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Yuoni

Recensione - YuoniXbox Series X | S Xbox One DigitalGame

I giochi di stampo orrorifico hanno sempre una grande popolarità e i ragazzi di Tricore Inc. lo sanno bene, tentando anche loro, con Yuoni, la strada del genere e facendo affidamento sulle tradizionali storie giapponesi che già attraverso le pellicole cinematografiche si sono fatte conoscere ai più. Scopriamolo insieme.
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Il Gioco

In Yuoni ci troviamo nei panni della giovane e timida Ai, studentessa di 10 anni che non riesce a socializzare con i compagni di scuola ma che si viene costretta ad accettare un gioco spaventoso fatto dai suoi coetanei, con la promessa che, una volta superato, sarebbe stata accettata da tutti gli altri. Ai accetta la proposta e poco dopo si dirige in un ospedale abbandonato dove sviluppare un rito, ma nessuno sapeva che in quell’ospedale ci fosse un male assoluto da debellare. Ai si ritrova così in un mondo ultraterreno fatto di luci strane, particolari visioni e uno spirito maligno che la obbliga a giocare con lei: Tsun, un fastidioso e terribile bambino morto molti anni prima in quel luogo ormai infestato. Questo sfida Ai a recuperare una bambola nascosta in alcune delle stanze dell’ospedale tramutato in questo mondo ultraterreno, portarla nella stanza da cui è partita per bruciarla e vincere contro Tsun, pena l'imprigionamento eterno della sua anima in quel mondo spiritico.

MX Video - Yuoni

Il nostro compito, quindi, è quello di partire da una stanza ed esplorare ogni angolo del luogo infestato per trovare la bambola, portarla indietro e bruciarla prima che lo faccia lo spirito maligno. Durante il percorso, ovviamente, siamo obbligati a stare attenti: non solo Tsun andrà in giro per recuperare la bambola, ma altri strani esseri demoniaci ci ostacoleranno, come quelli grigi che hanno un buon udito ma non vedono, quello rosso che invece al contrario, ci vede benissimo ma non sente affatto e poi il piccolo Tsun che se ci troverà cercherà di bloccarci e allertare gli altri spiriti in modo da farci uccidere.

Questa è quindi l’essenza generale del gioco: la nostra protagonista si muove in questi corridoi dell’ospedale cercando di non farsi beccare dagli spiriti che lo occupano, recuperare la bambola e scappare dal “boss” di fine livello fino ad arrivare alla stanza da cui si parte per bruciare la bambola. Ognuna di queste rappresenta un personaggio che era parte della vita di Tsun, suoi amici o comunque persone a lui vicine e man mano che si prosegue – con alcune scritte in sovraimpressione – si scoprirà di più sulla morte e sulla conseguente malignità che ha colpito l’ospedale. Yuoni è quindi un horror game molto semplice che vuole raccontarci una storia tradizionale di stampo orrorifico giapponese, dove i luoghi principali sono quelli in cui c’è maggior affluenza (ospedali, scuole, case). Ma il vero problema che affligge Yuoni non è nemmeno la sequenza narrativa vista e rivista e senza nessun tipo di novità interessante, ma è proprio l’idea alla base del gioco che non funziona, soprattutto in relazione alla struttura ludica che non convince affatto. Il gameplay è semplicissimo: Ai può correre e trattenere il respiro per evitare gli spiriti che affollano l’ospedale, può nascondersi eventualmente per far perdere le proprie tracce e deve trovare la strada in quello che dovrebbe rappresentare un labirinto di stanze, per poi tornare indietro ricordando esattamente lo stesso percorso.

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Come si può intuire, nei primi dieci minuti di gioco si percepisce tutto quello che Yuoni ha da offrire, niente di più e niente di meno, e sarà lo stesso per tutta la durata della campagna che si assesta su circa due ore e poco più, ovviamente anche in base a come voi vogliate proseguire. Il gameplay prevede che durante il primo percorso per trovare la bambola ci muoviamo con prudenza e attenzione, cercando di nasconderci e di trattenere il respiro per non farci beccare, ma purtroppo l’intelligenza artificiale è così messa male che possiamo anche correre come i forsennati in avanti e trovare la strada giusta in pochissimo tempo. Trattenere il respiro è tra l’altro un’abilità che non ha ricevuto grossi bilanciamenti, perché in qualsiasi caso, nessuno ci sentirà e potremmo proseguire tranquillamente per le stanze.

L’ospedale, trasmutato in un luogo infestato e demoniaco, non mette paura in nessun modo e anche avanzando nei livelli, la situazione non cambia: magari in un livello potreste trovare una bambola che grida e ride, in un’altra qualche porta che si chiude da sola, ma dimenticatevi anche le semplici ma efficaci trasformazioni di Layers of Fear, che di certo non spicca tra gli horror games. Presa la bambola e letto il messaggio in sovraimpressione che ci racconta la storia – tra l’altro tutto completamente in inglese – un nuovo spirito maligno ci inseguirà, un’enorme nube piena di bulbi oculari che ci mangerà vivi se non scappiamo in tempo: il nostro compito, quindi, è tornare a ritroso per i corridoi e trovare la stanza da cui siamo partiti, bruciare la bambola e passare al livello successivo. Per quanto concerne il sonoro, anche qui nulla di veramente valido da menzionare, anzi, non ci sono grida o risate particolarmente spaventose, cigolii di porte o altri suoni tipici del genere horror. Il titolo non dispone infine di localizzazione italiana.

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Amore

Potenzialità

- Vorrei premiare almeno la potenzialità del gioco, perché qui c’è il lavoro, l’impegno e magari il desiderio di fare un bel prodotto da parte di sviluppatori che sono appassionati come noi. Potenzialmente Yuoni poteva essere un prodotto interessante, ma è tutta la struttura ludica alle spalle che lo fa sembrare un disastro. Spero vivamente che nel loro prossimo lavoro, gli sviluppatori facciano ammenda per gli errori commessi in questo frangente, dei quali leggerete di seguito.

Odio

No fear

- La principale problematica in cui possa incappare un horror game è quella di non spaventare affatto o comunque di non creare un'atmosfera di tensione, e Yuoni è purtroppo lontanissimo da entrambi i concetti. Non ci sono nemmeno i tradizionali schemi utilizzati di solito: jumpscare improvvisi, risate maligne, luci che si spengono e tutti gli altri cliché tipici degli horror. Nulla di tutto questo è presente all’interno di Yuoni, dove l’unica cosa horror che viviamo è una porta che si chiude da sola mentre ci avviciniamo.

Game design minimale

- Se alla base l’idea era quella di mettere Ai in un labirinto di stanze e mostri da evitare, un concept così semplice avrebbe dovuto essere accompagnato da un game design profondo ed efficace. Purtroppo così non è stato, in quanto la nostra protagonista si muove in corridoi semplici e di facile intuibilità, tanto che difficilmente sbaglierete porte (e, quando sono chiuse, la chiave si trova sempre nelle vicinanze, appoggiata da qualche parte). Inoltre, seppur in certi frangenti è possibile perdersi anche solo per un attimo, non c’è nessun tipo di penitenza da pagare: non ci sono cambi della mappa, mostri che ci uccidono all’istante o altro, basterà semplicemente tornare indietro e prendere l’altra porta. I nemici infine sono sempre gli stessi e tutti uguali, oltre che veramente molto stupidi, infatti l’intelligenza artificiale è come se fosse completamente assente.

Difficoltà assente

- Altro grave problema è l’assenza di difficoltà, perché in Yuoni non c’è proprio la possibilità di ricominciare il gioco, anzi. Ogni due o tre stanze aperte c'è un salvataggio che, in caso di morte, ci porterà di nuovo lì, dove poi sarà tutto uguale da affrontare. Anche i nemici sono assenti o facilmente superabili: ho fatto soltanto i primi due livelli come si dovrebbe, ossia muovendomi lentamente e trattenendo il respiro, ma ad un certo punto ho capito che si poteva correre in avanti senza fermarsi mai, trattenendo il respiro solo per pochi secondi quando ci si avvicinava ad uno spirito. Evitarli è quindi semplicissimo e correndo avanti si rischia comunque poco.

Tecnicamente obsoleto

- Guardare Yuoni su una console di nuova generazione potrebbe farvi venire il dubbio di aver acceso la console sbagliata. Non sto scherzando, perché il livello visivo generale offerto dal gioco è così obsoleto da sembrare un titolo di due generazioni fa. E nonostante il titolo sia segnalato come ottimizzato per la next-gen, si notano comunque occasionali cali di frame-rate soprattutto nelle fasi di fuga dal boss di fine livello.

Tiriamo le somme

E' un peccato dover bocciare in questo modo un titolo che è sicuramente frutto di appassionati, ma purtroppo Yuoni manca completamente l'obiettivo non facendo paura, non divertendo e risultando noioso a causa di meccaniche semplicistiche. Sconsigliato a qualsiasi prezzo lo troviate.
4.0

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L'autore

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Personaggio particolare, simpatico e con la curiosità di un gatto. Cresciuto a pane e videogiochi, che ha scoperto nei primi anni di età, si è poi appassionato alla scrittura, alla filosofia e al cinema. Fedele al movimento multipiattaforma, che prima o poi metterà la parola fine alla console war.

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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