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Recensione - Pillars of Eternity: Complete Edition

Dopo aver riscosso un enorme successo su Kickstarter nel lontano 2012 e aver trasformato in realtà i sogni di tantissimi giocatori PC, il GdR old-school di Obsidian Pillars of Eternity: Complete Edition approda finalmente anche sulle nostre console. Scopriamo insieme se questa lunga attesa è stata ripagata con un gioco all’altezza delle enormi aspettative.

Il Gioco

Se come il sottoscritto avete già superato la soglia dei trenta, sicuramente vi ricorderete degli anni d’oro dei GdR “puri”, quelli fatti di statistiche, classi, razze, tiri di dadi, storie appassionanti e tanta, tantissima strategia. Anni in cui saghe come Baldur’s Gate, Fallout, Planescape: Torment e Icewind Dale monopolizzavano l’attenzione degli appassionati di videogiochi trasportando nel mondo virtuale tutto il fascino dei giochi di ruolo cartacei. Un periodo magico durato meno di 10 anni che, con l’avvento delle nuove tecnologie, ha dovuto inesorabilmente cedere il passo ad una nuova generazione di titoli meno tecnici e improntati ad una maggiore immediatezza. Un passaggio di testimone forse inevitabile, che però ha lasciato dietro di sé numerose “vittime”, ovvero quegli appassionati costantemente alla ricerca di una nuova IP capace anche solo di avvicinarsi ai mostri sacri del passato. Pillars of Eternity: Complete Edition nasce proprio dalle ceneri di questa gloriosa epoca con l’obiettivo di riproporre un’esperienza ruolistica vera sin dalle fasi iniziali. La storia, come da tradizione del genere, mette il giocatore nei panni di un protagonista dal passato abbastanza incerto, lasciandolo libero di plasmare il proprio alter-ego. Di lui sappiamo solo che attualmente sta viaggiando, così come molti altri, su un carro diretto a Valdoro, famosa città di frontiera del mondo di Eora, e che sembra essere affetto da una misteriosa malattia. La situazione ovviamente non tarderà a precipitare e il protagonista si ritroverà suo malgrado in possesso di un misterioso potere che gli permetterà di entrare pericolosamente in contatto con le anime delle altre persone, diventando così un Osservatore. Mi fermo qui per non privare nessuno del piacere della scoperta ma anche perché il resto, passato e futuro, sarà tutto nelle mani del giocatore, a partire proprio dalla creazione del protagonista da effettuare utilizzando un corposo editor che, come prevedibile, privilegia soprattutto gli aspetti ruolistici limitando la personalizzazione estetica ad un set di scelte non particolarmente ampio.

Questo però non vuol dire che in Pillars of Eternity: Complete Edition non sia possibile caratterizzare il proprio personaggio, anzi. Dopo aver scelto il sesso si deve innanzitutto selezionare una razza tra le 6 disponibili, ognuna delle quali propone più varianti, per poi passare a decidere quale classe impersonare. Qui le scelte base disponibili sono addirittura 11, a cui si aggiungono alcune specializzazioni che accompagnano il giocatore alla classica schermata di personalizzazione degli attributi tramite punti abilità. Conclusa questa fase si passa infine a delineare le origini del protagonista, le sfumature culturali ed il suo aspetto estetico, così da poter affinare ulteriormente la caratterizzazione. Il ventaglio di scelte a disposizione è davvero vasto e comprende praticamente ogni razza standard come Umani, Elfi e Nani, a cui si affiancano però alcune creature inedite come gli Aumaua, dei curiosi giganti dalla pelle bluastra, gli Orlan, dei minuscoli esseri dotati di lunghe orecchie pelose, o i Deiformi, misteriose creature metà uomo e metà animale. Stesso discorso vale per le classi, che vedono alcune interessanti aggiunte come il Cantore e il Cipher affiancare le numerose scelte tradizionali presenti. Pillars of Eternity: Complete Edition propone inoltre un background storico originale e una mitologia propria attraverso i quali è possibile delineare con maggiore precisione le origini del proprio alter-ego, il suo vissuto e il suo carattere. Dettagliare nel modo corretto tutte le opzioni a disposizione del giocatore senza spendere un fiume quasi inesauribile di parole sarebbe praticamente impossibile. Il punto fondamentale è che, proprio come ci si aspetterebbe in un titolo di questo tipo, ogni scelta fatta in questa fase ha un effetto tangibile sul personaggio e ne condiziona in modo coerente non solo le sembianze ma anche, e soprattutto, le caratteristiche di base, che andranno poi ad influire sensibilmente sull’esperienza di gioco.

MX Video - Pillars of Eternity: Complete Edition

Una volta completata la creazione del personaggio, veniamo catapultati rapidamente all’interno della sequenza iniziale, che fungerà anche da pratico tutorial. Pillars of Eternity: Complete Edition è un GdR di stampo classico con visuale isometrica nel quale il giocatore controlla un party di personaggi formato da un massimo di 6 elementi. Il sistema di controllo “ibrido” mescola le meccaniche tipiche dei titoli per PC alle funzionalità dei pad moderni, offrendo una discreta varietà di approcci differenti. Per muovere il gruppo, o anche solo un singolo membro della compagnia, il giocatore può infatti utilizzare la levetta sinistra, come in un classico titolo action, oppure scorrere la visuale con la levetta destra per poi selezionare una destinazione sulla mappa, sfruttando la croce direzionale per aumentare o diminuire il livello di zoom. Tramite i tasti frontali è possibile interagire con il mondo di gioco o accedere all’inventario mentre i tasti dorsali e le levette vengono utilizzati rispettivamente per selezionare i membri del gruppo o per accedere ai due menu circolari dedicati alle azioni rapide e alla gestione dei combattimenti. Il sistema di controllo include anche delle combinazioni di tasti alternative, che permettono per esempio di selezionare rapidamente un membro del party tramite l’uso dei tasti dorsali e della levetta sinistra o di passare rapidamente in rassegna i punti di interesse presenti in un’area sfruttando una combinazione simile. Nel gioco è incluso anche un semplice sistema di crafting, raggiungibile tramite l’inventario, che consente di consumare le risorse raccolte per creare pozioni, pergamene o nuovi incantesimi. Pillars of Eternity: Complete Edition si concede anche una piccola deriva “gestionale”, rappresentata dalla presenza nel gioco di una Fortezza, che il giocatore potrà riparare e migliorare nel corso dell’avventura per ottenere dei preziosi power-up.

Tramite il menu delle azioni rapide, raggiungibile premendo il grilletto analogico sinistro solo durante le fasi di esplorazione, è invece possibile accedere rapidamente alla mappa, all’inventario, al diario di gioco e a molte altre utili funzioni mentre il menu destinato ai combattimenti, mappato sul grilletto destro, garantisce l’accesso ad una vasta gamma di opzioni, per lo più relativa alle abilità specifiche del personaggio selezionato. Da questo menu, attivabile in qualunque momento, è infatti possibile selezionare attacchi ed incantesimi, cambiare il set di armi in uso, utilizzare eventuali oggetti di supporto inseriti nel menu di scelta rapida e così via. Pillars of Eternity: Complete Edition, pur non essendo un titolo action, non può infatti esimersi dal proporre una buona quantità di combattimenti, gestiti in tempo reale ma con il supporto dell’immancabile funzione di pausa, attivabile in qualunque momento tramite la semplice pressione di un tasto. Il ventaglio di opzioni a disposizione del giocatore, anche in questo caso, è estremamente vasto e diversificato in base alle caratteristiche del personaggio attualmente selezionato e all’equipaggiamento in uso. La dinamica degli scontri, in ogni caso, basa tutto su due caratteristiche principali: Resistenza e Salute. Ogni volta che uno dei personaggi viene colpito vengono sottratti punti ad entrambi i parametri ma la loro importanza è differente. Una volta che la Resistenza arriva a zero il personaggio perde conoscenza fino alla fine del combattimento, mettendo la salvezza del gruppo nelle mani dei membri ancora in piedi. Concluse le ostilità il malcapitato però si riprende e recupera rapidamente la Resistenza mentre i punti Salute invece non vengono recuperati al termine del combattimento. E qui le cose iniziano a farsi più serie. Se tutti i personaggi perdono conoscenza durante uno scontro il gioco finisce e se il contatore dei punti Salute arriva a zero il personaggio in questione può restare menomato o addirittura morire definitivamente. Per fortuna per recuperare le forze, e guadagnare anche qualche prezioso potenziamento temporaneo, basta far riposare i personaggi in un punto di ristoro o allestirne uno improvvisato consumando delle scorte da campo.

Come in ogni gioco di ruolo che si rispetti, anche in Pillars of Eternity: Complete Edition i personaggi guadagnano punti esperienza per ogni azione compiuta, aumentando conseguentemente di livello fino a raggiungere il level cap, innalzato al livello 16 con l’ultima espansione. Ad ogni step i personaggi ricevono punti da spendere per incrementare una o più caratteristiche scelte tra le 5 disponibili e possono accedere a nuove abilità. Anche in queste fasi il titolo si rivela molto approfondito e ricco di dati numerici da considerare con attenzione se si vuole sopravvivere a lungo. Pur non basandosi su un regolamento ufficiale dal nome altisonante il GdR sviluppato da Obsidian poggia infatti su un sistema estremamente complesso fatto di regole, statistiche, probabilità e tiri dadi virtuali, tutti aspetti che vengono gestiti dietro le quinte dal motore di gioco senza che chi impugna il pad si debba preoccupare troppo. Questo però non vuol dire che il giocatore possa dimenticarsi di questa componente, anzi. Proprio per via di queste innumerevoli variabili la crescita dei personaggi, la gestione dell’inventario, la pianificazione degli scontri e la gestione tattica degli stessi ricoprono sempre un ruolo fondamentale in Pillars of Eternity: Complete Edition, differenziandolo notevolmente dai titoli più votati all’azione. Per sopravvivere bisogna tenere sempre in considerazione le caratteristiche del proprio party ma anche la disposizione dei vari componenti sul campo di battaglia, le linee di tiro e l’eventuale fatica accumulata nel corso dell’avventura, che andrà ad influire negativamente sulle statistiche.

Per dare vita al mondo di gioco presente in Pillars of Eternity: Complete Edition, gli sviluppatori hanno deciso di affidarsi al famoso motore di gioco Unity, capace anche in questo caso di raggiungere una risoluzione FullHD a 30fps con un ottimo livello di dettaglio. Trattandosi di un titolo con visuale isometrica, l’impatto grafico globale non lascia sicuramente a bocca aperta, ma grazie ad un design molto ispirato e alla presenza di tanti effetti speciali di buona qualità il risultato è comunque notevole. Concludo con una nota riguardante i contenuti e la longevità. Pillars of Eternity: Complete Edition, come detto in apertura, include il gioco base più le due espansioni pubblicate successivamente. Per portare a termine le sole quest principali a difficoltà normale si impiegano almeno 40 ore, che possono facilmente raddoppiare se si cerca di completare ogni singolo incarico secondario. Come se non bastasse, il gioco include 5 livelli di difficoltà differenti, a cui si aggiungono due opzioni extra attivabili a piacimento, che permettono di rendere ancora più estrema l’esperienza ruolistica. Coloro che non amano la lingua inglese infine saranno contenti di sapere che Pillars of Eternity: Complete Edition è completamente sottotitolato in italiano, il che permette a tutti di apprezzare l’imponente mole di dialoghi e documenti presente nel gioco.

Amore

Un vero GdR

- Pillars of Eternity: Complete Edition, fin dalle battute iniziali, prende chiaramente le distanze dai giochi di ruolo moderni mettendo sul piatto alcune precise scelte di design. La prima cosa che salta all’occhio è che, rispetto ai titoli più recenti, i combattimenti elargiscono relativamente pochi punti esperienza mentre esplorando e portando a termine gli incarichi si ottengono molti più risultati. Ma questo è solo l’inizio. Procedendo con l’avventura è impossibile non notare l’importanza data ad ogni singola scelta, sia sul breve che sul lungo periodo. Che si tratti della razza scelta in fase di creazione, di una risposta durante un dialogo o della decisione di accogliere o meno un nuovo membro nel party, ogni azione ha delle conseguenze e questo spinge il giocatore ad immedesimarsi ancora di più nel proprio alter-ego. Pillars of Eternity: Complete Edition inoltre basa una buona parte dell’esperienza sulla reputazione del protagonista e del gruppo, che vengono modificate costantemente dalle azioni compiute. Questi due fattori modificano sostanzialmente l’atteggiamento degli NPC nei confronti del party spingendo il giocatore a valutare con attenzione ogni passo e a rimanere per quanto possibile fedele al ruolo scelto. L’insieme di tutti questi elementi permette a Pillars of Eternity: Complete Edition non solo di essere considerato come un GdR puro ma anche di onorare degnamente la memoria dei grandi classici del passato citati in apertura.

Il potere della narrazione

- Elogiare questo aspetto senza creare pericolosi spoiler è davvero un’impresa ardua ma non farlo sarebbe una mancanza imperdonabile perché la sceneggiatura alla base di Pillars of Eternity: Complete Edition rappresenta senza ombra di dubbio uno dei punti di forza del gioco. Non parlo solo della vicenda principale, che si rivela ben scritta, ricca di colpi di scena e capace di coinvolgere il giocatore dall’inizio alla fine senza mai ricorrere a troppi clichè, ma anche delle numerose missioni secondarie e di tutte le micro-storie nelle quali il protagonista si imbatterà durante il cammino. Le prime reggono senza particolari difficoltà il confronto con la main quest mentre le seconde rappresentano la classica ciliegina sulla torta. Grazie al suo potere il protagonista può infatti vivere in prima persona alcuni piccoli scorci delle vite degli NPC, anche se solo come semplice spettatore. Questi brevi racconti, che spesso non superano le 20/30 righe, sono dei veri e propri capolavori capaci di trasmettere tante emozioni al giocatore in modo quasi inaspettato e testimoniano, se ancora ce ne fosse bisogno, la smisurata passione che ha permesso al progetto di prendere forma.

Ambientazione

- A voler essere sinceri le terre di Dyr e la nevosa White March, le due regioni di Eora nelle quali è ambientato Pillars of Eternity: Complete Edition, non si discostano troppo dai canoni del genere fantasy ma il lavoro svolto dagli artisti di Obsidian conferisce ad ogni ambientazione una propria identità e, soprattutto, riesce a trasmettere nel modo corretto la sensazione di trovarsi sempre in un mondo vivo e pulsante. Il complesso background creato dagli sceneggiatori travalica le barriere della narrazione scritta riflettendosi in modo sensibile su ogni zona del gioco, conferendo un maggiore spessore all’intera produzione. Grandi città, fortezze in rovina, sotterranei dimenticati, prigioni, foreste. Ognuno di questi ambienti ha qualcosa da raccontare e lo fa con discrezione, senza distogliere troppo il giocatore dai suoi incarichi. Una lettera abbandonata, una descrizione inserita ad hoc, lo scheletro di una gigantesca creatura alata sono solo alcuni esempi dei numerosi tocchi di classe sparsi con dovizia dagli sviluppatori nelle aree di gioco, che permettono all’universo di Pillars of Eternity: Complete Edition di risultare estremamente coinvolgente anche in questa prima apparizione.

Colonna sonora

- In un titolo fortemente basato sulla narrazione scritta le musiche rivestono sempre un ruolo fondamentale e, per fortuna, in Pillars of Eternity: Complete Edition la colonna sonora si è rivelata ben al di sopra delle mie aspettative. Le musiche non solo accompagnano il giocatore durante l’avventura, sottolineando magistralmente le fasi esplorative, i combattimenti e i momenti più leggeri ma grazie alla loro bellezza conferiscono uno spessore inaspettato a tutte le micro-storie riportate alla luce dal potere del protagonista.

Longevità

- Come già detto, per portare a termine la campagna principale di Pillars of Eternity: Complete Edition si impiegano circa 40 ore, a cui ne vanno aggiunte almeno altrettante se si intende completare il titolo al 100%, il tutto senza che il gioco faccia uso degli ormai tradizionali collezionabili. Grazie all’ottimo lavoro svolto da team di sviluppo nel caratterizzare le razze e le classi presenti nel mondo di Eora e alla presenza di numerosi bivi narrativi Pillars of Eternity: Complete Edition si rivela inoltre estremamente rigiocabile, nonostante la trama principale rimanga sempre più o meno la stessa. Come se non bastasse, la Fortezza, oltre a fungere da pratica base per il nostro party, garantisce l’accesso ad un pericoloso dungeon strutturato su più livelli che, da solo, potrebbe catalizzare a lungo l’attenzione del giocatore. Nel complesso questo GdR garantisce dunque un numero di ore di gioco estremamente elevato, soprattutto se rapportato con gli standard odierni, ad ulteriore riprova dell’impegno profuso da Obsidian per ripagare la fiducia degli appassionati.

Odio

I.A.

- L’aspetto meno convincente di Pillars of Eternity: Complete Edition purtroppo è quello relativo alla I.A. di avversari e compagni. I primi raramente mettono in campo strategie complesse e si limitano quasi sempre ad attaccare a testa bassa senza fare troppi complimenti, mentre i membri della nostra compagnia, se lasciati liberi di agire in autonomia, non sempre riescono a posizionarsi nel modo corretto finendo per rimanere bloccati in più di un’occasione. Durante il gioco per fortuna questi due difetti passano in secondo piano, vuoi perché per sopravvivere è fondamentale dare sempre indicazioni ai propri compagni o perché le lacune dei nemici vengono parzialmente camuffate dalla loro letalità, ma sicuramente da questo punto di vista si poteva fare molto meglio.

Tecnicamente migliorabile

- Pillars of Eternity: Complete Edition soffre di qualche problema tecnico di troppo. Il frame-rate ogni tanto zoppica, alcuni caricamenti risultano inspiegabilmente lunghi, il sistema di controllo a volte non risponde come dovrebbe (anzi, talvolta impazzisce e funziona al contrario), le scritte ogni tanto si sovrappongo e, come se non bastasse, non mancano neppure alcuni sporadici bug che impediscono di proseguire nell’avventura senza ricaricare un precedente salvataggio. Difetti secondari, questo è vero, ma dato il tempo di sviluppo e la distanza temporale tra questa versione e l’edizione PC, rilasciata nel 2015, era lecito aspettarsi una realizzazione tecnica decisamente più pulita. Speriamo solo che almeno una parte di questi problemi venga risolta al più presto tramite patch.

Non per tutti

- Com’era prevedibile, nonostante gli sviluppatori abbiano fatto qualche sforzo per rendere il loro titolo accessibile a quanti più giocatori possibile, Pillars of Eternity: Complete Edition non è un gioco capace di mettere d’accordo tutti. Il gameplay ragionato, la componente tattica, la curva di apprendimento ripida, i lunghissimi dialoghi e l’enorme mole di informazioni da padroneggiare per poter sopravvivere sono parte integrante dell’avventura ma coloro che amano i titoli più immediati potrebbero trovare l’insieme dei vari elementi particolarmente ostico o, peggio ancora, noioso. Nemmeno l’introduzione di ben 5 livelli di difficoltà e di tante opzioni con cui personalizzare l’esperienza di gioco riesce ad eliminare del tutto questa componente che, pertanto, non lo rende adatto a tutti i “palati”.

Tiriamo le somme

Pillars of Eternity: Complete Edition è un gioco di ruolo come non se ne vedevano da tempo, nato con l’intento di riportare in vita un genere quasi dimenticato e che raggiunge il suo obiettivo senza scendere a compromessi. Il titolo di Obsidian mette il giocatore al centro di un’avventura epica, profonda e ricca di sfaccettature senza mai avere paura di sommergerlo con statistiche, dati, dialoghi, scelte e regole, perché eliminare questi aspetti, o anche solo ridurli, significherebbe rinnegare la sua natura di gioco di ruolo puro. Il risultato è un titolo complesso, intrigante e capace di catturare l’attenzione degli appassionati per ore ed ore grazie ad una sceneggiatura di qualità e ad un gameplay estremamente appagante. Non è perfetto e a qualcuno magari non piacerà, questo è ovvio, ma gli amanti delle belle avventure e dei grandi classici del passato non dovrebbero assolutamente farsi sfuggire questo titolo.
8.7

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L'autore

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Classe 1985 e cresciuto a pane, Commodore e Amiga, nel 1991 riceve il suo primo NES e da allora niente è più lo stesso. Attraversa tutte le generazioni di console tra platform, GDR, giochi di guida e FPS fino al 2004, quando approda su Xbox. Ancora oggi, a distanza di anni, vive consumato da questo sentimento dividendosi tra famiglia, lavoro, videogiochi, corsa, cinema e serie TV, nell’attesa che qualcuno scopra come rallentare il tempo per permettergli di dormire almeno un paio d’ore per notte.

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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