CoD Modern Warfare 4: le nostre opinioni sulla Beta

A far percepire con più forza questo cambio di rotta verso un'esperienza più con i piedi per terra è soprattutto la missione della Campagna che ho potuto provare, intitolata "Trincerati". Qui si vestono i panni del soldato Park, uno dei nuovi protagonisti di questo capitolo, chiamato assieme alla sua squadra a raggiungere una centrale nucleare assediata dalle forze nemiche. Il tutto ha inizio in una trincea, tra i resti di un bosco dato alle fiamme, ed è evidente fin da subito un comparto tecnico che testimonia come questo sia il primo Call of Duty a non essere più cross-gen: il team ha potuto finalmente spingere sull'acceleratore per quel che riguarda la resa dei dettagli, senza dover fare i conti con i compromessi imposti dalla scorsa generazione di console.
La sezione della trincea è già di per sé spettacolare, oltre che tutt'altro che semplice da affrontare, ma è nel finale della missione che lo scenario tira fuori davvero gli artigli. Superati i camminamenti e conclusa una breve sezione alla guida di un blindato, si raggiunge la centrale nucleare. Entrarci non è affatto scontato: ad attendermi ho trovato una nutrita resistenza di fanteria e un mezzo corazzato nemico pronto a fare terra bruciata. Su Call of Duty: Modern Warfare 4 munizioni, equipaggiamento e armi vanno cercati sul campo, non pescati da casse in stile Warzone piazzate nei luoghi più insulsi come accadeva in Black Ops 7: qui bisogna muoversi con tattica, studiando lo scenario prima di agire. Accovacciato tra i detriti del cortile, ho infatti trovato un RPG, l'unico modo per liberarmi del blindato e aprirmi un varco verso l'interno della struttura.
Ed è proprio dentro la centrale che l'engine del gioco mostra i muscoli sul serio, con un sistema di illuminazione incredibile e riflessi e shader sui materiali di altissimo livello. In certi momenti mi è sembrato di osservare una cinematica dalla prospettiva di una bodycam, merito anche dell'ottimo lavoro svolto sulla gestione della telecamera, sulle messe a fuoco e sul motion blur. Non ho remore ad affermare che questo potrebbe rivelarsi il Call of Duty più spettacolare di sempre sul piano visivo. Durante le ultime sparatorie al chiuso ho potuto constatare anche quanto Infinity Ward abbia lavorato sul sistema di movimento del personaggio: ora è possibile arrampicarsi su tubi e grondaie e saltare da un appiglio all'altro, quasi come ci si trovasse dentro un immersive sim. Il risultato è un coinvolgimento maggiore, con un feeling realistico e mai fuori luogo rispetto ad alcune manovre acrobatiche viste in passato.
MX Video - Call of Duty: Modern Warfare 4
Terminata l'anteprima della Campagna, mi sono buttato nel comparto multiplayer, dove ho trovato piacevoli conferme ma anche qualche interessante novità. Nella Beta era disponibile una manciata di mappe pensate per uno scontro 6 contro 6, con modalità che spaziano da Team Deathmatch, Dominio, Uccisione Confermata e Postazione, fino a Cerca e Distruggi e Corsa al Denaro. Le ambientazioni sono costruite alla solita cara vecchia maniera, con spazi contenuti tra strade cittadine, tetti e una rimessa abbandonata di autobus che prediligono scontri da cardiopalma. Tutto funziona esattamente come nei titoli targati Infinity Ward, e la formula continua a girare dannatamente bene tra sparatorie adrenaliniche e corse forsennate. Chi cerca esperienze a più ampio respiro dovrà però pazientare: il verdetto sulla modalità "Battaglia Terrestre" (20 contro 20 con veicoli su mappe più ampie) e sulla tanto attesa DMZ resta ancora tutto da scoprire.
Vanno comunque segnalate un paio di aggiunte molto interessanti al multigiocatore. Innanzitutto, il sistema di arrampicata introdotto nella Campagna ritorna anche qui, permettendo di arrampicarvi su grondaie e muovervi tra appigli per raggiungere rapidamente le zone più alte dello scontro. Un'altra piacevole novità riguarda le nubi volumetriche: le granate fumogene, invece di rilasciare il solito effetto di fumo fittizio, generano una nube 3D densa e realistica che reagisce all'impatto dei colpi. Chi gioca a Counter-Strike 2 sa esattamente di cosa sto parlando: potrete aprire dei varchi nel fumo sparandoci attraverso per vedere meglio, aprendo la strada a utilizzi decisamente inediti e creativi.
Menzione a parte merita Kill Block, una modalità competitiva 6 contro 6 suddivisa in diversi round, ognuno con un layout di armamenti predefinito. La mappa è costruita su tre macroblocchi che mutano drasticamente stile e geometria ad ogni round, fino ad arrivare a 100 combinazioni diverse secondo gli sviluppatori. Con lo stesso equipaggiamento per tutti e una sola vita a disposizione, la vittoria si ottiene eliminando l'intera squadra nemica. La modalità diverte, funziona e riesce a creare situazioni varie e dinamiche: un round tutti con il fucile da cecchino, quello dopo con la pistola, poi con lo shotgun, e così via. Sarà interessante osservare nel lungo periodo come verrà accolta da una fanbase che ha tutte le ragioni per affezionarsi a questa formula.
Nonostante si tratti di una versione non definitiva, il titolo si presenta già solido, forte di una veste grafica di alto livello e di un comparto sonoro eccellente, con una campionatura di colpi ed esplosioni ricca di frequenze che vi fa sentire davvero dentro lo scontro. Per trasformare queste sensazioni positive in un giudizio definitivo bisognerà attendere la recensione completa, ma quel che posso dire fin da ora è che Infinity Ward ha tutte le carte in regola per riportare la saga sui binari giusti. L'impegno si vede e la qualità pure: resta solo da capire se la Campagna saprà coinvolgere fino ai titoli di coda e se il multigiocatore riporterà Call of Duty al posto che gli spetta, complice una Warzone che ormai arranca da tempo. Ma è forse proprio la modalità Extraction Shooter DMZ quella che potrebbe spostare l'ago della bilancia in modo più significativo di quanto ci si aspetti.



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