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Il Padrino II

Recensione - Il Padrino II

Ad oltre due anni di distanza dall’uscita del primo episodio, EA tenta nuovamente di catapultarci nelle torbide e violente atmosfere gangster che contraddistinsero “Il Padrino”, capolavoro di Francis Ford Coppola e vera pietra miliare del mondo cinematografico. Sarà riuscita la casa di sviluppo statunitense a trasferire nuovamente il fascino delle pellicole nella sua ultima fatica, o siamo di fronte al un mero sfruttamento di un brand vincente per piazzare più copie possibili sul mercato? Non resta che scoprirlo leggendo la nostra recensione.

Il Gioco

Il Padrino II si presenta come un action-game free-roaming che strizza l’occhio ad un gameplay alla Grand Theft Auto, dove possiamo esplorare e devastare più o meno liberamente le diverse città che abbiamo occasione di visitare. Per questa sua produzione EA ha scelto di distaccarsi dalla trama originale del film per esserne così meno vincolata: in questo episodio vestiamo i panni di un giovane boss da poco arrivato al vertice gerarchico della famiglia Corleone, determinato ad imporsi con ogni mezzo sulle cosche rivali e a diffondere il più possibile la propria influenza.

La novità di maggior rilievo rispetto al predecessore è l’introduzione di un interessante sistema gestionale che permette l’organizzazione del proprio esercito criminale e la difesa delle nostre attività illegali. Nel corso del gioco è infatti fondamentale offrire protezione ai vari negozianti della città, costringendoli a pagarci un pizzo col quale finanziare l’acquisto di nuova attrezzatura o l’addestramento per i nostri uomini. Le attività sono divise in diverse tipologie che formano dei gruppi chiamati “zone crimine”: conquistando tutte le attività che compongono una di queste zone si può godere di benefici supplementari quali giubbotti antiproiettile, munizioni extra, minor prezzo delle guardie ecc. La scelta di quali attività accaparrarsi assume quindi un aspetto strategico capace di influenzare il nostro cammino.

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Tramite la “visuale di Don”, una feature tramite la quale possiamo accedere ad una mappa tridimensionale della città, possiamo tenere sotto controllo il nostro territorio, allocando uomini in difesa di determinate attività, o per inviare sicari per far saltare (letteralmente) quelle rivali. Nell’incedere attraverso gli eventi che compongono la trama de Il Padrino II, la nostra famiglia inizierà ad ampliarsi, arricchendosi di utili elementi che andranno a completare il suo organigramma: inizialmente possiamo attorniarci unicamente da picciotti dalle limitate capacità offensive, ma se saremo in grado di gestire al meglio gli affari di famiglia non tarderemo a fare la conoscenza di “uomini d’onore” con i giusti attributi per ricoprire i ranghi più elevati della nostra organizzazione.

Amore

Violenza made in Italy

- L’atmosfera della violenta vita del boss mafioso e degli scontri tra famiglie è resa piuttosto bene nel titolo EA, soprattutto parlando delle esecuzioni dei membri delle Famiglie o delle intimidazioni agli esercenti delle varie attività: pestaggi, minacce fisiche e verbali, distruzione del patrimonio personale, sono tutti espedienti che potremo mettere in pratica per tentare di far scucire al malcapitato la più alta quota possibile per il nostro servizio di protezione, con non poche soddisfazioni. Le battute che si scambiano i membri della famiglia durante le loro scorribande, pronunciate con un accento siciliano a volte piuttosto improbabile, sono esilaranti e strappano più di un sorriso. Inoltre nonostante non sia ormai una novità nel panorama videoludico, il fatto di poter girare liberamente per le città crivellando di colpi chiunque ci si pari davanti esercita sempre un certo fascino, accresciuto dalla possibilità di tentare rapine alle varie banche o dal poter far saltare edifici utilizzando le capacità speciali dei nostri compari.

Odio

Libertà vigilata

- Fattore che lascia decisamente delusi è costituito dal fatto che la libertà decisionale del giocatore è davvero limitata. La parte gestionale prevede unicamente la possibilità di stabilire il numero di guardie da schierare nelle varie strutture, punto. Nessuna possibilità di gestire i rapporti con le altre Famiglie, siglando ad esempio tregue o stringendo alleanze, nessuna funzione che preveda l’upgrade dell’armamento delle guardie (questa funzione è prevista solo per gli uomini d’onore). Il risultato è una perdita totale di profondità in un aspetto che poteva fare la differenza. Anche durante la fase esplorativa delle città si ha la sensazione di essere imbrigliati in una struttura troppo rigida: ad esempio il protagonista non può saltare, con la conseguenza che determinati ostacoli (parliamo anche di piccoli muretti) possono essere superati unicamente se previsto dagli sviluppatori. A questo si aggiunge il fatto che le mappe delle tre città esplorabili (New York, Miami e L’Avana) sono piuttosto ridotte se paragonate ad altri giochi dello stesso tipo.

La guerra dei cloni

- Che i modelli poligonali dei personaggi possano ripetersi, specialmente in un gioco del genere, è normale, ma in questo caso la situazione è davvero esasperata. In qualsiasi momento e in qualsiasi luogo basta guardarsi attorno per qualche istante per vedersi circondati da personaggi totalmente identici tra loro: una penuria di varietà davvero imbarazzante. E se non bastasse quella visiva, anche la varietà di situazioni latita, specialmente nel caso dei “favori”, brevi missioni attraverso le quali apprendere l’ubicazione dei nostri principali avversari. Queste sono sostanzialmente tutte uguali, e non riescono a trasmettere alcuna emozione al giocatore: incontrare un personaggio che passeggia per strada che ci chiede di ammazzare una persona con la stessa nonchalance con cui ci chiederebbe di comprargli un litro di latte lascia decisamente interdetti, togliendo al titolo la verosimiglianza necessaria per immergervisi completamente.

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Tecnicamente scialbo

- Anche la grafica concorre ad un giudizio non troppo positivo per Il Padrino II. Modelli e texture dei personaggi appaiono sufficientemente solidi, così come le loro animazioni, ma una diffusa carenza di dettaglio affligge invece le location che non convincono appieno e risultano un po’ anonime, con l’aggravate di un orizzonte visivo piuttosto limitato e non ben definito. Sovente si può assistere a fastidiosi fenomeni di compenetrazioni poligonali o, in rari casi, alla comparsa dal nulla di oggetti. Deludente anche il comparto dedicato al multiplayer, con una manciata di modalità stile deathmach a squadre molto scontate e che tra l’altro ignorano completamente l’abbozzo di parte strategica presente nella modalità per giocatore singolo, che avrebbe potuto conferir loro un po’ di freschezza.

Tiriamo le somme

Un’offerta che non si può rifiutare? Beh, Il Padrino II rappresenta per molti aspetti un’occasione mancata, soprattutto per ciò che concerne una parte gestionale davvero troppo superficiale e per nulla appagante. L’aspetto tecnico che si allinea perfettamente con la mediocrità generale della produzione targata EA Games lo rende ancor più un prodotto destinato unicamente agli appassionati del genere, che ne troveranno tuttavia piuttosto divertente la parte prettamente “action”. A tutti gli altri consigliamo quanto meno un’approfondita prova del gioco, prima di considerarne un eventuale acquisto. 6.0

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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