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img Raiders of the Broken Planet

Recensione - Raiders of the Broken Planet

Famoso per aver riportato in auge la saga di Castlevania con il loro Lords of Shadow, il talentuoso team iberico MercurySteam è nuovamente pronto a gettarsi nella mischia. Questa volta lo fa con un particolare shooter in terza persona di ambientazione futuristica, che prevede tra l’altro un interessante piano di rilascio episodico della campagna. Abbiamo avuto modo di testare a fondo il primo capitolo stagionale di Raiders of the Broken Planet e ve ne parliamo di seguito.

Il Gioco

La lotta per il controllo delle risorse è da sempre un tema ricorrente sia nella cinematografia che in ambito videoludico: la Spezia rappresentò il pomo della discordia per la serie Dune, il Tiberium lo fu in Command & Conquer ed il petrolio… beh le guerre per il petrolio in realtà trascendono il mondo della fantasia. In Raiders of the Broken Planet la causa scatenante dei sanguinosi scontri che ci vedranno protagonisti è il minerale noto come Aleph, le cui caratteristiche peculiari consentono di rendere i viaggi interstellari estremamente rapidi. Gli unici giacimenti presenti nel cosmo di questo preziosissimo minerale si trovano in un pianeta distante svariati anni luce dalla Terra, nella costellazione della Lira: il massiccio sfruttamento minerario del pianeta nel corso del tempo ne ha destabilizzato irrimediabilmente la struttura, mandandolo in frantumi e riducendolo ad una serie di enormi rocce gravitanti attorno al nucleo centrale. In questo contesto quattro fazioni si contendono le ultime risicate riserve di Aleph, ed è qui che la nostra avventura sul Pianeta Distrutto (il Broken Planet del titolo, appunto) ha inizio.

Se ad un primissimo approccio Raiders of the Broken Planet si presenta come un classico shooter in terza persona con elementi di copertura, non occorre molto tempo per accorgersi che in realtà si differenzia da titoli appartenenti allo stesso genere per alcuni fondamentali aspetti. Il titolo presenta infatti delle meccaniche generalmente estranee a una tipologia di giochi come questa, come la possibilità di utilizzare la furtività per eliminare gli avversari ma soprattutto il poterli affrontare in mischia, con un sistema di combattimento in corpo a corpo intuitivo ma che al contempo richiede un po’ di tempo per essere metabolizzato a dovere.

Raiders of the Broken Planet è infatti piuttosto punitivo nella gestione delle munizioni, che se non utilizzate con una certa parsimonia si esauriscono rapidamente, e l’unico sistema per guadagnarne è appunto quello di neutralizzare i nostri avversari utilizzando il corpo a corpo. Il sistema di lotta a breve distanza si basa sul semplice principio “carta/forbice/sasso”, nella fattispecie costituiti da colpi veloci/prese/schivate, con un colpo che può essere inevitabilmente neutralizzato da un altro. Come dicevo il sistema è estremamente semplice in termini concettuali, ma un po’ meno per quanto ne concerne l’utilizzo, dato che è richiesta una certa pratica per destreggiarsi efficacemente negli scontri.

MX Video - Raiders of the Broken Planet

Gli stage di gioco sono in buona sostanza costituiti da una serie di arene susseguenti, ciascuna delle quali presenta degli obiettivi da raggiungere per poter accedere alla successiva. La missione presente nel Prologo (fruibile gratuitamente da tutti) ad esempio, ci vede impegnati nel salvataggio di uno dei membri della nostra fazione: inizialmente dovremo evitare che la capsula nella quale è segregato, e che attraverso un elevatore stiamo sposando sul ponte della nostra nave, venga fatta a pezzi dagli avversari disposti a tutto pur di evitare la fuga di un pericoloso rivale.
In questa fase alcuni ingegneri verranno schierati per rallentare la marcia della capsula, agendo su alcuni terminali sparsi per la mappa, mentre le truppe pesanti appunto la bersaglieranno, oltre naturalmente a tentare di farci la pelle.
Superata questa prima fase si accede ad una seconda macro-area, che ci vede impegnati a sovraccaricare un generatore nel tentativo di fare esplodere e spazzar via i nemici. La struttura delle mappe campagna sinora rilasciate (il Prologo ed il primo contenuto a pagamento “Miti Alieni”) segue sempre questo canovaccio, ed un eventuale fallimento è decretato dalla fine dei respawn a nostra disposizione.

L’aspetto sicuramente più interessante in Raiders of the Broken Planet, però, risiede nella sua peculiare componente multigiocatore. Nessuna grossa sorpresa riguardo al fatto che la campagna sia fruibile in compagnia di altri due Raiders umani, quanto piuttosto alla possibilità che ci si possa trovare a fronteggiare (o impersonare noi stessi), oltre ai nemici governati dall’IA, anche un avversario umano, il cosiddetto “Antagonista”. Con un escamotage narrativo che vuole infatti che un demone dello spazio profondo si diverta a creare perfette copie dei Raiders per opporle agli umani, capiterà che in alcune missioni ed in maniera del tutto randomica, ce la dovremo vedere con forze nemiche coadiuvate da un giocatore in carne ed ossa, in un multiplayer competitivo asimmetrico davvero particolare.

E’ quindi evidente che a noi sarà lasciata la scelta di intraprendere l’avventura nei panni dei Raiders oppure cercare di metter loro i pali tra le ruote in quelli dell’Antagonista; in ciascun caso, comunque, guadagneremo ricompense sotto varie forme, in base alla valutazione finale di ogni missione che tiene conto del tempo di completamento della stessa, delle morti subite e di altri parametri, ricompense spendibili poi per acquisire nuove armi piuttosto che poteri speciali per i nostri guerrieri.

Una nota prima di passare all'analisi di quanto mi è piaciuto o meno del gioco: per quanto Raiders of the Broken Planet possa far pensare ad un titolo free to play per via del metodo di distribuzione scelto, il gioco non rientra in questa categoria, pur presentando degli acquisti in-game relativi unicamente ad alcune skin supplementari (peraltro di pregevole fattura) per i personaggi. Più che un F2P è equiparabile ad un gioco episodico, con i vari capitoli cadenzati nel corso dei mesi; qui la differenza sta nel fatto che il prologo è completamente gratuito.

Amore

Stile da vendere

- Il colpo d’occhio iniziale di Raiders of the Broken Planet è sicuramente molto positivo, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto stilistico. Ho apprezzato moltissimo la cura messa nella realizzazione del design dei Raiders, decisamente molto accattivanti e sopra le righe. Stesso discorso vale per le aree di gioco viste finora, ben concepite e molto eterogenee. Un gioco che seppur non si dimostri miracoloso sotto l’aspetto meramente tecnico, si rifà abbondantemente dal punto di vista artistico offrendo un prodotto in ogni caso molto bello a vedersi.

L’unione fa la forza

- In un gioco dove la componente multiplayer (semi)cooperativa la fa da padrona, il bilanciamento dei vari personaggi è fondamentale. In Raiders of the Broken Planet ogni Raider si distingue dagli altri, oltre che per il ricercato aspetto estetico, anche e soprattutto per caratteristiche di attacco e difesa. A seconda del nostro stile di combattimento potremo scegliere il classico “tank” capace di assorbire ed infliggere altissime quantità di danni a discapito della velocità di movimento, piuttosto che personaggi più gracili, veloci e votati al cecchinaggio, o ancora personaggi estremamente letali nel combattimento corpo a corpo. Oltre a ciò i vari Raiders si distinguono anche per la capacità di utilizzare mosse speciali, utilizzabili dopo un cooldown più o meno lungo, con i quali possono rendersi ad esempio invisibili agli occhi nemici, possono generare scudi protettivi o ancora bolle gravitazionali in grado di respingere gli avversari per un determinato tempo. Fondamentale per ottenere ottime prestazioni sul campo di battaglia, quindi, è la collaborazione, per esaltare i punti di forza di ogni Raider minimizzandone le debolezze. Al momento il roster dei guerrieri selezionabili in Raiders of the Broken Planet ammonta a sei, ma come per i capitoli della storia il numero è destinato a crescere da qui ai prossimi mesi portando il numero dei pg giocabili ad una dozzina.

Cooperazione

- Pur essendo fruibile completamente in solitaria è indubbio che il cavallo di battaglia di Raiders of the Broken Planet sia rappresentato dal comparto multigiocatore. Il bilanciamento dei diversi pg rende la cooperazione fondamentale, specialmente con il crescere del livello del personaggio stesso e con la conseguente difficoltà offerta dal gioco. Estremamente divertente l’introduzione dell’Antagonista, che affiancato alle truppe nemiche accresce ulteriormente la difficoltà dei livelli, opponendoci a quella componente umana che sposta gli equilibri. Devo dire che ho trovato abbastanza difficile giocare nei panni dell’Antagonista: se affrontando players poco organizzati la vittoria è stata tutto sommato semplice, contro giocatori affiatati è stato un vero massacro e venire accerchiato ed eliminato a ripetizione non è stato raro. Forse occorre un’aggiustatina al bilanciamento in questa modalità di gioco, che rimane comunque divertente e convincente.

Interessante sistema di distribuzione

- Una caratteristica non legata al gameplay in sé, ma che ho comunque apprezzato, è l’inconsueto sistema di distribuzione scelto da MercurySteam per il suo titolo. Oltre al Prologo liberamente scaricabile e giocabile senza restrizioni (utile anche per capire se in effetti le meccaniche del gioco potrebbero o meno fare al caso nostro), Raiders of the Broken Planet si compone di quattro capitoli distinti che verranno rilasciati da qui ai prossimi mesi, ognuno dei quali è incentrato su una determinata fazione. La narrazione è strutturata in modo tale che questi capitoli possono essere giocati in qualsiasi ordine, e starà quindi al giocatore decidere se ed in che ordine acquistarli. Il prezzo di ogni singolo pacchetto (parliamo di poco meno di 10 euro), inoltre, è sicuramente molto appetibile.

Odio

Effetto Destiny

- Non me ne vogliano gli amanti del titolo Bungie, con cui in ogni caso Raiders of the Broken Planet ha ben poco a che spartire, ma un aspetto che mi preoccupa un po’ è relativo alla “tenuta” in termini di interesse del gioco sul lungo periodo, dal momento che la ripetitività delle situazioni appare evidente già dopo alcune ore. Al momento della recensione sono cinque le mappe giocabili ed una volta completate, in un tempo di una manciata di ore, non rimane che rigiocarle più e più volte per guadagnare ricompense e potenziare i Raiders. Il totale delle mappe previsto per la season 2017 salirà a 16 entro fine anno, un numero forse eccessivamente esiguo che rende un supporto costante da parte degli sviluppatori più che necessario ed auspicabile per evitare che Raiders of the Broken Planet finisca presto nel dimenticatoio.

Matchmaking

- I tempi d’attesa per la ricerca di una partita mi sono parsi mediamente molto più lunghi rispetto alla maggior parte degli altri titoli usciti negli ultimi anni. Si può ovviare a questo problema e ridurre i tempi d'attesa avviando il matchmaking per diverse mappe contemporaneamente, ma al momento, immagino per una questione meramente statistica, così facendo le possibilità di trovarsi a giocare ripetutamente la mappa del Prologo risultano davvero molto alte.
La speranza è che la situazione migliori un po’ con il rilascio dei prossimi capitoli; nel frattempo armatevi di un pizzico di pazienza.

Tiriamo le somme

Raiders of the Broken Planet in conclusione è un titolo potenzialmente molto promettente, che trova nel particolare multiplayer asimmetrico il suo punto di forza. L’interessante sistema di rilascio episodico della trama fa ben sperare su un supporto costante nel tempo, fattore determinante per scongiurare un’eccessiva ripetitività che rischia di minare sul lungo periodo l’interesse per il titolo. Un’ottima base di partenza per un prodotto divertente, ben confezionato e dall'eccellente impianto artistico.
8.0

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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