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Mighty No.9
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Recensione - Mighty No.9

Dopo una roboante campagna Kickstarter che ha incassato oltre 4 milioni di dollari, arriva finalmente Mighty No.9 di Keiji Inafune, l'autore dei leggendari Mega Man che col nuovo titolo vuole crearne un sequel spirituale. Siamo davvero di fronte al nuovo Mega Man?

Il Gioco

La cut-scene iniziale di Mighty No.9 è, francamente, quasi comica, ma è volutamente retrò: un torneo riunisce 9 formidabili combattenti robotici in lotte fantastiche trasmesse in tutto il mondo, ma qualcosa va storto e il "piccolo" Mighty No.9 dovrà andare a salvare gli altri otto colleghi di battaglia, corrotti da un misterioso malfunzionamento che ha intaccato tutti i robot in circolazione (a parte lui). Per farlo dovrà affrontare orde di nemici robotici minori per arrivare alle battaglie finali contro i suoi amici e rivali, il tutto in un classico platform game di stampo action che ricorda prevedibilmente Mega Man, ma in 2.5D, ossia con grafica tridimensionale e gameplay a scorrimento laterale.

Non a caso il protagonista assomiglia non poco al leggendario Mega Man, dal quale eredita anche l'attacco, delle sfere laser sparabili unicamente in orizzontale a una velocità piuttosto lenta. Un attacco efficace capace di eliminare i nemici, ma i giocatori abili lo useranno appena appena per danneggiarli, poiché dopo qualche colpo cambiano colore. Ed è in questo momento che bisogna mettere in atto la nuovissima funzione scatto, che permette a Mighty No.9 di andare avanti diversi metri anche in volo distruggendo in un colpo solo i nemici indeboliti invece di continuare a sparargli per diversi secondi. Questa funzione è utilissima anche per permettere al giocatore di superare salti ampi e velocizzare il passaggio attraverso alcune aree piene di nemici o trappole, o anche solo per schivare gli attacchi.

MX Video - Mighty No.9

La velocità conta, perché alla fine di ogni livello ci viene presentata anche una valutazione che ricorda molto titoli di precisione come Devil May Cry o Touhou; uno degli elementi fondamentali che influiscono su tale valutazione sta nel sistema combo, che premia il giocatore in caso di eliminazioni rapide ed efficaci senza sprechi di proiettili. Giocando lentamente si ottiene inevitabilmente un voto più basso, ma si è meno esposti al colpi nemici ed è possibile trovare salute o vite aggiuntive. Già perché il successore spirituale di Mega Man non poteva non avere un sistema di vite, ma c'è anche una consistente barra della salute che ha bisogno di molti colpi subiti per essere svuotata, a meno di incontrare trappole o circostanze che uccidono con un colpo solo come i burroni o gli edifici che crollano. Ci sono anche power-up che aumentano potenza o velocità, ottenibili solitamente grazie alle combo.

Il gioco presenta 12 livelli in ambientazioni molto diverse tra loro, affrontabili in un ordine quasi totalmente personalizzabile. Non manca nulla: una raffineria caldissima, un livello subacqueo, uno aereo su dei grattacieli, e così via, presentando sempre trappole e nemici specifici per le diverse aree. Prevedibilmente, ogni livello presenta un boss finale, ognuno coi propri pattern di attacchi pericolosi e con la propria barra della vita, e anche loro solitamente sono da abbattere combinando spari e scatti per "confermare" i danni. Non è solo per batterli e completare i livelli, ma sconfiggendoli è possibile ottenere i loro poteri, utilizzabili poi per delle breve trasformazioni negli altri livelli, aggiungendo tantissime opzioni tattiche anche a livelli già affrontati per poter ottenere valutazioni migliori.

Non finisce però qui, perché oltre alla ricerca dei voti più alti e dei punteggi più estremi, ci sono anche delle sfide nella modalità EX che si sblocca dopo il primo livello, dove in ambientazioni virtuali è possibile affrontare delle prove a tempo e di abilità. Nemici insolitamente numerosi, salti precisissimi, tutto solitamente entro limiti di tempo piuttosto bassi... la prova definitiva per i giocatori più abili, insomma. Addirittura dopo aver completato la campagna si sblocca anche una modalità cooperativa locale; insolita la scelta di non rendere disponibile questa variante da subito, anche perché come spesso accade, risulta molto più spassoso giocare con un amico che da soli. Infine, da menzionare che Mighty No.9 è localizzato in italiano per quello che riguarda i testi e sottotitoli, mentre l'audio rimane in inglese.

Amore

Ritmo elevato

- Non saremo alle velocità folli di titoli come Speedrunners, ma quando si acquisisce dimestichezza con i comandi e il design dei livelli, Mighty No.9 sa essere davvero fluido e ritmato. Si corre, si spara ai nemici per indebolirli e poi li si distrugge passandogli attraverso con lo scatto; in molti casi, il giocatore non deve nemmeno rallentare per eliminare gli ostacoli che gli si parano davanti. Con la possibilità di fare lunghi scatti anche aerei, correre attraverso le varie aree del gioco è una delle possibilità più intriganti del titolo, e visto che ci sono valutazioni per ciascuna zona che tengono conto anche del tempo impiegato, buona parte della sfida sta anche nella velocità di esecuzione.

Colonna sonora efficace

- Nei menu e nelle cut-scene spesso ci sono delle musiche "da ascensore", che altro non fanno che accompagnare momenti in cui tanto non si fa attenzione alla colonna sonora, ma è nei momenti di gameplay che questa sa essere davvero piacevole, con tracce di stampo elettronico e rockeggianti molto ritmate e che ricordano molto le energiche tracce dei vecchi giochi Mega Man. Addirittura, per i più nostalgici, c'è anche la possibilità di attivare la funzione 8-bit, trasformando così le musiche in qualcosa che, anche per la loro realizzazione tecnica, non avrebbero assolutamente sfigurato nei platform games di 2-3 decenni fa.

Tanti contenuti

- Non fatevi ingannare dal fatto che la campagna è terminabile in 3-4 ore (difficoltà permettendo), perché Mighty No.9 nasconde sotto il cofano una quantità impressionante di contenuti. Partiamo dal fatto che ogni livello presenta una valutazione che si basa sulla velocità, la precisione e le combo, e che ogni boss sblocca poi delle trasformazioni per il protagonista che possono stravolgere il gameplay di certi livelli. Troviamo anche le sfide della modalità EX, che sono dozzine di livelli in un ambientazione digitale dove mettere in pratica entro dei limiti di tempo le capacità di combattimento e platform acquisite. Addirittura, finendo il gioco, si sblocca una modalità cooperativa, potendo quindi riaffrontare ogni area con un proprio amico in locale. Se vi piace il gioco e tendete a completare al 100% ciò che iniziate, potreste averne per dozzine di ore con Mighty No.9.

Odio

Zero stile

- Per correttezza, eviteremo di paragonare il look di Mighty No.9 coi classici Mega Man, essendo questi in 2D e 8-bit al contrario del 2.5D del nuovo gioco di Inafune. Nonostante ciò, è impossibile non storcere il naso davanti alla poca fantasia che caratterizza pressoché ogni elemento visivo del titolo. Dai personaggi senza carattere che ricalcano i soliti cliché alle ambientazioni solitamente molto spoglie e poco interessanti, passando per dei menu praticamente monocromatici e un HUD classicissimo. Da Keiji Inafune sarebbe lecito aspettarsi molto di più, anche pensando a quelli che erano gli artwork iniziali e il prototipo realizzato in una settimana ai tempi del Kickstarter.

Tecnicamente insufficiente

- Stilisticamente come già detto non ci siamo, ma con un motore grafico potente e versatile come l'Unreal Engine 3 quantomeno si sarebbe potuto realizzare in maniera tecnicamente convincente gli elementi del mondo di gioco. Nemmeno questo è il caso: texture sfocate, modelli poligonali spesso fin troppo banali anche per un platform di stampo indipendente, effetti speciali come il fuoco realizzati davvero malissimo e, come ciliegina sulla torta, troviamo anche un leggero input lag ed un'imprecisa rilevazione delle collisioni. Si tratta di un gioco indipendente, certo, ma dal budget stratosferico grazie alla campagna Kickstarter e diretto da un mito del settore: una simile mancanza di cura è ingiustificabile.

Antiquato, non retrò

- Titoli come Shovel Knight e Super Meat Boy mostrano alla perfezione come prendere un gameplay old school e per molti versi superato, e trasporlo al meglio per un pubblico moderno. Il segreto di questo sta nel prendere i pregi dei titoli classici ma adattandoli ai gusti e alle abitudini dei giocatori moderni. Mighty No.9 invece reintroduce concetti superati come il knockback, il freeze istantaneo del personaggio quando colpito dai nemici, ostacoli che provocano la morte istantanea senza alcun avvertimento visivo, la possibilità di sparare solo orizzontalmente, livelli lunghissimi con checkpoint lontani che ci costringono a ricominciare da capo in caso di vite finite... certe meccaniche andavano lasciate nel loro decennio di origine, ed invece gli aspetti retrò che Mighty No.9 copia meglio sono, ahimè, quelli più frustranti.

Il meglio arriva tardi

- Non è tutto un disastro però, e le numerose trasformazioni per esempio facilitano e rendono molto più divertenti alcune fasi di gioco. Ma per arrivare a sbloccare tutto e potenziare il personaggio al meglio si deve praticamente finire il titolo, e arrivato a tal punto il giocatore è già stremato. Anche le sfide più divertenti e impegnative arrivano solo dopo averne fatte molte davvero banali e noiose. Ma l'offesa peggiore sta nel gioco cooperativo: scoprire le meccaniche di gioco insieme, capire i pattern dei nemici con il ragionamento comune, affrontare i boss più tosti con un amico è fantastico e migliora di tantissimo l'esperienza di gioco, peccato però che questa modalità si sblocchi solo dopo aver finito il gioco, pertanto quando finalmente potrete giocare in compagnia almeno uno dei due conoscerà già i pattern dei boss, il design dei livelli e così via. Una scelta davvero incomprensibile.

Tiriamo le somme

Anche senza voler scomodare ingenerosi paragoni coi classici Mega Man, Mighty No.9 delude su quasi tutti i fronti per via di un gameplay impreciso, frustrante e raramente divertente, una realizzazione tecnica scadente ed una totale mancanza di stile. Eppure qualcosa di buono c'è: i contenuti sono molti e quando il gioco risulta fluido e veloce riesce a divertire, così come la modalità cooperativa, quando finalmente riusciamo a sbloccarla, riesce ad essere davvero spassosa. Non si tratta quindi di un fallimento totale, ma con questi talenti, questo budget e queste aspettative, di certo non è il gioco che avremmo voluto avere tra le mani.
6.6

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L'autore

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Prima di saper scrivere a mano, sapeva già immettere i comandi DOS per avviare Doom, ma dopo una lunga vita al PC, il mondo di Halo lo avvicina alle console Microsoft. Non si nega i classici giochi tripla-A, specialmente gli FPS competitivi, ma passa la maggior parte del tempo a scovare gemme nascoste, dagli indie insoliti ai folli shmup giapponesi.

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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