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Prison Architect
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Recensione - Prison Architect

Double Eleven ha da poco rilasciato la versione completa dell'unico e inimitabile simulatore di prigione per console: parliamo naturalmente di Prison Architect, dove aspiranti direttori penitenziari possono progettare e gestire la loro fortezza, con le buone o con le cattive. Vediamo insieme come se la cava il gioco.

Il Gioco

Sin dalle prime battute con Prison Architect è possibile notarne lo stile grafico estremamente semplice, che rievoca i giochi in Flash per browser: siamo infatti alle prese con un simulatore che punta tutto sulla chiarezza e la comprensibilità a discapito dello spettacolo, con colori vividi, spessi bordi neri, enormi scritte ovunque e così via. Non sarà una gioia per gli occhi, ma almeno non ci si confonde. Il gioco è strutturato tramite una serie di diverse storie da giocare una dopo l'altra: queste non solo offrono trame particolari, ma ci spiegano gradualmente tutte le meccaniche del gioco.

E quali sono, quindi queste meccaniche? Si tratta alla base di un gestionale/simulativo alla Dungeon Keeper, dove il giocatore è chiamato a gestire ogni aspetto di una prigione. Dalle primissime fasi di costruzione delle varie aree (le celle, gli uffici, il giardino, la mensa, la dispensa, e così via) all'effettiva gestione di esse, dal più piccolo parametro come il morale dei dipendenti e la qualità del cibo, a pianificazioni su larga scala come il collegare l'acqua potabile e la corrente ovunque serva. Il tutto senza combinare guai.

Infatti, in Prison Architect gestire male il proprio penitenziario causerà problemi a lungo termine al giocatore. Se lasciate aree non controllate dalle guardie, possono esserci risse o accoltellamenti; se il cibo scarseggia e i detenuti si annoiano, c'è più possibilità di rivolte; se non si punta alla sicurezza e si va al risparmio sulle materie prime, possono esserci guasti e incendi. Gli imprevisti sono sempre dietro l'angolo, e va quindi tenuto tutto sotto controllo.


Le già citate storie del gioco fungono da valido tutorial, facendoci partire con delle prigioni più o meno complete e mettendoci a gestire delle situazioni specifiche, mentre comode scritte a schermo ci spiegano come fare. I comandi risultano semplici ed intuitivi, cosa non scontata per un gestionale su console; un gioco complesso, ma per fortuna è fluido e comodo, quindi i problemi non deriveranno certo dalla realizzazione tecnica.

Le varie storie sono peraltro molto varie e mature, e per quanto non siano il punto focale del titolo, offrono situazioni dove riflettere davvero su cosa sia giusto e cosa no, come ad esempio quella che ci vede gestire un marito geloso diretto alla sedia elettrica (nonostante il gioco sia inglese, include la pena di morte americana) a faide mafiose e molto altro. Si tratta di vicende intriganti che fanno sorgere anche dubbi morali su quale sia la scelta giusta, facendoci vedere (com'è giusto che sia in una modalità simil-tutorial) le reali conseguenze di uno stile di gestione pacifica, così come di una violenta.

Tutto questo serve però per apprendere al meglio il gioco così da poterci poi sbizzarrire nella modalità libera, dove è possibile creare prigioni di qualunque genere partendo da zero. Dalle primissime fondamenta alla gestione dei carcerati, qui il tutto diventa quasi un titolo survival, vedendoci gestire ogni aspetto del carcere senza che le cose vadano a rotoli tra bancarotta, fughe di detenuti o peggio. Peraltro, è proprio qui che il giocatore può dare sfogo alla creatività creando strutture di ogni genere: costruzioni futuriste, aree bellissime e comodissime ma anche fortezze dove regnano violenza e terrore, e dove ogni guardia ha l'ordine di sparare a vista. Si tratta di un sistema profondo che dà davvero molta libertà ai giocatori, proponendoci un gameplay sulla carta infinito.

E se questo non bastasse, è possibile anche scaricare le prigioni salvate da altri giocatori per poter quindi vivere le loro partite. Alcune possono essere geniali, innovative o semplicemente diverse dai vostri salvataggi, e chissà che non possano ispirarvi a creare qualcosa di ancora più grandioso. Oltre a questo non sono presenti modalità aggiuntive o multiplayer, ma in compenso, c'è una localizzazione italiana di buon livello che comprende tutti i testi del gioco.

Amore

Prison Keeper

- Non credo sia blasfemia tirare in ballo il capolavoro degli anni '90 della Bullfrog, Dungeon Keeper: Prison Architect offre potenzialità simili, traslate però alla gestione di un'enorme prigione, dando quindi la possibilità ai giocatori di metterci cattiveria, violenza e sadismo ma anche comprensione e umanità, basta che il tutto funzioni al meglio senza rivolte, morti di fame e così via. Avendo praticamente carta bianca sulle costruzioni, si può arrivare ad edifici enormi e complessissimi, con l'unico vero limite rappresentato dalla creatività dei giocatori.

Cosa combineranno gli altri?

- A proposito di creatività, il gioco non finisce alle storie predefinite e alle vostre creazioni nella modalità libera, ma potrete facilmente gustarvi anche le creazioni altrui e giocarle dal punto esatto del salvataggio, con tanto di valutazioni del pubblico, numero di download, screen per capire il tipo di livello e numerose informazioni aggiuntive. Questo rende molto facile scoprire creazioni davvero assurde come fortezze violentissime, edifici a forma di scritte, costruzioni futuristiche... c'è di tutto e di più.

Odio

Che lavoraccio!

- Essendo un gestionale questo è comprensibile fino a un certo punto, ma la mole di informazioni, persone, parametri e situazioni da tenere sotto controllo è a tratti asfissiante, e farebbe comodo la mano di qualche alleato in cooperativa (modalità purtroppo assente). Bisogna tenere sotto controllo davvero tutto: razioni di cibo, elettricità, acqua, comfort di detenuti e guardie, l'agibilità delle aree, ed è poi necessario arrivarsi immediatamente al minimo problema, che sia una rissa, un incendio, una rivolta, una fuga di detenuti... è un lavoraccio, e per quanto sia divertente a volte risulta abbastanza stancante.

Grafica Flash

- Sarà anche vero che lo stile grafico semplice e chiaro del titolo è da una parte un punto di forza perché non ci si perde con dettagli inutili e si può capire al meglio cosa succede in ogni area con un rapido sguardo. D'altra parte, però, è innegabile che costruire gigantesche e clamorose carceri perde un po' di fascino quando la grafica ricorda più i giochi Flash che qualcosa di uscito sulle potenti console di questa generazione. La chiarezza è importante, ma anche l'occhio vuole la sua parte.

Tiriamo le somme

Prison Architect ci propone un validissimo gestionale influenzato da titoli come Dungeon Keeper e Evil Genius, dove il giocatore può mettere in mostra tutta la sua cattiveria creando un'atmosfera di terrore e violenza nella propria prigione, oppure puntare tutto su comfort e civiltà. Tutto è nelle nostre mani insomma, e tra le varie storie, la modalità libera e la condivisione di mappe tra giocatori gli aspiranti direttori penitenziari avranno per molto tempo pane per i loro denti; basta che siano dotati di pazienza.
7.7

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L'autore

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Prima di saper scrivere a mano, sapeva già immettere i comandi DOS per avviare Doom, ma dopo una lunga vita al PC, il mondo di Halo lo avvicina alle console Microsoft. Non si nega i classici giochi tripla-A, specialmente gli FPS competitivi, ma passa la maggior parte del tempo a scovare gemme nascoste, dagli indie insoliti ai folli shmup giapponesi.

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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