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Call of Duty: Infinite Warfare
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Recensione - Call of Duty: Infinite Warfare

Anche quest'anno arriva immancabile l'appuntamento con CoD: stavolta i creatori stessi della saga, gli Infinity Ward, ci portano con Call of Duty: Infinite Warfare in un futuro lontano tra guerre interplanetarie e scontri a gravità zero. Scopriamo insieme cos'ha da offrirci il nuovissimo capitolo della serie.

Il Gioco

Dopo averci fatto vivere tutti i conflitti dalla Seconda Guerra mondiale in poi, spingendosi ultimamente anche nel futuro prossimo, la serie di Call of Duty compie con Call of Duty: Infinite Warfare un deciso verso ambientazioni più fantascientifiche, ponendoci in un lontano futuro dove l'umanità, dopo aver prosciugato la Terra di tutte le risorse naturali, ha iniziato la colonizzazione del sistema solare per estrarre materie prime da pianeti ed asteroidi. A difesa di queste colonie, che attraggono gruppi criminali di tutti i tipi è inoltre nata la forza militare SATO (Solar Associated Treaty Organization) che si avvale di potenti astronavi ed operativi superaddestrati per intervenire in risposta a qualsiasi minaccia. Le cose nel tempo sono però precipitate, e l'umanità è ormai sull'orlo della guerra a causa del gruppo secessionista Settlement Defense Front; il gioco si apre sulla luna ghiacciata di Giove Europa, mentre nei panni di un soldato speciale SATO siamo alla ricerca di una pericolosa arma sperimentale del gruppo SDF. In piena tradizione CoD, però, la missione finisce male e veniamo catturati dai nemici: è qui che facciamo la conoscenza del villain del gioco, il leader della SDF Salen Kotch che molti riconosceranno nelle fattezze di Kit Harington, noto principalmente per la sua interpretazione di Jon Snow in Game of Thrones.

I leader militari della SATO non sembrano però troppo preoccupati da questo incidente e avviano lo stesso sulla Terra una massiccia parata celebrativa delle gesta dei propri soldati. Le cose purtroppo precipitano velocemente ed a causa di un attacco hacker i cannoni antiaerei difensivi iniziano a sparare agli alleati, mietendo tantissime vittime tra soldati e civili e scatenando l'inizio della guerra tra SATO e SDF. Da qui in poi il gioco ci vede nei panni del capitano Nick Reyes, che da semplice pilota ed soldato si ritrova in seguito a questi drammatici eventi a capo dell'astronave da guerra Retribution.

La feroce battaglia tra le due forse contrapposte accompagna il giocatore per le 5-7 ore di durata della campagna, variabili comunque non solo a seconda delle varie difficoltà ma anche per la presenza di diverse missioni secondarie opzionali che possono essere eseguite o meno in qualunque momento. A livello base, il gameplay di Call of Duty: Infinite Warfare ripercorre le orme dell'ultimo CoD, Black Ops 3, prendendo in prestito il doppio salto, la corsa sui muri e le scivolate, tutte gestite da un'apposita tuta da combattimento che ci conferisce maggior agilità dotata di boost pack anche se il fattore "acrobatico" risulta meno incisivo a causa di una minor autonomia dei booster.

Troviamo inoltre novità importanti come ad esempio uno scudo mobile potenziato, delle granate robotiche a ricerca di bersaglio nonché degli esplosivi capaci di azzerare la gravità nell'area circostante, confondendo così i nemici che di colpo si trovano disorientati a gambe all'aria. Per il resto si tratta per lo più del classico gameplay caratterizzato da scontri in corridoi stretti o arene più vaste per sparatorie a base di coperture e rifornimenti, contro nemici sia umani che robotici, ma con interessanti novità come le sezioni spaziali a gravità zero, con tanto di movimenti a 360 gradi e la possibilità di usare un rampino per agganciare superfici o nemici. Altra grande novità è la presenza costante di battaglie a bordo di caccia spaziali. Se nei capitoli precedenti le parti veicolari erano semplificate e di brevissima durata, qui ci sono intere missioni dove possiamo muoverci liberamente nel nostro caccia in combattimenti a base di laser, mitra e missili, incluso l'uso di flare per confondere i missili che ci hanno agganciato. Il sistema di controllo è prettamente arcade, ovviamente non si tratta di un vero simulatore, ma proprio per questo risulta comodo e intuitivo anche a chi non è abituato ai titoli di questo genere.

MX Video - Call of Duty: Infinite Warfare

Come in BO3, prima di ogni missione è possibile personalizzare il proprio arsenale tra armi ed equipaggiamenti di ogni genere, con tanto di suggerimenti specifici per la missione in arrivo. Persino il look e l'arsenale della nostra navicella sono personalizzabili per adattarli alla nostra personalità, mentre la Retribution è rappresentata come una base operativa completamente esplorabile (stile Normandy di Mass Effect) dove possiamo conoscere le varie persone a bordo sia attraverso dialoghi con loro che tramite registrazioni audio di ogni genere. C'è persino una lavagna con i criminali ricercati, che pian piano vengono rimossi durante lo svolgimento delle missioni primarie e secondarie offrendo quindi una sfida aggiuntiva e allungando leggermente la trama. Manca invece la possibilità di giocare la campagna in cooperativa, feature che aveva caratterizzato il precedente titolo della serie: si torna all'esperienza puramente single player.

Ma CoD non è solo campagna, e quindi vediamo cos'altro ci offre il pacchetto, iniziando dalla modalità Zombi: chi ha giocato ai titoli Treyarch sa già esattamente cosa aspettarsi, con una modalità cooperativa di difesa da zombi feroci sempre più forti attraverso round sempre più lunghi, con tanto di barriere da costruire, armi da trovare e potenziare, e così via. La vera novità sta nell'ambientazione: quattro attori si ritrovano sul set di un film horror dentro un parco giochi spaziale degli anni '80, e qui si trovano a doversi difendere da zombi glam, clown e persino giganti. Un'esperienza folle, dallo stile anni '80 tendente all caricaturale (alla Far Cry 3: Blood Dragon o Kung Fury, per intenderci), con colori vivaci, musiche d'epoca e persino un cameo di David Hasselhoff, l'incarnazione vivente degli anni 80! Questa modalità, come sempre affrontabile sia in singolo che in multiplayer locale e online fino a 4 giocatori, offre le stesse meccaniche viste in passato ma adattate alla nuova ambientazioni: ecco quindi biglietti di giostra per comprare nuovi armamenti, montagne russe per tiri al bersaglio e una sala giochi. Zombies In Spaceland è senza dubbio una delle esperienze Zombi più originali finora dal punto di vista dell'ambientazione e delle meccaniche effettive di gioco, e con un numero impressionante di obiettivi secondari ed easter egg da scoprire.

E passiamo infine al multiplayer, il motivo principale per il quale molti acquistano un CoD. In linea con la campagna principale, le mappe del gioco sono ambientate su asteroidi, lune e pianeti del sistema solare oltre che sulla Terra, mentre il gameplay è palesemente ispirato a quanto visto in Black Ops 3 con un sistema di movimenti praticamente identico (anche in questo caso sono stati attenuati i movimenti acrobatici) unito però al gameplay rapido e frenetico dei titoli Infinity Ward, dove ogni arma fa molti danni. Quindi doppi salti e corse sui muri anche su mappe meno verticali e acrobatiche di BO3, con tanto di armi di ogni genere suddivise tra quelle che usano proiettili normali e quelle energetiche. Al posto del sistema di specialisti visto in BO3 troviamo invece stavolta il meccanismo delle tute da combattimento, tutte diverse e con armamenti di ogni genere, sbloccabili anche durante il gioco, che ci permettono di personalizzare le possibilità che abbiamo in combattimento.

Un'esperienza che sa sicuramente di già visto, ma non è esente da novità come l'inedito sistema di varianti di armi. Oltre alle modifiche classiche che è possibile applicare alle armi (come la ricarica rapida o il silenziatore), infatti, è possibile sbloccare attraverso pacchetti acquistabili con le criptochiavi o completando sfide delle varianti agli armamenti che già conosciamo, con livelli diversi di rarità e con bonus sempre più clamorosi. Andiamo da quelli base che possono offrire un miglioramento di precisione o di portata a quelli più folli che possono addirittura rigenerare la vita del giocatore dopo un'uccisione o anche ricaricare parte dei colpi mancati in un sistema che sicuramente ricorda molto una versione semplificata di Borderlands. E gli sblocchi sono davvero tantissimi, con sfide dinamiche da affrontare nell'arco di partite singole nonché la possibilità di sbloccare armi classiche quando si decide di prestigiare - che, come in altri casi, è fattibile per 10 volte.

Vale la pena menzionare che nelle edizioni Legacy e Legacy Pro del gioco è incluso CoD 4: Modern Warfare Remastered, la versione rimasterizzata del capitolo del 2007 che ha rivoluzionato il panorama degli FPS. Essendo un bonus delle edizioni speciali e non un prodotto venduto a parte, non ne faremo una recensione vera e propria ma sappiate che l'update grafico è curato, la campagna è ancora un piacere da giocare, e il multiplayer, seppur non invecchiato benissimo nel bilanciamento, sta già appassionando milioni di giocatori in tutto il mondo grazie alla sua semplicità - un aspetto che la serie ha perso nel corso degli anni. Naturalmente, entrambi i giochi sono doppiati egregiamente in lingua italiana.

Amore

Space opera

- Chi l'avrebbe mai detto che la campagna di CoD avrebbe funzionato così bene nello spazio? Questa ventata d'aria fresca porta innumerevoli situazioni di gioco mai viste per la saga, nonché una gestione del nostro equipaggio paragonabile (seppur in maniera più limitata) a Mass Effect. E' possibile conoscere tutti i membri della nave, in alcuni casi decidere come affrontare le missioni, effettuare missioni secondarie, consultare documentazioni su ricercati e ciurma e molto altro. E non finisce qui: la guerra si sposta di pianeta in pianeta, spesso addirittura nello spazio con veri e propri combattimenti a bordo di caccia spaziali che i fan delle space opera adoreranno sicuramente. La trama infine non risulta troppo imprevedibile ma offre una storia piena di umanità, sacrificio e lealtà tra compagni, con tanto di villain carismatico. Ben fatto, Infinity Ward!

Gravità zero

- L'ambientazione spaziale porta con sé anche un'altra novità nella campagna: i combattimenti in assenza di gravità. Qui il sistema di movimenti e il design dei livelli ci danno una libertà assoluta, permettendoci di librarci liberamente e a 360 gradi tra tra asteroidi e detriti di navicelle, con i nemici che possono spuntare all'improvviso da ogni direzione. Possiamo addirittura usare un rampino per avvicinarci rapidamente a una superficie o per sferrare letali attacchi corpo a corpo contro i nemici. E queste meccaniche ritornano nei combattimenti con il caccia spaziale: in molti casi è infatti possibile distruggere vetri o aprire portelloni per togliere ossigeno e gravità alle aree, stravolgendo così l'esito della battaglia. Davvero un'ottima trovata.

Zombi glam

- Infinity Ward per si cimenta per la prima volta con uno dei cavalli di battaglia di Treyarch, la modalità Zombi, e il primo tentativo è già più che soddisfacente. Se il gameplay di base non si discosta troppo dalle mappe presenti in Black Ops 3, la tematica trash anni '80 dona al tutto lo stesso feeling parodistico visto in Far Cry 3: Blood Dragon o nel film Kung Fury. E poi il DJ del parco è l'unico ed inimitabile Hoff!

Multiplayer pieno di obiettivi

- Da CoD: Modern Warfare in poi, siamo abituati a CoD come uno sparatutto principalmente online competitivo dove oltre al risultato globale della squadra, si gioca molto anche per i risultati personali, con sfide di ogni genere da sbloccare per ottenere nuovi oggetti di personalizzazione o nuovi equipaggiamenti. Call of Duty: Infinite Warfare porta questo concetto all'estremo, con un nuovissimo sistema di materiali da raccogliere utilizzabili per comprare intriganti varianti di armi, ma anche delle sfide per fazioni che premiano i giocatori con ricompense di diversi livelli. Quest'anno più che mai, ogni cosa che farete avrà delle sfide collegate.

Due giochi al prezzo di uno (o poco più)

- Anche se abbiamo deciso di non far incidere la presenza di Modern Warfare: Remastered sul voto finale di questa recensione, per chi vuole acquistare un'edizione che lo contiene è giusto sottolineare la presenza di questo remake curato e rispettoso dell'episodio che ha rivoluzionato il mondo degli FPS bellici. Praticamente nelle edizioni dagli 89,99 Euro in su vi troverete due campagne, due comparti multiplayer e diverse novità per i nostalgici, tra cui easter egg e novità di bilanciamento. Senza dubbio un buon affare.

Odio

Via le novità di Black Ops 3

- Com'era già successo in CoD Ghosts, sembra che Infinity Ward non abbia molto a cuore le evoluzioni che Treyarch apporta alla saga ad ogni capitolo e, anche se ritroviamo un sistema di movimenti simile a BO3, la campagna non è lunga e complessa come in passato e non è giocabile in cooperativa, spariscono gli accorgimenti per gli eSports come la modalità Arena (ma rimane la modalità CODCaster per i replay), sparisce la modalità Corsa e così via. Se Black Ops 3 è stato senza ombra di dubbio il capitolo più ampio e completo di tutta la saga, Call of Duty: Infinite Warfare torna purtroppo ad avere i "soliti" contenuti, che per quanto siano rigiocabili e divertenti sono abbastanza limitati in quantità.

Gameplay a tratti visto e rivisto

- Le sparatorie in assenza di gravità e i combattimenti spaziali sono rinfrescanti, ma quando si torna coi piedi a terra c'è una netta sensazione di deja vu. Il sistema di movimenti è preso quasi pari pari dall'ultimo capitolo della serie, e nonostante alcuni gadget intriganti nella campagna come la granata antigravitazionale, le sparatorie non offrono più di quanto non si sia già visto nella serie. Stesso dicasi per la modalità Zombi, che pur essendo stilisticamente molto riuscita e divertente non aggiunge spunti di gameplay innovativi, e soprattutto nel multiplayer, che seppur piuttosto bilanciato e divertente è poco più di un Ghosts con il sistema di movimento e di specialisti di BO3. Peraltro l'elemento acrobatico sembra quasi come fosse aggiunto all'ultimo momento, perché le mappe non appaiono pensate per questo tipo di movimenti e risultano spesso troppo ridotte. Insomma, Infinity Ward ha usato ogni idea nuova nella (breve) campagna, mentre il resto sa un po' di compitino, seppur curato e divertente.

La minaccia del pay to win

- Call of Duty: Infinite Warfare non ha, al momento in cui scrivo questa recensione, meccanismi di microtransazioni, e quindi non ci sono al momento problemi di "pay to win" che favoriscono i giocatori più danarosi portandoli a spendere sempre più. Allora perché questo paragrafo? E' semplice: perché il lupo perde il pelo ma non il vizio. Negli ultimi CoD è sempre stata una tattica di Activision quella di far uscire i giochi senza microtransazioni per non dar adito a lamentele, per poi introdurle alla chetichella post-lancio rovinando il bilanciamento del multiplayer; e per come è strutturato questo nuovo titolo, tutto fa pensare che microtransazioni e logiche pay to win arriveranno anche qui. La velocità di guadagno dei materiali è irrisoria, così come è molto lento l'ottenimento dei pacchetti rifornimento, e le possibilità di sblocco di un'arma di livello epico o leggendario (che possono risultare molto migliori di quelle base) sono ridottissime: tutto questo fa pensare che arriverà presto un update che permetterà a chi ha tanti soldi da spendere di ottenere più velocemente armi e sblocchi. Spero di venir smentito dai fatti, ma per ora tutto punta in tale direzione e, qualora siate intenzionati ad acquistare il titolo per giocarlo con serietà online, volevo mettervi in guardia.

Tiriamo le somme

La nuova opera di Infinity Ward riesce ad offrirci una ventata d'aria fresca nella campagna, presentandosi come una space opera curata, appassionante e a tratti emozionante, con una buona varietà di gameplay grazie alle sparatorie a zero-g e ai combattimenti spaziali. Il resto del gioco invece non ci propone altrettante novità ma riesce comunque a divertirci con una modalità zombi estremamente stilosa ed un multiplayer che si presenta come un mix tra Ghosts e Black Ops 3, con l'unica novità di rilievo individuabile nel sistema di varianti di armi. Insomma, i fan della saga troveranno nuovamente ciò che cercano, ma senza troppe novità al di fuori della campagna. Chi invece ha perso interesse nella saga, difficilmente troverà motivi per tornarci con questo episodio.
8.2

Recensione realizzata grazie al supporto di Activision e Xbox.


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L'autore

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Prima di saper scrivere a mano, sapeva già immettere i comandi DOS per avviare Doom, ma dopo una lunga vita al PC, il mondo di Halo lo avvicina alle console Microsoft. Non si nega i classici giochi tripla-A, specialmente gli FPS competitivi, ma passa la maggior parte del tempo a scovare gemme nascoste, dagli indie insoliti ai folli shmup giapponesi.

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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