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HOT WHEELS Infinite Rush - provato in anteprima

Il 24 settembre è atteso il nuovo titolo di Milestone dedicato alle celebri macchinine collezionabili, ma noi abbiamo già potuto fare le nostre prime derapate su HOT WHEELS Infinite Rush, accettando volentieri l’invito dello sviluppatore milanese per una sessione di prova presso i propri uffici. Eccovi quindi tutte le nostre impressioni pad alla mano su questo nuovo arcade racer!
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HOT WHEELS Infinite Rush si è presentato al pubblico durante la recente Summer Game Fest con un trailer che ha subito fatto vedere come questo capitolo sia sostanzialmente diverso dai due precedenti “Unleashed” dedicati al brand HOT WHEELS. Mentre le uscite precedenti ricreavano in digitale l’esperienza di fantasiosi tracciati in miniatura allestiti all’interno di abitazioni a misura d’uomo, questo terzo capitolo preme sull’acceleratore della fantasia. Il gioco ricrea infatti un intero mondo “a misura HOT WHEELS”, lasciandoci sostanzialmente liberi di esplorarlo e di vivere le avventure proposte secondo le nostre preferenze.

MX Video - HOT WHEELS Infinite Rush

Non si tratta più, quindi, soltanto di impegnarsi in gare su circuito o da punto a punto allo scopo di uscirne vincitori. In HOT WHEELS Infinite Rush possiamo divertirci affrontando attività di vario genere, molte delle quali diventano disponibili semplicemente incappandoci mentre esploriamo il mondo aperto. Ci sono, ad esempio, incarichi di consegna in cui guidare un'auto fino al punto prestabilito avendo cura di non danneggiarla, o sfide in cui siamo chiamati a distruggere quanti più oggetti possibili in una determinata zona entro un tempo limite. Non mancano poi attività legate ai tanti punti di interesse disseminati nella mappa, che assumono la forma di veri e propri stunt, come il salto attraverso la O della gigantesca scritta stile Hollywood vista nel trailer, oppure che invitano a utilizzare il photo-mode integrato per immortalare gli scorci e i monumenti più significativi.

Tra un impegno e l’altro c’è naturalmente il piacere del free-roaming, che consente di gironzolare con la massima libertà andando alla scoperta di curiosità e segreti. Durante il mio girovagare per il mondo di HOT WHEELS Infinite Rush ho potuto mettere a frutto le mie abilità grazie a un sistema di combo che premia la spettacolarità della guida, ingaggiandomi anche in sfide uno contro uno quando incrociavo veicoli predisposti a tale scopo.

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Il mondo di gioco è di dimensioni ragguardevoli, con un notevole salto di scala rispetto ai titoli precedenti, ed è articolato in una serie di isole distinte e caratterizzate da biomi alquanto diversi tra loro. La mia prova si è svolta nella prima isola, un'estesa metropoli dominata da un enorme gorilla assiso sulla guglia del grattacielo più alto della città (...suona familiare?). Si è parlato però anche delle aree successive, che mi daranno l’opportunità di scorrazzare in un ambiente rigoglioso dove la vegetazione la fa da padrona, per passare poi a una zona desertica ispirata ai grandi canyon americani e finire in un’ambientazione orientaleggiante ricca di alture e, si presume, di impegnativi tornanti.

L’esplorazione del primo di questi ambienti, che si sbloccheranno via via durante il progresso nel gioco, è stata ampiamente sufficiente per permettermi di vedere all’opera la nuova visione creativa messa in campo per HOT WHEELS Infinite Rush. La città è una metropoli vera e propria, con strade d’asfalto, prati ed edifici in muratura; gli iconici moduli di plastica arancione delle piste HOT WHEELS fanno la loro comparsa solo occasionalmente, come elementi addizionali utili a mettere un po’ di pepe alla mia esperienza con spettacolari giri della morte e contorcimenti tipici del marchio. Allo stesso modo, i celebri playset del mondo reale non vengono trascurati: oltre al gorillone, Milestone ha arricchito i vari ambienti con polipi, ragni giganti e altre creature riprese dall’amplissimo catalogo Mattel.

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Altrettanto inevitabile è il richiamo all’aspetto del collezionismo, da sempre parte essenziale dell’esperienza HOT WHEELS. Nel gioco ho trovato un notevole parco di circa 150 modellini da sbloccare e acquistare gradualmente, in maniera non dissimile dal passato. Rispetto ai capitoli precedenti, però, i designer hanno deciso di enfatizzare le caratteristiche delle quattro diverse classi di auto disponibili, rendendo le differenze molto più marcate. Da questa scelta deriva il concetto della Rush Squad, ovvero la possibilità di impostare quattro auto predefinite, una per ciascuna classe, tra cui passare in maniera quasi automatica in caso di bisogno. Se durante la mia esplorazione mi imbattevo in una zona che richiedeva un mezzo diverso, bastava la pressione sulla croce direzionale e la mia veloce supersportiva si tramutava istantaneamente in un truck perfetto per l’off-road.

Un’altra conseguenza di questa netta caratterizzazione delle classi è che le gare non sono più aperte a tutti i veicoli, ma ciascuna richiede l’utilizzo di una categoria specifica. Le gare, ovviamente, ci sono ancora: finora non ne ho parlato solo perché la struttura open-world rappresenta la novità più succosa di questo HOT WHEELS Infinite Rush. L’accesso agli eventi è gestito tramite hotspot sulla mappa, che vanno raggiunti fisicamente percorrendo il mondo di gioco. A questo proposito, apro una parentesi per dire che ho potuto attivare sulla mappa un marcatore a piacere, rappresentato in-game come un indicatore da raggiungere per capire la direzione e la distanza. Manca invece un navigatore vero e proprio che mostri sistematicamente le svolte da compiere: devo dire che ho apprezzato molto questa scelta, perché stimola a essere creativi nei percorsi, imboccando vie secondarie e azzardando scorciatoie fantasiose, complice il fatto che le macchinine sono indistruttibili.

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Ogni hotspot rappresenta in sostanza un tracciato che, a differenza dei titoli passati, viene sfruttato per allestire più gare variabili per classe richiesta e tipologia. Da quello che ho visto e che mi pare di ricordare, le modalità sono quelle abituali: si va dalla classica corsa su circuito a gare in stile eliminatore, fino a percorsi a checkpoint da completare nel minor tempo possibile. È senz’altro interessante, in ogni caso, che un singolo circuito venga sfruttato per proporre esperienze diverse.

Il gameplay e il sistema di controllo rimangono quelli ben noti e tipici della serie. Un ruolo determinante è svolto dalla capacità di affrontare le curve effettuando drift controllati premendo il grilletto sinistro; queste derapate caricano una sorta di Nitro, da consumare poi al bisogno con il tasto A. Ho ritrovato anche il vasto campionario di elementi su pista che elargiscono bonus positivi o rallentamenti, così come la possibilità di fare a sportellate con gli avversari utilizzando i tasti B e X. È invece sparita la possibilità di far compiere un salto alla macchinina premendo un tasto, segno che il team ha probabilmente privilegiato tracciati più realistici dove gli unici salti sono quelli dettati dall’inerzia e dalla gravità.

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Mentre tutta la parte open-world è rigorosamente single-player, va rimarcato che HOT WHEELS Infinite Rush offrirà naturalmente la possibilità di gareggiare con altri giocatori sia online sia in locale fino a quattro partecipanti. Per concludere la panoramica sui contenuti, non si può omettere una citazione all’editor dei tracciati. Nei trenta minuti di prova a mia disposizione non mi è stato possibile dedicarmi a questa funzionalità, ma Milestone non ha perso occasione di potenziare notevolmente il proprio Track Builder, introducendo aggiunte interessanti come la possibilità di inserire avversari controllati dall'intelligenza artificiale all'interno delle proprie creazioni.

Venendo alle impressioni su quanto provato, HOT WHEELS Infinite Rush si conferma un gioco dall’approccio prettamente arcade, con un modello di guida semplice ma al tempo stesso appagante. Affrontare un intero curvone in derapata dà una bella soddisfazione e garantisce un'ottima dose di boost, accompagnata da una grande sensazione di velocità e da una giocabilità che tiene incollati allo schermo. La mia sessione di prova è terminata in quello che mi è parso un battito di ciglia! Il modello di guida, tuttavia, mi è sembrato adattarsi un po’ meno bene alle fasi di free-roaming: le macchinine, forse fatta eccezione per quelle più pesanti, risultano fin troppo scattanti e raggiungono subito velocità elevate, rendendo a volte problematico godersi il giro o reagire con naturalezza agli ostacoli dell'ambiente. Un discorso analogo vale per la telecamera: la visuale a inseguimento risulta perfetta per le gare, ma a mio parere è un po’ troppo stretta per le fasi di esplorazione e purtroppo non è modificabile.

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Al di là di queste considerazioni, il mondo di gioco mi è piaciuto molto e va tenuto a mente che ho potuto esplorare solo una delle quattro isole previste. I designer di Milestone si sono sbizzarriti nel creare un sandbox ricco, variegato e divertente da percorrere, peraltro già privo di problemi tecnici evidenti. Ho notato solo alcune piccolezze, come un pallone gigante da calciare che attraversava la recinzione del campo sportivo come se non esistesse, ma il gioco uscirà fra tre mesi e c’è tutto il tempo per le classiche operazioni di pulizia. Da questo punto di vista HOT WHEELS Infinite Rush mi ha convinto, confermando la sensazione di trovarsi di fronte a un deciso salto in avanti, qualitativo e quantitativo, rispetto alle precedenti iterazioni del brand HOT WHEELS.

È innegabile che il gioco rimandi apertamente, sotto più aspetti, a un celebre racing-game open world di grande successo ben noto specialmente a noi giocatori Xbox. Il rischio è che possa finirne in qualche modo nel cono d’ombra, e bisognerà vedere se il legame con il famoso marchio dei giocattoli e l’impostazione meno seriosa basteranno per guadagnarsi la giusta attenzione del pubblico. Al netto di questo potenziale punto debole, dalla nostra prova è emerso un titolo accattivante, divertente e ben curato, presumibilmente adatto a un pubblico giovanissimo ma in grado di intrattenere tutti gli amanti dei giochi di guida arcade. Non ci resta che attendere il prossimo settembre per un parere definitivo!

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L'autore

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La sua passione per il gaming nasce nel lontanissimo 1982 con Gorf per Vic-20, ma da quando ha scoperto le "gioie" della caccia agli obiettivi, gioca solo su Xbox. Il suo nemico giurato è l'Arretrato, smisurato ed in costante aumento. Maguzzolo però non si arrende: armato di sei console ed un numero sterminato di controller, continua a dare battaglia.

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