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Halo 3
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Halo 3 - Legendary Map Pack

Il 15 aprile Bungie ha rilasciato il secondo pacchetto di mappe per Halo 3, denominato per l'occasione "Legendary Pack", e dopo il verde e grigio delle ambientazioni industriali di Rat's Nest e Foundry e gli ampi spazi di Standoff, arrivano i muri pericolanti di Ghost Town, il freddo di Avalanche e i ricordi evocati da Blackout: analizziamo insieme le mappe proposte nel pacchetto e le modifiche a Fucina che le accompagnano.

Halo 3 - Legendary Map Pack

Ghost Town: quando gli Spartan giocano a Call of Duty
Ghost Town è l'unica mappa del pacchetto pensata totalmente da zero. Ambientata in una piccolissima zona industriale ormai preda della vegetazione e della rovina, questa mappa è la più caotica e visivamente intrigante delle tre. Le sue case decrepite e la sua struttura asimmetrica mandano in confusione chi le visita per la prima volta, e c'è la certezza che mai si riuscirà a memorizzarne la struttura. Anche dopo averla girata diverse volte, si ha sempre la sensazione di aver dimenticato qualche anfratto.

Inutile dire che il cuore delle battaglie sono la strada che passa in mezzo agli edifici, e le finestre (o buchi) degli edifici stessi. Avanzare lungo la strada significa fare la parte del piccione in stagione di caccia, quindi alla partenza è meglio raccattare un'arma decente e infilarsi in una delle strutture per mettersi al riparo di chi si diverte a spararvi dall'alto della sua postazione. Ovviamente ogni medaglia ha due facce, e se gli edifici con tutti quei buchi offrono delle ottime postazioni di tiro, sono dei budelli perfetti per imboscate dietro gli angoli e attacchi di sorpresa in cui il giocatore si trova di fronte al nemico all'ultimo metro dando vita a battaglie velocissime, brutali che quasi sempre si concludono con l'uccisione in corpo a corpo.

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Le armi sulla mappa sono ben bilanciate, e a farla da padroni sono sicuramente il fucile a pompa per gli interni e il lanciarazzi per l'esterno: visto che il cecchino non gode di grande spazio di manovra, e tenere l'occhio costantemente sul mirino potrebbe portare brutte sorprese alle spalle. Nonostante le armi più forti siano umane, non ci sono altre divisioni particolari tra armamentario UNSC e quello Covenant per quanto riguarda il loro posizionamento sulla mappa. Presenti anche due Mongoose che però sono un aiuto superfluo e ingombrante, nonché pericoloso. Gli equipaggiamenti presenti sulla mappa sono tra i più utili e consistono in sollevatore gravitazione, bolla scudo e prosciugatore energetico che negli spazzi stretti si rivela una vera e propria arma più che un aiuto supplementare. Da segnalare anche la presenza di sovrascudo e un'invisibilità.

Alla fine della fiera, Ghost Town si rivela una mappa più adatta al gioco solitario che a quello di squadra; ottima per chi fa della calma e degli attacchi a sorpresa il suo stile di gioco, visto che chi si lancia brutalmente all'attacco senza un'arma decente deve temere ogni angolo e ogni apertura.


Avalanche: grandi spazi per grandi camminate
La seconda mappa del nuovo contenuto scaricabile è la più grande del set, e l'erede di un altrettanto grande e fredda mappa del primo Halo Sidewinder. Purtroppo nelle liste attuali, DLC Slayer e DLC Objective, riesce a mostrare la sua vera natura solo nell'ultima nelle due che prevede squadre da sei giocatori, e non del tutto. Date le sue dimensioni e la sua forma a ferro di cavallo, Avalanche (letteralmente "valanga") è una mappa adatta ai Big Team Battle, con parecchia carne da cannone circolante sulla mappa, mentre negli Slayer classici porta solamente a lunghe camminate dopo veloci e spesso caotici scontri nella grotta la centro della mappa.

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Le due basi, poste alle estremità di questo ipotetico ferro di cavallo, ricordano vagamente Deposito (mappa di Halo 2) e, almeno negli Slayer, non sono mai luogo di scontri vista la loro distanza dai punti nevralgici della mappa. Morire significa rinascere lungo i bordi della mappa e sorbirsi una bella camminata prima di tornare sul luogo dello scontro; fortunatamente in zona è pieno di mancannon che possono sparare il soldato verso il centro della mappa, vero punto caldo delle partite. La grotta al centro della mappa ha due aperture sui lati che permettono di trovarsi immediatamente in territorio nemico e un mancannon che permette al suo “proiettile” di scavalcare un abisso e atterrare in una sorta di anticamera dove si trova il Laser Spartan e, appena fuori, l'unico ghost presente nella mappa. Controllare la grotta centrale, con il suo fucile a pompa e i due cecchini vicino alle entrate, significa controllare la mappa. I nemici sono costretti a fare il giro largo, spesso a bordo di mezzi o a piedi, divenendo facile preda di lanciarazzi, cecchinate e colpi di laser.

A tal proposito anche i mezzi offrono un ottimo strumento per velocizzare gli spostamenti o cogliere il nemico alle spalle facendo il giro largo, e consistono in Hornet, Mongoose, Warthog e Scoprion o Wraith. Sono diversi da tutti gli altri dal punto di vista estetico, ma l'unico a essere diverso anche nelle sue funzioni è l'Hornet, privato dei missili e con due mitragliatrici meno potenti. Date le sue dimensioni, Avalanche sarà pienamente godibile una volta inserita nelle liste Big Team Battle e darà vita a delle vere e proprie guerre di logoramento.


Blackout: il sapore dei ricordi
Al momento del suo annuncio, Blackout è divenuta la mappa più attesa e desiderabile da chi ha conosciuto la perfezione di Lockout, a.k.a. Abbandono. Basata sulla miglior mappa mai fatta nella saga di Master Chief, Blackout si limita a riproporre gli stessi ambienti con qualche variazione e un'estetica più massiccia, in linea con i canoni dell'ultimo episodio.

Passata da laboratorio a piattaforma nei freddi mari ghiacciati (quindi da una locazione/estetica aliena ad una umana), questo remake appare più dettagliato, con più particolari, anche nell'arredamento, con centraline, botole, interruttori, ma purtroppo non riesce a cogliere il vero spirito che ha reso celebre la sua musa. Abbandono era una mappa sospesa sul vuoto, e a giocare sul vuoto ci pensano gli acrobati. Ogni passerella era raggiungibile con un salto per quanto lontana, molte volte si scoprivano percorsi alternativi che spiazzavano l'avversario e, inoltre, le due porte alle rispettive estremità della mappa erano una di fronte all'altra, un colpo di cecchino poteva attraversare la mappa; cosa che non succede più in Blackout visto che la porta sotto la torre con il cecchino è stata spostata.

Altra piccola nota stonata per i veterani di Halo 2 saranno gli ambienti: troppi spazi dove “camperare”, mentre Abbandono era un intrecciarsi di corridoi e i posti per le imboscate erano assai pochi, certo, dietro le porte, ma quasi nulla di più. Questa nuova versione offre diversi spunti, forse troppi, per chi ha paura di buttarsi in battaglia. Detto questo Blackout, con la sua ambientazione desolata e notturna regge abbastanza bene il confronto con Lockout, anche se, nota personale di chi scrive, la neve leggera e quel vento che soffiava tra le orbite vuote delle porte ci sarebbe stato benissimo anche questa volta.

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Una forgia leggendaria
C'è poco da dire sulle nuove possibilità della Fucina: non che siano irrilevanti, anzi, di questo passo il prossimo pacchetto permetterà di svuotare l'area di gioco lasciando solo il terreno. Nel Legendary Pack la Fucina è ancora più radicale e potente, in Avalanche si possono inserire interi blocchi grandi come una casa e Ghost Town può essere totalmente trasformata con l'uso di passerelle, e molti non vedono l'ora di scaricarsi le prime creazioni basate su Blackout fatte dagli utenti. Se oltre a questo si contano anche i nuovi filtri fotografici, alcuni veramente belli mentre altri veramente... accecanti, c'è da dire che Bungie sembra averci messo più passione su questo pacchetto che sul precedente Heroic Map Pack.

A nostro avviso è stata un po' una presa in giro quella di proporre due pacchetti da tre mappe ciascuno a 800 Microsoft Points a pochi mesi di distanza l'uno dall'altro, soprattutto visti i contenuti del primo; però il Legendary Map Pack è dei due quello che più si nobilita per la cura e l'offerta agli occhi dei giocatori. Con il senno di poi sarebbe stato perfetto un pacchetto con cinque mappe (dobbiamo ancora trovare un motivo d'essere per Rat's Nest) a 1000 Microsoft Points.

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L'autore

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Un giorno qualcuno gli disse che c'erano altri giochi oltre Age of Empire. Da quel momento è alla ricerca dell'esperienza definitiva, molti sostengono faccia apposta a non trovarla per poter continuare a giocare. Convinto sostenitore de "il voto non fa il gioco", scrive su diversi siti, un paio addirittura creati da lui. Un giorno scomparira nel nulla in un vortice di gameplay, o impazzito scenderà in strada urlando di minacce a New York e brandendo una spada immaginaria.

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