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img The Witcher 3: Wild Hunt
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The Witcher 3: Wild Hunt Remastered - messo alla prova

A poco più di un mese di distanza dal reveal ufficiale, la versione rimasterizzata di The Witcher 3: Wild Hunt si appresta ad approdare sulle nostre XBOX Series X|S portando con sé una lunga lista di miglioramenti pensati per rendere più attuale l’esperienza di gioco sotto ogni punto di vista. Dopo averlo provato per diversi giorni, vi diciamo la nostra su tutte le novità introdotte e il loro impatto all’interno di uno dei titoli più apprezzati della scorsa generazione.
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Si può facilmente affermare, senza il timore di poter essere smentiti, che The Witcher 3: Wild Hunt, il terzo capitolo della saga sviluppata da CDPR basata sui romanzi di Andrzej Sapkowski, è uno dei capolavori della scorsa generazione (come testimoniato anche dalla nostra anteprima del 2015). Un titolo che, a distanza di oltre undici anni dall’uscita originale, rappresenta non solo uno dei punti più alti raggiunti dal genere degli action-RPG open world, ma anche il riferimento principale a cui ispirarsi quando si parla di costruzione del mondo, profondità narrativa e caratterizzazione dei personaggi. Non bisogna quindi stupirsi del fatto che il team di sviluppo polacco, in attesa dell’uscita del quarto capitolo che vedrà come protagonista Ciri, abbia deciso di dare una sonora “spolverata” alla saga dedicata a Geralt con l’annuncio di una nuova corposa espansione narrativa, prevista per il 2027, e di un aggiornamento totale sviluppato in collaborazione con Yigsoft, in grado di meritarsi il titolo di “Remastered”.

Partiamo dalle cose fondamentali: il nuovo aggiornamento, che approderà sulle piattaforme di ultima generazione il 29 settembre 2026, sarà gratuito per tutti i possessori della versione originale e includerà tutti gli update rilasciati in passato, incluse le due espansioni principali “Heart of Stone” e “Blood and Wine”. Con l’occasione, il team di sviluppo ha deciso inoltre di implementare nella versione XBOX la funzionalità Play Anywhere, che permette ai possessori di questa edizione di giocare sia su console sia su PC senza costi aggiuntivi e condividere i progressi. Tutti i salvataggi pregressi e gli obiettivi guadagnati verranno automaticamente aggiornati alla nuova edizione, il che significa che non sarà necessario avviare una nuova partita per godere di tutte le migliorie introdotte, e gli eventuali progressi saranno trasferiti senza problemi una volta collegato il proprio account al portale web di CDPR.

MX Video - The Witcher 3: Wild Hunt

Conclusa questa doverosa introduzione generale, possiamo finalmente passare alle novità introdotte per quanto riguarda il comparto tecnico, il gameplay e l’esperienza di gioco generale. Per quanto riguarda la componente grafica, il nuovo aggiornamento prosegue il lavoro iniziato con il precedente upgrade rilasciato sulle XBOX Series, datato 2022. Tutti gli elementi grafici come le ambientazioni, i modelli poligonali e i materiali possono contare su texture ancora più definite, nonché su una qualità generale superiore grazie ai miglioramenti introdotti per quanto riguarda la gestione dell’illuminazione, il rendering del fogliame, la resa dell’acqua, gli effetti meteo e la realizzazione del cielo, reso ancora più variegato grazie alle modifiche apportate alla gestione dell’HDR. Nel complesso, almeno per quanto ho potuto vedere durante la mia prova, il risultato è indiscutibilmente superiore sia rispetto alla versione originale del 2015 sia alla precedente versione “next-gen”, sebbene l’età del motore grafico in alcuni casi si faccia ancora sentire.

Alcuni elementi grafici, inclusi la profondità delle texture e la resa di alcuni materiali, non riescono a nascondere del tutto la loro natura old-gen, così come l’introduzione di un sistema di illuminazione migliorato (anche con il supporto del ray-tracing) non basta per permettere a questa riedizione di confrontarsi ad armi pari con i titoli pubblicati in questa generazione. Non mancano poi alcune situazioni nelle quali l’effetto globale appare un po’ troppo artificioso per via di una gestione dell’illuminazione non adeguata, che presumibilmente verranno risolte con le future patch. Il risultato generale, anche in virtù di una costruzione del mondo per certi versi ancora inarrivabile, è comunque più che soddisfacente e permette a chiunque, anche ai giocatori più esigenti, di potersi godere questa pietra miliare senza troppi patemi d’animo anche nel 2026. CDPR ha inoltre lavorato sodo “dietro le quinte” per ottimizzare ulteriormente il proprio motore grafico ed il processo di rendering, il che permette a The Witcher 3: Wild Hunt Remastered di fare un ulteriore passo in avanti per quanto riguarda le prestazioni sia su Series X che su Series S.

Le opzioni grafiche sono le stesse introdotte nel 2022: giocando su Series X in qualunque momento si può decidere se optare per la modalità Prestazioni, che rinuncia al Ray-Tracing e ad alcuni effetti grafici per raggiungere i 60 fps, o se indirizzare tutta la potenza grafica verso la qualità con il limite dei 30 fps. La stessa cosa avviene su Series S, sulla quale però non sono presenti effetti di Ray-Tracing. Le differenze introdotte dal nuovo aggiornamento riguardano la solidità delle varie modalità, che ora raggiungono i target previsti senza particolari difficoltà o senza dover ridurre troppo la risoluzione anche nelle situazioni più complesse, come per esempio le strade di Novigrad.

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Sul fronte del gameplay, la novità principale riguarda la revisione completa del sistema di progressione delle abilità, che abbandona le griglie quadrate viste nella versione originale in favore di quattro diversi alberi delle abilità. Nella versione originale, per poter sbloccare una nuova “riga” della griglia e accedere alle nuove abilità era necessario spendere un determinato numero di punti, mentre nella versione rimasterizzata sarà sufficiente sbloccare un nodo per raggiungere quelli successivi, il che rende di fatto più rapido accedere alle opzioni avanzate. Il team di sviluppo ha inoltre lavorato a lungo per ottimizzare le varie abilità, il che si traduce non solo in nodi modificati rispetto al passato ma anche in opzioni completamente inedite o, viceversa, non più presenti. L’obiettivo dichiarato è quello di rendere più efficace lo sviluppo del proprio personaggio andando allo stesso tempo a bilanciare meglio un sistema che in passato aveva lasciato spazio a build in grado letteralmente di azzerare la difficoltà. È però opportuno tenere in considerazione una cosa: il nuovo sistema di progressione verrà applicato sia ai nuovi salvataggi sia a quelli provenienti dalle versioni precedenti, con l’obbligo di riassegnare tutti i punti abilità ottenuti nel caso di partite già avviate.

The Witcher 3: Wild Hunt Remastered porta inoltre con sé un sistema di animazioni migliorate sia per quanto riguarda i combattimenti, sia per quanto riguarda le fasi esplorative, con una particolare attenzione alle meccaniche di movimento più complesse, come l’utilizzo delle scale, il superamento degli ostacoli e così via. I controlli, in particolare durante i combattimenti e nelle fasi a cavallo, sono stati rifiniti e sono state riviste le routine di gestione dei nemici, sia per quanto riguarda i tempi di reazione delle creature più comuni come i lupi, sia quando ci si trova ad affrontare una delle gigantesche creature presenti nel mondo di gioco. Sono inoltre state inserite delle nuove mosse finali, che si può decidere di attivare in automatico oppure no, ed è stata posta maggiore enfasi sulla fluidità degli scontri. Qualche modifica è stata apportata anche alla gestione e alla resa dei Segni, che in questa versione beneficiano di effetti grafici migliorati e di alcune modifiche sostanziali ai potenziamenti che possono essere sbloccati con la progressione.

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Anche in questo caso vale la stessa considerazione fatta in precedenza: i miglioramenti introdotti, almeno per quanto ho potuto provare, rappresentano un grande passo avanti rispetto al passato, specie sul fronte dei combattimenti, da sempre oggetto di critiche da parte di una certa percentuale dei giocatori. Allo stesso tempo è però impossibile non notare come alcuni elementi, tra cui la gestione degli impatti e l’IA dei nemici, mettano spesso e volentieri in mostra la loro natura “old school”. Attenzione però a non fraintendere. Per quanto mi riguarda, questo non è necessariamente un male e, anzi, rappresenta probabilmente il compromesso necessario per modernizzare l’esperienza senza rinnegare del tutto le proprie origini, ma se siete tra coloro che si aspettano una vera e propria rivoluzione da questo punto di vista, potreste non rimanere completamente soddisfatti.

Uno degli elementi chiave del processo di modernizzazione introdotto con questa edizione rimasterizzata riguarda poi la gestione della telecamera, che ora può contare su nuove inquadrature per tutte le fasi di gioco, ovvero esplorazione, combattimento e a cavallo. Nel primo caso, la distanza della telecamera è stata aumentata, così da rendere visibile l’intero modello di Geralt in ogni momento, sia all’aperto sia quando ci troviamo in un ambiente chiuso. Viceversa, quando ci troviamo in sella a Rutilia, la telecamera ora si posiziona molto più vicina al protagonista e con un leggero scostamento sulla destra. Durante gli scontri, la nuova opzione dinamica permette invece alla telecamera di seguire in maniera più fluida l’azione e di adattare in ogni momento la distanza, così da avvicinarsi al protagonista durante gli scontri ravvicinati o offrire al giocatore una visione d’insieme da lontano quando ci si trova ad affrontare gruppi numerosi o nemici di grandi dimensioni.

La sensazione, al netto delle preferenze personali, è che le modifiche apportate alla gestione della telecamera, in primis quelle dedicate ai combattimenti, permettano all’esperienza di gioco di risultare ancora più spettacolare e cinematografica, senza però compromettere l’efficacia durante gli scontri, ma, anzi, andando a ridurre di molto la legnosità dell’inquadratura durante le fasi più concitate. Se però siete affezionati alle vecchie opzioni, non preoccupatevi. Dal menù delle Opzioni è possibile modificare in ogni momento questo aspetto, selezionando per ognuna delle fasi di gioco la telecamera preferita tra quella originale, quella introdotta con l’aggiornamento del 2022 o quella attuale.

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Non mancano infine anche alcune novità interessanti per quanto riguarda la gestione dell’interfaccia o la cosiddetta “quality of life” del gioco. La più importante, almeno per quanto mi riguarda, è l’arrivo della tanto desiderata Trasmogrificazione che, previo pagamento di una certa somma di denaro, permette di applicare l’aspetto di una parte di equipaggiamento a un’altra dello stesso tipo, così da permettere ai giocatori di poter sfoggiare sempre l’aspetto che preferiscono senza dover necessariamente rinunciare ad utilizzare una particolare arma o parte di equipaggiamento. Grandi novità anche per quanto riguarda la modalità Foto, che ora offre un numero di opzioni letteralmente smisurato, inclusa la possibilità di modificare in tempo reale l’ora del giorno, le condizioni meteo o i personaggi presenti nell’inquadratura, con la possibilità non solo di nascondere quelli indesiderati, ma anche di aggiungere uno qualunque dei personaggi principali semplicemente selezionandolo dal menu dedicato.

Il team di sviluppo ha inoltre lavorato per rendere meno statiche le fasi di meditazione, che abbandonano la classica visuale da menu in favore di una vista dinamica del personaggio di Geralt e del mondo che lo circonda. Ultima, ma non certo per importanza, la modifica al sistema di gestione delle quest, che ora permette di cambiare la missione seguita e il relativo sotto-obiettivo direttamente dalla mappa di gioco senza dover necessariamente fare avanti e indietro tra questa e il diario. A rendere la gestione della mappa ancora più semplice ci pensano poi alcuni filtri inediti, che permettono al giocatore di selezionare in modo più puntuale gli elementi da visualizzare in base alle proprie preferenze o necessità. Da segnalare anche una revisione dei tutorial, che ora spiegano in maniera più chiara e dettagliata alcune meccaniche, e l’introduzione di nuove opzioni di accessibilità.

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In definitiva, non posso dunque che ritenermi soddisfatto del lavoro svolto da CDPR con The Witcher 3: Wild Hunt Remastered. Le novità ed i miglioramenti tecnici introdotti, seppur con gli ovvii limiti dovuti all’età del titolo originale, permettono all’ultimo capitolo della saga dedicata al leggendario Geralt di Rivia di confrontarsi senza troppe difficoltà con le produzioni più recenti. Gli anni, come già ripetuto più volte, ci sono e si vedono, ma le modifiche introdotte, l’impegno profuso sotto praticamente tutti i punti di vista e la totale assenza di costi aggiuntivi bastano per giustificare sia l’interesse da parte di chi, per un motivo o per un altro, non ha mai giocato l’originale sia da parte di quei giocatori che, da tempo, aspettavano un motivo valido per iniziare una nuova partita in attesa della nuova espansione, prevista per il 2027, e del nuovo capitolo, attualmente pianificato per il 2028.

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L'autore

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Classe 1985 e cresciuto a pane, Commodore e Amiga, nel 1991 riceve il suo primo NES e da allora niente è più lo stesso. Attraversa tutte le generazioni di console tra platform, GDR, giochi di guida e FPS fino al 2004, quando approda su Xbox. Ancora oggi, a distanza di anni, vive consumato da questo sentimento dividendosi tra famiglia, lavoro, videogiochi, corsa, cinema e serie TV, nell’attesa che qualcuno scopra come rallentare il tempo per permettergli di dormire almeno un paio d’ore per notte.

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