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Banishers: Ghosts of New Eden
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Banishers: Ghosts of Eden - provato alla gamescom

Durante la recente gamescom di Colonia abbiamo avuto l’opportunità di giocare in maniera approfondita Banishers: Ghosts of New Eden, il nuovo RPG d’azione sviluppato da DON’T NOD e pubblicato da Focus Entertainment. Ecco il resoconto della nostra prova.
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Al netto delle profonde differenze tra ogni singola produzione, tutte le IP sviluppate dai francesi di DON’T NOD sono da sempre accomunate da un unico denominatore: la qualità delle sceneggiature alla base di ciascun titolo. Banishers: Ghosts of New Eden, il loro prossimo gioco di ruolo d’azione in uscita a novembre 2023, sembra non fare eccezione da questo punto di vista, almeno basandosi su quanto ci è stato mostrato da Focus Entertainment a Colonia. Il gioco è ambientato a New Eden, una regione di fantasia situata nel selvaggio Nord America, e l’anno è il 1695. Una coppia di amanti, Red mac Raith e Antea Duarte, ha votato la propria esistenza alla protezione dei propri simili dagli spiriti e dai fantasmi che infestano questa particolare versione alternativa del 17° secolo. Un giorno però accade qualcosa. Mentre sono sulle tracce di uno spirito particolarmente potente, Antea viene ferita a morte e diventa a sua volta uno spirito. I due protagonisti però non si danno per vinti e decidono di continuare a combattere fianco a fianco, lui in forma umana e lei come spirito, mentre tentano di scoprire se esiste un modo per liberare Antea dal limbo nel quale si trova.

MX Video - Banishers: Ghosts of New Eden

La demo messa a disposizione per la nostra prova permetteva di giocare un’intera missione su una versione quasi definitiva del titolo, per un totale di oltre 90 minuti di gameplay. La prova prende il via in un piccolo villaggio adagiato in mezzo ai boschi. Qui facciamo conoscenza con i due protagonisti e con alcuni NPC, tra cui due sorelle che ci affidano un incarico: dobbiamo addentrarci nei boschi che circondano la radure per investigare su una presunta creatura malvagia e sulle sorti di un gruppo di abitanti del villaggio, dei quali si sono inspiegabilmente perse le tracce dopo che si erano messi in viaggio verso un’altra zona. Ai due protagonisti non resta dunque che addentrarsi nella vegetazione, ma non prima di aver recuperato un prezioso moschetto per Red, che quest’ultimo utilizza in accoppiata a una sciabola attraverso un sistema di controllo in terza persona che permette di alternare in maniera abbastanza fluida gli attacchi con la lama ai colpi con l’arma da fuoco per dare vita a combo particolarmente articolate.

Alle abilità offensive di Red si affiancano poi quelle di Antea, che può sfruttare l’energia spirituale per colpire dalla distanza i nemici o scatenare una potente onda energetica in grado di danneggiare chiunque si trovi all’interno del raggio d’azione. E’ però importante chiarire subito un aspetto: nel gioco è possibile controllare solo un personaggio alla volta, passando da uno all’altro in qualunque momento con la semplice pressione di un tasto. Lo scambio dei personaggi riveste infatti un ruolo fondamentale durante gli scontri, poiché alternando correttamente gli attacchi e l’uso dei due personaggi è possibile concatenare sequenze molto lunghe e spettacolari di colpi. Red dispone poi di un attacco speciale, che si ricarica durante i combattimenti e che può essere usato per “esiliare” in modo quasi istantaneo la maggior parte dei nemici base che abbiamo affrontato durante la prova.

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Questo ci permette di soffermarci un secondo anche sulle tipologie di creature che incontreremo nel gioco: durante la prova abbiamo combattuto con bestie e creature umanoidi di varia natura, la cui maggioranza era direttamente posseduta da spiriti malvagi. In molte occasioni, una volta abbattuto “l’involucro” fatto di carne, ci siamo quindi ritrovati a dover combattere anche con la sua controparte spiritica, il che rende i combattimenti sicuramente più originali rispetto agli standard del genere a cui appartiene Banishers: Ghosts of New Eden. Al netto di questa particolarità, il combat-system del gioco propone un mix di meccaniche abbastanza tradizionali, fatto di attacchi leggeri o pesanti, colpi a distanza, parate, contrattacchi e schivate. Il ripristino della salute è invece affidato ad alcune fialette, che possono essere recuperate sia riposando presso i vari accampamenti che si incontrano durante l’esplorazione sia sconfiggendo gli avversari, così da rendere l’esperienza di gioco meno frammentata rispetto al genere souls-like dal quale la nuova IP sembra prendere spunto in alcuni frangenti.Il gioco alterna infatti scontri con gruppi di nemici “standard” a combattimenti con avversari speciali e classiche boss-fight di fine missione suddivise in fasi, che da quanto abbiamo potuto vedere metteranno il giocatore di fronte a creature gigantesche ed estremamente pericolose.

La prima parte della demo era ambientata nella foresta, dove ho iniziato a prendere confidenza con il gameplay, il sistema di combattimento e l’esplorazione generale. L’azione si è poi spostata, senza caricamenti o stacchi, in una miniera, poi in una radura in prossimità di un lago e, infine, nell’area più interna dei boschi, dove abbiamo affrontato “la bestia” per il quale siamo stati ingaggiati. Da questo punto di vista, Banishers: Ghosts of New Eden non sembra però voler cedere al “fascino” degli open-world e propone un level design abbastanza lineare, con solo qualche piccola deviazione opzionale che permette ai giocatori più curiosi di scoprire qualche scorciatoia, raccogliere materiali extra o ottenere alcune parti di equipaggiamento aggiuntive. Anche qui, il titolo non si discosta molto dai canoni del genere: Red può infatti saltare, arrampicarsi, accovacciarsi ed eseguire tutte le azioni che ci si aspetta da un titolo d’azione in terza persona.

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Nel nuovo gioco del team francese trovano poi spazio anche tutta una serie di meccaniche da gioco di ruolo d’azione, seppur in forma molto edulcorata rispetto ai grandi esponenti del genere. Completando missioni e sconfiggendo nemici si ottengono infatti punti esperienza, dai quali derivano i classici punti da spendere per sbloccare nuove abilità o migliorare quelle presenti. Nel corso dell’avventura, il giocatore può inoltre raccogliere una lunga serie di parti di equipaggiamento, che possono essere indossate da Red e che vanno a incidere sulle sue capacità e sulle statistiche di base. Non manca infine la possibilità di migliorare le parti di equipaggiamento presso i vari accampamenti, nonché di crearne di nuove o craftare dei consumabili impiegando le risorse naturali e i materiali raccolti durante l’avventura. A rendere le cose più interessanti ci pensano due elementi peculiari proposti da DON’T NOD, ovvero le fasi investigative e l’interazione tra i due protagonisti in quelle esplorative.

Entrambi i personaggi sono dotati di particolari doti “intuitive”, le quali gli consentono non solo di notare tracce o indizi lasciati dalle creature malvagie o da altri personaggi, ma anche di percepire ricordi ed echi di eventi passati semplicemente entrando in contatto con alcuni oggetti. Di fatto, almeno per quanto visto durante la prova, la narrazione durante gli incarichi si basa per la maggior parte del tempo su questi due elementi, attraverso i quali i protagonisti (e il giocatore con loro) vengono progressivamente a conoscenza degli eventi passati. Nel nostro caso, per esempio, abbiamo scoperto chi aveva effettivamente spinto gli abitanti del villaggio ad addentrarsi nella foresta, il perché e anche la natura della creatura che si aggira nella zona. L’intero sistema si basa semplicemente sulla scoperta di oggetti o punti di interesse, quindi non aspettatevi di dover mettere insieme gli elementi o formulare ipotesi.

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In perfetto stile DON’T NOD, gli eventi dei quali verremo a conoscenza rivestiranno però un ruolo fondamentale in alcune situazioni specifiche. Innanzitutto, durante le missioni, ci troveremo spesso ad ascoltare i punti di vista diversi dei due protagonisti, che interpreteranno e giudicheranno la maggior parte degli snodi in base al loro carattere. In alcune situazioni saremo invece noi a dover trarre delle conclusioni e decidere come agire, con conseguenze che andranno a modificare in modo sostanziale l’esito degli incarichi e della storia generale. Relativamente alla nostra prova, ci siamo trovati a dover fare da veri e propri “giudici” per stabilire colpe ed eventuali pene da infliggere ad alcuni personaggi dopo aver raggiunto e sconfitto la creatura oggetto delle nostre attenzioni.

L’interazione tra i due protagonisti però non si limita a questo. Durante l’avventura, Antea interverrà in più occasioni per aggiungere un commento, farci notare un elemento specifico con cui interagire o, semplicemente, per dare al suo compagno un consiglio su come portare a casa la pelle. In alcune occasioni Antea risulta inoltre essenziale per poter proseguire. Grazie ai suoi poteri spirituali, la protagonista può infatti sfruttare l’energia presente nel mondo di gioco per attraversare dei portali e raggiungere punti altrimenti inaccessibili, portando ovviamente con sè anche Red. Per farlo è necessario non solo individuare gli elementi dello scenario adatti, ma anche posizionarsi in modo da far letteralmente incrociare i flussi di energia che attraversano gli elementi dello scenario, eliminando eventuali ostacoli con l’aiuto di Red se necessario. Nel corso della mia prova mi sono imbattuto in 3 situazioni di questo tipo, tutte abbastanza semplici da superare se ci si sofferma un secondo ad analizzare l’ambientazione circostante.

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Dalla fusione di tutti questi elementi sembra poter sbocciare un gameplay molto tradizionale nelle fondamenta ma, allo stesso tempo, anche dotato di quelle peculiarità che permettono a un gioco di ritagliarsi il proprio spazio tra le fila di un genere abbastanza affollatto come quello degli action RPG. L’importanza della componente investigativa e il focus sull’interazione tra di due protagonisti, sia durante i combattimenti sia durante le fasi esplorative, potrebbero infatti permettere a Banishers: Ghosts of New Eden di catturare l’attenzione di tutti coloro che amano i titoli di questo tipo, a patto che gli sviluppatori riescano a bilanciare correttamente tutti gli ingredienti per mettere nelle mani dei giocatori un titolo accessibile ma, allo stesso tempo, anche abbastanza profondo.

Dal punto di vista narrativo, la porzione di gioco testata a Colonia mia ha messo in mostra la consueta qualità proposta da DON’T NOD, fatti di dialoghi coinvolgenti, storie mai banali e tantissime scelte morali ricche di conseguenze tangibili. Sotto il profilo tecnico, Banishers: Ghosts of New Eden si è presentato davvero in ottima forma. Forte dell’imminente uscita, il team di sviluppo ha infatti messo a disposizione una versione praticamente definitiva che mi ha lasciato letteralmente stupito, sia per il colpo d’occhio generale sia per quanto riguarda le animazioni,i modelli poligonali, gli effetti speciali e il design dei nemici. Ovviamente bisognerà attendere la versione console per poter giudicare correttamente, ma le premesse per un titolo di grande impatto anche da questo punto di vista ci sono tutte.

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A conti fatti non posso che dirmi molto soddisfatto del tempo passato in compagnia di Banishers: Ghosts of New Eden. Il team di sviluppo sembra infatti aver fatto tesoro dell’esperienza maturata con Vampyr, così da proporre un titolo narrativamente molto accattivante, ma anche più bilanciato per quanto riguarda l’esplorazione e il combattimento. Fortunatamente, non dovremo attendere ancora molto per scoprire se le ottime sensazioni raccolte a Colonia troveranno riscontro nel gioco finale visto che l’uscita del titolo è fissata per il prossimo 7 novembre su PC e console di ultima generazione.

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L'autore

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Classe 1985 e cresciuto a pane, Commodore e Amiga, nel 1991 riceve il suo primo NES e da allora niente è più lo stesso. Attraversa tutte le generazioni di console tra platform, GDR, giochi di guida e FPS fino al 2004, quando approda su Xbox. Ancora oggi, a distanza di anni, vive consumato da questo sentimento dividendosi tra famiglia, lavoro, videogiochi, corsa, cinema e serie TV, nell’attesa che qualcuno scopra come rallentare il tempo per permettergli di dormire almeno un paio d’ore per notte.

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