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Velvet Assassin

Recensione - Velvet Assassin

di Davide Mapelli / MAPO78 P 12 lug 2009
La Seconda Guerra Mondiale è stata rappresentata in molti modi in passato, alcuni ottimi ed altri meno, ma siamo stati abituati ad essere sempre in prima linea, in mezzo ai bombardamenti ed all'azione. Con Velvet Assassin i ragazzi di Replay Studios sfruttano invece una particolare sfumatura sinora inedita del conflitto, lo spionaggio. Vediamo insieme com'è infiltrarsi tra le linee nemiche del Terzo Reich.

Il Gioco

Direttamente basato sulla figura realmente esistita della spia britannica Violette Szabo, in Velvet Assassin vestiamo i succinti panni Violette Summer, un'affascinante quanto letale agente di sua Maestà, pronta a sgominare i piani nazisti. Il gioco si propone come il più classico degli stealth games, fatto di pedinamenti, omicidi possibilmente silenziosi, travestimenti e contraddistinto da tutti quei particolari, ormai diventati clichè, di questo genere videoludico. Unica piccola eccezione è l'uso della morfina; viviamo le missioni della bella Violette come se fossero dei ricordi, mentre la nostra protagonista è sdraiata in stato quasi comatoso su un letto di fortuna. Attraverso questo particolare escamotage, potremo far uso della suddetta sostanza per aiutarci in momenti di difficoltà; un'iniezione rallenterà il tempo quasi a fermarlo, e ci permette di compiere una singola uccisione senza che il nemico si accorga di noi.

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I dodici livelli, tutti abbastanza lineari e non dispersivi, ci mettono di fronte a vari obiettivi quali piazzare esplosivi per distruggere una base sensibile, o uccidere un ufficiale Tedesco. Il fulcro del sarà ovviamente la nostra capacità di nasconderci nell'ombra per poi agire di soppiatto, sorprendendo gli ignari militari nemici. In casi come questo il design dei livelli assume un ruolo fondamentale, visto che è l'ambiente stesso il nostro più prezioso alleato; lo sfruttamento delle zone d'ombra sarà vitale per cogliere di sorpresa i Nazisti, stesso dicasi per muri abbattuti, stanze o altri oggetti che possiamo sfruttare a nostro favore. In undicatore a schermo ci indica quando siamo mimetizzati e praticamente invisibili, cosi da poter ragionare una tecnica di attacco vantaggiosa senza buttarci in pericolosi scontri a fuoco. L'arma principale della bella Violette è il suo infallibile coltello: cogliendo il nemico alle spalle potremo eliminarlo facilmente, ma in alcune fasi di gioco saremo costretti a far uso di comuni armi da fuoco. A differenza di altri giochi simili, non possiamo raccogliere le armi dei nostri nemici, ma dobbiamo necessariamente affidarci a quelle a nostra disposizione ad inizio missione oppure sfruttare quelle distribuite in appositi armadietti incontrati nei vari livelli.

Amore

Ottima Atmosfera

- Un aspetto fondamentale degli Stealth Game è l'atmosfera, il fatto di sentirsi in pericolo direttamente sul campo di battaglia. In questo caso Velvet Assassin riesce piuttosto bene, aiutato da particolari scelte cromatiche, da una buonissima atmosfera e dal già citato ottimo level design, con ambienti pronti ad esser sfruttati per favorire le nostre letali imboscate.

Musiche di qualità

- Un altro aspetto ben curato è senza dubbio quello sonoro; buonissimi effetti sonori sono accompagnati da un'ottima colonna sonora originale, completamente strumentale ed in grado di creare più tensione del gioco stesso. Il ritmo incalzante quando siamo vicini al pericolo, o quando una guardia ci ha avvistati, riesce ad infondere nel giocatore una fortissima dose di tensione e di precarietà, tutti aspetti importanti a ricreare un'atmosfera davvero godibile e pericolosa. Nota positiva anche l'ottimo doppiaggio, in particolare l'ottima voce con accento spiccatamente inglese della signorina Summer.

Odio

Intelligenza casuale

- Durante l'avventura abbiamo notato comportamenti dei nemici davvero strani; i soldati sono stranamente volubili e, a volte, restando perfettamente mimetizzati nell'ombra e teoricamente invisibili, veniamo inspiegabilmente notati, altre invece, anche muovendoci ad un passo dal nemico in piena luce, non si accorgerà di nulla. Questo accade regolarmente durante l'intero svolgimento dell'avventura, portandoci ad uno stato di frustrazione che potrebbe mettere a repentaglio l'incolumità del nostro controller.

Sistemazione dei Checkpoint

- Altra nota dolente, soprattutto in giochi come questo dove i checkpoint rappresentano un aspetto di assoluta importanza. In alcuni casi sono vicinissimi tra loro, diventando piuttosto inutili; in altri invece la distanza tra essi ci è parsa davvero troppa, mettendo il giocatore nella spiacevole situazione di dover affrontare parti molto lunghe e impegnative del gioco più e più volte. Quest è un altro particolare che concorre a rendere il gioco molto frustrante, insieme a quello descritto nel punto precedente.

Il travestimento più inutile della storia

- L'idea di potersi camuffare per sgattaiolare tra i nemici è senza dubbio ottima se ben implementata: un esempio lampante di questo lo vedemmo in Hitman: Blood Money. Bene, dimenticatelo completamente e preparatevi al più bizzarro ed inutile dei travestimenti. Violette potrà camuffarsi da ufficiale delle SS, e fin qui tutto bene; il problema è che, appena ci avviciniamo ad uno qualunque dei soldati nemici, veniamo sempre e dico sempre riconosciuti. Come se ciò non bastasse, una volta indossata l'uniforme diventiamo, come per magia, più rumorosi di un Cingolato, a causa dei tacchi. Ciò rendere impossibile ogni tipo di attacco silenzioso rendendo la buona idea del travestimento un semplice pretesto per passare in alcune zone altrimenti impossibili da varcare. Idea sprecata.

Scontri a fuoco sottotono

- Altro problema a cui andiamo incontro è il forte svantaggio negli scontri a fuoco; ovviamente, essendo una spia tra le fila nemiche, è normale che uno scontro con armi ci veda svantaggiati, ed altrettanto ovviamente si dovrebbe far di tutto per evitarli. Peccato che in alcune fasi le sparatorie saranno obbligatorie ed inevitabili, mettendoci di fronte ad un sistema di mira un pò approssimativo a differenza dell'inumana precisione dei nazisti. Ad aggravare ulteriormente la situazione è la scarsa quantità di armi disponibili e la loro pessima differenzazione; possiamo tranquillamente uccidere, anche con un colpo solo, un soldato a distanza di metri con un fucile a pompa, bizzarro!

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Tiriamo le somme

Un buon level design ed alcune buone idee mutuate da titoli ben più celebri non bastano a far di Velvet Assassin un buon gioco. L'approssimazione di moltissime situazioni, spesso fondamentali, e la frustrazione sempre dietro l'angolo, castrano inevitabilmente l'esperienza di gioco di quello che, con una maggiore attenzione, avrebbe potuto rivelarsi un buon gioco. Consigliato solo a chi sente la tremenda necessità di uno stealth game, a patto però di avere un bel pò di pazienza con i problemi che abbiamo segnalato. 5.0

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.