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Milanoir

Recensione - Milanoir

Serie TV come 1993 e Romanzo Criminale hanno fatto luce su un lato della criminalità italiana che da molti anni non veniva narrata sui nostri schermi. Ora è il turno dei videogiochi di mostrarci questa realtà, seppur in maniera più ironica, grazie a Milanoir dei milanesi Italo Games; eccovi di cosa si tratta.

Il Gioco

Milano, anni '70. Seguiamo le vicende di Piero, un avanzo di galera ritornato in libertà con un unico obiettivo: vendicarsi di chi l'ha buttato in galera, distruggendo poco a poco il suo impero per poi arrivare ad eliminarlo una volta per tutte. Una classica storia di criminalità organizzata e vendetta, ma questa volta il setting è uno che conosciamo bene: le strade sono piene di macchine italiane d'epoca, i vestiti sono quelli visti tante volte negli album fotografici dei nostri genitori e nei locali si gioca a carambola. Chi conosce Milano, che sia quella moderna o di qualche decennio fa, troverà una cura dei dettagli impressionante in tanti elementi, tutti mirati ad offrire un'esperienza che rievochi un'atmosfera molto specifica.

Ma una buona storia di criminalità, in salsa noir in questo caso, ovviamente non basta: ci vuole anche un gameplay convincente perché il gioco funzioni. I ragazzi di Italo Games in questo senso non hanno certamente puntato in basso, prendendo spunto da due dei giochi indie d'azione meglio riusciti degli ultimi anni: Tokyo 42 e Hotline Miami. Dal primo Milanoir eredita l'azione su vasta scala con sparatorie a lunga distanza, dal secondo stile artistico 8-bit. Ed anche la difficoltà del gioco, come accade spesso nei due giochi citati, molto elevata. Ma non corriamo troppo: come si gioca a Milanoir?

MX Video - Milanoir

Dopo un breve tutorial che introduce un personaggio dalla vita piuttosto breve, ci mettiamo nei panni di Piero nelle sue sanguinarie avventure noir, con un gameplay che alterna il classico piano bidimensionale a scorrimento laterale dei platformer 2D e quello a corsia dei beat 'em up a due dimensioni, con sprazzi di sezioni con visuale dall'alto, soprattutto quando si è dentro gli edifici. In tutte queste modalità, però, le basi del gioco rimangono sempre un mix di stealth e shooter cover-based, anche se prevedibilmente molto semplificato. Ci si muove con calma per non destare sospetti, si usano le coperture (in gran parte anche distruttibili) e si spara, con una mira semi-automatica che è stata probabilmente pensata per il mouse ma che rende abbastanza bene anche su controller.

Questo gameplay è utilizzato quindi come base per una serie di missioni dove si deve sempre cercare di destare meno sospetti possibile per poi non complicarsi la vita, anche perché i nemici sono numerosi ed è facile lasciarci le penne; è bene quindi sfruttare al meglio le risorse a disposizione, ma anche quanto offre lo scenario. Si possono anche fare eliminazioni corpo a corpo, rotolare da una copertura all'altra, addirittura sfruttare colpi di rimbalzo sparando a un cartello; scene degne di film degli anni '70 come Milano Calibro 9, da cui Milanoir trae indubbia ispirazione.

Tra dialoghi pieni di frasi da gangster, sparatorie ad alto tasso adrenalinico, scenari di un'Italia ormai andata e personaggi mafiosi cliché ma non per questo meno intriganti, le poche orette del gioco (aumentate dalle morti dovute alla difficoltà piuttosto alta) se ne vanno piuttosto rapidamente. Troviamo ogni tanto variazioni sul tema come sezioni veicolari e boss, ma nulla di troppo differente. Si può migliorare l'esperienza giocando la campagna in cooperativa locale, che come spesso accade risulta più spassosa del single player, e c'è anche una modalità arena dove esercitarsi contro orde di nemici alla ricerca di micidiali combo. E, com'è giusto che sia per un gioco italiano ambientato in Italia, Milanoir è interamente localizzato in italiano, anche se non ci sono dialoghi audio ma solo a testo.

Amore

Guarda Milano!

- Che abbiate vissuto nella Milano urbana proprio negli anni '70 o che ci siate stati solo di recente, probabilmente conoscerete alcune icone non così tanto affascinanti: bar malfamati, il Pirellone… nulla a che vedere con bellezze come il Duomo, il viale dello shopping o il Teatro alla Scala. Eppure, Milanoir propone proprio il lato criminale della Milano urbana, fatta di cemento, proiettili e sangue, con tante citazioni sia alla Milano reale che a registi che in passato l'hanno immortalata sul grande schermo, come Umberto Lenzi. Macchine d'epoca, cartelloni pubblicitari ironici, sparatorie sui navigli... per chiunque abbia un particolare legame con questa città o quell'epoca, Milanoir è praticamente un must.

Odio

Mal bilanciato

- L'esperienza di Milanoir si può riassumere principalmente con due parole: stile e frustrazione. Quest'ultima è dovuta ad una difficoltà spesso troppo alta, a sua volta figlia di un game design un po' approssimativo. La difficoltà è parecchio altalenante, con il gioco che alterna momenti fin troppo facili ad alcuni frustranti; inoltre la vita è poca e le coperture sono distruttibili ma non è facile muoversi a dovere dietro di esse, perché la maggior parte dei movimenti si fa con lo stesso tasto e questo porta spesso a sbagliare mossa. Insomma, la difficoltà alta va bene, ma il gioco sarebbe sicuramente stato più godibile con un miglior bilanciamento e più cura in alcuni elementi del gameplay.

Più fascino che divertimento

- Prima ho giustamente elogiato la cura per i dettagli che i ragazzi di Italo Games hanno avuto nella creazione del gioco, riuscendo ad offrire piccoli scorci molto credibili ed ironici di un'altra epoca, seppur in maniera molto stilizzata. A parte questo, però, rimane poco da apprezzare del titolo a causa di un gameplay loop poco entusiasmante; non si fa altro che continuare ad eliminare nemici (senza nemmeno variare l'arma utilizzata) che altro non fanno che rimanere fermi e sparare ogni tot secondi, muovendosi tra le solite coperture. Se poi le stesse sezioni vanno anche ripetute più volte a causa della già citata difficoltà altalenante, alla frustrazione si unisce velocemente anche la noia. Fondamentalmente è un gioco ok, funzionale, ma che non sembra eccellere in nessun campo se non quello della realizzazione artistica.

Tiriamo le somme

Milanoir ci riporta con efficacia ed ironia nella Milano criminale che molti film degli anni '70 ci avevano fatto conoscere, realizzata egregiamente con uno stile pixel art molto curato. Purtroppo l'ottimo comparto artistico non è però supportato da un gameplay all'altezza, e la seppur breve l'esperienza risulta spesso sbilanciata e ripetitiva. Per chi è interessato a un viaggio digitale in una Milano d'altri tempi in una rappresentazione da film noir, però, Milanoir merita comunque un'occhiata.
6.0

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L'autore

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Prima di saper scrivere a mano, sapeva già immettere i comandi DOS per avviare Doom, ma dopo una lunga vita al PC, il mondo di Halo lo avvicina alle console Microsoft. Non si nega i classici giochi tripla-A, specialmente gli FPS competitivi, ma passa la maggior parte del tempo a scovare gemme nascoste, dagli indie insoliti ai folli shmup giapponesi.

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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