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Ghostrunner 2
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Recensione - Ghostrunner 2Xbox Series X | SGame

I ragazzi di One More Level ci invitano nuovamente nella Dharma Tower con Ghostrunner 2, sequel dell'affascinante action game del 2020 che stavolta alza la posta con un mondo più vasto ed aperto ed introducendo meccaniche di gameplay tutte nuove. 505 Games ci ha permesso di giocarlo per intero in anteprima: eccovi le nostre impressioni.
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Il Gioco

La storia di Ghostrunner 2 inizia un anno dopo la conclusione del titolo precedente, anche se è tranquillamente godibile a sé stante: qualora non abbiate giocato il primo Ghostrunner, vi basti sapere che, in seguito ad un devastante cataclisma, la Terra è divenuto un luogo inospitale, e gli ultimi uomini si sono rifugiati nella Dharma Tower, una megastruttura verticale creata nella quale si è scatenata una lotta tra l'Architetto, creatore della torre, e la Keymaster, la sua ex alleata che lo ha tradito. In tutto questo un ruolo fondamentale è stato giocato da Jack, un uomo superpotenziato noto come Ghostrunner che l'Architetto ha usato per sconfiggere la Keymaster, ma finendo egli stesso vittima della propria ambizione.

Ad un anno da questi eventi, le cose sono cambiate alla Dharma Tower: se è vero che la popolazione è ora finalmente libera dall'oppressione, senza la guida dell'Architetto o della Keymaster si sono create delle bande di criminali e violente sette religiose che rendono un inferno la vita dei cittadini. Per fronteggiare questi problemi si forma quindi il Consiglio dell'Interfaccia, un gruppo di persone determinate a portare l'ordine nella torre. Il gioco inizia proprio con l'incontro di Jack con i membri del Consiglio, tra i quali c'è la sua vecchia alleata Zoe, i quali gli chiedono di indagare ed affrontare alcune nuove minacce. Questo ci porterà a scoprire dei nuovi pericolosissimi nemici, e soprattutto ci condurrà all'esterno della torre, nel mondo ormai devastato che si rivelerà non essere poi così deserto come si pensava. Il tutto condito da frequenti capatine nel Cybervuoto, il cyberspazio che Jack aveva distrutto alla fine del precedente capitolo quando ha attaccato l'Architetto, ma che fa il suo ritorno grazie ad una folle setta religiosa che, neanche a dirlo, ci troveremo a combattere.

MX Video - Ghostrunner 2

Trama a parte, quello che Ghostrunner 2 ci offre a livello di gameplay è una rivisitazione delle meccaniche del primo gioco, con l'aggiunta di tante nuove meccaniche. Alla base si tratta di un parkour-action game in prima persona: nei panni del ninja cyborg Jack ci troviamo a muoverci in un mondo ricco di piattaforme fisse o mobili sulle quali saltare, muri sui quali correre, punti d'aggancio per il nostro rampino, trampolini che ci lanciano in aria, rotaie da grindare e altro ancora, questo sia in sezioni esclusivamente platform che in arene con molti tipi di nemici diversi. Il mantra del gioco è "rimanere sempre in movimento", e non potrebbe essere più vero: i livelli con i nemici sono disegnati in modo che, restando fermi, siamo esposti sia ad attacchi in corpo a corpo che da lontano, quindi il modo migliore per affrontarli è tenerci sempre in movimento saltando, scivolando e correndo sulle pareti, facendo fuori i nemici uno alla volta finché il livello non è ripulito.

E non pensate che sia un'impresa facile, infatti il gioco è ascrivibile alla categoria dei "masocore", quei titoli che, a causa di una difficoltà molto elevata, richiedono molti tentativi ed il miglioramento costante delle abilità del giocatore per poter proseguire. Basti dire che la morte arriva con un solo colpo ricevuto, di qualsiasi tipo esso sia: basta subire un attacco in corpo a corpo o ricevere un proiettile, e si ricomincia lo scontro dall'inizio. E' per questo che ci si deve sempre tenere in movimento, per evitare i colpi nemici mentre piano piano ne riduciamo le fila. Ed allo scopo il gioco ci mette a disposizione diversi strumenti: i più importanti sono è la parata e lo scatto, che ci permettono di evadere i colpi nemici, mentre la nostra fida katana e gli shuriken ci consentono di farli fuori dalla corta e media distanza. Anche i nemici (boss esclusi) muoiono con un singolo colpo, quindi di fatto il gioco sta tutto nel cercare di raggiungerli e farli fuori prima che loro lo facciano con noi.

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Questi strumenti diventano poi molto più potenti man mano che sblocchiamo nuove abilità, ottenute sotto forma di chip di potenziamento che possiamo installare a nostro piacimento sulla nostra "scheda madre": uccidendo i nemici, infatti, otteniamo crediti spendibili in apposite postazioni (una al quartier generale del Consiglio, dove torneremo spesso tra un livello e l'altro) per l'acquisto dei chip, che possono poi essere installati in quantità limitata (anche questa aumentabile trovando appositi "chip di memoria" in giro per i livelli) per dotarci di nuove abilità: la possibilità di respingere al mittente i colpi nemici con una parata perfetta, l'immunità ai colpi mentre scattiamo o anche una comodissima funzione d'invisibilità, ovviamente dalla durata ridotta, che ci consente di avere un attimo di respiro mentre raggiungiamo un nemico particolarmente ostico. Un'altra funzione molto utile è poi lo "scatto sensoriale": invece di premere il bumper destro per scattare semplicemente, se lo teniamo premuto possiamo rallentare per pochi secondi il tempo, e se lo facciamo mentre siamo in aria possiamo anche spostarci leggermente a destra o sinistra, consentendoci di toglierci dalla linea di tiro dei nemici per poi raggiungerli e farli fuori con uno scatto fulmineo.

Man mano che si avanza nel gioco, poi, vengono introdotti continuamente nuovi elementi, sia sotto forma di sfide di platforming - come griglie elettrificate che dobbiamo disattivare con gli shuriken mentre grindiamo su rotaia verso di esse oppure degli elementi del Cybervuoto ai quali possiamo cambiare stato per renderli solidi o intangibili mentre attraversiamo a tutta velocità i livelli - che come nemici, che dai primi semplici archetipi (soldato con pistola e "ghoul" che ci assale e attacca a distanza ravvicinata) virano verso modelli sempre più letali che sparano raggi laser non bloccabili, che sono dotati di scudi oppure grandi mech che lanciano onde di plasma. Questo fa sì che per ogni sezione, sia questa di puro platforming o di combattimento, dobbiamo studiare bene la strategia da adottare per uscirne vivi, e saranno spesso necessarie numerose morti (con riavvii istantanei all'ultimo checkpoint) prima di aver capito bene come fare ed aver padroneggiato il livello. L'intenso trial-and-error è un elemento alla base del design stesso di Ghostrunner 2, quindi aspettatevi di riprovare più e più volte molte sezioni.

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Ma se queste caratteristiche compongono il cuore del gioco, le novità più importanti arriveranno solo a metà della storia, più o meno dalla decima ora di gioco in poi: è in quel momento che, dopo aver svolto un'importante boss fight, ci troviamo a bordo di una velocissima moto, proiettati verso il mondo all'esterno della Dharma Tower. La moto introduce delle meccaniche di gameplay completamente nuove, facendoci sfrecciare per le strade di una wasteland (quasi) deserta e costringendoci a compiere numerosi salti e cambi di strada per evitare burroni e gruppi di auto abbandonate, senza considerare tunnel e strutture in cui le sfide di "guida acrobatica" diventeranno ancor più impegnative e complesse. La moto dispone anche di un mitra montato sul lunotto, quindi in alcuni momenti potremo spazzare via i nemici (lascerò scoprire a voi la loro natura) che ci sbarrano la strada. Ogni tanto però troveremo dei cancelli chiusi, quindi dovremo scendere, liberare un'area dai nemici in sezioni di combattimento analoghe a quelle nella torre, aprire il cancello e poi proseguire.

Non contenti, nelle ore finali del gioco gli sviluppatori di One More Level hanno introdotto un'ulteriore meccanica, la tuta alare, che ci permette di sfrecciare (con autonomia limitata) tra piattaforme lontane, magari mentre sotto di noi gruppi di nemici attendono il nostro arrivo. La continua introduzione di nuove meccaniche come queste contribuisce a rendere il gioco sempre molto vario e mai stancante, fino all'epilogo della storia che potrete trovare oltre le 20 ore di gioco. Se pensate che il primo titolo durava circa 8 ore, qui si parla di un miglioramento decisamente sostanzioso.

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Molto buono anche l'impatto grafico, anche se come leggerete più avanti ci sono aree che brillano particolarmente ed altre più deludenti, con tre modalità disponibili su Xbox Series X: Prestazioni, a 2160p e 60 fps, Qualità, a 2160p e 30 fps, e frame-rate alto, a 1080p e 120 fps, per chi può contare su schermi che lo supportano. Anche Xbox Series S non può lamentarsi, visto che le tre modalità permettono di andare a 1080p/60, 2160p/30 o 1080p/120. La risoluzione è comunque sempre upscalata in tutte le modalità, prioritizzando il frame-rate o la risoluzione a secondo dei casi. Il gioco non supporta per ora il Ray Tracing, ma gli sviluppatori promettono che arriverà su console nel "vicino futuro", così come successivamente arriverà anche il supporto al DirectX 12. Per quanto riguarda la localizzazione, infine, il gioco presenta testi e sottotitoli in italiano, mentre i dialoghi rimangono in inglese.

Amore

Severo ma giusto

- Ghostrunner 2 presenta numerose novità rispetto al precedente episodio, ma quella più importante è sicuramente un miglior bilanciamento della difficoltà ed un miglior design di tutte le sfide. Anche qui la difficoltà è molto alta e ci sono sezioni che vi terranno bloccati per mezz'ora o un'ora finché non le "azzeccate", ma mentre in passato questo era fonte di frustrazione con l'impressione di essere di fronte a muri invalicabili, qui si ha la costante sensazione ci miglioramento continuo: ad ogni round si fa sempre un passo in più, si uccide un nemico in più finché non si arriva al completamento. Quindi si, tosto, ma finalmente in maniera giusta e soddisfacente!

Evoluzione continua

- Altro grande miglioramento rispetto al passato è la continua evoluzione, in termini di ambienti, nemici e nostre abilità, che il gioco introduce fino agli ultimissimi minuti. Mentre il primo Ghostrunner iniziava a sembrare troppo ripetitivo già dopo un paio d'ore, qui non ci si annoia mai perché vengono introdotti continuamente nuovi elementi e nuove sfide. E la cosa stupisce ancor di più se pensate che il titolo dura più del doppio che in passato: il mio timer segnava le 23 ore al raggiungimento dei titoli di coda. Un eccellente miglioramento in termini di di game design.

Puzzle di combattimento

- I combattimenti di Ghostrunner 2 potrebbero essere considerati quasi come dei veri e propri puzzle: entrate in un'area con nemici sparsi un po' ovunque, in aree sopraelevate, in basso, in aria, e con tante vie per arrivare a loro. Ma in ogni area scoprirete man mano che alcune vie sono migliori di altre, che è meglio eliminare prima alcuni nemici invece di altri, creando un po' alla volta la sequenza perfetta per fare piazza pulita. Questo introduce un elemento tattico e - appunto - "puzzle" notevole, costringendoci non solo ad essere impeccabili nei movimenti e nelle nostre azioni, ma anche a studiare bene l'approccio migliore. E quando riuscirete ad inanellare la sequenza perfetta, ve lo garantisco, la soddisfazione sarà tantissima.

Moto e tuta alare

- Molto belle anche queste novità che espandono le nostre capacità di movimento sia all'aperto che al chiuso: anche se non sono prive di problemi e vanno rifinite nel sistema di controllo, sia la moto che la tuta alare rendono ancor più vario ed interessante il titolo. Senza parlare poi di un boss davvero spettacolare, da combattere interamente in sella alla moto e che mi ha lasciato a bocca aperta. Bravi One More Level!

Platforming e Cybervuoto

- Al netto dei problemi di controllo di cui parlo più in basso, anche le sezioni di platforming puro, cioè quelle senza nemici, risultano essere particolarmente ispirate chiedendoci di fare lunghe traversate in cui si alternano salti, grindate su rotaie, lancio di shuriken per attivare i meccanismi e, più avanti, di alternare a tutto questo anche la tuta alare. Una nota di merito va alle sezioni nel Cybervuoto, in cui gli sviluppatori hanno potuto anche prendersi la libertà di stravolgere le leggi fisiche rendendo il gameplay più "arcade" con cambi repentini di gravità, piattaforme in movimento, aree a gravità inferiore e muri energetici da evitare. Tutto molto soddisfacente e sicuramente non banale.

Un mondo al neon

- Molto convincente anche la resa grafica, almeno per quel che riguarda le aree della Dharma Tower, rappresentate come un mondo cyberpunk pieno di neon che si riflettono nelle frequenti pozzanghere, e per il Cybervuoto, che invece ha la forma del classico mondo virtuale alla Tron, con costrutti geometrici fluttuanti e strutture non umane. Gli sviluppatori hanno sicuramente fatto un buon lavoro a livello artistico e di world building, immergendoci in ambienti sicuramente affascinanti.

Odio

Controlli talvolta imprecisi

- In genere i controlli di Ghostrunner 2 funzionano bene e risultano efficaci, ma ci sono alcuni momenti in cui sembra quasi che gli sviluppatori abbiano dimenticato i giocatori che usano un pad: ad esempio sezioni in cui si deve saltare e, mentre si è in movimento, mirare con precisione ad interruttori ai quali sparare gli shuriken, oppure altre in cui, nel Cybervuoto, dobbiamo saltare su piattaforme per raccogliere degli oggetti fluttuanti sopra di noi, senza la possibilità di spostare agevolmente lo sguardo per "puntarli". Situazioni in cui ho avuto l'impressione che un mouse avrebbe svolto un lavoro migliore. Fortunatamente queste sezioni non sono tantissime, ma aggiungono un elemento di frustrazione con qualche morte di troppo.

Un mondo desolato, anche troppo

- All'esterno della Dharma Tower troviamo una wasteland, la classica area post-cataclisma devastata, e dal punto di vista del design non ho nulla da dire… ma passare dai neon e riflessi della torre a questa zona fa un effetto non certo piacevole: grigio ovunque, piattezza degli oggetti sui quali mancano ombre e luci adeguate, assenza di vegetazione che doni un minimo di colore agli ambienti (ma questo potrebbe trovare una giustificazione nella storia)… è chiaro che il motore del gioco non è pensato per gestire un ambiente del genere. Peccato, perché comunque si passano diverse ore in questo deserto di cemento.

Storia confusionaria

- Concludo con una nota di demerito per la storia, che se nei suoi contorni generali è abbastanza chiara, si perde in tanti dettagli poco chiari, che lo saranno ancor meno per chi non ha giocato il primo titolo. Il fatto che poi alcuni dialoghi avvengano nel corso dell'azione, mentre siamo impegnati a non morire piuttosto che a cercare di capire le conversazioni, non aiuta.La narrazione non è sicuramente il forte del gioco, è bene quindi non avere aspettative particolari da questo punto di vista.

Tiriamo le somme

Ghostrunner 2 si è rivelato essere un grande passo avanti rispetto al predecessore, da tutti i punti di vista: qualità, varietà, longevità, game design. Un titolo finalmente maturo e capace di intrattenere dall'inizio alla fine, con sfide dure ma ben bilanciate, in cui il giocatore sente di essere più vicino al successo ad ogni nuovo tentativo. Peccato per una storia un po' fumosa e qualche imprecisione nei controlli, ma se volete un gioco impegnativo che metta alla prova i vostri riflessi, merita sicuramente la vostra attenzione.
8.3

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L'autore

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Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, nel 2002 è cofondatore di MX. Il sito parte per gioco ma diventa una parte sempre più importante della sua vita insieme a lavoro, famiglia e troppi altri interessi: questo lo costringe a rimandare continuamente i suoi piani di dominio sul mondo.

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