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Xbox - Accessori

Turtle Beach Controller Wireless Pacific Skyline - provato

Turtle Beach continua ad ampliare la propria offerta di accessori su licenza XBOX, e lo fa questa volta con il Controller Wireless Pacific Skyline, che punta tutto sulle features e su un'estetica molto particolare. L'abbiamo provato a fondo per diverse settimane: eccovi le nostre impressioni!
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Nel panorama dei controller di terze parti per XBOX, la statunitense Turtle Beach si è ritagliata negli anni uno spazio importante, proponendo prodotti che vanno dai modelli economici come i Recon e i React-R fino al Victrix Pro BFG Reloaded, top di gamma modulare pensato per l'utenza più esigente e già oggetto di una nostra recensione. Il Controller Wireless Pacific Skyline si colloca in una zona intermedia, al prezzo di 89,99 Euro: non è quindi un pad "pro" dal costo proibitivo, ma nemmeno un semplice controller di ricambio da affiancare a quello ufficiale. La sua proposta è piuttosto quella di offrire, ad una cifra ragionevole, una serie di funzionalità che fino a poco tempo fa erano appannaggio esclusivo della fascia alta: stick TMR a rilevamento magnetico, pulsanti posteriori programmabili, batteria ricaricabile integrata, controlli audio sul D-Pad e un'originalissima illuminazione LED personalizzabile, il tutto racchiuso in un guscio dal design decisamente attraente. La licenza ufficiale XBOX ne garantisce inoltre la piena compatibilità con Series X|S e XBOX One, oltre che con PC Windows 10 e 11 e con i dispositivi Android, seppur sia comunque necessario l'uso di un dongle USB.

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Proprio il design è la prima cosa che salta all'occhio aprendo la confezione. Il campione fornitoci da Turtle Beach è la versione pastello, dominata da un rosa acceso e da un azzurro tenue che si rincorrono lungo tutta la scocca frontale: la placca centrale riproduce la skyline di San Diego - città natale dell'azienda - completa di grattacieli stilizzati, sagome di palme, una spiaggia e un cielo che sfuma dall'arancio del tramonto al blu. I tasti frontali sono azzurri, mentre i cappucci degli stick analogici sono di un rosa brillante che contrasta piacevolmente con il resto. È un'estetica, agli antipodi rispetto alle plastiche nere e ai LED aggressivi tipici del settore, e devo ammettere che dal vivo funziona molto meglio di quanto le foto lascino intuire: esteticamente è senza dubbio uno dei controller XBOX più riusciti e originali che mi sia capitato di avere tra le mani. Impossibile poi non notare come, tra palme, spiagge e profili di grattacieli, questo pad sembri fatto apposta per accompagnarci nel prossimo capitolo della saga di Rockstar, anche se l'ambientazione di Grand Theft Auto VI guarda in realtà alla costa opposta degli Stati Uniti.

Il resto della dotazione è essenziale ma completo: oltre al controller troviamo il dongle USB per la connessione wireless a 2.4 GHz e un cavo USB-C decisamente generoso, lungo circa tre metri, sufficiente quindi anche a chi gioca da divano ad una certa distanza dalla console. L'unico piccolo rammarico, in un prodotto che fa dei colori la sua bandiera, è che né il cavo né il dongle riprendano la livrea del controller: sono entrambi del solito nero anonimo, e una piccola personalizzazione cromatica sarebbe stata la ciliegina sulla torta, oltre che un aiuto pratico per riconoscere al volo la chiavetta qualora si abbiano più controller con dongle USB.

Dopo l'impatto visivo, prendendolo in mano, la prima sensazione è quella di una leggerezza quasi spiazzante. Con i suoi 200 grammi il Controller Wireless Pacific Skyline si fa praticamente dimenticare durante il gioco, e questo nonostante integri una batteria ricaricabile che, come vedremo, garantisce un'ottima autonomia. Attenzione però: leggerezza non significa affatto scarsa qualità costruttiva. Il controller non trasmette in alcun modo quella sensazione "plasticosa" ed economica che ci si potrebbe aspettare, apparendo anzi solido, ben assemblato e privo di scricchiolii o giochi tra le parti. C'è però un aspetto che potrebbe non incontrare i gusti di tutti: la superficie posteriore delle impugnature è completamente liscia, senza la zigrinatura in rilievo alla quale ci hanno abituati i pad ufficiali Microsoft. Personalmente questo non è stato per me un problema, nemmeno nelle sessioni più lunghe e concitate, ma chi è particolarmente affezionato a quel tipo di finitura antiscivolo, magari perché maggiormente soggetto a mani sudate, potrebbe storcere il naso.

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La forma generale ricalca da vicino quella del controller XBOX standard, con gli stick asimmetrici nella classica disposizione Microsoft, e le differenze si limitano ad angoli leggermente più morbidi e ad alcuni pulsanti aggiuntivi. Sulla parte inferiore, tra D-Pad e stick destro, troviamo infatti un pulsante dedicato al mute del microfono, che funge anche da tasto funzione per accedere ai controlli a bordo; sul retro fanno invece la loro comparsa due pulsanti posteriori programmabili, posizionati sotto le dita medie. Completa il quadro il classico jack audio da 3.5 mm per le cuffie cablate, posto sul bordo inferiore.

Passando al lato tecnico, il pezzo forte del Controller Wireless Pacific Skyline sono gli stick analogici, che utilizzano la tecnologia TMR (Tunnel MagnetoResistance). Si tratta dell'evoluzione del più noto effetto Hall: anziché affidarsi a potenziometri soggetti ad usura, la posizione dello stick viene letta magneticamente, con il duplice vantaggio di una precisione superiore e soprattutto della sostanziale immunità al fenomeno del drifting, ossia quel movimento fantasma che affligge i controller dopo mesi di utilizzo intenso. Un dettaglio che ho particolarmente apprezzato, poi, è la presenza, sulla superficie dei cappucci, di scanalature circolari concentriche nelle quali il pollice va ad "aggrapparsi" in maniera naturale: il risultato è una presa più sicura rispetto ai cappucci lisci del pad ufficiale, con un controllo dei micro-movimenti che, a mio avviso, risulta persino migliore rispetto a quello garantito dal controller di serie.

Sul fronte della connettività, il controller offre tre strade diverse. La più immediata sulla console è quella wireless tramite il dongle USB a 2.4 GHz incluso, da inserire in una delle porte USB della nostra XBOX: il riconoscimento è istantaneo e non richiede alcuna procedura di associazione. Chi preferisce non avere latenze di alcun tipo può optare per il collegamento cablato via USB-C, che su PC arriva ad una frequenza di polling di 1000 Hz, mentre il Bluetooth resta a disposizione per l'utilizzo con dispositivi Android. La batteria integrata da 900 mAh viene dichiarata per oltre 20 ore di autonomia, con una ricarica completa che richiede indicativamente una o due ore tramite USB-C; nel mio periodo di prova non ho mai avuto la necessità di tenere d'occhio l'indicatore di carica, il che è già di per sé un buon segnale. Sensata, in ottica di risparmio energetico, la scelta di spegnere automaticamente l'illuminazione decorativa quando la carica residua scende sotto il 10%.

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E veniamo proprio all'illuminazione, che è stata un po' la protagonista della campagna promozionale di questo prodotto. Il controller integra sei zone RGB indipendenti che, all'accensione, vanno ad illuminare i grattacieli dello skyline nascosto nella grafica frontale, facendoli letteralmente emergere dal fondo. Il tutto è personalizzabile direttamente dal controller, senza bisogno di installare alcun software: premendo il tasto funzione in basso, si può scegliere un colore fisso agendo sullo stick sinistro, regolare la luminosità oppure optare per alcuni effetti preimpostati come l'onda o il "respiro", con colori che cambiano progressivamente nel tempo. Personalmente la trovo un'idea simpatica e sicuramente d'effetto la prima volta che si accende il pad, ma alla prova dei fatti la considero una funzione abbastanza superflua: durante il gioco lo sguardo è ovviamente sullo schermo, e nelle sessioni serali al buio ho trovato quel bagliore nella parte bassa del campo visivo più fastidioso che coinvolgente. Nulla di drammatico, comunque, visto che luminosità e colore sono regolabili a piacimento e che l'illuminazione può essere spenta del tutto in qualsiasi momento.

Molto più utili, nella pratica quotidiana, sono i controlli audio integrati. Tenendo premuto il pulsante funzione e agendo sulla croce direzionale, possiamo alzare e abbassare il volume delle cuffie collegate al jack (su e giù) oppure regolare il bilanciamento tra audio di gioco e chat (destra e sinistra). Le icone per queste funzioni sono impresse sul D-Pad stesso, i comandi si memorizzano dopo pochi utilizzi e la comodità di non dover più aprire i menu di sistema nel bel mezzo di una partita per sistemare il mix con i compagni di squadra è innegabile: si sente sicuramente la grande esperienza di Turtle Beach sia nel campo dei controller che delle cuffie da gaming. Precisiamo comunque che questi controlli agiscono sulle cuffie cablate collegate al controller, mentre chi utilizza un headset wireless dovrà continuare ad affidarsi ai controlli dell'headset stesso.

Tutta la personalizzazione più avanzata passa invece dall'app "Turtle Beach - PDP Control Hub", disponibile sullo store XBOX, che consente di rimappare i pulsanti, regolare le zone morte degli stick, intervenire sull'intensità della vibrazione ed effettuare la calibrazione, oltre naturalmente ad installare gli aggiornamenti firmware. I due pulsanti posteriori possono comunque essere riprogrammati anche al volo, senza app, tramite una combinazione con il tasto funzione. Qui mi permetto però una nota a margine rivolta direttamente al produttore: Turtle Beach dovrebbe seriamente pensare ad unificare le proprie applicazioni di gestione dei controller. Al momento ne ho tre diverse installate sulla console, e ogni volta devo fermarmi a ricordare quale sia quella giusta per il pad che ho tra le mani; una singola app capace di riconoscere l'intera gamma di prodotti Turtle Beach (controller e cuffie) sarebbe una comodità enorme.

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Ho utilizzato il Controller Wireless Pacific Skyline come controller principale per diverse settimane su XBOX Series X, alternando generi molto diversi tra loro: le corse sfrenate di Forza Horizon 6, gli scontri a fuoco di Halo: Campaign Evolved, le atmosfere investigative di The Sinking City 2 e la versione in anteprima della campagna di Gears of War: E-Day, fornitami recentemente da XBOX. La prima cosa che ho apprezzato è il feeling generale dei comandi: tutti i pulsanti frontali offrono una risposta pronta e ben definita, con una corsa breve e un ritorno deciso, e lo stesso vale per i bumper; gli stick, come già accennato, si muovono in maniera fluida e con una tensione ben tarata, che permette sia le correzioni millimetriche di mira che le sterzate più decise. Il D-Pad, va detto, risulta un po' meno "clicky" e più gommoso rispetto a quello del pad ufficiale, ma parliamo di una differenza di sensazione al tatto più che di un difetto vero e proprio: nei menu e nei giochi che ne fanno un uso intensivo ha sempre svolto egregiamente il suo lavoro.

La vibrazione, affidata a doppi motori, non è la più potente che mi sia capitato di provare - chi cerca il rimbombo violento di altri pad potrebbe rimanere un filo deluso - ma è comunque ben percepibile e restituisce correttamente ciò che accade a schermo.

Non tutto però è perfetto, e ci sono due aspetti che vale la pena menzionare, anche se non sono propriamente difetti ma più mie preferenze. Il primo è relativo all'assenza degli hair trigger, ossia quelle levette che consentono di accorciare la corsa dei grilletti: si tratta di una funzione preziosa negli sparatutto e in diversi altri generi, e ritengo che a questo punto dovrebbe diventare uno standard su qualsiasi controller che si proponga come alternativa evoluta a quello di serie. La loro mancanza non compromette l'esperienza di gioco, ma è indubbiamente ciò che tiene il Controller Wireless Pacific Skyline un gradino sotto altri pad, almeno per me.

Il secondo aspetto riguarda i due pulsanti posteriori programmabili. Chiariamoci: per chi è abituato a sfruttarli si tratta di un'ottima feature, capace di cambiare il modo stesso in cui si gioca, permettendo ad esempio di saltare o lanciare una granata senza mai staccare il pollice dallo stick destro. Il problema, per chi come me non ha mai preso l'abitudine di utilizzarli, è che non possono essere disattivati: mi è capitato più volte di premerli accidentalmente durante il gioco, con conseguenze piuttosto fastidiose nel bel mezzo di una sparatoria. Alla fine ho risolto mappandoli sui menu di sistema, dove una pressione involontaria fa molti meno danni, ma la possibilità di escluderli del tutto sarebbe stata preferibile.

Un'ultima considerazione, che vale peraltro per tutti i controller di questo tipo a meno che non abbiano una loro custodia in cui riporli, riguarda il dongle USB. Da un lato la connessione a 2.4 GHz è rapida e affidabile, e permette di utilizzare il pad anche su PC; dall'altro occupa una delle porte USB della console ed è un oggetto piccolo, facilissimo da smarrire. Mi chiedo davvero perché i produttori non pensino a ricavare un piccolo alloggiamento sotto la scocca del controller, dove riporre la chiavetta quando non viene utilizzata o durante gli spostamenti: sarebbe una soluzione banale ma utilissima, soprattutto per chi, come me, possiede più controller dotati di dongle e ogni volta deve capire quale sia quello giusto.

In conclusione, il Turtle Beach Controller Wireless Pacific Skyline è un controller che riesce a farsi notare per il suo look, ma che ha molto da offrire anche una volta superato il colpo d'occhio iniziale. La leggerezza eccezionale unita ad una costruzione solida, l'ottimo feeling dei comandi, gli stick TMR che scongiurano il drifting, i pratici controlli audio integrati e la ricca connettività ne fanno un acquisto sensato a 89,99 Euro, soprattutto per chi si divide tra console, PC e dispositivi mobili. Ritengo invece l'illuminazione RGB più una simpatica trovata scenografica che una funzione realmente utile, ma sicuramente c'è chi l'apprezzerà. Se cercate un'alternativa al pad ufficiale che sia più ricca di funzioni senza arrivare alle cifre dei modelli "Pro", e se il suo stile vi conquista come ha conquistato me, il Controller Wireless Pacific Skyline merita senza dubbio la vostra attenzione.

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L'autore

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Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, nel 2002 è cofondatore di MX. Il sito parte per gioco ma diventa una parte sempre più importante della sua vita insieme a lavoro, famiglia e troppi altri interessi: questo lo costringe a rimandare continuamente i suoi piani di dominio sul mondo.

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