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Recensione - Rainbow Six: Siege

A ben sette anni dall'ultimo capitolo, con Rainbow Six: Siege ritorna in tutto il suo splendore una delle saghe di sparatutto tattici più apprezzate e vendute di sempre; il nuovo episodio si discosta molto dai precedenti soprattutto perché abbandona le appassionanti trame alla Tom Clancy per concentrarsi quasi esclusivamente su un multiplayer asimmetrico tattico e distruttivo. Scopriamo se questo cambio di ritmo abbia giovato al titolo.

Il Gioco

Rainbow Six: Siege è un FPS tattico creato con il multiplayer in mente, e come tale è il primo della serie a non presentare una campagna. Chi non apprezzase i giochi competitivi o fosse sprovvisto di un abbonamento Live Gold, ha comunque a disposizione diverse modalità giocabili contro dei bot, anche se chiaramente è un'esperienza molto più limitata e certamente meno appagante che affrontare sfide contro avversari in carne ed ossa. Prima di affrontare in dettaglio i vari aspetti del titolo è quindi bene avere in mente che siamo di fronte ad un gioco pensato per un'esperienza multiplayer, e che l'acquisto dovrebbe essere fatto con questa consapevolezza onde evitare spiacevoli sorprese.

Ribadito ciò, passiamo al gioco vero e proprio. Il fulcro del titolo è il multiplayer in matchmaking, che vede due squadre da 5 giocatori ciascuno affrontarsi in scenari di vario tipo. Che sia un ostaggio da salvare, bombe da disinnescare o attacchi chimici da evitare, da una parte ci sono sempre 5 terroristi di diverse classi a difendere i propri obiettivi, e dall'altra altrettante unità delle forze speciali con l'obiettivo di fermarli - eventualmente evacuando l'ostaggio o disarmando le bombe. Non ci sono vaste arene o campi di battaglia, ma soltanto centri abitati, ville o comunque edifici dove si svolgono le irruzioni e le sparatorie. Muri in gran parte distruttibili, porte e finestre dove irrompere, trappole ed aggeggi di ogni tipo, ma anche classiche sparatorie: tutto è permesso, e combinare al meglio gli strumenti tattici e le abilità delle varie classi è la chiave per la vittoria.

Ogni incontro infatti inizia ben prima di scendere in campo, con la selezione e la personalizzazione delle classi. Assalitori (le forze speciali) e difensori (i terroristi) sono tutti chiamati a scegliersi uno dei 20 operatori disponibili, 10 per parte, tutti con abilità e caratteristiche molto diverse tra loro. I vari operatori hanno mobilità, velocità e resistenza diversa, nonché diversi tipi di equipaggiamenti: c'è chi è dotato di mitra leggeri, chi di scudi e pistole, ma la varietà la si nota anche negli accessori come granate o esplosivi per le interruzioni. La differenza principale tra gli operatori però sta nell'abilità speciale di ciascuno. Tra gli assalitori spiccano IQ con la sua capacità di individuare equipaggiamenti nemici, Fuze con le sue granate a grappolo che vanno a trapanare un muro ed esplodere dall'altra parte, o Montagne con il suo scudo posizionabile capace di coprire sé stesso e i suoi compagni. Anche i difensori però hanno frecce ai loro archi, come Kapkan con le sue trappole posizionabili su porte e finestre, Mute capace di piazzare dei jammer capaci di rendere inutilizzabili i dispositivi nemici, o Jäger col suo dispositivo capace di individuare e disinnescare le granate prima dello scoppio. In un team non ci possono essere due classi uguali, perciò conviene saper utilizzare al meglio più di un operatore per non trovarsi nei guai se il proprio personaggio preferito è già stato preso da qualcun altro. E' anche possibile variare gli equipaggiamenti e le armi, scegliendo tra una selezione abbastanza ridotta per ogni operatore, nonché aggiungere mimetiche ed accessori alle proprie armi.

Dopo essersi preparati è tempo di scendere in campo. Gli assalitori hanno meno di un minuto per scovare gli obiettivi e i terroristi nella casa usando dei veicoli telecomandati dotati di telecamera, altrimenti dopo dovranno perdere del tempo prezioso per individuarli. Nel frattempo, i terroristi dovranno impegnarsi per barricarsi e prepararsi al meglio per l'inevitabile assalto, cercando anche di distruggere le "macchinine" in tempo. Che sia una situazione di ostaggi o di bombe, infatti, gli assalitori hanno pochi minuti per fare irruzione ed eliminare ogni contatto ostile, per mettere in sicurezza l'ostaggio o disinnescare le bombe. La struttura del gioco è molto simile a Cerca & Distruggi di Call of Duty nonché a Counter-Strike, ed è infatti suddivisa in round. I vari team, alternandosi nei ruoli di assalitori e difensori, dovranno vincere 3 round per aggiudicarsi la partita. I livelli sono sempre ambientati in qualche edificio/casa, ma c'è una gran quantità di porte e finestre nonché muri distruttibili, vicoli, scale, piani multipli... non si è mai al sicuro, ma l'alta distruttibilità non deve ingannare i giocatori: Rainbow Six: Siege non è uno sparatutto frenetico dove si spara all'impazzata, perché tra trappole, fuoco amico e il rischio di colpire l'ostaggio (perdendo immediatamente il round), ogni passo e ogni colpo sono da considerare attentamente. Ancora più importante delle sparatorie è saper mappare al meglio il territorio: che si attacchi o si difenda, è possibile utilizzare una serie di dispositivi (nonché le telecamere a circuito chiuso) per scovare i nemici e segnalarli ai propri compagni, sia sulla mappa che in microfono.

A proposito di microfono, è consigliatissimo utilizzarne uno poiché il contatto costante coi propri compagni è indispensabile per non farsi cogliere impreparati. E' ancora meglio giocare con un proprio gruppo e farsi le proprie strategie, ma se ci si ritrova con giocatori competenti (possibilmente che parlino la propria lingua), i risultati comunque tendono ad arrivare. Le opzioni tattiche sono infatti veramente molte. I difensori per esempio possono erigere muri potenziati su quelli esistenti per renderli pressoché impossibili da abbattere, ma un assalitore di classe Thermite può far esplodere anche quelli. Le forze dell'ordine possono mandare i propri veicoli radiocomandati per sondare il terreno, ma un terrorista di classe Mute può renderli inutilizzabili. C'è in pratica un sistema scacchistico dove ogni operatore ha punti forti e punti deboli e nessuna tattica risulta imbattibile, costringendoci sempre ad improvvisare con i nemici che potrebbero arrivare da ogni parte, persino facendo esplodere parte del soffitto e calandosi ad armi spianate! Le varie modalità di gioco hanno delle differenze, per esempio in presenza di ostaggi non basta raggiungerli ma bisogna anche evacuarli, ma il fulcro del gameplay rimane pressoché invariato, con l'elemento chiave di ogni round che è la gestione dell'irruzione nelle stanze occupate, o la loro difesa a seconda del team in cui ci si trova.

Tutta la gestione del multiplayer avviene attraverso un pratico sistema di matchmaking, che permette di essere accoppiati a vari giocatori e portarseli avanti di incontro in incontro, facilitando la collaborazione e la creazione di ruoli e strategie tra perfetti sconosciuti. E' anche possibile chiedere una rivincita contro gli avversari, e qualora ci fosse una quantità di voti sufficiente, si ricomincia con le stesse squadre della partita precedente, salvo ovviamente l'assenza di persone che decidono di abbandonare. Se questo è un evento abbastanza frequente normalmente, non lo è nelle partite classificate dove le uscite anticipate vengono punite con dei ban temporanei, e si deve cercare di giocare al meglio per avere buoni piazzamenti nelle graduatorie. Qui chi fa il troll viene punito pesantemente insomma, e può anche essere buttato fuori dalle partite dopo una votazione. Per chi invece vuole giocare al suo ritmo, senza il peso della competizione agguerrita, ci sono le partite personalizzate dove con amici o sconosciuti è possibile immergersi in qualunque modalità di gioco anche con regole cambiate, cosa utile per dilettarsi con strategie ed esperimenti nonché per imparare al meglio le basi senza rischiare di rovinare partite o abbassare le proprie statistiche.

Per imparare le basi ci sono anche 3 tutorial, utili per capire soprattutto alcune meccaniche di base come la distruzione di barricate e muri, nonché dieci scenari di difficoltà crescente e con obiettivi secondari dove, contro i bot controllati dall'IA, si devono mettere in pratica tutte le proprie conoscenze per risolvere situazioni ad alto rischio. Da soli o in compagnia è possibile affrontare anche Caccia ai Terroristi, che è quasi una simulazione del multiplayer con nemici di difficoltà selezionabile dove è possibile usare tutto l'equipaggiamento sbloccato in multiplayer. A tal proposito, persino queste modalità fanno guadagnare crediti per lo sblocco dei contenuti, pertanto tutto ciò che si fa vale ai fini della nostra evoluzione nel gioco in un modo o nell'altro. Certo, queste modalità non sono corpose come una campagna, ma comunque chi volesse giocare da solo ha una serie di contenuti a disposizione anche se come già detto è lontano come esperienza dai picchi che offre il vero multiplayer. Infine, come succede per la stramaggioranza dei titoli Ubisoft, Rainbow Six: Siege è interamente tradotto in italiano, sia per quel che riguarda i testi a video che i (pochi) dialoghi audio.

Amore

Labirinti imprevedibili

- Tutti i livelli di gioco di Rainbow Six: Siege sono edifici dettagliatissimi, con piani multipli, tante strade alternative, porte e finestre barricate, muri da abbattere e così via. La distruzione dinamica permette la creazione di veri e propri buchi per osservare o sparare ai nemici, e la possibilità di abbattere quasi ogni superficie rende ogni scontro davvero imprevedibile, con spesso nemici che arrivano da dove meno ce li aspettiamo. Le case poi hanno tanti condotti di aerazione e passaggi secondari, utili anche per il passaggio delle macchinine radiocomandate, e tra gadget di ogni tipo, telecamere a circuito chiuso e trappole, sembra quasi di stare nella casa di uno dei film di Mamma ho Perso L'Aereo. Elettrizzante.

Sasso, carta, forbice

- Con ben 20 operatori, ognuno dotato di varie armi e gadget selezionabili, le opzioni strategiche sono davvero molte, e a maggior ragione stupisce il bilanciamento che i ragazzi di Ubisoft sono riusciti a trovare. Ogni equipaggiamento, arma o specialità ha punti forti e situazioni dove può dominare, ma ha anche evidenti punti deboli che con la giusta strategia possono essere sfruttati a proprio vantaggio. Uno ha piazzato una trappola? Con IQ lo si individua subito. Qualcuno ha eretto un muro rinforzato per accamparcisi dietro? Fuze può farci passare le proprie granate. Gli assalitori osservano ogni mossa dei terroristi con le macchine radiocomandate? Un jammer di Mute le rende inutilizzabili. Una squadra compatta e capace può studiare strategie per contrastare pressoché ogni pericolo, e spesso la risoluzione di certi scontri sta proprio nel genio piuttosto che nella velocità sul grilletto.

Tutto conta, tutto vale

- La libertà assoluta nella strategia è uno degli elementi fondamentali di Rainbow Six: Siege, poiché le possibilità sono davvero infinite e c'è qualcosa per ogni tipo di giocatore. Questo si riflette anche sulla gestione delle modalità di gioco, visto che ci sono sia modalità giocabili da soli che con gli amici in locale o con sconosciuti online, e dato che ogni modalità offre crediti validi per lo sblocco di contenuti aggiuntivi (nuovi operatori per esempio), qualunque sia la preferenza dei giocatori hanno sempre e comunque modo di guadagnare punti utili.

Ascolta il rumore dei loro passi

- Graficamente Siege si dimostra più che egregio, dimostrandosi in media coi titoli multiplayer di questi tempi, ma il vero punto di forza a livello tecnico è l'audio. Chi è dotato di un valido sistema Surround o di ottime cuffie può individuare già dal sound da dove arriva un certo sparo o una certa esplosione, ma ancor più importanti sono i rumori minori quali passi, la ricarica di armi. In situazioni di stallo dove quasi tutti sono immobili, il benché minimo rumore può rivelare la posizione del bersaglio, spesso ribaltando le sorti di una battaglia.

Odio

E il single player?

- Inevitabilmente se si parla di Rainbow Six si va a pensare ad epiche campagne con storie impressionanti ispirate dall'ormai compianto Tom Clancy. Siege non ha nulla di tutto questo, e chi volesse godersi un'esperienza single player può sì giocare contro i bot in una serie di scenari simil-multiplayer, ma non troverà un briciolo di storia oltre al filmato iniziale e alla presentazione di ciascun operatore. Sarà anche un titolo pensato con il multiplayer in mente, ma una buona campagna non avrebbe assolutamente guastato, soprattutto considerando quello che rappresenta questa saga. Anche chi dovesse giocare in multiplayer "in solitaria", quindi senza amici al proprio fianco, spesso può trovarsi nei guai: basta finire in un gruppo dove nessuno usa il microfono o dove tutti parlano un'altra lingua, e all'improvviso ci si sente dei veri lupi solitari in un campo di battaglia, con ben poche speranze di far bene. Siege è un gioco multiplayer puro, e un gruppo di gioco è altamente consigliato per godersi al meglio il titolo.

Tecnicismi

- Rainbow Six: Siege ha avuto un lancio piuttosto problematico tra problemi di server, crash, compenetrazione di oggetti, fisica ballerina e altro ancora. Mentre leggerete queste righe molto di tutto ciò è già stato sistemato, ma ancora ci sono vari problemi minori a rendere un po' frustrante l'esperienza qualche volta. Occasionali problemi di server che interrompono le partite, problemi di collisione che fanno finire la macchina radiocomandata sotto il livello o il giocatore incastrato in qualche bordo, e così via. Va menzionato anche il sistema di spari che per qualche motivo sembra poco affidabile e preciso - e non è solo per il rinculo elevato, ma il tutto appare un po' impreciso alle volte, confermato ulteriormente dalle killcam dove spesso si vedono nemici sparare apparentemente a casaccio. Nulla di grave al momento, i guai peggiori sono già stati superati.

Un po' poca carne al fuoco

- Andiamo subito al sodo: le mappe e le modalità sono davvero poche e molto simili tra loro. Il design dei livelli permette una varietà notevole nella gestione delle battaglie e la generazione casuale della postazione di partenza cambia le sfide di volta in volta, ma una volta imparate le tattiche migliori per ogni area diventa complicato inventarsi qualcosa di clamorosamente nuovo. La varietà di operatori aiuta ad aumentare la diversità delle partite, ma certamente qualche contenuto aggiuntivo al lancio non avrebbe guastato.

Tiriamo le somme

Rainbow Six: Siege non è certamente il Rainbow Six che ci si poteva aspettare visti gli ultimi capitoli. La campagna single player è cosa del passato e il tutto si incentra sul multiplayer, dove gruppi di 5 giocatori possono affrontare altri gruppi nemici di altrettanti giocatori o bot controllati dall'IA, in una serie di mappe e modalità abbastanza simili tra loro. La varietà delle strategie attuabili è altissima, le opzioni sono infinite e col giusto gruppo di persone Siege è capace di offrire tantissime ore di divertimento, con partite sul filo del rasoio e tensione alle stelle. Chi cerca un titolo per giocare da solo o con una trama appassionante, di certo non troverà nulla del genere nell'ultimo capitolo di Rainbow Six, ma chi è alla ricerca di uno sparatutto multiplayer strategico, appassionante e teso, può trovare in Siege un gioco davvero valido nonostante sia un pochino scarno nei contenuti.
8.2

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L'autore

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Prima di saper scrivere a mano, sapeva già immettere i comandi DOS per avviare Doom, ma dopo una lunga vita al PC, il mondo di Halo lo avvicina alle console Microsoft. Non si nega i classici giochi tripla-A, specialmente gli FPS competitivi, ma passa la maggior parte del tempo a scovare gemme nascoste, dagli indie insoliti ai folli shmup giapponesi.

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Commenti

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