NBA 2K27 - visto in anteprima

Anno dopo anno, per una serie sportiva a cadenza annuale diventa sempre più difficile trovare il giusto equilibrio tra continuità e innovazione. NBA 2K non fa certo eccezione, avendo ormai raggiunto un livello di completezza tale da rendere complicato rivoluzionarne la formula senza rischiare di compromettere ciò che già funziona. Con NBA 2K27, però, gli sviluppatori sembrano aver scelto una strada piuttosto chiara: invece di concentrare gli sforzi su una singola grande novità da copertina, hanno lavorato trasversalmente su praticamente ogni componente dell'esperienza. Visual Concepts ci ha infatti invitati ad assistere a una corposa presentazione dedicata al gioco, durante la quale i responsabili delle diverse aree hanno illustrato nel dettaglio i profondi cambiamenti apportati. Gameplay, City, MyPLAYER, MyNBA, MyTEAM e MyCAREER sono stati tutti interessati da revisioni più o meno marcate, mosse dal palese tentativo di rispondere alle richieste della community. Ecco quindi tutto quello che abbiamo scoperto sul nuovo capitolo!
MX Video - NBA 2K27
Visual Concepts è partita da quello che rimane inevitabilmente il cuore pulsante dell'esperienza, ovvero il basket giocato, indicando nel bilanciamento tra attacco e difesa uno degli obiettivi primari e cercando al contempo di rendere efficaci build molto differenti tra loro. NBA 2K27 introduce innanzitutto nuove e stratificate possibilità offensive: dopo una finta di tiro sarà ad esempio possibile utilizzare lo stick destro in cinque differenti direzioni per eseguire inediti step-through, up-and-under e tiri in allontanamento, ampliando sensibilmente le opzioni a disposizione quando il palleggio è già stato interrotto. Ancora più interessante è la nuova personalizzazione del dribbling. Se negli ultimi capitoli molte animazioni erano raccolte all'interno di rigidi pacchetti, in questa nuova iterazione il sistema viene scomposto in ben 29 slot individuali, permettendoci di combinare liberamente un movimento di Stephen Curry con uno di Trae Young per costruire un repertorio offensivo estremamente personale. Importante è anche l'introduzione del Dynamic Layup Engine, che sfrutta il machine learning per modificare dinamicamente la posizione di mani e braccia durante l'azione in funzione della presenza dei difensori, promettendo una maggiore varietà delle conclusioni e una capacità più realistica di proteggere il pallone in penetrazione. A questo si aggiunge che le schiacciate saranno ora tutte legate al timing, aumentando il controllo diretto dell'utente sulle conclusioni al ferro.
Una parte altrettanto vitale del lavoro svolto riguarda però la metà campo difensiva, dove difendere non sarà più soltanto una questione di statistiche. Il sistema Hands Up è stato reso più affidabile e offre ora due differenti approcci: una difesa conservativa che mantiene il giocatore a terra, oppure una contestazione aggressiva che può tramutarsi automaticamente in un piccolo salto al momento del tiro, aumentando tuttavia il rischio di fallo. Arrivano inoltre le Expanded Defensive Cutoffs, che permettono di utilizzare lo stick destro per rapidi movimenti laterali per anticipare il portatore di palla avversario, arrivando a forzare interruzioni di palleggio o palle perse. Questa filosofia si estende agli ankle breaker, la cui attivazione passa da una componente probabilistica a un sistema basato sulla logica e sull'abilità di lettura: sbagliare direzione o reagire in ritardo aumenterà vertiginosamente la possibilità di perdere l'equilibrio. Cambia anche la gestione della palla, con un nuovo modello basato sulle collisioni che premia il corretto tempismo nei recuperi, mentre il feedback sulla contestazione dei tiri abbandona le percentuali per affidarsi a otto livelli cromatici e testuali, con un indicatore utile a mostrare provenienza e intensità della pressione difensiva. Non manca infine un'evoluzione per Rhythm Shooting e Takeover. Il primo richiederà ora di ottenere il corretto "green timing" sincronizzando un nuovo indicatore sul meter con il movimento dello stick destro, persino sui liberi. Il Takeover, invece, viene suddiviso in cinque discipline indipendenti (tiro, finalizzazione, playmaking, difesa e rimbalzo), ognuna con sei stati progressivi, aprendo le porte a circa 24 abilità e combinazioni sul parquet potenzialmente devastanti.

Passando all'ecosistema social, una delle novità in assoluto più significative di NBA 2K27 riguarda la City, che diventa per la prima volta completamente co-ed. Dopo l'introduzione della WNBA e delle giocatrici in MyTEAM, potremo finalmente creare MyPLAYER femminili e portarle nella City partecipando alle medesime esperienze di quelli maschili, con la garanzia che tutti i personaggi condivideranno lo stesso framework di costruzione: altezza, peso e apertura delle braccia influiranno in base alla build e non all'aspetto, eliminando fastidiose limitazioni artificiali. Gli sviluppatori hanno inoltre concentrato le risorse sui luoghi nevralgici: il REC vanterà cinque ambientazioni selezionate casualmente al lancio, Theater e Ante-Up sono stati ridisegnati e torneranno i parchi stagionali, arricchiti da tre remaster in alta definizione provenienti da NBA 2K17. Tra le ambientazioni spicca la minuziosa e fedelissima riproduzione di Rucker Park, per la quale il team ha raccolto migliaia di foto sul posto. Il celebre campo di Harlem sarà centrale nella MyCAREER e in Street Kings, modalità quest'ultima che si espande con tre nuovi campi, tornei settimanali e apparizioni a sorpresa di vere superstar come Kevin Durant e Magic Johnson nei panni di "Court Crashers" pronti a sfidarci per ricompense esclusive.
La componente comunitaria fa un ulteriore balzo in avanti grazie al Crew HQ, una vera e propria casa virtuale per le Crew dove incontrare compagni, allenarsi e monitorare le classifiche. La grande aggiunta è però rappresentata dalle competizioni classificate 3 contro 3 e 5 contro 5, strutturate su sei divisioni con promozioni e retrocessioni settimanali, oltre a tornei divisionali di fine stagione, mentre il cap level delle Crew è stato innalzato fino a 80. Per i novizi, invece, Visual Concepts ha intelligentemente introdotto il Casual Corner: un ambiente protetto in cui la difficoltà e la presenza di giocatori umani aumentano gradualmente, escludendo automaticamente i veterani per permettere a chiunque di muovere i primi passi senza traumi. A braccetto con questa ritrovata accessibilità va il MyPLAYER Builder, che accanto alla creazione manuale introduce i Signature Blueprint, ovvero template predefiniti ispirati a tre atleti reali. Il pacchetto comprenderà 53 badge (di cui 19 inediti) e introdurrà i Badge Token, riassegnabili a piacimento all'interno di 20 slot iniziali legati a sei discipline, tra cui la nuova "Physicals". Torna il Rebirth, supportato dal sistema Synergy per potenziare i badge oltre il limite e dai comodissimi Badge Loadout per salvare e scambiare configurazioni prima di ogni partita.

Anche il comparto puramente gestionale di MyNBA riceve un aggiornamento molto corposo, all'insegna di un ritorno alle origini richiesto a gran voce dagli appassionati. Gli scambi potranno comprendere fino a nove asset per squadra, debuttano i contract buyout con il relativo mercato, tornano i contratti Eurostash e sono stati fedelmente implementati i recenti cambi normativi della lega, inclusi i nuovi formati per All-Star Game e Draft Lottery. Notevole è il lavoro svolto sulla free agency, con l'introduzione di schermate analitiche e, soprattutto, della meccanica delle promesse contrattuali. Garantire o negare l'arrivo di determinati giocatori influenzerà il nuovo parametro GM Trust: mantenere la parola data accrescerà la nostra credibilità, mentre scambi repentini e promesse infrante ci renderanno invisi ai free agent. Il tutto inserito in franchigie che ora possono estendersi fino a 100 anni. Ma il vero fiore all'occhiello potrebbe rivelarsi MyNBA Legacy, un'esperienza single-player simil-RPG focalizzata sul Player Lock. Partendo da una superstar affermata o da un veterano da riportare agli albori, potremo gestire la sua crescita e simulare o giocare le partite. La vera genialità emerge al momento del ritiro, quando la carriera potrà proseguire impersonando il figlio del nostro atleta, fondando di fatto una dinastia generazionale con l'obiettivo di raggiungere l'ambito status di Eternal GOAT.
Per quanto riguarda l'offerta di MyTEAM, l'intento primario è rendere più utili tutte le carte possedute, ampliando l'Exchange per scambiare quasi ogni doppione o scarto in cambio di risorse preziose. Le carte avranno un sistema di Player XP personale per migliorarne gli attributi e le abilità, e l'esperienza accumulata non andrà mai persa, neanche vendendole, permettendoci di ripartire dall'ultimo livello raggiunto in caso di un nuovo acquisto. La novità più impattante è però la tanto attesa apertura dell'Auction House al cross-platform tra Xbox Series X|S, PlayStation 5 e Switch 2, creando un unico enorme mercato globale. Sul fronte contenutistico torneranno Triple Threat Online e Clutch Time Online, il tutto gestito da una nuova e più pulita interfaccia Play.

La ciliegina sulla torta è però rappresentata dalla MyCAREER, che quest'anno sfoggia una sceneggiatura intitolata "Fire and Concrete". Il nostro MP, ex promessa liceale sopravvissuta a un grave incidente d'auto, cercherà a 21 anni di ricostruire la sua vita cestistica sui campi del Rucker Park insieme al cugino Cam (doppiato da Vince Staples). A seconda delle nostre prestazioni nei tornei cittadini, sbloccheremo percorsi differenti verso la G League e il Draft, con la consueta possibilità di bypassare il sistema per scegliere direttamente la nostra franchigia del cuore, in un viaggio che coprirà l'intera stagione da rookie fino a un torneo FIBA conclusivo. Durante l'avventura verremo affiancati dal Running Mate, un compagno personalizzabile basato su nove template NBA, che fungerà da chiave di volta per la tanto agognata MyCAREER in cooperativa. Potremo infatti invitare un amico a prendere il controllo del Running Mate prima di ogni match, lasciando però la feature del tutto opzionale per chi preferisce l'esperienza in solitaria. Infine, chiude in bellezza l'introduzione di MyCAREER Eras: potremo vivere l'intera carriera non solo ai giorni nostri, ma anche in cinque epoche storiche diverse (come quella di Jordan, Kobe o LeBron), calandoci in atmosfere curate in ogni dettaglio tra filtri visivi, grafiche TV d'epoca e regolamenti storici, con progressioni e ricompense tematiche.

A legare insieme questa enorme mole di contenuti ci penserà NBA 2K HQ, la nuova companion app per smartphone. Questa ci permetterà di accedere all'intero MyPLAYER Builder in mobilità, creando build da condividere tramite QR Code e ritrovandole immediatamente pronte sulla console, oltre a offrire messaggistica per le Crew e scansioni del volto migliorate. Insomma, da quanto emerso da questa lunghissima presentazione, Visual Concepts non si è decisamente accontentata di aggiornare i roster. L'introduzione della MyCAREER cooperativa, il fascino delle Eras storiche, l'intrigante MyNBA Legacy e le migliorie per rendere la City più accogliente (Casual Corner in primis) dimostrano una profonda volontà di evoluzione. Sulla carta NBA 2K27 sembra davvero avere un arsenale formidabile a sua disposizione. Ora non ci resta che attendere di scendere fisicamente sul parquet virtuale per verificare se il delicato bilanciamento tra attacco e difesa saprà reggere il peso di tutte queste ambiziose promesse.



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