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Xbox - Accessori

Monitor W-OLED AOC AGON PRO AGP277QKDC - messo alla prova

AOC inaugura la nuova serie AGON 7 con l'AGON PRO AGP277QKDC, monitor W-OLED di fascia alta da 26,5 pollici che punta tutto sulla velocità pura. L'abbiamo provato per qualche settimana su XBOX Series X: eccovi le nostre impressioni!
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Prima di iniziare con la descrizione di questo nuovo monitor, partiamo subito da un dato che ne inquadra il target d'utenza: il prezzo di listino attuale è di 929 Euro (anche se era partito a 799 e solo recentemente aumentato), quindi anche più di una XBOX Series X (recenti rincari inclusi!), in una fascia altissima del mercato che si rivolge a un pubblico "pro" ed estremamente esigente sul fronte della qualità e della reattività. Il biglietto da visita dell'AGP277QKDC è infatti la sua frequenza di aggiornamento: 540 Hz alla risoluzione nativa QHD (2560x1440), con la possibilità di passare "al volo" a una modalità HD da 1280x720 pixel che spinge il refresh fino a 720 Hz. Numeri che, è bene chiarirlo, sono pensati per il giocatore competitivo su PC più che per l'utenza console, ma che come vedremo non esauriscono affatto il valore di questo schermo, che ha molto da offrire anche a chi gioca su XBOX e a chi condivide la stessa postazione tra console e computer.

L'unboxing è semplice e ben organizzato. All'interno della confezione ho trovato il pannello e i due pezzi che compongono il piedistallo, ovvero la base e il braccio verticale, oltre a una scatola contenente il cavo di alimentazione, due cavi USB, un cavo HDMI Ultra High Speed, un cavo DisplayPort, il manuale utente, la guida rapida e - dettaglio che nella fascia alta fa sempre piacere trovare - il rapporto di calibrazione di fabbrica dell'esemplare che ci è stato inviato. Il montaggio è stato estremamente facile: una volta unite le due parti del piedistallo, è bastato agganciarle al monitor senza nemmeno estrarlo dalla scatola, per poi tirare fuori il tutto già assemblato. Un'operazione da un paio di minuti, senza attrezzi e senza il rischio di appoggiare il delicato pannello OLED su una superficie sbagliata.

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Una volta messo in posizione, l'impressione estetica sul monitor è decisamente positiva. La costruzione senza cornici sui quattro lati dà allo schermo un aspetto moderno e professionale, con il bordo del pannello praticamente a filo con il resto della scocca e una sottile cornice nera che rimane visibile solo a schermo acceso: il risultato è che questo 26,5 pollici occupa sulla scrivania molto meno spazio di quanto ci si aspetterebbe. AOC ha inoltre abbandonato il piedistallo asimmetrico visto su alcuni modelli precedenti in favore di una base simmetrica e compatta in metallo verniciato, pensata per liberare spazio davanti allo schermo e permettere ampi movimenti di mouse e tastiera. Non manca un tocco "gaming" con l'illuminazione RGB Light FX posizionata sul retro della scocca, personalizzabile via Menu per colore, intensità e pattern.

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L'ergonomia è uno dei punti di forza di questo monitor, e qui parliamo di un supporto che offre praticamente tutto: 150 mm di regolazione in altezza, inclinazione frontale da -5 a +23 gradi, rotazione laterale di ±30 gradi e possibilità di ruotare il pannello di 90 gradi per metterlo in verticale, oltre naturalmente all'attacco VESA 100x100 per chi preferisse un braccio o un supporto a muro. Il meccanismo scorrevole per alzare e abbassare lo schermo è fluido e al tempo stesso trasmette una sensazione di grande solidità e durata nel tempo, mentre lo snodo per cambiare l'angolazione offre la resistenza giusta: sufficiente a non spostarsi accidentalmente, ma non così alta da rendere faticosa la regolazione. Una cosa che invece mi sarebbe piaciuto trovare, proprio in virtù della rotazione a 90 gradi, è una sorta di "scatto" meccanico che segnali il raggiungimento della posizione perfettamente parallela al tavolo, sia in orizzontale che in verticale: il movimento rimane invece completamente libero, quindi per mettere lo schermo "dritto" bisogna regolarsi a occhio. La rotazione in verticale ha ovviamente poco senso per il gaming ed ancor meno su XBOX (ma non del tutto! Se siete amanti dell'indimenticabile Ikaruga, potrete sfruttarne la "modalità verticale" per giocare come su un vero cabinato da sala giochi), ma è una comodità notevole per chi sviluppa o scrive codice e vuole avere sotto gli occhi molte più righe contemporaneamente.

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Ho apprezzato molto, invece, una serie di accortezze ergonomiche che raramente trovo curate così bene in questa fascia. La prima è il supporto per le cuffie estraibile sul lato destro dello schermo: un piccolo elemento a scomparsa che esce con un morbido scorrimento automatico quando serve e che possiamo far rientrare manualmente quando non serve, senza rovinare le linee pulite del monitor. La seconda riguarda i controlli posteriori, affidati al classico joystick multidirezionale affiancato da due tasti di scelta rapida personalizzabili (preimpostati di default su Dual Resolution e selezione dell'ingresso): rispetto ad altri monitor della stessa fascia che ho avuto tra le mani, dove il joystick è spesso nascosto in posizioni scomode che costringono a contorsionismi con il polso, qui l'accessibilità è decisamente buona e si arriva ai comandi senza dover cercare a tentoni. Presente infine anche un passacavi integrato nella colonna del piedistallo, che dimostra ancora una buona cura complessiva dell'ergonomia.

Passando al cuore del prodotto, l'AGP277QKDC monta un pannello Tandem W-OLED di quarta generazione, una tecnologia che distribuisce l'emissione luminosa su più strati organici sovrapposti: il vantaggio è duplice, perché permette di raggiungere picchi di luminosità più elevati e, al tempo stesso, di alleggerire il carico sui singoli strati migliorando la durata del pannello. I numeri dichiarati parlano di un rapporto di contrasto di 1.500.000:1 e della certificazione VESA DisplayHDR True Black 500, un gradino sopra alla più comune True Black 400. La superficie è opaca antiriflesso, ottima qualora giochiate in ambienti con luci posteriori che potrebbero generare riflessi fastidiosi.

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La funzione più pubblicizzata di questo monitor è il Dual Frame Mode, che permette di passare tra la modalità QHD a 540 Hz e quella HD a 720 Hz premendo semplicemente uno dei due tasti rapidi sul retro. Se giocate su PC a livello competitivo potrebbe esservi utile, anche se la differenza nell'intervallo di aggiornamento tra 540 e 720 Hz è inferiore al mezzo millisecondo, una differenza talmente bassa da giovare solo nei contesti e-sport più competitivi; in più, su un pannello da 26,5 pollici, i 1280x720 pixel risultano estremamente grossolani. Per noi giocatori console non è una feature comunque utile, quindi su XBOX Series X ci "accontentiamo" dell'apprezzatissimo supporto ai 120 Hz e dei bassissimi tempi di risposta. Il pannello dichiara infatti un tempo di risposta di 0,03 ms, con supporto ad Adaptive-Sync, VRR e compatibilità con NVIDIA G-SYNC e AMD FreeSync, quest'ultima pienamente supportata da XBOX insieme al VRR.

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La dotazione di porte è completa e ben pensata, tutte posizionate nella parte inferiore del monitor (ed in questo caso ho trovato la possibilità di ruotarlo in verticale utilissima per collegare i cavi, invece di andare a tastoni dal basso): due ingressi HDMI 2.1, una DisplayPort 2.1 con supporto UHBR20 (usato su PC per evitare la compressione del segnale alle frequenze più alte), una USB-C che veicola video, dati e fino a 65 W di Power Delivery, un hub con tre porte USB 3.2 Gen1 (una delle quali con ricarica rapida), la relativa presa USB da collegare al PC e un jack da 3,5 mm per le cuffie. È proprio questa dotazione ad abilitare le due funzioni più interessanti per chi condivide la scrivania tra console e computer: lo switch KVM integrato, che consente di controllare due macchine diverse con lo stesso mouse e la stessa tastiera collegati al monitor, e le modalità Picture-in-Picture e Picture-by-Picture per tenere due sorgenti a schermo contemporaneamente. Con un notebook, in particolare, la USB-C permette di collegare tutto con un unico cavo, ricaricandolo nel frattempo dall'allimentazione del monitor stesso. Un'avvertenza per i giocatori PC: per sfruttare le frequenze più alte è necessario Windows 11, dato che con le versioni precedenti del sistema operativo il refresh rate è limitato.

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Trattandosi di uno schermo OLED, un capitolo importante è quello relativo alla prevenzione del burn-in. AOC copre il prodotto con tre anni di garanzia che includono esplicitamente la ritenzione d'immagine, a patto di utilizzare le funzioni di protezione integrate, raccolte nella sezione "Cura OLED" del menu: troviamo la luminosità uniforme, l'algoritmo LEA che riduce la luminosità nelle aree con elementi statici, il pixel orbiting che sposta impercettibilmente l'immagine, l'oscuramento automatico della barra delle applicazioni su PC, lo screen saver e il ciclo di Pixel Refresh, che il monitor propone di eseguire dopo 24 ore cumulative di utilizzo e che avvia comunque in autonomia quando lo schermo viene spento o entra in standby. Sono tutte attive di default, e il consiglio è di lasciarle così per la buona salute dello schermo.

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Venendo alla prova sul campo, ho testato l'AGP277QKDC con Forza Horizon 6, REANIMAL, Halo: Campaign Evolved e 007 First Light, e la qualità dell'immagine si è dimostrata pienamente all'altezza delle aspettative. I colori sono vividi e saturi senza risultare artificiali, le fonti di luce brillano con un'intensità notevole e il contrasto è semplicemente eccellente, con i neri assoluti tipici della tecnologia OLED. La resa HDR mi ha particolarmente colpito, e il titolo che l'ha messa maggiormente in evidenza è stato REANIMAL: le sue atmosfere fatte di ombre profondissime squarciate da luci intense sono esattamente il tipo di contenuto su cui un pannello come questo dà il meglio, con i dettagli nelle zone scure sempre leggibili e i picchi luminosi che arrivano dritti in faccia. In nessuno dei titoli provati ho riscontrato tearing o fenomeni di flicker, e la reattività ai comandi è sempre stata totale; è però giusto precisare che non sono un pro gamer e non ho quindi messo alla prova il monitor nelle condizioni estreme che interessano quel tipo di utenza.

Un aspetto che ho apprezzato più di quanto mi aspettassi riguarda il calore prodotto: il pannello si scalda pochissimo rispetto allo schermo OLED che utilizzo abitualmente, e in un'estate torrida come questa, giocando a una cinquantina di centimetri dallo schermo, è una differenza tutt'altro che trascurabile. Buona anche l'interfaccia OSD, stilisticamente minimale, disposta nell'angolo inferiore destro dello schermo senza invadere la parte centrale, ben organizzata e capace di dare accesso rapidamente a tutte le opzioni senza dover navigare tra decine di sottomenu.

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Una nota (letteralmente!) stonata è invece relativa all'audio integrato. I due altoparlanti da 5 W producono un suono troppo carico di tonalità basse, con un effetto quasi "ovattato" che appiattisce dialoghi ed effetti. Sia chiaro, non si tratta di una novità quando parliamo di audio integrato nei monitor, ma sorprende su un prodotto di fascia altissima come questo. Va detto che chi acquista un monitor di questo tipo difficilmente si accontenterà delle casse integrate, ed il consiglio è quindi di affiancargli senza esitazione un buon headset da gaming o un impianto audio da tavolo come gli ottimi altoparlanti Creative Pebble X Plus che abbiamo avuto modo di provare in passato.

Tirando le somme, l'AGON PRO AGP277QKDC è un monitor eccellente che riesce a essere molto più della somma dei suoi numeri di targa. I 540 e 720 Hz sono uno strumento specialistico che interesserà una nicchia di giocatori competitivi su PC, e su console restano sostanzialmente irrilevanti; quello che rimane, però, è un pannello Tandem W-OLED dalla qualità d'immagine superba, con una resa HDR di primissimo livello, un'ergonomia curata fin nei dettagli, una dotazione di porte completissima e funzioni come il KVM e il Picture-by-Picture che lo rendono un compagno ideale per chi tiene XBOX e PC sulla stessa scrivania. L'unica ombra è relativa all'audio integrato, che a questo prezzo mi sarei aspettato di maggior qualità. Non è chiaramente un acquisto per il giocatore occasionale, e nemmeno per chi cerca semplicemente un buon monitor per la propria console: il prezzo è impegnativo e una fetta importante delle sue capacità resterà inutilizzata se usato esclusivamente su console (ma chissà che XBOX Helix non cambi le carte in tavola al proposito!). Ma se siete giocatori esigenti, se dividete il vostro tempo tra XBOX e PC nella stessa postazione e se non volete scendere a compromessi sulla qualità d'immagine e sulla reattività, è senza dubbio uno dei display più completi che possiate mettere sulla vostra scrivania oggi.

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L'autore

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Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, nel 2002 è cofondatore di MX. Il sito parte per gioco ma diventa una parte sempre più importante della sua vita insieme a lavoro, famiglia e troppi altri interessi: questo lo costringe a rimandare continuamente i suoi piani di dominio sul mondo.

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