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img Star Wars: Galactic Racer

Recensione - Star Wars: Galactic RacerXbox Series X | S DigitalGame

Annunciato a sorpresa ai Game Awards 2025, Star Wars: Galactic Racer è il racing di Fuse Games che ci mette nei panni di Shade, pilota deciso a conquistare il Campionato Galattico per la gloria e per motivi personali. Tra corse adrenaliniche, intrighi e una campagna roguelite unica, scopriamo cosa ci aspetta!
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Il Gioco

Nel corso degli anni i videogiochi di Star Wars hanno quasi raggiunto il centinaio, toccando praticamente tutti i generi esistenti, eppure quelli dedicati alle corse si contano sulle dita di una mano. La corsa degli sgusci è stata uno dei momenti più iconici di La Minaccia Fantasma del 1999, e il videogioco spin-off uscito lo stesso anno, Star Wars Episodio I: Racer, è sicuramente il titolo più famoso e apprezzato. L'idea di giochi racing ambientati nella galassia di George Lucas sembrava vincente, eppure la corsa si è fermata già nel 2002 con il sequel Star Wars Racer Revenge. Da allora abbiamo avuto decine di videogiochi di ogni genere, ma nulla che ci permettesse di rivivere il brivido delle gare a velocità folli.

L'annuncio di Star Wars: Galactic Racer è arrivato quindi come un fulmine a ciel sereno, riaccendendo lo spirito competitivo di chi aspettava un gioco del genere da una vita, anche perché dietro lo sviluppo troviamo Fuse Games, uno studio fondato da ex sviluppatori senior di Criterion Games, la casa dietro saghe automobilistiche storiche come Burnout e Need for Speed. Il gioco è ambientato nel periodo della Nuova Repubblica, poco dopo Episodio 6: Il Ritorno dello Jedi: l'Impero è finalmente caduto, ma la galassia attraversa una fase di transizione ed è in cerca di qualcosa con cui distrarsi dopo anni di oppressione, trovando la sua valvola di sfogo nelle corse clandestine. Nasce così il Campionato Galattico, un circuito di corse non ufficiale fondato da Darius Pax, un ex meccanico degli Hutt che sognava da anni il ritorno del brivido delle gare.

MX Video - Star Wars: Galactic Racer

Durante gli anni bui dell'Impero, infatti, le corse di sgusci erano state eliminate, e per il nuovo Campionato Darius ha deciso di escludere comunque questi mezzi dal circuito, in quanto troppo pericolosi e soprattutto impossibili da guidare per la maggior parte delle persone, aprendo così le porte a tutte le razze che altrimenti ne sarebbero rimaste escluse, come gli umani. Il Campionato ottiene sempre più successo e visibilità, ma il campione in carica Kestar Bool diventa sempre più arrogante e problematico. Nessuno, tuttavia, riesce a detronizzarlo, e per questo Darius convince Shade, un contrabbandiere umano, a iscriversi al torneo, sicuro che abbia l'abilità necessaria per battere il campione. Shade accetta non tanto per sogni di gloria quanto per un conto in sospeso personale con Bool e la sua famiglia, e il loro passato viene sviscerato nel corso della campagna single player di Star Wars: Galactic Racer.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, tuttavia, la campagna non è la classica sequenza di corse intervallate da filmati, ma è strutturata come un roguelite. Ogni run è infatti generata casualmente e prevede un determinato numero di sfide da completare per superare le Qualificazioni e competere nel Campionato vero e proprio; in caso di sconfitta, però, siamo costretti a ricominciare da capo in un nuovo torneo, mantenendo comunque alcuni potenziamenti e oggetti sbloccati nel negozio. Inizialmente sarà quindi quasi impossibile arrivare alla fine del percorso, ma ogni volta torneremo più forti e preparati per raggiungere il traguardo. Come in ogni roguelite, la fortuna gioca comunque un ruolo non indifferente: dopo ogni gara possiamo infatti scegliere tra diversi pezzi e abilità attive o passive con cui migliorare il nostro veicolo, ma possono anche presentarsi imprevisti con malus o con la perdita dei potenziamenti, che renderanno l'impresa ancora più difficile.

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Ogni pianeta presenta vari eventi a cui partecipare, rappresentati da un diagramma che mostra chiaramente quali percorsi sono disponibili: possiamo ad esempio puntare su sentieri più sicuri, composti da gare normali e prove a tempo ma con meno ricompense, oppure su altri più ostici, con gare a eliminazione diretta o eventi casuali che offrono ricompense maggiori, ma anche più rischi di subire malus o, peggio ancora, di dover ricominciare tutto. Prima di ogni evento Shade può esplorare a piedi l'hub centrale per ascoltare pettegolezzi e parlare con gli altri piloti, scoprendo di più sul loro conto e magari sbloccando dei Favori, ossia ulteriori potenziamenti permanenti da equipaggiare prima di ogni torneo; in alternativa può stringere contratti con vari sponsor, che valuteranno le nostre prestazioni ricompensandoci con crediti extra se soddisfiamo determinate condizioni, oppure togliendoci il sudato bottino se non siamo all'altezza delle aspettative.

Nel negozio di Hibbs possiamo invece spendere i crediti per acquistare o migliorare pezzi che modificano le statistiche del veicolo e sbloccano abilità extra, come uno scudo per proteggerci, un lanciafiamme per danneggiare i piloti vicini, un sistema di pilota automatico attivo per alcuni secondi e tanti altri ancora. Shade può scegliere tra tre diverse tipologie di veicoli, ossia Land Speeder, Speeder Bike e Skimmer Speeder. Il primo è il classico mezzo equilibrato, con una buona velocità, tenuta in curva e un peso sufficiente a reggere gli scontri; il secondo ha dimensioni ridotte che garantiscono agilità e accelerazione a scapito della robustezza, mentre il terzo offre un maggiore controllo nelle curve strette, consentendo manovre rischiose. Ogni veicolo può essere personalizzato completamente, sia nelle statistiche che nell'estetica, e una volta saliti a bordo, la differenza nello stile di guida è evidente.

Ciò che accomuna tutti i veicoli è però l'utilizzo di due diversi tipi di turbo: il Postbruciatore è quello più classico e, premendo il relativo tasto, può essere attivato in modo continuo o a intermittenza, mentre l'Autobruciatore offre uno scatto più deciso, ma una volta interrotto si svuota completamente e bisogna attendere la ricarica completa prima di poterlo riutilizzare. L'Autobruciatore richiede quindi più strategia nella scelta del momento in cui attivarlo; inoltre, se ne abusiamo, può mandare il motore fuori giri fino all'autodistruzione, se non lo interrompiamo in tempo.

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Essendo il gioco creato da ex sviluppatori di Burnout, non potevano poi mancare i Takedown, ossia gli iconici schianti al rallentatore che hanno reso immortale la serie e che trovano un degno erede in Star Wars: Galactic Racer. Che sia per una curva presa a velocità eccessiva o perché un avversario ci ha speronato, bisogna comunque fare attenzione a non subire troppi danni: dopo tre schianti (numero che può aumentare o diminuire in base ai potenziamenti) il veicolo viene infatti distrutto definitivamente, costringendoci a ritirarci dal torneo. Le piste presentano inoltre condizioni atmosferiche e caratteristiche uniche che influenzano attivamente le gare e richiedono build specifiche per essere affrontate al meglio: Jakku, ad esempio, con il suo clima torrido fa surriscaldare più in fretta l'Autobruciatore e rende più facile che il veicolo prenda fuoco, mentre al contrario le piste ghiacciate di Ando Prime permettono un uso maggiore dei boost, a patto di fare attenzione al congelamento, che rende più difficile sterzare.

La campagna single player è sicuramente il fulcro di Star Wars: Galactic Racer, ma il gioco offre diverse altre modalità, come l'Arcade, dedicata a corse singole e sfide di vario tipo con cui migliorarsi sempre di più. Sono presenti anche modalità extra, tra cui una chicca che renderà sicuramente felici i fan più nostalgici: una serie di gare interamente dedicate ai leggendari sgusci. A livello di trama e gameplay ha senso averli esclusi dal Campionato, essendo decisamente più performanti degli altri mezzi e quindi fonte di problemi di bilanciamento, ma un gioco come Star Wars: Galactic Racer non sarebbe stato lo stesso senza i veicoli da corsa più iconici della saga.

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Chiude il cerchio una modalità multiplayer fino a dodici giocatori, che permette di sfidarsi sia in gare singole che in Tour composti da più corse; in maniera simile alla campagna, presenta una struttura roguelite in cui ogni giocatore, alla fine di una gara, può scegliere vari potenziamenti per creare build personalizzate, rendendo così ogni sessione diversa dalle altre. Non posso esprimere un giudizio definitivo sulla stabilità dell'esperienza, visto che durante il periodo di recensione i server sono stati aperti solo per poche ore e a un numero limitato di utenti, ma l'impressione iniziale è stata positiva.

Dal punto di vista tecnico, Star Wars: Galactic Racer si presenta in forma smagliante su XBOX Series X, con una risoluzione fino a 4K tramite upscaling ma soprattutto con 60 fps fissi, mantenuti anche su Series S con compromessi minimi. Le uniche differenze sulla console minore riguardano infatti una risoluzione inferiore e l'assenza del sistema Lumen Global Illumination, che offre un'illuminazione dinamica capace di regalare scenari mozzafiato e modelli ben dettagliati. Ottimi anche il doppiaggio inglese e, ovviamente, la colonna sonora tipica di Star Wars, così come l'adattamento italiano di testi e sottotitoli.

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Amore

Un mix insolito ma che funziona

- Il genere roguelite e quello racing normalmente non si sposano bene, e Star Wars: Galactic Racer è quasi unico da questo punto di vista. L'unico altro titolo ad aver tentato un approccio simile è stato Carmageddon: Rogue Shift, uscito a inizio 2026 (curioso come a pochi mesi di distanza siano usciti ben due giochi con meccaniche innovative così simili), ma con un risultato non proprio convincente. Star Wars: Galactic Racer non potrà quindi vantare il primato dell'idea, ma la sua realizzazione mi ha convinto molto di più, grazie a un gameplay loop più divertente e soprattutto stimolante, con avversari che anche a difficoltà normale possono rappresentare una sfida degna, eliminandoci senza pietà e facendoci mangiare la polvere. Non tutto è perfetto, come vedremo tra poco, ma in generale Star Wars: Galactic Racer offre un'esperienza unica e fresca, che mancava nel mercato dei racing.

Adrenalina e riflessi Jedi

- Nella storia di Star Wars: Galactic Racer gli sgusci sono stati banditi perché richiedevano riflessi impossibili per la maggior parte dei piloti, ma i veicoli ammessi al Campionato Galattico non sono certo da meno. Gli sviluppatori hanno fatto un ottimo lavoro nel restituire il senso di velocità estrema raggiunto dai bolidi: in particolare, dopo le opportune modifiche e potenziamenti, si toccano livelli in cui servono davvero riflessi fulminei per non finire schiantati. Le piste offrono inoltre diverse vie alternative e scorciatoie che premiano sia la conoscenza dei tracciati che la nostra abilità, visto che di solito sono nascoste lungo i percorsi più ostici; riuscire a padroneggiare un veicolo all'apparenza impossibile da domare e tagliare il traguardo dopo una battaglia all'ultima speronata regala grandi scariche di adrenalina.

Trama e personaggi

- Star Wars: Galactic Racer si inserisce bene all'interno della saga, con numerosi rimandi e cameo di personaggi più o meno conosciuti, e pur essendo un gioco focalizzato sul gameplay, non trascura il comparto narrativo. La storia di Shade si svela poco a poco mentre procediamo nel loop della campagna, e anche le sconfitte aggiungono sempre qualche tassello al mosaico. Anche tutti gli altri piloti del Campionato sono ben caratterizzati e ognuno ha le proprie motivazioni, simpatie e ostilità verso gli altri concorrenti: possiamo scoprire di più sul loro conto ascoltando le conversazioni mentre camminiamo per l'hub centrale o interagendo con loro, magari stringendo qualche alleanza o rivalità in base ad alcune risposte a scelta multipla, che possono ricompensarci con dei Favori oppure ostacolarci.

Nostalgia canaglia

- Se come me avete ormai qualche anno sulle spalle, giocare a Star Wars: Galactic Racer potrebbe risvegliare in voi diversi ricordi. Il più ovvio è naturalmente quello dei pomeriggi passati a giocare a Star Wars Episode I: Racer su PlayStation 1, ma come già detto Fuse Games è formata da ex sviluppatori di Criterion Games, ed è impossibile non notare anche i rimandi a Burnout 3: Takedown, titolo che per me ha rappresentato il picco del divertimento nei racing arcade e che ancora oggi occupa un posto speciale nel mio cuore. Ogni schianto al rallentatore, con il veicolo che esplode in mille pezzi e l'iconico ragdoll, mi ha riportato ai tempi in cui mi divertivo da matti a far schiantare gli avversari (no, non mi sono trasformato in un pirata della strada per colpa di un videogioco), e ho provato le stesse sensazioni in Star Wars: Galactic Racer.

Odio

Frustrazione iniziale

- Ammetto di non essere un grande fan dei roguelite come genere: come detto, ho qualche anno sulle spalle e purtroppo il tempo per giocare non è molto, quindi l'idea di affrontare un gioco in cui una delle meccaniche principali è proprio il dover ricominciare da capo non mi entusiasma particolarmente. Riconosco però il fascino del miglioramento costante e della casualità dell'esperienza, tanto che ho apprezzato titoli come Hades e Returnal, e lo stesso Star Wars: Galactic Racer fa un ottimo lavoro nel darci comunque un senso di progressione anche dopo una sconfitta. Non posso tuttavia negare di aver provato più volte una certa frustrazione, specialmente quando uno schianto di troppo nella gara prima della finale ha mandato all'aria l'intera run a un passo dalla conclusione. Gli avversari, poi, come accennato, sono piuttosto ostici, e non è raro dover ricominciare da capo: una run completa può richiedere circa cinque-sei ore, ma prima di riuscire a portarla a termine potrebbero servire decine di ore di tentativi, a seconda della vostra abilità e fortuna.

Poca varietà

- Come detto, Star Wars: Galactic Racer non è il primo titolo a mescolare roguelite e racing, ma condivide il concept con Carmageddon: Rogue Shift; purtroppo, però, ne condivide anche uno dei maggiori difetti, seppur in misura minore: la poca varietà. Per quanto ogni pianeta abbia il suo bioma con condizioni differenti, le piste sono poche e si imparano dopo pochi tentativi, così come le modalità, oltre alla corsa classica, si contano sulle dita di una mano. Anche gli eventi casuali e alcuni dialoghi tendono a ripetersi, e dopo qualche run le sorprese sono poche.

Tiriamo le somme

Star Wars: Galactic Racer si presenta come un titolo quasi unico nel panorama videoludico grazie al suo mix di roguelite e racing, e già solo per questo meriterebbe di essere provato. Che siate fan di Star Wars o appassionati di corse e adrenalina, il gioco ha tutto quello che serve per tenervi incollati allo schermo per ore. Se tuttavia mal sopportate i roguelite e la loro struttura punitiva, Star Wars: Galactic Racer non è certo il gioco che vi farà cambiare idea, anzi potrebbe portarvi spesso alla frustrazione. In generale, però, si tratta di una piccola sorpresa che prosegue la scia positiva di ottimi prodotti legati alla saga.
8.8

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L'autore

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I videogame lo intrigano fin da piccolo nonostante il disappunto della nazi-mamma, che alla fine è costretta a cedere e sopporta anche la sua mania per i Comics, i Manga e il collezionismo di Limited Edition. Spera di farsi strada nel mondo del giornalismo videoludico iniziando nel dicembre 2011 a collaborare per MX, inoltre studia psicologia per cercare di capire il comportamento dei fanboy.

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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