che ricordavamo, capace di restituire nuova vita ad ambientazioni già suggestive all'epoca.

Non ci sono però solo aggiunte: Assassin's Creed: Black Flag Resynced rimuove anche tutta la "timeline del presente" che trovavamo nel gioco originale, ossia le sessioni in prima persona ambientate all'interno dell'Abstergo che intervallavano le avventure di Edward. Al loro posto troviamo ora le Fratture, le missioni in stile simil-VR introdotte dall'entità Ego e già viste in Shadows: quattro scenari opzionali che offrono un contesto narrativo alternativo e un'esperienza di gameplay differente rispetto al resto del gioco. Una scelta coerente con la direzione presa da Ubisoft, che uniforma il capitolo alla nuova impostazione del franchise pur cambiando radicalmente il senso della vecchia storyline contemporanea, anche se rimane l'amarezza per la completa scomparsa, ormai già da diversi giochi, di quella che era una delle caratteristiche più affascinanti di questo franchise.

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Tornando alle novità, troviamo sostanziosi interventi anche sui combattimenti, sullo stealth e sul parkour. Gli scontri corpo a corpo introducono le parate perfette, che aprono a spettacolari catene di uccisioni, i calci e le spazzate per proiettare i nemici a terra o contro i muri, colpi pesanti conclusivi per le armi principali e l'immancabile uccisione con la lama celata una volta spezzata la difesa avversaria. Fa la sua comparsa anche un nuovo tipo di nemico, il Demolitore, insieme a un sistema di perk e accessori che modificano l'approccio ai combattimenti. La furtività guadagna finalmente un pulsante dedicato per accovacciarsi ovunque, strumenti modernizzati come dardi soporiferi e "imbestialenti", monete e fischio per attirare o distrarre i nemici, e soprattutto un indicatore di visibilità influenzato dal ciclo giorno/notte e dal meteo, tanto che la pioggia offre ora maggior copertura. Inoltre il Dardo da corda, usato per agganciare i nemici in combattimento o tirarli e lasciarli penzoloni dall'alto, si sblocca ora molto prima nel corso della storia. Il parkour, infine, si arricchisce con una serie di nuove mosse mutuate dagli AC più moderni, zipline e transizioni più rapide tra le varie posizioni.

Il comparto navale non è da meno. La Jackdaw dispone ora di nuove modalità di fuoco secondario per le sue bocche da fuoco, come le palle infuocate utilissime a corto raggio, cannoncini girevoli con mira manuale in stile Assassin's Creed Rogue e abilità speciali legate agli ufficiali di bordo, come lo scatto d'ariete e la parata perfetta. A questo si affiancano alcuni comfort moderni molto graditi: la linea che indica la rotta da seguire, con la possibilità di seguire automaticamente il percorso, oltre a quattro impostazioni di difficoltà distinte e regolabili separatamente per combattimenti, combattimenti navali, furtività e attività, mentre il gioco originale non offriva alcuna selezione di difficoltà.

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Sul versante dei contenuti inediti, oltre alle già citate Fratture troviamo un nuovo capitolo endgame che espande la storia con una serie di missioni legate a una vecchia conoscenza del gioco, tre nuovi ufficiali navali, diverse missioni secondarie ed epiloghi estesi per alcuni personaggi iconici. Se la storia principale ha la stessa durata del gioco originale (circa 16 ore), i contenuti storia aggiuntivi ne aggiungono altre 6, portando la durata "narrativa" oltre le 20 ore, senza considerare tutte le attività secondarie vecchie e nuove. La longevità non è sicuramente un problema. Chiude il quadro il doppiaggio completamente in italiano, che oltre a riproporci quello originale con la magistrale interpretazione di Pannofino nei panni di Barbanera e l'ottimo Alessandro Capra nei panni del protagonista, include ora anche tutti i contenuti aggiuntivi, doppiati per l'occasione.

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Amore

Un classico che spiega nuovamente le vele

- Black Flag è uno degli Assassin's Creed più apprezzati ed amati dai fan, tanto da aver portato alla nascita del meno fortunato titolo piratesco Skull and Bones, e il suo fascino resta intatto ancor oggi. Assassin's Creed: Black Flag Resynced rimettere in mare Edward Kenway con una veste moderna, ma senza tradire lo spirito del gioco originale. Le battaglie navali, che all'epoca erano una delle novità più riuscite, continuano a regalare grandi soddisfazioni, così come l'atmosfera dei Caraibi al tramonto, il canto dei marinai e la caccia ai tesori. Ritrovare tutto questo, ripulito e reso più godibile, è un vero piacere per chi ha amato il gioco e sicuramente uno stimolo a giocarlo per i neofiti.

Tutta la bellezza dei Caraibi

- La ricostruzione grafica è senza dubbio l'aspetto più evidente e riuscito di questa operazione. Il lavoro di arricchimento delle ambientazioni e tutte le migliorie tecniche dovute al nuovo motore Anvil restituiscono un colpo d'occhio davvero notevole, sia che si esplorino i fondali marini, ora davvero spettacolari, sia che si corra e si salti tra città portuali, spiagge assolate e giungle rigogliose. L'illuminazione dinamica, i riflessi in Ray Tracing, l'alto livello di dettaglio e gli oggetti distruttibili donano una nuova vita e bellezza a un mondo che già all'epoca ci ha saputo incantare. Un balzo sicuramente notevole sul fronte scenografico.

Operazione svecchiamento riuscita

- Le aggiunte "moderne" al gameplay funzionano bene e rendono l'esperienza complessivamente più fluida e piacevole. Il nuovo sistema di parate e uccisioni concatenate, il pulsante dedicato per accovacciarsi, il parkour arricchito e le rinnovate opzioni offensive della Jackdaw donano agli scontri e alle esplorazioni un ritmo più appagante. Ho apprezzato anche l'indicatore di rotta con la possibilità di attivare la navigazione automatica, che ci permette di sopportare meglio le lunghe traversate un po' tediose, mentre risultano utilissime le diverse impostazioni di difficoltà separate, che ci consentono di tarare l'esperienza come vogliamo. Piccoli e grandi interventi che ammodernano e migliorano, ma senza stravolgerla, una formula risalente a due generazioni fa.

Odio

Personaggi ancorati al passato

- Se le ambientazioni del gioco fanno un salto in avanti evidente, lo stesso non si può dire dei personaggi. Pur vantando modelli poligonali e asset ridisegnati, questi mantengono espressioni facciali e animazioni che tradiscono chiaramente l'origine old gen del titolo. È uno stacco che si percepisce soprattutto nelle numerose cut-scene, dove volti e movenze appaiono più rigidi e datati rispetto alla sontuosa cornice che li circonda. Nulla di drammatico, ma è un compromesso che ci ricorda come, sotto la nuova e sfarzosa veste, batta pur sempre il cuore di un gioco nato su Xbox 360.

Contenuti aggiuntivi poco ispirati

- I contenuti inediti, ossia le Fratture e la nuova storyline endgame, non convincono appieno. Le Fratture, in particolare, le ho trovate piuttosto scialbe, come già lo erano quelle di Shadows, e introducono a volte meccaniche di gameplay poco caratteristiche per la serie, che stonano con l'identità del titolo. Le nuove missioni della storia invece si lasciano giocare, ma non mi sono apparse particolarmente ispirate, lasciando trasparire come chi ha disegnato questi contenuti non sia lo stesso del gioco originale: mancano quella scintilla e quella coesione che rendevano memorabile l'avventura di Edward.

Qualche sbavatura nel finale

- Soprattutto nella parte conclusiva, il gioco si porta dietro alcune missioni dal design non bilanciatissimo, che risultano più frustranti rispetto al resto dell'esperienza, complice anche l'eredità di un level design non sempre impeccabile dell'originale. Fortunatamente la nuova modulazione delle difficoltà aiuta molto ad ammorbidire questi picchi, permettendo di adattare la sfida al proprio gusto e stemperando buona parte della frustrazione. Resta comunque la sensazione di un ritmo che, verso la fine, perde un po' di smalto rispetto alle ottime premesse delle prime ore di gioco.

Tiriamo le somme

Assassin's Creed: Black Flag Resynced è un'operazione di rinnovamento sicuramente riuscita, che riesce a restituire nuova vita a un classico della serie Ubisoft senza snaturarne lo spirito. La ricostruzione grafica delle ambientazioni è splendida e lo svecchiamento del gameplay funziona alla grande, anche se rimane qualche "eredità scomoda" come le animazioni dei personaggi, ma nel complesso siamo senza dubbio di fronte al modo migliore per rivivere, o scoprire, le avventure caraibiche di Edward Kenway. Se amate la saga o anche solo le atmosfere piratesche, è un ritorno che vale senz'altro il viaggio.
8.5

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L'autore

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Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, nel 2002 è cofondatore di MX. Il sito parte per gioco ma diventa una parte sempre più importante della sua vita insieme a lavoro, famiglia e troppi altri interessi: questo lo costringe a rimandare continuamente i suoi piani di dominio sul mondo.

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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