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Batman: Arkham City
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Batman: Arkham City - Harley's Revenge

Harley Quinn ha davvero coraggio da vendere. Dopo gli avvenimenti di Batman Arkham City e il finale decisamente notevole, il nostro uomo pipistrello probabilmente è tornato a villa Wayne con tutta l’intenzione di riposarsi per almeno un paio di mesi; quindi, andare a scomodarlo per una vendetta personale costringendolo a tornare in azione è una cosa da fare solo se si è pronti a pagarne le conseguenze.
Rocksteady Studios ci riporta nel ghetto criminale più pericoloso di sempre dopo gli avvenimenti di Batman: Arkham City, con un contenuto scaricabile intitolato Harley’s Revenge. La storia è semplicissima: Harley ha messo in piedi un piano per vendicarsi di Batman. Dopo aver attirato il Cavaliere Oscuro in trappola con la scusa di alcuni poliziotti presi in ostaggio, lo imprigiona con tutta l’intenzione di liberare i criminali di Gotham dall’alata minaccia... per sempre. Evidentemente la povera ragazza non conosce il famoso proverbio di Gotham: se catturi il pipistrello arriva il pettirosso e ti bastona. Letteralmente. Robin si mette infatti sulle tracce di Batman recandosi ad Arkham City e cercando indizi che possano indicare dove sia finito il suo mentore, e ricordando agli scagnozzi sparsi per l’ex-quartiere generale di Joker che le ossa ci mettono poco a spezzarsi con la giusta combinazione di mazzate.

Lo stile di combattimento utilizzato da Tim Drake, per chi non avesse ancora avuto l’occasione di destreggiarsi con Robin nella modalità sfida, è diverso da quello di Batman. Più acrobatico e veloce, il pettirosso punta a sequenze di colpi rapidi intervallando mosse acrobatiche con calci e bastone. Una via di mezzo fra la potenza di Batman e la grazia di Catwoman. Chi ha amato le solide meccaniche di gioco che hanno definito questa serie avrà la netta sensazione di tornare a casa. Batman è dotato ancora una volta di tutti i gadget e abilità sfruttabili durante la trama principale, e bene o male dovrà fare affidamento a tutti questi durante gli eventi orchestrati da Harley. Il DLC ha però una chiara propensione per il lato action, lasciando in secondo piano quello esplorativo e quello, spesso più apprezzato delle risse, in cui il Cavaliere Oscuro diventa un predatore invisibile e inarrestabile.

Purtroppo chi pensava che Rocksteady avrebbe utilizzato Harley’s Revenge per provare ad inserire delle novità in quest’ambito, potrebbe rimanerne deluso. A parte la possibilità di testare sul campo i gadget di Robin nulla di nuovo, a livello di meccaniche, è stato inserito. Anche la trama non presenta particolari colpi di scena, con Harley che dimostra ancora una volta di non essere esattamente una cima. Un paio di volte si accenna al fatto che Batman sembra cambiato dopo gli avvenimenti di Arkham City, ma è uno spunto che non viene approfondito forse per lasciare la porta aperta ad un probabile seguito. Apprezzabile il fatto che, nonostante sia un DLC relativamente breve, viene offerto completamente doppiato in italiano, cosa non sempre fatta da tutti i publisher.

In sostanza Harley’s Revenge è una missione aggiuntiva che si incastra perfettamente nel mondo di gioco del titolo principale senza aggiungere nulla di nuovo al gioco se non le due ore necessarie per completarlo e la possibilità di usare Robin al di fuori delle sfide dell’Enigmista. Chi ha divorato Batman: Arkham City e ha voglia di passare ancora un po’ di tempo a malmenare dei poveri criminali palestrati, può tranquillamente approfittare dell’offerta Rocksteady che, anche se un po’ corta, è stata fatta rispettando lo stile e la qualità che ormai contraddistingue la serie. Quelli che ritengono gli 800 Microsoft Points richiesti un prezzo troppo alto per due ore di gioco, possono comunque evitare di acquistare il DLC senza correre il rischio di perdersi parti di storia importanti all’interno della saga. Se invece non avete ancora acquistato Batman: Arkham City, sappiate che questo DLC sarà incluso nell'edizione Game of the Year in uscita a settembre: potrebbe essere un'ottima occasione per recuperare un grande gioco.

Un consiglio finale: se è da qualche tempo che non giocate nei panni del Cavaliere Oscuro, vi consiglio di riprendere un po’ la mano prima di andare incontro alla vendetta di Harley, così eviterete di passare i primi venti minuti prendendo sonore legnate da uno scagnozzo qualunque. Anche perché non è possibile accedere al menu per darsi una ripassata alle mosse più ardite.

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L'autore

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Un giorno qualcuno gli disse che c'erano altri giochi oltre Age of Empire. Da quel momento è alla ricerca dell'esperienza definitiva, molti sostengono faccia apposta a non trovarla per poter continuare a giocare. Convinto sostenitore de "il voto non fa il gioco", scrive su diversi siti, un paio addirittura creati da lui. Un giorno scomparira nel nulla in un vortice di gameplay, o impazzito scenderà in strada urlando di minacce a New York e brandendo una spada immaginaria.

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