Recensione - We Were Here Tomorrow
di
Mirko Rossi / Thor
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Il Gioco
We Were Here Tomorrow è il nuovo capitolo della serie di avventure cooperative sviluppate da Total Mayhem Games a partire dall'ormai lontano 2017, dalla quale eredita sia le meccaniche di gameplay principali che l'universo narrativo. Una volta avviato il gioco e superata la fase di compilazione degli shader (sì, anche su Xbox), possiamo indossare nuovamente gli abiti da esploratore e intraprendere un viaggio in compagnia di un altro giocatore, che può essere reclutato sia tramite invito che tramite le classiche opzioni di ricerca e matchmaking. La premessa alla base della storia è piuttosto semplice: dopo aver risposto alla richiesta di aiuto della nave su cui viaggiavano altri due esploratori, uno dei quali sembra essere misteriosamente scomparso tra i ghiacci dell'Antartide, i nostri due alter ego finiscono ibernati per un non meglio precisato periodo di tempo. Una volta scongelati, gli impavidi esploratori si risvegliano all'interno di un laboratorio futuristico apparentemente abbandonato, ed è qui che inizia effettivamente la loro lunga avventura per tornare a casa.
MX Video - We Were Here Tomorrow
Si tratta di un'avventura costellata, come ormai tradizione nella serie, da una sequenza di enigmi e rompicapo di natura e difficoltà variabili, che in questo caso spaziano dalla riattivazione di una serie di strumenti di laboratorio, sfruttando un macchinario in grado di miniaturizzare uno dei due protagonisti, al riavvio di un sistema da effettuare alimentando nel giusto ordine delle enormi batterie tramite un complesso sistema di cavi, passando per sequenze a gravità invertita, classici rompicapo basati sulla logica, lezioni di botanica aliena, viaggi nel tempo e così via. Come negli altri capitoli della serie, anche in We Were Here Tomorrow il filo conduttore tra le varie sequenze è la natura fortemente cooperativa del gameplay: sin dalle fasi iniziali, i due protagonisti si trovano molto spesso separati o con ridotte possibilità di interazione diretta.
Ogni enigma e ogni ostacolo presenti nel gioco possono quindi essere superati solo ed esclusivamente collaborando attivamente con il nostro partner, sia verbalmente, utilizzando il sistema di walkie-talkie integrato nel gioco, sia con azioni specifiche, come attivare leve o interruttori. In molte occasioni non abbiamo infatti la possibilità di vedere l'ambiente in cui si trova il nostro compagno o i macchinari con i quali può interagire, e possiamo soltanto affidarci a quello che ci comunica, reagendo di conseguenza. Anche nelle sezioni in cui ci si trova insieme, il gioco inserisce sempre degli elementi che ci obbligano a collaborare attivamente, come leve che possono essere manovrate solo in coppia o sequenze di azioni che richiedono la presenza di entrambi gli esploratori.

Da questo punto di vista, una delle novità più interessanti di We Were Here Tomorrow riguarda due particolari strumenti nei quali i nostri alter ego si imbattono nelle primissime fasi di gioco e che li accompagnano per buona parte del loro viaggio. Parliamo di due speciali pistole dalle fattezze extraterrestri: la prima permette di lanciare una sorta di mano appiccicosa, utile sia per raccogliere oggetti che per trasportare energia elettrica da una fonte a un utilizzatore, mentre la seconda genera dei blocchi, perfetti per raggiungere punti altrimenti inaccessibili o per alimentare vari strumenti una volta accumulata energia al loro interno. Le declinazioni di questi utilizzi sono ovviamente molteplici e diventano via via più complesse nel corso dell'avventura, aprendo la strada a interazioni tra i due protagonisti sempre più elaborate e creative.
Questa separazione dei ruoli influenza direttamente anche lo sviluppo del gioco. La scelta di quale delle due specializzazioni interpretare si effettua nel menu iniziale e ha delle conseguenze sul percorso che ciascun giocatore affronta durante l'avventura: la maggior parte degli enigmi è infatti pensata per essere risolta in un unico modo, e questo significa che è il gioco stesso a definire il percorso obbligato per ciascun protagonista in base alle esigenze del level design. Ne deriva che, in modo ancora più ermetico rispetto al passato, è necessario mettere in conto almeno due run se si vuole vedere tutto quello che il gioco ha da offrire e vivere le vicende, enigmi inclusi, da entrambi i punti di vista. Al netto di alcune sporadiche situazioni nelle quali i due protagonisti possono interagire, seppur senza contatto diretto, con un altro personaggio, l'intera sceneggiatura di We Were Here Tomorrow si dipana infatti attraverso quello che accade sullo schermo e una serie di documenti, sia scritti che audio, sparsi nel mondo di gioco, che permettono di capire meglio il contesto narrativo e gli eventi precedenti al nostro arrivo nella struttura di ricerca.

Per completare l'intera vicenda la prima volta e raggiungere uno dei due finali disponibili sono necessarie tra le 12 e le 15 ore, ma come sempre si tratta di un valore indicativo, fortemente influenzato dal modo in cui si approccia l'esplorazione, dalle abilità personali e dall'alchimia comunicativa tra i due giocatori. Le eventuali run successive, dedicate al completamento degli obiettivi o al raggiungimento di un epilogo differente, avranno presumibilmente una durata nettamente inferiore, visto che gli enigmi non prevedono variazioni tali da mettere nuovamente in difficoltà i giocatori. Per quanto riguarda il comparto tecnico, Total Mayhem Games ha deciso di affidarsi nuovamente al motore grafico Unity, e le novità rispetto ai capitoli precedenti riguardano principalmente un livello di dettaglio maggiore e la presenza di sequenze video decisamente più elaborate. We Were Here Tomorrow, proprio come gli ultimi capitoli, supporta inoltre il cross-play tra le varie piattaforme e gode di una completa localizzazione in italiano per le parti scritte, come sottotitoli, menu e documenti vari.



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