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London 2012

Recensione - London 2012

di TheFury87 P 29 lug 2012
La febbre delle Olimpiadi è ormai al suo apice: quale occasione migliore per parlarvi del titolo dedicato? Dopo il buco nell’acqua con Beijing 2008, sviluppato da Euroco, SEGA ha deciso di occuparsi direttamente della creazione di London 2012, affidando il lavoro alla filiale australiana dei Sega Studios. Scopriamo se sia stata una mossa azzeccata.

Il Gioco

London 2012 non è altro che una versione aggiornata graficamente di quello che siamo abituati a vedere ogni 4 anni, dai tempi di Track & Field ad oggi: una raccolta di vari sport olimpici dall’impronta più arcade che simulativa, dove il sistema di controllo si basa sulla pressione dei tasti al momento giusto e con il ritmo richiesto. In particolare, l’ultima creazione dei Sega Studios può contare sulla bellezza di 46 eventi, anche se in realtà il totale degli sport trattati si ferma a poco più di 20 in quanto alcuni di essi sono presenti sia nella variante maschile che in quella femminile, e inoltre perché alcuni eventi sono uno la copia dell’altro con l’unica differenza della distanza percorsa (ad esempio, le gare di nuoto stile libero da 100m e 200m).

Il sistema di controllo, nonostante pianti le sue radici in ciò che siamo abituati a vedere da ormai più di 20 anni nei videogiochi di questo tipo, presenta qualche novità interessante: ad esempio, negli eventi in cui conta la velocità non è più sufficiente premere i tasti come dei forsennati per far trionfare il proprio alter ego virtuale, ma bisogna schiacciare A con la giusta frequenza in modo che la barra della velocità si carichi per avvicinarsi il più possibile al massimo consentito, senza però sforarne il limite perché il nostro corridore finirebbe per rallentare inesorabilmente. Nel nuoto invece il controllo degli atleti è totalmente affidato alle due levette analogiche, corrispondenti alle due braccia del nuotatore, da alternare al ritmo giusto (ad esempio nello stile libero) o da muovere in perfetta sintonia (rana). Ogni altro sport presenta il suo particolare sistema di controllo, anche se in generale non c’è niente che sia difficile padroneggiare dopo un paio di minuti di allenamento. Per quanto riguarda le modalità, quella principale in Single Player è ovviamente quella che offre la possibilità di giocare le intere Olimpiadi: questa modalità si snoda su 10 giornate, durante ognuna delle quali è necessario scegliere due diversi eventi da affrontare (se tutto va bene) due volte ciascuno: Qualificazione al mattino e, in caso di buon risultato in questa, Finale nel pomeriggio. Più medaglie si ottengono e più extra si sbloccano, anche se la maggior parte di essi sono pressoché inutili: si possono vincere kit da gara delle varie nazioni e via dicendo per personalizzare il proprio atleta, ma niente più.

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Tramite invece le modalità “Eventi” e “Fantasia” è possibile giocare solo un evento a scelta o creare una compilation degli stessi, da affrontare sia in singolo che in multiplayer locale. Il multiplayer online offre invece due possibilità: la classica partita veloce tramite cui si affrontano gli avversari in un evento sportivo casuale, generato automaticamente al rientro nella lobby dopo la gara precedente o scelto dal creatore della lobby stessa, oppure la modalità Torneo nella quale vengono sommati i risultati ottenuti dai vari giocatori in tutti gli eventi affrontati. Non mancano ovviamente le classifiche con i migliori risultati ottenuti, mentre la chicca è rappresentata dal cosiddetto “Orgoglio Nazionale”: le vittorie ottenute nelle partite online vanno a sommarsi a quelle dei connazionali, creando così una classifica globale all’interno della quale ogni nazione guadagna posizioni a seconda del numero di medaglie ottenute.

Amore

Atmosfera

- Va dato credito a Sega per essere riuscita a ricreare con successo la straordinaria atmosfera che si vive durante i Giochi Olimpici: le diverse arene in cui si affrontano i vari eventi sono realizzate con buona dovizia di particolari, mentre il pubblico che le popola segue realisticamente lo svolgersi dell’azione scatenandosi nei momenti più emozionanti o rimanendo in silenzio quando l’atleta si sta concentrando prima di partire. Il “taglio” televisivo dei vari eventi è ben realizzato, con il commento tecnico (solo in inglese) che a sua volta segue l’onda emotiva dello sport commentato in quel momento e con le varie schermate di riepilogo risultati che sono esattamente come quelle che andremo a vedere tra qualche giorno sulle nostre tv. Va infine segnalata la presenza degli inni nazionali durante la premiazione: non sarà niente di speciale, ma è un altro aspetto che contribuisce a ricreare l’atmosfera dei veri Giochi Olimpici.

Olimpiadi online

- I titoli sportivi, arcade o simulativi che siano, hanno sempre avuto nel multiplayer il loro punto forte, e per London 2012 il discorso non è differente: l’ultima creazione di Sega Studios dà infatti il meglio di sé nelle partite multigiocatore, sia offline che (soprattutto) su Xbox Live. La meccanica di gioco, per quanto semplice, garantisce sempre partite equilibrate e molto combattute, con arrivi al fotofinish a farla spesso da padroni. Il lag, che minerebbe inesorabilmente il corretto funzionamento di un sistema di controllo come questo, è pressoché inesistente anche nelle partite con numerosi giocatori. Insomma, London 2012 non sarà all’altezza dei titoli sportivi più apprezzati dai giocatori di Xbox Live, ma se non altro è in grado di offrire qualche spensierata partita in compagnia senza la necessità di sforzarsi più di tanto per essere competitivi.

Odio

Difficoltà sbilanciata

- Premettendo che è comprensibile il fatto di non riuscire a calibrare alla perfezione la difficoltà di un videogioco che include così tanti sport diversi, è impossibile non notare quanto sia sbilanciato il livello di difficoltà tra alcuni eventi ed altri: infatti, mentre in alcune occasioni bastano un paio di tentativi per sgretolare il precedente Record Mondiale, in determinati eventi ci si trova sempre davanti qualche avversario dalle capacità fisiche fuori da ogni logica, in grado di ottenere risultati inavvicinabili anche dopo decine di prove. Il risultato è che alcuni sport sono fin troppo facili da dominare (e di conseguenza noiosi da giocare), mentre altri sono talmente frustranti che la voglia di spegnere la console dopo l’ennesimo tentativo fallito è sempre dietro l’angolo.

Longevità in single player

- Una volta terminata la prima Olimpiade, probabilmente non avrete voglia di giocarne un’altra. Il problema è che London 2012 non presenta nient’altro: le due modalità “Eventi” e “Fantasia” non offrono niente più che la possibilità di affrontare gli stessi sport della modalità principale, con l’unica differenza di poter scegliere quali giocare e in che ordine. In più, il sistema di controllo così elementare e lo sbilanciamento della difficoltà già evidenziato non contribuiscono ad offrire al giocatore una sfida stimolante, quantomeno in single player. Insomma, London 2012 non è un titolo da comprare nel caso in cui non siate fan delle partite multigiocatore.

Forza Mario Bianchi!

- Dal gioco ufficiale delle Olimpiadi di Londra 2012 ci si aspetterebbe quantomeno di poter sfidare le controparti videoludiche dei veri specialisti di ogni disciplina, mentre invece ci si trova ad affrontare ed utilizzare soltanto degli atleti fittizi, che portano peraltro anche a qualche risultato quanto meno curioso (fa strano vedere un corridore della Corea del Sud stabilire il nuovo Record Mondiale nei 100m). E’ vero che è presente un editor e che quindi teoricamente chiunque può crearsi da solo gli atleti che vuole, ma davvero qualcuno avrà voglia di farlo?

Tiriamo le somme

Non ci siamo: anche questo tentativo di creare una decente controparte videoludica delle Olimpiadi è un buco nell’acqua. London 2012 è leggermente migliore rispetto ai predecessori grazie a qualche novità nel sistema di controllo, al buon numero di eventi inclusi e all’atmosfera che Sega è riuscita a ricreare, ma siamo ancora molto lontani dall’eccellenza: se non ci fosse il multiplayer a rendere questo titolo giocabile per più di un paio di partite, ci troveremmo di fronte ad un gioco che non meriterebbe nemmeno di essere provato. Il mio consiglio è di prenderlo in considerazione solo se morite dalla voglia di giocare a tutte quelle discipline sportive che non si vedono mai su console, ma assicuratevi di avere qualche amico con cui giocare o un abbonamento Xbox Live Gold: in caso contrario, vi annoiereste nel giro di un paio d’ore. 5.5

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L'autore

Nato con il joypad in mano e cresciuto a pane e Final Fantasy, nel 2006 entra a far parte dello staff di MX. Alla costante ricerca di gemme nascoste del mercato videoludico, con il tempo si specializza soprattutto nella recensione di tutti quei titoli che ogni giocatore sano di mente lascerebbe a marcire sugli scaffali dei negozi.

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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