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Q.U.B.E. 2

Recensione - Q.U.B.E. 2

Dopo il buon primo episodio uscito tre anni or sono, il puzzle-platform game in prima persona di Toxic Games ritorna con Q.U.B.E. 2, che ci porta stavolta ad esplorare una misteriosa struttura in un pianeta alieno. Scopriamo insieme le caratteristiche del gioco.

Il Gioco

Se non avete mai giocato, o non conoscevate, il primo Q.U.B.E., vi basti sapere che il titolo nacque sulla scia del successo di Portal, fornendoci una serie di enigmi in camere di test sterili dove invece di sparare portali si spostavano cubi di colore diverso - e con funzioni diverse - per arrivare all'uscita. E Q.U.B.E. 2 si pone rispetto al suo predecessore proprio come Portal 2 fece per la saga di Valve: un titolo che rompe gli schemi, che allarga gli orizzonti e che porta la trama a qualcosa di più elaborato e vasto.

Q.U.B.E. 2, infatti, parte in maniera ancora più misteriosa, con la protagonista, un'archeologa di nome Amelia Cross, che si risveglia in un luogo mistico, forse nemmeno sulla Terra, nel mezzo di un pericoloso deserto dove perde rapidamente i sensi. Quando torna lucida, è all'interno di una strana struttura dalle forme regolari e quasi interamente composta di cubi, dove però le sterili e luminose stanze bianche del primo gioco lasciano a spazio ad aree ben più scure e con elementi che vanno a rompere il look asettico del primo capitolo, come della vegetazione occasionale, statue o misteriosi meccanismi.

MX Video - Q.U.B.E. 2

Ciò che invece non cambia troppo rispetto al primo titolo è il gameplay. Come in passato, nel corso dell'avventura otteniamo sempre più poteri "colorati" che ci permettono di interagire con determinate superfici quadrate: c'è ad esempio il potere blu che trasforma la superficie una specie di pedana di lancio per farci compiere enormi salti, quello arancione che ci permette di formare una colonna da tirare fuori dal muro (per creare scale o piattaforme sulle quali salire) o anche il potere verde, che invece crea un cubo che può essere raccolto ed utilizzato come peso in altri meccanismi. C'è anche poi un misterioso potere giallo, del quale non voglio svelarvi i segreti. Queste abilità sono la chiave per risolvere gli enigmi ed arrivare all'uscita di ogni stanza, aprire porte e così via.

Il gioco non ci presenta nemici o letali torrette: è tutto enigma puro, con ogni capitolo che introduce nuovi elementi. Ventole, muri semovibili, superfici ruotabili, muri da aprire sparandogli rapidamente i già citati cubi verdi... sta al giocatore quindi combinare i numerosi elementi a sua disposizione per venire a capo di tutte queste sfide intriganti. Ed anche stavolta non manca l'elemento di storia, con una donna capitano che ci dà consigli via radio (purtroppo esclusivamente in inglese, sia nel parlato che nei sottotitoli) aiutandoci anche a capire cosa ci sia successo o dove ci troviamo.

L'avventura è completabile in 2-3 ore, fornendoci pochi motivi per rigiocarla vista la linearità dei puzzle; alcuni però possono essere completati in più modi, dando vita anche a due finali differenti.

Amore

Cubi... al cubo

- Anche in questo sequel i cubi sono al centro delle meccaniche di gioco, e infatti quasi tutte le forme, geometrie e disegni nei livelli richiamano questa forma geometrica. I poteri stessi che il giocatore può usare sono legati ai cubi, che permettono così di attivare diversi meccanismi per superare gli enigmi. E senza voler anticipare molto su quanto si vede verso la fine del gioco, posso dire che la simbologia dei cubi viene usata in maniere davvero creative.

Rompere gli schemi

- Un po' come avviene nel già citato Portal 2, anche il seguito di Q.U.B.E. abbandona parzialmente il look sterile e immacolato del primo capitolo per offrire qualcosa di più "sporco" e avvincente. Le forme geometriche regolari la fanno ancora da padrone, ma le pareti bianchissime lasciano spazio ad aree più buie e cupe, il minimalismo sfrenato del primo capitolo viene sostituito da decorazioni spettacolari come alberi in mezzo ai cubi, statue misteriose e finestre che lasciano intravedere il mondo al di fuori dal complesso in cui ci troviamo. Davvero affascinante!

Realizzazione tecnica notevole

- Il primo Q.U.B.E. non se la passava male graficamente parlando, ma i ragazzi di Toxic Games si sono assolutamente superati per questo sequel, dando vita a superfici curatissime, effetti di luce realistici ed aree dettagliatissime, il tutto con un look molto fotorealistico che dà il meglio di sé su Xbox One X grazie ad illuminazione, effetti particellari e risoluzione migliorati. Sicuramente tra gli indie più impressionanti graficamente, con una resa che ha ben poco da invidiare a tanti prodotti tripla-A sul mercato.

Odio

Enigmi telefonati

- Anche in Portal non era possibile posizionare portali dappertutto, ma Q.U.B.E. 2 esagera in questo senso, poiché quasi in tutti gli enigmi è possibile utilizzare i poteri "cubici" esclusivamente sulle superfici indispensabili per la soluzione. Questo vuol dire che, peggio che vada, un po' di trial and error e ogni enigma si risolve rapidamente, anche quelli in apparenza più complessi. Addirittura alcuni possono essere completati in maniera più semplice di quanto la soluzione "ufficiale" vorrebbe, facilitando ulteriormente il compito al giocatore. Questo inevitabilmente impatta anche sulla longevità, richiedendo non più di 3 ore per il completamento.

Poca varietà e profondità

- I capitoli aggiungono di volta in volta nuovi elementi alle sfide, come appunto le ventole o le porte da spaccare a forza coi cubi verdi, ma poi le strategie rimangono sempre le stesse. A questo aggiungiamo il fatto che a circa metà del gioco si inizia anche a rivisitare continuamente delle aree "hub" che collegano più enigmi simili, rendendo di fatto anche le ambientazioni meno varie di quanto avrebbero potuto essere. Insomma, non una grande varietà, ma comunque lo stile del gioco fortunatamente non viene a noia prima dei titoli di coda.

Tiriamo le somme

Q.U.B.E. 2 si presenta come un sequel visivamente più vario, con una trama più complessa, un gameplay più variegato ed una grafica nettamente migliorata, rispetto al primo episodio. Gli enigmi non sono però particolarmente complessi, e quasi sempre la soluzione è fin troppo scontata: questo porta il gioco ad essere completabile in meno di 3 ore, incluse alcune aree un po' ripetitive. Chi ha apprezzato il primo Q.U.B.E., comunque, sicuramente troverà soddisfazioni con questo sequel migliorato in quasi ogni aspetto, che si rivela molto godibile anche da chi non conosce la saga e cerca solo un puzzle game particolare e curato.
8.0

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L'autore

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Prima di saper scrivere a mano, sapeva già immettere i comandi DOS per avviare Doom, ma dopo una lunga vita al PC, il mondo di Halo lo avvicina alle console Microsoft. Non si nega i classici giochi tripla-A, specialmente gli FPS competitivi, ma passa la maggior parte del tempo a scovare gemme nascoste, dagli indie insoliti ai folli shmup giapponesi.

c

Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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