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Steel Battalion: Heavy Armor

Recensione - Steel Battalion: Heavy Armor

In questi mesi la stampa videoludica si è concentrata molto su Steel Battalion: Heavy Armor, uno dei rarissimi titoli per hardcore gamers sviluppati intorno a Kinect. Memori soprattutto della complessità del primo Steel Battalion, i ragazzi di From Software hanno fatto del loro meglio per rendere l'esperienza user-friendly ma impegnativa allo stesso tempo. Se vi interessa sapere com'è andata, continuate a leggere.

Il Gioco

Corre l'anno 2082: l'umanità è ri-piombata in una sorta di età della pietra dovuta a un virus divora-silicio che ha cancellato tutta la tecnologia digitale nel mondo. Gli Stati Uniti sono ormai l'ombra di ciò che erano un tempo: sottomessi dall'alleanza asiatica che ha diffuso questo virus, agli Americani non resta che combattere per resistere all'annientamento definitivo. A questo punto entriamo in scena noi, che con altri tre commilitoni saliamo a bordo di un Vertical Tank (o VT), uno strano incrocio tra un mech fantascientifico ed un carro armato della Seconda Guerra Mondiale, e diamo inizio alla battaglia.

Cominciamo col dire che Steel Battalion: Heavy Armor non è un gioco Kinect “convenzionale”, ma dispone di un'integrazione ibrida con il classico pad. Tramite questo è possibile eseguire unicamente le azioni basilari: movimento e fuoco. La stragrande maggioranza delle azioni va comunque eseguita tramite il Kinect, anche quelle basilari come il cambio di tipo di munizione; ma anche qui il tutto non si svolge come gli usuali giochi Kinect visto che dovremo stare seduti davanti al sensore come se stessimo alla guida del mezzo, per poi alzarci in piedi solo quando la situazione lo richiede. Saliti a bordo del VT, le azioni da compiere sono tantissime: per prima cosa occorre tirare la leva per avviare il mech mimando l'azione con il braccio; allungando le mani in avanti ci si avvicina all'oblò e con il pad si fa avanzare il pesante mezzo corazzato. La maggior parte delle leve disponibili si trovano nella parte centrale del mech, occorre guardarsi intorno unicamente per interagire con i tre nostri commilitoni. All'interno del VT infatti, non saremo soli. Abbiamo tre compagni di squadra, ognuno con uno specifico compito: due ricaricano le armi, uno è l'addetto alla radio. Naturalmente questi non sono immortali e occorre prestare estrema attenzione soprattutto agli assalti da terra della fanteria. I nemici infatti non esitano ad avvicinarsi e a far fuori l'equipaggio del carro aprendone il portellone.

La prima missione funge da completo tutorial che spiega passo a passo tutte le operazioni da fare per portare a casa la pelle. I gesti sono tantissimi e occorre una grandissima manualità e precisione per effettuarli tutti senza rischiare di finire a gambe all'aria. Il gameplay è improntato sul realismo: i danni che vengono subìti dal VT non sono riparabili e aumentano la difficoltà del gioco man mano che questo procede. Si va dai danni meccanici ai buchi nello scafo, che espongono l'equipaggio al fuoco diretto del nemico. Inoltre, sebbene non sia presente nessuna modalità multiplayer competitiva, Steel Battalion: Heavy Armor possiede alcune missioni della campagna che sono giocabili in co-op online fino a 4 giocatori. Queste particolari missioni, che è comunque possibile affrontare in single player con i tre altri compagni controllati dalla CPU, permettono di sbloccare nuovi armamenti ed equipaggiamento per modificare il VT. Nel gioco sono infatti presenti un gran numero di potenziamenti con cui personalizzarlo.

Amore

Un primo approccio verso l'hardcore gaming

- Steel Battalion: Heavy Armor ha certamente rappresentato una sfida per gli sviluppatori: essere i primi ad aver tentato di portare su Kinect un gioco dalle tinte spiccatamente “hardcore”, non deve essere stato per nulla facile. In un certo senso possiamo perdonarli se il titolo non è perfetto. Speriamo che altri sviluppatori raccolgano la sfida e tentino di diversificare il catalogo dei titoli Kinect, finora troppo legato a titoli molto semplici.

Tecnicamente al passo coi tempi

- Intendiamoci, non abbiamo a che fare con il nuovo Crysis, ma la cura con cui sono stati realizzati gli ambienti e il dettaglio grafico generale non fanno rimpiangere i ben più blasonati titoli per il controller tradizionale. Inoltre il frame-rate è roccioso e non mostra mai cali, anche nelle più concitate scene di battaglia.

Co-op online

- Alcune missioni possono essere giocate in una divertente co-op online a tre giocatori. Il lag è minimo anche con linee ADSL lente, inoltre il divertimento sta proprio nel coordinare le complesse manovre con altri giocatori, proprio come fosse un campo di battaglia reale.

Odio

Frustrante oltre ogni umana concezione

- Quando ho cominciato a giocare a Steel Battalion: Heavy Armor non pensavo che sarebbe stata una passeggiata. Tuttavia la difficoltà del titolo è legata a una serie di pesanti limiti che zavorrano il gioco: per prima cosa la difficoltà di rilevazione dei movimenti da parte di Kinect. Se non si possiedono le condizioni ideali per giocare (2.5 metri di distanza dal sensore e tanto spazio in tutte le direzioni), il titolo ha serie difficoltà nel distinguere i nostri gesti. Inoltre l'abbinamento Kinect-pad poteva essere gestito meglio: alcune interazioni, come il cambio del tipo di proiettile, potevano e dovevano essere lasciate al pad. Ma il vero e grosso problema è il poco tempo che viene lasciato al giocatore per eseguire le tante e troppe azioni. Diciamo che in molte occasioni ho dovuto, nel vero senso della parola, resistere alla tentazione di lanciare il pad contro il televisore.

Curva di apprendimento estrema

- Per imparare a giocare a Steel Battalion: Heavy Armor occorrono ore e ore di gioco. Le azioni da compiere sono veramente tantissime, e nonostante l'aiuto dei tre compagni di viaggio controllati dalla CPU, ogni minimo errore finirà come minimo per inondare la cabina di fumo.

Tiriamo le somme

Il primo tentativo di creare un gioco veramente complesso su Kinect si è concluso con un mezzo buco nell'acqua. Steel Battalion: Heavy Armor avrebbe le potenzialità per essere un bel gioco, complesso e profondo, tuttavia gli sviluppatori non hanno colto il limite della periferica e non hanno saputo sfruttarne l'integrazione con il gamepad. Forse hanno creduto che fosse possibile ricreare con Kinect la complessità del controller dell'originale Steel Battalion. Indicato solo per gli amanti delle “sfide impossibili”. 5.9

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L'autore

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Quando gli hanno chiesto di comporre una Bio, ha pensato subito alla natura e all’ambiente. Una volta rinsavito, ci ha raccontato di essere un appassionato di Basket e Calcio, videogiocatore accanito, predilige RPG, FPS e TPS. In generale però non si tira indietro di fronte a nulla. A tempo perso è anche speaker in una Web Radio.

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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