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img Minecraft Dungeons II

Recensione - Minecraft Dungeons IIXbox Series X | S DigitalGame

Sei anni dopo il primo capitolo, Mojang e Double Eleven riportano i loro eroi cubettosi in Minecraft Dungeons II, action-RPG che introduce un mondo aperto ed interconnesso, facendoci inoltre esplorare la grande novità di Minecraft, il Sift. Scopriamolo insieme!
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Il Gioco

Il primo Minecraft Dungeons, uscito nel 2020, si era rivelato una piacevole sorpresa, prendendo l'universo di Minecraft per trasformarlo in un dungeon crawler isometrico per tutta la famiglia. Una formula vincente, che viene ripresa da Minecraft Dungeons II continuando la storia qualche tempo dopo gli eventi del predecessore. La pace conquistata dagli eroi del Sopramondo nel primo gioco è durata poco, perché nelle profondità della terra tre Abitori si sono imbattuti in un portale che conduce al Sift, una dimensione traboccante di anime e di energia pura, decidendo di sfruttarla per piegare il mondo al proprio volere. I tre, l'Incantatore Supremo, il Grande Illusionista e l'Evocatore Supremo, hanno fondato il Gran Consiglio degli Abitori e, grazie al potere del Sift, hanno iniziato a corrompere le creature del Sopramondo e ad aprire Varchi dimensionali che collegano i due mondi, sconvolgendo l'equilibrio naturale. Tocca a noi, e agli amici che vorranno unirsi alla nostra avventura, impugnare le armi e ricacciare indietro l'esercito degli Abitori, rintracciando uno dopo l'altro i tre capi del Consiglio, che si sono rintanati in diverse aree della mappa.

Il Sift non è una semplice trovata di questo gioco, ma una novità epocale per l'intero universo di Minecraft: si tratta della prima nuova dimensione introdotta nella serie da oltre quattordici anni, andando ad affiancarsi a Sopramondo, Nether e End come quarta dimensione ufficiale del gioco; farà la sua prima comparsa in questo gioco, ma nel 2027 arriverà anche nel Minecraft principale, sia versione Java che Bedrock. Minecraft Dungeons II rappresenta quindi la prima occasione per esplorarlo e fare la conoscenza dei suoi abitanti, un'occasione ghiotta per tutti gli amanti della serie. Il Sift si caratterizza per essere un mondo vibrante e dai colori accesi, dominato da tonalità neon di blu e rosa, nel quale le anime sono presenti ovunque. Non lo si raggiunge subito: la sua esplorazione vera e propria si sblocca verso metà avventura, perché il portale che vi conduce è stato sigillato proprio dal Gran Consiglio degli Abitori. Per riaprirlo dovremo recuperare dei blocchi sonori che permetteranno ai Golem dell'Eco, nuove e carinissime creature provenienti dal Sift, di intonare la canzone capace di sbloccarne l'accesso. Una volta dall'altra parte, il Sift si presenta come una mappa separata dal Sopramondo, con nemici, missioni e segreti tutti suoi.

MX Video - Minecraft Dungeons II

Il mondo di gioco è peraltro la novità più importante di Minecraft Dungeons II rispetto al predecessore. Nel primo capitolo sceglievamo le missioni da un tavolo nell'accampamento e venivamo catapultati in livelli isolati e lineari, con un inizio e una fine ben definiti; ora ci muoviamo liberamente in una mappa aperta, vasta e continua, percorribile interamente quasi senza caricamenti. Il Sopramondo è suddiviso in diverse grandi aree, ognuna caratterizzata da biomi differenti che vanno dalle praterie erbose alle distese di neve e ghiaccio. Ciascuna ospita insediamenti, eventi narrativi, strutture, grotte e rovine, alcune delle quali generate proceduralmente e dalla conformazione diversa a ogni visita. La mappa si rivela man mano che esploriamo, e le occasioni per deviare dal percorso principale non mancano: dungeon nascosti, incontri casuali, mini-boss e scorciatoie da aprire attivando appositi meccanismi. Per orientarci abbiamo a disposizione la mappa del mondo, una minimappa e la Scia guida, una linea luminosa che, premendo lo stick sinistro, ci indica la strada verso il prossimo obiettivo.

Per spostarci rapidamente tra le zone già visitate possiamo contare sulle Stazioni dei vagonetti, che si sbloccano passandoci accanto la prima volta e ci trasportano in un attimo da un capo all'altro della mappa. Chi gioca in compagnia può inoltre teletrasportarsi direttamente accanto a un amico lontano. Il cuore pulsante del Sopramondo è il Rifugio dei Valorosi, il villaggio che funge da base operativa. Non è più un semplice accampamento come nel primo capitolo, ma un vero centro abitato, vivace e popolato da abitanti con animazioni e piccole personalità, dove trovano posto i mercanti, fabbri e incantatori, fondamentali per lo sviluppo del nostro eroe. Questi hanno un loro sistema di progressione: investendo una valuta speciale possiamo farli salire di livello, così da accedere a oggetti sempre più rari. Com'è lecito aspettarsi, la mappa ci propone missioni principali e secondari, con le prime che ci mettono sulle tracce del Gran Consiglio, mentre le seconde spaziano da piccole deviazioni dal tono leggero, come aiutare un apicoltore a ritrovare le sue api scomparse, a incarichi che svelano qualcosa in più sui misteri che circondano i due mondi, e ci ricompensano con esperienza ed equipaggiamento.

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Venendo al gameplay vero e proprio, Minecraft Dungeons II resta un action-RPG con visuale isometrica fedele alla formula del predecessore. Affrontiamo orde di creature ben note a chi conosce Minecraft, alternando attacchi corpo a corpo, armi a distanza e Artefatti, gli oggetti che ci conferiscono abilità attive e di cui possiamo equipaggiarne tre contemporaneamente. I tempi di ricarica sono piuttosto brevi: questo ci permette di sfruttare spesso le nostre capacità e premia un approccio aggressivo, in cui si attacca senza sosta invece di attendere al riparo, ma per essere usate consumano anime che vanno recuperate combattendo. Alla classica capriola per schivare si affianca poi ora un'importante novità: il salto. Oltre ad aggiungere verticalità all'esplorazione, permettendoci di raggiungere piattaforme sopraelevate e di affrontare brevi sezioni platform, questo introduce anche degli attacchi aerei che variano in base all'arma impugnata; bellissima, ad esempio, la capriola volante che facciamo quando saltiamo ed attacchiamo impugnando un martello da guerra. Questi attacchi volanti consentono di colpire più nemici in un'area, a costo però di lasciarci per un attimo scoperti ai contrattacchi. Tornano poi le pozioni curative e il cibo lasciato cadere dai nemici, così come le casse di TNT, efficacissime contro i gruppi di avversari ma pericolose anche per gli alleati. Le armi a distanza, infine, non richiedono più di andare a caccia di frecce: le munizioni sono infinite e si ricaricano automaticamente nel tempo.

Il sistema di equipaggiamento è la parte che più si è evoluta maggiormente dal primo capitolo. Gli slot di combattimento passano da sei a dodici, e l'armatura non è più un unico oggetto ma si divide, come nel Minecraft originale, in elmo, corazza, gambali e stivali. Debuttano inoltre i Talismani, una nuova categoria di oggetti unici che forniscono bonus passivi, come salute aggiuntiva, raccolta di anime o persino un fedele cane che combatte al nostro fianco. Si ottengono tramite specifiche missioni o forzieri speciali e si potenziano man mano che li teniamo equipaggiati, crescendo insieme al nostro personaggio. Gli oggetti possono poi presentare effetti casuali, così che due pezzi dello stesso tipo si comportino in modo diverso, e non mancano equipaggiamenti speciali più potenti del normale e dotati di abilità uniche. Nel gioco non esistono classi predefinite: è la combinazione di armi, armature, Artefatti e Talismani a definire il nostro stile di gioco, che si tratti di un guerriero corazzato, di un arciere o di un ibrido tra i due. Per tenere traccia di tutto, la schermata dell'equipaggiamento offre il pannello laterale "Effetti e Incantesimi", che riassume in un'unica lista tutti gli effetti attivi e le relative sinergie.

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A dare ancor più profondità al sistema ci pensano poi due personaggi del Rifugio dei Valorosi. Il Fabbro ci permette, a fronte di una spesa contenuta, di potenziare qualsiasi oggetto in nostro possesso fino al livello di potenza più alto consentito dal nostro livello. Non dovremo quindi abbandonare un'arma o un'armatura a cui ci siamo affezionati solo perché ne abbiamo trovata una più forte, ma potremo costantemente potenziarla. Utilizzando le Schegge di Eco possiamo inoltre rimescolare gli effetti speciali di armi, armature e Artefatti, sostituendo quelli che non si adattano alla nostra build. L'Incantatore gestisce invece gli incantesimi, completamente ripensati. Nel corso dell'avventura troviamo dei Libri degli incantesimi che vanno ad arricchire una biblioteca personale, e presso di lui possiamo applicarli a qualsiasi pezzo di equipaggiamento, pagando con la valuta rilasciata dalle anime corrotte. Gli incantesimi possono essere potenziati nel tempo, ma anche rimossi senza distruggere l'oggetto, recuperando parte della valuta investita (ad esempio, se applicare un incantamento costa due anime, disincantarlo ce ne ridarà una indietro). Le possibilità sono notevoli: si può ad esempio aumentare la frequenza delle schivate, fare in modo che ogni capriola scagli delle frecce, dotare le armi di attacchi infuocati e così via.

Lungo l'avventura ci attendono anche scontri con boss imponenti, che richiedono di studiarne le sequenze d'attacco e schivare al momento giusto invece di darci al puro button mashing. Il Guardiano corrotto, ad esempio, è una colossale creatura intrisa di anime che ci bersaglia con potenti onde soniche, capaci di raggiungerci da un capo all'altro dell'arena, e con attacchi rotanti che possono scaraventarci fuori dalla piattaforma. Il Golem di rame si presenta invece come un bruto dai pugni devastanti, per poi scatenare scariche elettriche che si propagano sotto i nostri piedi e cariche che attraversano l'intera arena. Più in generale, il livello di sfida parte piuttosto basso ma cresce sensibilmente man mano che si procede. Se trascuriamo le missioni secondarie, e con esse l'esperienza e l'equipaggiamento che forniscono, è facile ritrovarsi in punti della storia in cui si muore con una certa frequenza. Salire di livello e aggiornare costantemente l'equipaggiamento diventa quindi parte integrante della progressione. Per chi cerca una sfida estrema, invece, dopo aver terminato la storia il mondo di gioco (che resterà esplorabile liberamente per completare le missioni rimaste) verrà periodicamente inondato dalle Tempeste di Anime, degli eventi che creano delle aree ad alta difficoltà con lo spawn di nemici più ardui ed, ovviamente, loot molto più appetitoso.

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Come il suo predecessore, Minecraft Dungeons II può essere giocato interamente da soli o in compagnia, sia in locale che online o in un misto delle due, con un massimo di quattro eroi, con tanto di supporto cross-platform. Nella cooperativa locale lo schermo non è diviso ma si gioca sulla stessa schermata, bisogna quindi restare relativamente vicini, mentre online ognuno è libero di esplorare per conto proprio. Il gioco adatta inoltre difficoltà e ricompense al numero di giocatori e alla differenza di livello tra i personaggi, così che un veterano e un principiante, magari un genitore e un figlio, possano divertirsi insieme; anche rianimare un compagno è più rapido quando si è in più.

Dal punto di vista tecnico, Minecraft Dungeons II mantiene il caratteristico stile a blocchi di Minecraft, ma compie un deciso passo avanti rispetto al predecessore, grazie a texture più definite e a un uso molto più ricco di illuminazione ed effetti speciali. Sono presenti anche diverse opzioni di accessibilità, con contrasto, dimensioni dei caratteri e colori ampiamente personalizzabili. Testi e sottotitoli sono interamente localizzati in italiano, mentre la voce narrante che accompagna alcune cut-scene è in inglese. I personaggi, dal canto loro, si esprimono in un linguaggio incomprensibile, per cui il doppiaggio in quel caso non è necessario. Per arrivare ai titoli di coda occorrono circa 7-8 ore concentrandosi sulla storia principale, una durata che sale sensibilmente dedicandosi alle missioni secondarie, peraltro necessarie per mantenere il personaggio all'altezza delle sfide a meno che non vogliate abbassare il livello di difficoltà.

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Amore

Un Diablo per tutti

- Minecraft Dungeons II ci offre un action-RPG alla Diablo che chiunque può prendere in mano e iniziare a giocare dopo pochi secondi, senza però rinunciare a una buona profondità. Il passaggio dai livelli isolati del primo capitolo a un mondo interconnesso cambia completamente il ritmo dell'esperienza, e ho apprezzato molto la libertà di vagare per le diverse aree del Sopramondo, deviando dalla missione principale per seguire un sentiero secondario, scovare un dungeon nascosto o semplicemente scoprire cosa si celasse in un'area della mappa non ancora esplorata. Proprio quando la mappa inizia a diventare familiare, poi, arriva il Sift a rimescolare le carte, con una seconda mappa tutta da scoprire, nuovi nemici e un'atmosfera completamente diversa. Ed è un'aggiunta estremamente interessante per chi segue Minecraft, visto che si tratta del primo assaggio della dimensione che arriverà nel gioco principale solo il prossimo anno.

Loot che passione

- Se c'è una cosa che Minecraft Dungeons II sa fare benissimo, è tenerci incollati allo schermo a suon di bottino. Nemici, forzieri e mondo di gioco ci propongono in continuazione nuove armi, armature e Artefatti sempre più potenti. Il risultato è che ci si ritrova a rivedere costantemente il proprio equipaggiamento e, di conseguenza, anche il proprio stile di combattimento: capita spesso di mettere da parte un'arma collaudata per provarne una appena raccolta con un effetto particolare, scoprendo un modo diverso di affrontare i nemici. Il ciclo fatto di esplorazione, combattimento, raccolta e sperimentazione è semplice ma estremamente efficace, al punto da risultare quasi assuefacente: la voglia di trovare "solo un altro drop" finisce inevitabilmente per allungare le nostre sessioni di gioco.

Un eroe su misura

- Strettamente legato al loot è il sistema di personalizzazione, molto ben realizzato: l'assenza di classi predefinite, unita ai dodici slot di equipaggiamento, ai Talismani che crescono insieme a noi e soprattutto al lavoro di Fabbro e Incantatore, ci permette di costruire un eroe esattamente come lo vogliamo o anche di sperimentare continuamente build diverse. E la possibilità di applicare gli incantesimi a qualsiasi pezzo, invece di dipendere da quelli preimpostati sull'oggetto trovato, apre combinazioni interessanti. Il Fabbro risolve invece un problema tipico dei giochi basati sul loot, permettendoci di tenere l'arma preferita potenziandola invece di sostituirla. Il tutto senza mai diventare opprimente: chi ama ottimizzare ogni statistica troverà pane per i suoi denti, anche grazie al pannello "Effetti e Incantesimi" che mostra a colpo d'occhio sinergie e punti deboli della build, mentre chi preferisce non pensarci troppo può limitarsi a indossare l'oggetto più potente e divertirsi comunque.

Graficamente splendido

- Pur mantenendo il classico approccio "cubettoso" di Minecraft, Minecraft Dungeons II è un gioco molto bello a vedersi. Gli sviluppatori hanno lavorato molto su illuminazione ed effetti speciali, e il salto di qualità rispetto al primo capitolo si nota a ogni passo. Le praterie e le distese innevate del Sopramondo hanno un fascino tutto loro, i dungeon presentano un'illuminazione estremamente atmosferica ed infine il Sift sorprende con la sua esplosione di colori. È però in combattimento che il comparto visivo dà il meglio di sé, grazie a effetti luminosi e speciali davvero spettacolari, come ad esempio l'esplosione di una cassa di TNT, che genera un'area d'impatto con onde d'urto di grande effetto, o alcuni nemici volanti del Sift che, quando colpiti da una freccia, esplodono in un'aura di arcobaleni concentrici di grande effetto. Un ottimo esempio di come uno stile volutamente semplice possa diventare affascinante quando è supportato da una realizzazione tecnica di qualità.

Gioco in compagnia

- Anche se è giocabile interamente da soli, Minecraft Dungeons II è chiaramente pensato per essere giocato in gruppo, e tutte le novità introdotte in questo senso appaiono estremamente sensate. La possibilità di mescolare cooperativa locale e online, il cross-play tra tutte le piattaforme, il matchmaking e i codici gruppo abbattono qualsiasi barriera tra chi vuole giocare insieme. L'adattamento di difficoltà e ricompense al livello dei partecipanti, inoltre, consente a giocatori esperti e alle prime armi di condividere l'avventura senza che nessuno si annoi o venga travolto. Mojang non nasconde che molti dei suoi giocatori sono genitori che giocano con i figli, e il gioco sembra costruito proprio attorno a questa idea.

Odio

Dove vado?

- La struttura aperta del mondo porta con sé qualche piccolo inciampo. In alcune occasioni l'accesso a un'area è bloccato da cancelli che richiedono di trovare delle chiavi, la cui posizione non viene però segnalata sulla mappa. Nella maggior parte dei casi recuperarle è piuttosto semplice e si trovano nei dintorni del cancello, ma in un paio di occasioni la ricerca si è protratta fin troppo, costringendomi a girare a vuoto per lunghi tratti di mappa senza sapere bene dove guardare. Considerata la vastità delle aree, sarebbe stato preferibile un sistema di indizi, un'indicazione sonora o anche solo una segnalazione di massima sulla mappa. Si sarebbero così evitate lunghe sessioni di esplorazione a vuoto, che finiscono per spezzare il ritmo dell'avventura.

Combattimenti caotici

- Quando l'azione si fa intensa, lo schermo di Minecraft Dungeons II può trasformarsi in un vero e proprio caos. Tra orde di nemici, proiettili, esplosioni di dinamite, Artefatti attivati a ripetizione e gli stessi effetti luminosi che contribuiscono allo spettacolo visivo, capita di perdere di vista il proprio personaggio o di non capire da dove arrivi il colpo che ci sta togliendo salute, soprattutto negli spazi più ristretti. È un problema che la serie si porta dietro sin dal primo capitolo, e con fino a quattro eroi dall'aspetto simile impegnati contemporaneamente a schermo non può che accentuarsi. Qualche accorgimento in più per rendere il proprio eroe riconoscibile a colpo d'occhio, ad esempio un contorno o un indicatore più marcato, avrebbe giovato alla leggibilità degli scontri.

Piede in fallo

- L'introduzione del salto è una delle novità più gradite del gioco, ma la visuale isometrica gioca a suo vantaggio. Nelle sezioni platform non è sempre facile valutare distanze e altezze, né capire con precisione su quale blocco si stia per atterrare. Il risultato è che capita di mancare una piattaforma o di restare qualche istante bloccati prima di individuare l'appoggio giusto per proseguire. Nulla che comprometta l'esperienza, anche perché se si cade in uno strapiombo il respawn sul bordo è istantaneo e gratuito, ma è un aspetto che andrebbe rifinito per permettere alla nuova funzionalità di esprimersi al meglio.

Tiriamo le somme

Minecraft Dungeons II amplia in ogni direzione la formula del primo gioco, con un mondo vasto da esplorare liberamente, un sistema di loot e personalizzazione molto più profondo, nuove possibilità di movimento e una cooperativa più flessibile che mai, il tutto arricchito dall'opportunità di mettere piede per primi nel Sift, la nuova dimensione di Minecraft. I pochi problemi riscontrati sono minori ed occasionali, non andando ad intaccare più di tanto un'esperienza divertente e accessibile, ideale sia per chi si avvicina per la prima volta agli action-RPG, sia per chi vuole condividerli con amici e familiari.
8.5

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L'autore

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Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, nel 2002 è cofondatore di MX. Il sito parte per gioco ma diventa una parte sempre più importante della sua vita insieme a lavoro, famiglia e troppi altri interessi: questo lo costringe a rimandare continuamente i suoi piani di dominio sul mondo.

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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