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Injustice 2
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Recensione - Injustice 2

Seguito diretto di Injustice: Gods Among Us del 2013, Injustice 2 è il secondo picchiaduro targato NetherRealm ambientato nell’universo degli eroi DC. Scopriamo assieme se in questa nuova incarnazione la talentuosa ed esperta software house di Chicago sia riuscita a confermare e migliorare le ottime basi gettate ormai quattro anni or sono.

Il Gioco

Gran bel posto, la Terra: clima piacevole, paesaggi spettacolari, un bel po’ di movimento il sabato sera e belle donne. Probabilmente non sono questi i fattori che la rendono così drammaticamente appetibile ai palati dei vari supercattivi , ma tant’è; una nuova pericolosa figura ha rivolto le proprie tutt’altro che desiderabili attenzioni verso l’amato pianeta azzurro, ed in un momento peraltro non esattamente idilliaco. La Justice League è infatti in frantumi: la rottura tra Batman e Superman, a seguito degli eventi narrati nel primo Injustice che hanno visto il kriptoniano impazzire a causa di un subdolo piano di Joker con la conseguente nascita di due blocchi di supereroi contrapposti (la dittatura di Superman e l’insurrezione guidata da Batman), appare assolutamente insanabile. E se è vero che l’unione fa la forza, per contro un contesto di lotta intestina e profonda confusione tra i paladini della giustizia non può che rappresentare una ghiottissima opportunità per il cattivone di turno, personificato nella fattispecie da Braniac, simpatico extraterrestre con l’hobby del collezionismo su vasta scala (ama infatti rimpicciolire intere città e conservarle in speciali sfere a bordo della propria nave).

Molti gli eroi che proveranno a cavalcare l’onda dell’invasione per guadagnare un briciolo di potere, molti quelli che vi si opporranno, anche se con motivazioni e modi d’azione diversi, spesso inconciliabili o addirittura contrastanti. A dispetto di quanto si potrebbe pensare, in Injustice 2 la trama non è un mero pretesto, un escamotage raffazzonato alla bell’e meglio per permettere agli eroi dell’universo DC Comics di sfidarsi a suon di mezzelune, combo ed attacchi speciali, ma ha invece un ruolo molto importante nell’autonomia del titolo, come vedremo insieme a breve. Per il momento mi soffermo ad analizzare il gameplay fine a sé stesso ed il feedback gamepad alla mano nei match veri e propri.

Injustice 2 offre un sistema di controllo piuttosto classico, con i combattenti che si muovono su un piano bidimensionale e si fronteggiano utilizzando un ricco parco di attacchi che si basano su tre colpi fondamentali: leggero, medio e pesante. Come da tradizione, se combinati sapientemente e con il giusto tempismo, queste mosse fondamentali danno vita ad attacchi più potenti e a combo spettacolari. I numerosi eroi selezionabili vantano attacchi e movenze molto disparate che spaziano dagli attacchi a “proiettile” (come nel caso del tridente che Aquaman può scagliare contro gli avversari), agli attacchi ad urto (ne è un esempio il colpo di scudo dell’amazzone WonderWoman che può causare seri danni agli avversari lanciandosi in avanti usando il proprio scudo come ariete) o ancora prese, proiezioni e relative contromosse, nonché le immancabili combo-breaker.

MX Video - Injustice 2

I combattimenti offrono la giusta dose di tatticismo, pur mantenendosi sempre su ritmi piuttosto sostenuti, e necessitano anche di un pizzico di strategia data ad esempio dalla scelta del momento più propizio per utilizzare la supermossa del nostro eroe. Una volta riempita la speciale barra della special-move, il cui livello cresce gradualmente in base agli attacchi eseguiti o ai colpi parati, avremo infatti la possibilità di utilizzare un colpo particolarmente devastante e spettacolare, una "signature move" che potremmo paragonare alla fatality di Mortal Kombat per spettacolarità (ma non per eccessiva violenza, intendiamoci) grazie alla quale infliggere pesantissimi danni al malcapitato avversario. Poison Ivy evocherà ad esempio un’enorme pianta carnivora che dopo averci masticato a dovere ci sputerà con violenza al suolo, il Joker si divertirà invece a legarci su una sedia elettrica e, dopo averci percosso un po’ con un piede di porco ci folgorerà per poi farci detonare con della dinamite, Catwoman ci trascinerà via con una motocicletta legati alla sua frusta, per poi lanciare la stessa sul nostro corpo immobile a terra e così via. Benché abbiano una durata di diversi secondi, questi stacchi non influenzano negativamente l’esperienza di gioco, dando magari la sensazione di spezzarne eccessivamente il ritmo, ma al contrario risultano divertenti ed appaganti anche alla lunga.

Se piuttosto classici risultano essere control system e gameplay, meno lo è la divisione dei “round” che compongono un match: si vince al meglio delle tre riprese, ma non c’è un vero stacco tra un round e l’altro e l’energia del vincitore non viene ripristinata all’inizio della ripresa successiva: questo vuol dire che vincere un round con un briciolo di energia residua vi darà poco vantaggio rispetto al vostro avversario, che potrebbe rimettere in parità l’incontro anche con un singolo colpo.

Oltre alla modalità storia, Injustice 2 offre una vasta gamma di altri contenuti in grado di tenerci occupati per un bel po’ di tempo, alcuni fruibili in solitaria, altri in multiplayer locale od online. Tra questi ricopre un ruolo da protagonista la modalità “multiverso”. Esistono migliaia di dimensioni parallele differenti le une dalle altre, migliaia di diversi pianeta Terra con conseguenti migliaia pericolosi criminali. Il supercomputer di Batman, Brothereye, monitora costantemente gli accessi interdimensionali alla ricerca di potenziali pericoli e li segnala dandoci la possibilità di stroncarli sul nascere. Questo è l’espediente alla base di questa interessante modalità che ci permette di affrontare un’infinità di sfide diverse generate in maniera random ogni giorno, costituite da un susseguirsi di incontri in ambienti che offrono variabili diverse, come l’assenza di gravità, l’impossibilità di utilizzare una determinata mossa, determinati ostacoli supplementari e cosi via. Ogni dimensione rimane attiva unicamente per un periodo di tempo prefissato, variabile dalle poche ore a qualche giorno, durante il quale dovremo cercare di concludere tutte le sfide proposte per aggiudicarci un ricco premio.

Immancabile ovviamente un comparto multiplayer di prim’ordine, grazie al quale testare le nostre abilità in match online praticamente esenti da lag grazie all’egregio net-code del gioco.

Amore

Che storia!

- L’avevo accennato in precedenza: la campagna single player di Injustice 2 è davvero molto, molto soddisfacente. La cura posta nello sviluppo della componente narrativa è encomiabile, e non sto contestualizzando la cosa al genere picchiaduro, un genere che usualmente pone poca attenzione a questo aspetto, ma parlo in senso generale. La storia è solida, accattivante, funziona dannatamente bene, decolla ed incolla subito allo schermo instillando la voglia di scoprire l’evolversi degli eventi, spingendoci ad avanzare febbrilmente match dopo match, eroe dopo eroe, verso il suo epilogo. Colpi di scena, intrighi, tradimenti, cambiamenti di fronte improvvisi ed imprevedibili sono la regola, impossibile annoiarsi. Così com'è impossibile non percepire il carisma, la follia, i tratti delle personalità dei numerosissimi eroi ed anti-eroi DC presenti nel titolo, tutti caratterizzati divinamente grazie anche a delle animazioni facciali allo stato dell'arte, forse le migliori viste in un videogioco finora (ed è incredibile che questo avvenga in un picchiaduro!). Ho avuto la sensazione di trovarmi di fronte ad un fumetto interattivo, anche grazie allo splendido lavoro di regia che ha creato un’armonia perfetta tra combattimenti e scene di “intermezzo”. Virgoletto l’ultima parola, perché dato il loro peso è riduttivo definirle così. Un must assoluto se siete appassionati dell’universo DC.

Qualità e quantità

- Bello a vedersi, divertente da giocare ma anche ricco, ricchissimo di contenuti. La rosa di combattenti è stata notevolmente aumentata dal primo capitolo e la conta degli eroi si ferma a ventotto per questo seguito. Il numero di stage, dodici, potrebbe sembrare esiguo, ma se si tiene conto che praticamente ognuno di essi è costituito da due arene differenti, accessibili durante i match lanciandovici il nostro avversario con colpi particolarmente potenti, il numero raddoppia. Ed anche sotto l’aspetto modalità di gioco non c’è proprio di che lamentarsi. Tra le varie, una feature che ho trovato particolarmente interessante ed originale è il “simulatore di battaglia IA”, dove ci viene richiesto di formare una squadra di tre supereroi e di definirne attributi di intelligenza artificiale come aggressività, propensione alle prese, ai contrattacchi, abilità nelle combo e così via. Una volta fatto ciò si potranno affrontare online le squadre create dagli altri giocatori per guadagnare un po’ di punti esperienza o qualche “scatola madre” (tranquilli, tra poco vi spiego di cosa si tratta). Naturalmente potremmo anche subire attacchi dagli altri avversari, e quando ciò avverrà, (può accadere anche quando non saremo online), un messaggio ci avviserà del risultato dello scontro e dell’eventuale ricompensa ottenuta.

Piccoli eroi crescono

- Come visto, Injustice 2 osa molto a livello narrativo per essere un picchiaduro, ma addirittura giocare a fare il GDR… Eppure si, un po’ ci prova a farlo. Nel corso degli scontri, a prescindere da quale modalità stiano affrontando, i nostri beniamini acquistano punti esperienza che li portano man mano ad avanzare di livello con la conseguente possibilità di essere equipaggiati con diversi oggetti che ne modificano sia l’aspetto meramente estetico, sia i parametri di attacco e di difesa. Attraverso l’acquisizione di speciali scatole, le “scatole madre” ottenibili completando diversi obiettivi, veniamo infatti in possesso di numerosissimi oggetti, divisi per livello di rarità, con i quali potenziare tutti i nostri eroi. La cosa risulta fondamentale per portare a termine le prove degli universi più difficili nella modalità multiverso, che presenta appunto sfide tarate a seconda del livello del combattente. Gli oggetti sono davvero moltissimi, ma se non bastassero quelli rinvenuti nelle scatole il gioco offre anche un sistema di crafting grazie al quale forgiarcele da noi.

Ottimo colpo d’occhio

- Se come visto l’anima di Injustice 2 appare luminosa, stessa cosa possiamo dire del suo aspetto più superficiale. Graficamente il lavoro degli sviluppatori risulta pienamente soddisfacente, vantando una veste molto pulita ed un ottimo livello di dettaglio sia che si parli dei modelli che compongono i vari combattenti, modellati ed animati in maniera convincente, sia per quanto concerne gli scenari, tutti molto ispirati e belli a vedersi ed arricchiti con effetti luce e particellari di ottima fattura. Gli scontri, molto fluidi e veloci, sono davvero spettacolari a vedersi, una vera gioia per gli occhi.

Doppiaggio

- Altro aspetto che ho gradito particolarmente è rappresentato dalla localizzazione, completamente in italiano sia nei testi che nel parlato, con un doppiaggio di buon livello impreziosito dalla presenza di voci prestate anche ad altri videogiochi o serie animate. Aspetto non certo scontato che si fa particolarmente apprezzare durante la campagna.

Odio

Piccole sbavature

- Trovare qualche difetto evidente in Injustice 2 non è stato semplice, affatto. Si potrebbe contestare al titolo una sincronia non perfetta tra labiale e voce durante alcuni intermezzi, o una certa ripetitività nelle situazioni offerte dal multiverso, ma qui si tratta davvero di cercare il proverbiale pelo nell’uovo in un lavoro globalmente solidissimo.

Tiriamo le somme

Injustice 2 è un prodotto di assoluto spessore, un’opera di prim’ordine che migliora praticamente ogni aspetto del suo predecessore. Un must sia per gli appassionati dell’universo DC, che gradiranno sicuramente la presenza e l’ottima caratterizzazione di numerosissimi loro beniamini, sia per gli amanti dei picchiaduro in generale, grazie ad un gameplay solido e molto soddisfacente. Davvero un titolo imperdibile.
9.5

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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