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Stray

Recensione - StrayXbox Series X | S Xbox One DigitalGame

A distanza di un anno dall'uscita originale, il "simulatore di gatto" Stray arriva finalmente anche su Xbox. Non ci siamo quindi lasciati sfuggire l'occasione di vestire il manto arancione del simpatico felino protagonista del gioco, e siamo pronti a raccontarvi la nostra esperienza!
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Il Gioco

E' dura, la vita del gatto. Trovare un posto in cui sonnecchiare, le superfici migliori sulle quali farsi le unghie e i posti più interessanti da esplorare con altri gatti sono attività stremanti. Ed è questo tutto ciò a cui era dedito l'innominato micio protagonista di Stray, il gioco dei francesi BlueTwelve Studio, fino a quando, durante un'esplorazione con altri gatti lungo una serie di vecchi canali di scolo ormai invasi dalla vegetazione, non fa un salto sbagliato finendo per scivolare in fondo ad una profondissima struttura di cemento. La caduta lo fa svenire, e quando si risveglia, ancora dolorante, si ritrova all'interno di una serie di tunnel che lo portano tra i vicoli deserti di una città sconosciuta piena di insegne luminose. Intrufolandosi all'interno di uno degli appartamenti, si imbatte in un computer apparentemente animato da un'IA che, tramite indicazioni sul proprio schermo, gli chiede di portargli un piccolo drone da utilizzare per uploadare la propria "coscienza". Nei panni del micio esploriamo l'appartamento per cercare il drone ed anche alcuni accumulatori necessari per alimentare il PC e, una volta trovato e consegnato il tutto, avviene l'upload e questo si anima, spiegandoci che si chiama B-12 ma che non ricorda molto del suo passato, perché la sua memoria è corrotta.

MX Video - Stray

La nostra avventura inizia così, in compagnia del drone che diventerà nostro amico fidato e strumento inestimabile per interagire con il mondo del gioco: B-12 dispone infatti di una tecnologia, simile a quella vista in Borderlands, che gli permette di dematerializzare gli oggetti trovati per poterli inserire nel suo inventario digitale e ri-materializzarli poi quando necessario, e che è alla base delle meccaniche del gioco che ci vedranno cercare, raccogliere ed utilizzare vari oggetti; è così, inoltre, che fa indossare al nostro micio una speciale pettorina pensata come alloggiamento per sé stesso.

Iniziando ad esplorare la misteriosa città in compagnia del drone, scopriamo presto che questa non è in realtà disabitata, anche se non c'è traccia di essere umano: gli abitanti sono infatti degli automi che, piuttosto curiosamente, si vestono e comportano come esseri umani, e con i quali siamo in grado di interagire tramite il nostro amico drone che fa da traduttore (come il micio sia in grado di comunicare col drone, o di leggere i monitor dei PC, questo non viene spiegato ma si sa, i gatti sono pieni di segreti che non comprendiamo). Ed è proprio iniziando a parlare con questi automi che scopriamo di trovarci in una città sotterranea creata dagli umani ma dalla quale sono tutti scomparsi e che ora è rimasta isolata dal resto del mondo a causa di un qualche catastrofico evento; sta quindi a noi indagare maggiormente per scoprire di più su questo strano luogo e, soprattutto, per trovare una via di fuga verso l'esterno, che gli automi chiamano "l'oltre". E, magari, riuscire anche a rimuovere il blocco della città così da riconnetterla col mondo esterno.

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Queste sono le basi della storia di Stray, che si presenta, dal punto di vista delle meccaniche di gioco, come un platform-adventure in terza persona in cui possiamo esplorare liberamente la città sotterranea in cui ci troviamo, potendo contare sulle capacità atletiche del nostro micetto per raggiungere luoghi più alti e risolvere puzzle basati principalmente sul reperimento di oggetti. Non è presente una mappa e non c'è un indicatore che ci mostri il nostro obiettivo (anzi, è assente qualsiasi tipo di HUD o interfaccia a schermo), quindi quando ci viene affidato un obiettivo dobbiamo osservare l'ambiente circostante per capire come raggiungerlo, spesso cercando di raggiungere punti molto elevati salendo tra i tetti dei palazzi.

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Si tratta di un'avventura fortemente basata sulla narrazione, quindi si parla molto con i diversi personaggi che ci affidano missioni, ci rivelano frammenti della storia del luogo e talvolta ci accompagnano anche in alcune sezioni, ma non mancano anche sequenze più "concitate". Il mondo del gioco è infatti invaso da piccoli animaletti che ci aggrediscono non appena ci vedono, quindi inoltrarci nei loro territori avvia delle sequenze di fuga nelle quali dobbiamo cercare di attraversare queste aree il più velocemente possibile, arrampicandoci e saltando tra le varie strutture per sfuggire a questi esseri. E procedendo nella storia capita anche di incontrare dei droni di sicurezza che ci sparano a vista, quindi in questo caso il gameplay diventa più stealth, vedendoci impegnati a trovare qualsiasi via alternativa per sfuggire alla loro vista o nascondendoci nei cartoni per non essere notati. Troviamo anche una componente collezionistica, sotto forma dei frammenti di memoria di B-12 che possiamo raccogliere in punti chiave dove e che lo aiuteranno a ricostruire il suo passato.

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L'avventura vi terrà impegnati per circa 5 ore, un po' di più se vorrete esplorare ogni angolo dei diversi ambienti (il gioco inizia nella città ma poi troviamo anche altre ambientazioni man mano che cerchiamo di raggiungere l'esterno), e presenta una completa localizzazione in italiano, anche se non esistono dialoghi parlati perché tutte le interazioni con altri personaggi avvengono tramite lo schermo olografico del nostro drone.

Amore

Miao!

- Gli sviluppatori di BlueTwelve sono riusciti nell'intento di metterci nei panni di normale gatto, non un mutante o un essere fantastico, ma un comune gatto di strada, dotando il protagonista di tutte le movenze tipiche di un gatto, dedicando persino un bottone a farlo miagolare e aggiungendo tocchi come punti in cui farlo acciambellare per un pisolino o tappeti sui quali possa farsi le unghie (ma non sembra aver bisogno di fare i bisogni!), solo per il gusto di farlo. Controllare il nostro micetto è davvero un piacere, e vivere il mondo dal suo punto di vista, saltando sui tavoli o sgattaiolando negli spazi stretti, è davvero un piacere. Solo per questo, il gioco merita un sequel in cui potremo nuovamente interagire con questo amabile gattino!

Mondo dettagliato e convincente

- Il secondo protagonista di Stray è indubbiamente il mondo di gioco, caratterizzato prima da una splendida città dal sapore cyberpunk piena di insegne luminose e che si estende tanto in verticale quanto in orizzontale, per poi arrivare in altre aree maggiormente invase dalla vegetazione o più tecnologiche. Tutto è reso graficamente in maniera splendida, con tanti piccoli dettagli ovunque ed un ottimo utilizzo dell'illuminazione. E' un vero peccato che non ci sia una modalità fotografica, ma l'assenza dell'hud facilita comunque la cattura di queste splendide ambientazioni.

Gameplay semplice ma efficace

- I controlli di Stray sono estremamente semplici, e si limitano per gran parte del gioco a farci muovere il micio, saltare tra una superficie e l'altra e interagire con i personaggi. Ci sono poi casi sporadici in cui si fa anche qualcos'altro, ma in soldoni è tutto qui. Eppure questa formula funziona molto bene, riuscendo a farci immedesimare efficacemente nella nostra controparte felina senza troppe complicazioni. Il tutto scorre via molto facilmente e piacevolmente, e questo è sicuramente un pregio.

Odio

Sezioni noiose

- La semplicità del gameplay di Stray ha però un lato negativo: a volte risulta tutto fin troppo ripetitivo, dando quasi un feeling da walking simulator (anche se qui è tutto molto più variegato). Spesso ogni cosa si limita ad un "vai qui, prendi l'oggetto, portalo lì", senza grandi sfide nel portare a termine il compito, quindi l'esperienza tende spesso al ripetitivo e noioso, senza però caderci in maniera eccessiva. E' bene comunque affrontare questo titolo senza l'aspettativa di un'esperienza adrenalinica.

Dove devo andare?

- Uno dei problemi che ho incontrato, talvolta, era di rimanere bloccato senza sapere bene cosa fare o dove andare per completare un certo obiettivo. Può capitare che la descrizione dei luoghi da raggiungere non sia a volte accuratissima (forse anche a causa della traduzione), o che non si abbia semplicemente chiaro cosa fare per proseguire. Mi è capitato anche, un paio di volte, di dover tornare in un luogo già visitato ma non ricordavo più come dove fosse in città. In questi casi si inizia a girare un po' casualmente o ad interagire con tutti gli oggetti finché non si raggiunge l'obiettivo; una mappa o indicazioni più accurate avrebbero sicuramente aiutato.

Finale poco convincente

- La storia di Stray è molto interessante, e man mano che proseguiamo scopriamo interessanti dettagli sul mondo esterno iniziando al contempo ad affezionarci con determinati personaggi. Quando arriviamo alla fine, però, tutto si conclude fin troppo velocemente senza offrirci una conclusione particolarmente emotiva, e tante domande rimangono senza risposta. Motivo in più per desiderare un sequel!

Tiriamo le somme

Stray è un'affascinante e riuscita "avventura gattara", che riesce a farci immedesimare bene nel piccolo felino protagonista e nel farci vivere il suo splendido mondo dal punto di vista di questa agilissima creatura. L'interessante storia potrebbe aver avuto un finale migliore e alcune sezioni risultano un po' stancanti o ripetitive, ma se amate i titoli originali e diversi dal solito, e soprattutto se amate i gatti, questo è sicuramente un gioco da provare.
7.5

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L'autore

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Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, nel 2002 è cofondatore di MX. Il sito parte per gioco ma diventa una parte sempre più importante della sua vita insieme a lavoro, famiglia e troppi altri interessi: questo lo costringe a rimandare continuamente i suoi piani di dominio sul mondo.

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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