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Transformers: Rise of the Dark Spark

Recensione - Transformers: Rise of the Dark Spark

Con l’imminente uscita nelle sale del nuovo film dei Transformers di Michael Bay, arriva sugli scaffali anche il nuovo gioco targato Activision basato sui famosi giocattoli della Hasbro. Questa volta il titolo è stato affidato ai ragazzi di Edge of Reality, che prendono il timone della serie sostituendo i veterani High Moon Studios e traghettando il franchise nel suo esordio sulla next-gen. Vediamo di scoprire come se la sono cavata con la nostra immancabile recensione!

Il Gioco

Gli eventi narrati in Transformers: Rise of the Dark Spark iniziano sulla Terra, quando Optimus Prime assieme al fido Bumblebee ed altri Autobots vede cadere dal cielo uno strano meteorite viola. Giunto sul luogo dello schianto, Optimus capisce che l’oggetto misterioso è in realtà la Spark Oscura, cioè l’antitesi della matrice del comando. Mentre la matrice dona saggezza e aiuta a governare nel modo più giusto possibile, la Spark Oscura dona a chi la possiede un potere in grado di piegare la materia e la volontà degli altri esseri senza possibilità di scampo. Il leader degli Autobots capisce subito che deve impedire che i Decepticons ne entrino in possesso e così inizia un violento scontro per evitare che la Spark venga presa da chi ne farebbe un uso malvagio. Purtroppo però il cattivo di turno del gioco, Lockdown, con l’aiuto dei suoi scagnozzi riesce ugualmente a impossessarsi della reliquia ed a fuggire. A questo punto inizia un lungo flashback, che compone una buona porzione del gioco stesso, e che ci racconta le vicende antecedenti allo schianto della Spark sulla Terra. La storia si sposta quindi nello spazio, nei pressi di Crystal City dove gli Autobots sono alla ricerca della Spark Oscura, sperando di arrivare al prezioso artefatto prima dei Decepticons, capitanati ancora una volta dal perfido Megatron. Da qui in poi inizia una lunga serie di scontri tra lemdue fazioni fino a quando Megatron, grazie ai fidi Starscream e Soundwave, riesce ad impossessarsi della Spark inserendola nel suo petto. A questo punto Optimus non può che tentare il tutto per tutto con uno scontro diretto contro il leader dei Decepticons; è proprio durante questo combattimento che la Spark viene espulsa dal corpo metallico di Megatron e lanciata senza controllo nello spazio profondo, destinazione Terra. Si riprende quindi il filo narrativo interrotto all’inizio del gioco con Optimus,  Bumblebee e Drift intenti a raggiungere il rifugio di Lockdown per cercare sottrargli la Spark oscura e ripristinare la pace e l’equilibrio nell’universo.

Transformers: Rise of the Dark Spark è diviso in 14 capitoli durante i quali prendiamo il controllo sia degli Autobots che dei Decepticons. Al contrario dei precedenti capitoli dove trovavano spazio due campagne distinte che ci permettevano di vivere gli eventi da entrambe le prospettive, qui ci troviamo a cambiare fazione in modo irregolare, giocando ad esempio due capitoli con Optimus o uno dei suoi compagni e poi magari tre capitoli consecutivi nei panni di Starscream o Soundwave per poi passare a un singolo atto con gli Autobots e poi di nuovo dalla parte dei Decepticons e così via. Quello che invece non cambia è il tipo di approccio e di gameplay proposto. Sia che si combatta sulla Terra, sia che ci si trovi in qualche angolo remoto di Cybertron, la sostanza non cambia; si tratta infatti di andare avanti ed abbattere i nemici sfruttando le peculiarità di ogni singolo Transformer che ci troveremo a controllare, azionando di tanto in tanto qualche leva per aprire un nuovo varco. La novità di maggior rilievo è invece costituita dall’introduzione di alcune abilità e bonus che, una volta guadagnati, possono essere equipaggiati e richiamati attraverso la croce direzionale. Questi bonus ci permettono ad esempio di richiamare droni da combattimento o altri in grado di curarci, oppure di attivare scudi e barriere protettive. Altre abilità invece ci consentono di ottenere più munizioni o più salute o perfino di innescare un moltiplicatore per i punti. Infatti in Transformers: Rise of the Dark Spark è presente anche un sistema di punteggio che ci permette di crescere di livello e sbloccare nuove scatole meccaniche, che in sostanza sono dei contenitori dei vari bonus, di nuove armi e delle skin dei tanti personaggi presenti da usare poi nella modalità online denominata Escalation.

Questa modalità, l’unica presente per il gioco in rete, offre la possibilità ad un massimo di quattro giocatori di provare a resistere a diverse ondate di nemici in una delle nove mappe presenti. In pratica si tratta di una modalità orda dove, oltre a collaborare con gli altri giocatori, bisogna guadagnare punti da spendere per attivare torrette, stazioni di cura, kit con nuove munizione ed armi, ecc. impersonando uno dei circa 45 Transformer disponibili, tra Autobots e Decepticons.
 

Amore

Escalation

- L’unico momento durante la mia prova con Transformers: Rise of the Dark Spark in cui mi sono un po’ divertito è stato con la modalità co-op online. Nonostante si tratti di qualcosa di visto e rivisto ormai da anni, da quando cioè la modalità orda è stata sdoganata e riproposta un po’ da tutti con lievi variazioni sul tema ed ovvi cambi di nome, devo dire che giocarla con i Transformers è stato interessante. Le mappe, di medie dimensioni, si prestano bene a questa tipologia di gioco e, nonostante un level design abbastanza basilare, permettono spesso di sfruttare le varie trasformazioni, da quelle aeree a quelle stradali, per ravvivare un po’ il gameplay e soprattutto ci danno l’occasione di poter giocare con uno dei tanti personaggi sbloccati e che magari non ha trovato posto nella campagna principale.

Odio

Un esordio da dimenticare

- La lista degli aspetti negativi di Transformers: Rise of the Dark Spark è purtroppo molto lunga e lo dico da appassionato della serie. Avevo molto apprezzato i precedenti lavori di High Moon Studios, War for Cybertron e in particolare La Caduta di Cybertron, che reputo due ottimi titoli che rendono davvero giustizia all’universo dei transformers. Quando ho iniziato questo nuovo capitolo speravo vivamente di poter rivivere quei fasti, con un titolo di nuovo divertente e ben fatto. Purtroppo non è stato così. Il difetto più grande è sicuramente la linearità di base che caratterizza tutti e 14 i capitoli della campagna e la scelta infausta di frammentare la narrazione passando da una fazione all’altra senza alcuna logica, magari proprio nel bel mezzo di un evento cruciale. La noia sopraggiunge dopo pochissimo tempo e non se ne va fino allo scadere delle 7/8 ore necessarie a portare a termine il gioco. A parte un paio di scontri, non ci sono momenti chiave che aiutino a mantenere alto l’interesse, colpa anche dei scarsi filmati che provano a raccontare la storia e fungono da collante tra i vari capitoli. La trama è banale e scontata ma alla fine ci si potrebbe anche passare sopra se poi la sostanza ripagasse con un gameplay fresco e divertente ma, ahimè, non è così. Il sistema di mira è approssimativo così come le collisioni; peggio ancora il sistema di guida durante le varie trasformazioni, scomodo e poco pratico non incentiva assolutamente l’uso dei transformers nelle loro versioni a quattro ruote o aeree. Non va meglio nemmeno per gli scontri ravvicinati che soffrono a causa di animazioni legnose e di pessima realizzazione che non rendono nemmeno lontanamente il senso di potenza di comandare un Transformer.

Next-gen? Non scherziamo, dai!

- Ammetto di dare una discreta importanza al comparto tecnico dei giochi e con l’avvento delle nuove console non mi sarei davvero mai aspettato di vedere un titolo venduto a prezzo pieno con una grafica così brutta. Anzi, ad essere sincero il primo aggettivo che mi è saltato in mente appena avviato il gioco è stato: imbarazzante! Premesso che il titolo soffre di alti e bassi (con prevalenza di quest’ultimi, purtroppo!) quando si giocano i livelli sulla Terra si assiste ad uno spettacolo indecente. Non c’è una, e sottolineo una, singola texture in alta definizione, niente, da nessuna parte. Il level design piatto e monotono mi ha riportato alla mente giochi di serie B di qualche decennio fa, con una povertà poligonale che non vedevo da anni e che, francamente, pensavo impossibile da rivedere nel 2014. Il terreno è un cimitero di pixel sgranati, le mura dei palazzi sono poligono grezzi, le macchine e gli altri oggetti presenti sembrano una bozza di qualcosa che sarebbe stonato perfino su console di 10 anni fa. L’interazione con l’ambiente è nulla. La parte peggiore però la fanno le esplosioni; sono fotogrammi di immagini bidimensionali, pochi frame e svaniscono. Assurdo! Dato che il gioco usa l’Unreal Engine 3, all’inizio ho pensato che alcune texture sarebbero state caricate in ritardo ma mi sbagliavo; semplicemente non ci sono shader applicati su quasi nessuna superficie! Le cose migliorano un pochino solo quando ci si sposta all’interno dei complessi spaziali su Cybertron ma un uso praticamente assente del filtro anti-aliasing restituisce un quadro sporco con immagini parecchio scalettate su fondali statici, dove il sistema di illuminazione è totalmente assente. Perfino la resa del metallo, vero protagonista del mondo dei transformers, è qualcosa di inguardabile ad eccezione dei corpi dei protagonisti che sono gli unici che si salvano un pò, seppur lontani anni luce, per povertà poligonale e scarso dettaglio, dai modelli ammirati nei precedenti capitoli sviluppati da High Moon Studios. Insomma, di next-gen qui non c’è proprio traccia e il titolo risulterebbe brutto e inadeguato anche se si fosse trattato di un gioco in digita delivery  venduto a pochi euro.  Chiude il tragico quadro tecnico un comparto audio non pervenuto; musiche anonime e missaggio di effetti e dialoghi pessimo, con momenti durante i quali le voci svanisco e diventano a malapena udibili coperte da suoni compressi che non rendono nemmeno lontanamente il senso di battaglia tra giganti robot che invece dovrebbero restituire. Per fortuna il gioco è sottotitolato, altrimenti sarebbe stato impossibile seguire le blande linee di dialogo che accompagnano l’azione.

Frustrante al punto giusto

- Un altro aspetto fortemente criticabile è il livello di difficoltà che si incontra durante la campagna. Si passa da scontri facilissimi, complice una IA dei nemici ridicola e mai reattiva, a momenti durante i quali si muore in un attimo senza nemmeno capire perché. In alcuni frangenti infatti si fatica ad avere la situazione sotto controllo, un po’ per via di location poco illuminate, un po’ perché mancando un sistema di copertura l’unico modo per schivare i colpi dei nemici è quello di scattare di lato, ma le animazioni poco fluide e i controlli poco pratici non sempre ci permettono di evadere il fuoco nemico. Inoltre, alcuni momenti sono forzatamente più ostici di altri e questo non avviene con boss o simili ma random, si passa da situazioni tranquillamente gestibili ad altre al limite della frustrazione, senza logica! Inoltre, come già accennato, ad appesantire la situazione ci si mette anche l’intelligenza dei nostri compagni che spesso si bloccano in clamorosi bug che costringono al riavvio del livello, e in ogni caso nelle varie battaglie si rivelano davvero stupidi e poco utili.

Tiriamo le somme

Transformers: Rise of the Dark Spark è un gioco brutto, realizzato male e senza sfruttare nemmeno lontanamente la potenza delle nuove console. Sviluppato col chiaro intento di approfittare del clamore del nuovo film per vendere qualche copia e sperando che i bei ricordi dei precedenti titoli della serie possano spingere qualche giocatore a comprarlo. Purtroppo però nemmeno i fan più accaniti dei robottoni Hasbro troveranno in questo titolo un singolo motivo per giustificare l’acquisto, se non forse la voglia di giocare con qualche amico in cooperativa alla modalità Escalation. Troppo poco per farci anche solo un pensierino, neppure usato. Transformers: Rise of the Dark Spark è esattamente tutto quello che un gioco sui Transformers non dovrebbe essere; noioso, lineare, poco giocabile, a tratti frustrante e graficamente inadeguato; da dimenticare, senza riserve! 4.0

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L'autore

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Videogiocatore incallito, quasi maniacale, ha iniziato a 4 anni e sulla soglia dei 40 ancora non accenna a smettere, anzi è sempre più preso da tutto quello su cui appare "premi start!". La stessa passione la nutre per il cinema, la musica e la tecnologia in generale. MX è stato quindi uno step naturale nella sua evoluzione da giocatore a redattore e spera di poter condividere ancora per molto tempo le sue esperienze con gli altri appassionati, almeno fino al calare della cataratta.

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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