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Prison Break: The Conspiracy

Recensione - Prison Break: The Conspiracy

Circa cinque anni fa è giunta sui nostri schermi una serie televisiva ambientata nel carcere di Fox River, struttura che fa da cornice alle avventure di due fratelli: uno accusato ingiustamente di omicidio e l'altro che, fattosi arrestare volontariamente, tenterà di far fuggire il fratello grazie ad una mappa tatuatasi sul corpo. Questa è a grandi linee la trama della prima stagione di Prison Break, da cui è stato tratto il nuovo videogioco sviluppato da Zootfly. Analizziamone insieme pregi e difetti.

Il Gioco

In Prison Break: The Conspiracy impersoniamo Tom Paxton, sedicente agente della Compagnia, la classica mega corporazione con le mani in pasta più o meno dappertutto. Il nostro compito consiste nell'assicurarci che Lincoln Burrows, uno dei fratelli protagonisti della serie TV, frigga sulla sedia elettrica; per far ciò dobbiamo prima investigare e poi cercare di sventare il tentativo di fuga orchestrato dal fratello Micheal. La trama non segue fedelmente quanto visto nella prima stagione del telefilm visto che il nostro alter-ego non si era mai visto, ma lambisce la storyline principale regalando al giocatore una storia tutta nuova e rendendoci protagonisti dell'intera vicenda dal punto di vista dell'agente della Compagnia. Il gioco è strutturato con una componente stealth che ci vede infiltrarci in parti off-limits dell'istituto carcerario e una sezione picchiaduro dove, a suon di cazzotti, dobbiamo garantirci il rispetto degli altri detenuti o più semplicemente ottenere la possibilità di passare oltre lo sventurato di turno per proseguire l'avventura. Si segnalano anche sporadici mini-giochi per aumentare la potenza di Tom come un facilissimo allenamento al sacco oppure il più noioso sollevamento pesi. Infine, per sottolineare le scene più spettacolari, siamo chiamati a cimentarci con quick time events nei quali dar prova dei nostri riflessi premendo determinate sequenze di tasti con tempismo e nel giusto ordine.

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Amore

Modalità picchia-picchia

- Le risse sono la cosa che più mi è piaciuta in questo gioco. A livello normale sono decisamente facili e forse si abusa troppo della parata e contrattacco, ma si ha la sensazione di picchiare sodo il nostro malcapitato avversario. Potevano optare per un sistema di controllo più tecnico oppure migliorare un po' il sistema di collisione ma, tutto sommato, è la parte più divertente di tutta l'avventura.

Grafica

- Sicuramente non siamo allo stato dell'arte, anzi si poteva fare decisamente di più, ma l'impianto visivo di Prison Break: The Conspiracy è la parte migliore di tutto il gioco. Certo siamo lontani dagli splendori tecnici delle ultime produzioni ma tutto sommato si lascia guardare nonostante le animazioni goffe, e l'inespressività dei volti.

Odio

Sistema di controllo

- Il sistema di controllo del personaggio non è perfetto e nelle fasi stealth ed esplorativa questa pecca mostra il fianco in maniera evidente. Il movimento del personaggio è contestuale alla posizione della telecamera e non è gestito in modo “assoluto”: ad esempio con la pressione della levetta in su il personaggio si arrampica, ma se la telecamera è posizionata di fronte al protagonista, i comandi si invertono all'istante. Se poi si unisce una scarsa precisione del tutto, la frittata è fatta.

Innovazione e fasi stealth

- Siamo alla fiera del “già visto grazie”: l'innovatività del gioco è pari alle nuove idee nei reality show. Nasconditi e passa mentre la guardia è girata, oppure controlla il percorso del poliziotto e vai, questo è alla base dell'intera sezione stealth. Troppo poco dare la possibilità di svitare viti e bulloni senza “fare rumore” per risollevare il tutto. E poi sento la mancanza di gadgets e attrezzi vari: capisco che si impersoni un carcerato, ma il solo grimaldello non basta.

Per mano nella prigione

- Passi il fatto che in un istituto carcerario di massima sicurezza si possa agevolmente ed allegramente accedere in ogni location, anche le più sorvegliate, ma per farlo siamo anche accompagnati come dei poppanti. E' sempre presente sulla mappa un segnalatore che indica la strada da seguire passo per passo, senza dover esplorare nulla. L'IA imbarazzante delle guardie che tentano di scoprirci, infine, non fa che acuire il poco senso di pericolo che invece dovrebbe essere molto alto in una prigione come Fox River.

Trama

- In realtà la storia non è così banale o scontata ma il problema maggiore che ho riscontrato in questo senso è il modo in cui è narrata. Siamo alla mercè dei personaggi secondari, nella costante situazione di un quid pro quo, un “dare per avere” che in ambito carcerario è più che azzeccato ma a livello ludico mi pare troppo una scappatoia per lo sviluppo dell'avventura.

Tiriamo le somme

Non mi sentirei di consigliare questo Prison Break: The Conspiracy neanche agli amanti di stealth game visto che non troveranno nulla di nuovo sotto il sole. Mentre i cultori della serie TV dovrebbero continuare a vedere in televisione le avventure di Michael Scofield e soci, evitando di perdere tempo con un titolo scontato, dal divertimento appena sufficiente e dalla longevità per niente eccelsa. 5.8

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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