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Recensione - Resident Evil 7 biohazard

Dopo quattro anni d'attesa Capcom torna ad occuparsi della serie principale di Resident Evil, e lo fa con un titolo capace di rappresentare contemporaneamente sia una rottura col passato che un ritorno alle origini della serie: scoprite in che modo, nella nostra recensione di Resident Evil 7 biohazard!

Il Gioco

Ethan Winters è un uomo normale, come tanti, che dopo la morte della moglie Mia avvenuta durante un viaggio nel 2014, ha stretto i denti e cercato di continuare la propria vita: questo fino ad oggi, quando Ethan riceve un misterioso video dalla moglie e, investigando sulla provenienza del filmato, scopre che è stato uploadato da una villa nella Luisiana, in pieno bayou. L'uomo non può ignorare la remota possibilità che la consorte sia ancora viva e si mette quindi in viaggio verso la residenza, apparentemente abbandonata proprio dal 2014 quando gli occupanti, la famiglia Baker, scomparvero nel nulla. Qui inizierà una lunga esplorazione, una vera e propria odissea che lo metterà a confronto con impensabili orrori.

E qui mi devo fermare con la descrizione della trama di Resident Evil 7 biohazard: già, perché Capcom è stata finora molto attenta a rivelare selettivamente solo una parte della storia del gioco, ossia l'esistenza della villa e dei suoi inquietanti proprietari, i redivivi Baker, dediti al cannibalismo e che appaiono molto contrariati per la presenza di Ethan. In realtà man mano che la esplorerete scoprirete che la villa nasconde molto più di questo e soprattutto che è molto più ampia di quanto ci è stato mostrato nella demo del gioco, che di fatto era ambientata nella piccola "casa per gli ospiti" della tenuta, una dépendance separata dalla villa principale che visitiamo all'inizio del gioco. La stessa demo presentava in realtà una storia, personaggi e contenuti non presenti nel gioco, proprio per non rivelare nulla del titolo finale. E' quindi bene che, qualora decidiate di giocare la nuova avventura horror, scopriate da soli i molti misteri che vi aspettano.

Quello di cui posso parlarvi, però, sono il gameplay e la struttura generale del gioco; come saprete se non avete scoperto solo oggi l'esistenza del titolo, Resident Evil 7 biohazard introduce una caratteristica di grande rottura col passato della serie, ossia la visuale in prima persona, con la totale assenza di qualsiasi hud o indicatore a schermo. Questo non significa che il gioco sia diventato però un FPS, anzi: Ethan si muove piuttosto lentamente anche quando corriamo, inoltre il fatto di essere un uomo qualunque alla ricerca della moglie perduta, non addestrato quindi per situazioni di pericolo, lo rende impacciato e sicuramente non pronto ad affrontare quello che lo attende a Villa Baker. Il gameplay di base è quello di tante avventure esplorative in prima persona: ci muoviamo con i classici controlli "da FPS" ed è possibile interagire con mobili e oggetti. E' inoltre presente un inventario, inizialmente piuttosto ridotto ma espandibile nel corso del gioco, in cui inserire alcuni oggetti da utilizzare poi quando necessario.

MX Video - Resident Evil 7 biohazard

Quello che colpisce immediatamente del titolo è la grande atmosfera che lo permea: le ambientazioni sono tutte scarsamente illuminate, quel tanto che basta per farci distinguere tutto senza problemi pur lasciando aree in ombra per far trapelare raggi di luce dalle sporchissime finestre sbarrate da assi e filo spinato, contribuendo a dar vita ad un aspetto complessivamente decadente e abbandonato. A questo concorre anche l'ottimo design degli ambienti, ricchi di dettagli come oggetti lasciati ovunque, articoli di giornale, fotografie e appunti che man mano iniziano a farci capire qualcosa sulla storia del posto e dei suoi abitanti.

Quindi visuale in prima persona, ambienti decadenti, possibilità di interagire con gli oggetti. Siamo allora di fronte ad un walking simulator alla Slender e Layers of Fear o ad un horror game alla Outlast? Assolutamente no. Certo, è vero, la demo del gioco ha fatto del proprio meglio per darci questa impressione e non so dirvi perché Capcom abbia voluto dare al gioco questo tipo di immagine pre-lancio, ma dopo qualche ora vi renderete conto di come, al di là del cambio di visuale, Resident Evil 7 biohazard sia in realtà "un vero Resident Evil", il più vicino alle origini della serie dal quarto in poi. Il gioco non è infatti basato unicamente sull'esplorazione e sull'utilizzo occasionale di qualche oggetto, ma ci sono anche una buona dose di combattimenti con armi da fuoco e gestione delle risorse. Come ho già accennato, infatti, abbiamo a disposizione un inventario nel quale depositare diversi oggetti raccoglibili negli ambienti: tra questi troviamo abbastanza presto una pistola, che sarà in seguito accompagnata da altri tipi di armi più potenti, e risorse varie come munizioni e flaconi di "soluzione medica", utili a guarire dalle ferite (indicate dal progressivo "sanguinamento" dello schermo). Non pensiate però di poter far piovere piombo a piacimento o di potervi curare continuamente dalle ferite, perché le risorse sono estremamente limitate e vanno quindi dosate con cura; inoltre nel corso dell'esplorazione vi capiterà di trovare anche delle buste di "fluido chimico" oltre a polvere da sparo o erbe medicinali: unendo il fluido con la polvere si possono creare proiettili, mentre unendolo con l'erba si creano flaconi di soluzione medica. Anche queste risorse sono estremamente limitate, e quando le troviamo sta a noi decidere se consumarle per la creazione di proiettili o di soluzioni mediche, a seconda di quello che crediamo ci servirà di più. Di sicuro non ci converrà lasciarle inutilizzate nell'inventario visto che gli slot sono preziosi e si riempiono velocemente, quindi meglio decidere subito come utilizzare le varie risorse. Ancor più rare sono anche delle pillole di psicostimolante che, una volta assunte, mostrano per un breve periodo la posizione di tutti gli oggetti raccoglibili: di queste ne troverete pochissime durante l'intera avventura e non è necessario usarle, ma torneranno senza dubbio utili ai completisti per ripulire completamente gli ambienti.

Quindi abbiamo capito che ci sono anche le armi, ma come si svolgono i combattimenti, e soprattutto con chi? Ovviamente con quei simpaticoni della famiglia Baker, che sembrano determinati a non permetterci di lasciare la casa, ma anche con strane e raccapriccianti creature che incontrerete dopo qualche ora di gioco, da sole o al massimo in gruppi di più di 2-3 per volta: queste possono essere di diversi tipi, spesso hanno forma antropomorfa e si muovono camminando verso di noi, ma altre volte appaiono come esseri quadrupedi che saltano velocemente da una parte all'altra e più difficili da colpire. Ma non pensiate che i combattimenti siano così semplici: oltre alla costante scarsità di proiettili c'è anche il fatto che mirare (premendo il grilletto sinistro) riduce drasticamente la già bassa velocità di Ethan, rendendoci facilmente attaccabili dai nemici che sono invece spesso piuttosto veloci ed agili. Anche prendere la mira non è certo uno scherzo visto che il mirino si muove piuttosto lentamente, e può capitare di mancare un nemico soprattutto se miriamo alla testa e questo scarta velocemente. Aggiungete a questo il fatto che anche ricaricare l'arma è un'azione piuttosto lenta, e capirete come i combattimenti possano trasformarsi velocemente in un continuo ed ansiogeno spara - scappa - spara - ricarica - scappa e così via, ma potrà capitarvi anche di voler evitare del tutto dei combattimenti quando vorrete risparmiare i proiettili, cercando di fuggire dai nemici e nascondendovi; alcune fasi richiedono proprio di cercare di evitare determinati nemici finché non si è trovata l'arma più adatta a sottometterli, costringendoci in un ansiogeno e frenetico nascondino. I combattimenti che non potrete proprio evitare sono invece quelli con i boss, fasi particolari che incontrerete più volte durante il gioco e che vi richiederanno di confrontarvi con nemici particolarmente coriacei da abbattere, con tattiche ogni volta diverse. Chiaramente anche durante queste fasi sarete sempre lenti e con le scorte contate, quindi vi lascio immaginare il livello di tensione che possa crearsi in tali situazioni.

Questo tipo di combattimenti e di gestione delle risorse richiama molto alla mente i primi Resident Evil, e non è l'unico elemento classico che fa il suo ritorno nel gioco: la struttura stessa della villa e delle altre location che visiterete (eh già, il gioco non si limita alla sola villa ma anche a tutta una serie di ambienti limitrofi) attinge al passato con una struttura aperta e non lineare, caratterizzata da piani multipli e aree inaccessibili da sbloccare ottenendo delle apposite chiavi o risolvendo specifici enigmi. Come nei primi RE, infatti, tutti gli ambienti sono suddivisi in stanze chiuse da una porta: spesso le porte sono aperte e quindi direttamente accessibili, ma altre volte presentano delle effigi particolari e sono apribili solo dopo aver trovato le chiavi relative o oggetti specifici. Persino la mappa, richiamabile velocemente a schermo, è molto simile a quelle presenti nei primi RE. Troviamo anche alcuni passaggi segreti da aprire tramite la proiezione su dei quadri di particolari ombre, ma comunque in generale gli enigmi sono tutti piuttosto semplici tranne uno che troverete nella seconda metà del gioco e che risulta essere piuttosto impegnativo se non si osservano bene tutti gli elementi a nostra disposizione. In generale la possibilità di raccogliere oggetti, esaminarli e poi portarli con noi per utilizzarli altrove ricorda molto i primi RE, così come anche la raccolta di documenti che vengono poi organizzati in un apposito menu per rileggerli quando vogliamo. Non manca neanche l'elemento collezionistico, con determinati pupazzetti da trovare e distruggere, e la raccolta di monete antiche che potranno servire per sbloccare alcune armi o potenziamenti specifici.

In ogni area troviamo inoltre delle "stanze sicure" nelle quali rifugiarci e che contengono un mangiacassette tramite il quale salvare la partita - sono supportati i salvataggi multipli così da poter memorizzare il nostro progresso durante le diverse fasi - ed una cassa nella quale depositare gli oggetti che non ci servono immediatamente, così da far spazio nell'inventario. Tutto quello che poniamo nella cassa sarà sempre presente anche nelle casse delle altre aree, quindi non dovremo preoccuparci di spostare gli oggetti da un'area all'altra. In queste "safe rooms" troviamo anche dei telefoni tramite i quali alcuni personaggi chiave della storia ci chiameranno di tanto in tanto per darci delle indicazioni su cosa fare.

Altro elemento interessante del titolo sono delle videocassette con registrazioni di vari personaggi che, se riprodotte tramite dei videoregistratori presenti in diverse aree, ci permettono di vivere in prima persona le storie di altri personaggi, spesso ambientate in aree che non abbiamo ancora esplorato così da darci un'anticipazione di quello che ci aspetta. Sono sessioni per la maggior parte opzionali ed evitabili, ma ovviamente aggiungono varietà al titolo. Non che questa manchi: come ho accennato, oltre alla casa incontrerete anche altre location, alcune delle quali totalmente inattese, quindi non pensiate che tutto il gioco si riduca ad esplorare continuamente le stesse stanze della villa.

Arrivare alla fine dell'avventura mi ha richiesto, a livello "Casa degli orrori" (ossia normale, il più alto disponibile per la prima run), circa 11 ore; all'inizio del gioco è possibile selezionare anche il livello "Casa dolce casa" (facile) che semplifica sia i combattimenti che gli enigmi. Una volta terminata l'avventura a difficoltà normale si sblocca inoltre la nuova difficoltà Manicomio che offre la sfida maggiore: non solo i combattimenti sono più difficili a causa di un maggior numero di nemici e minori oggetti e munizioni, ma viene modificata anche la posizione di oggetti importanti così da doverli cercare nuovamente anche se ricordavate dov'erano nella precedente run. Ma non è tutto: circa 3 ore prima del termine della storia, dovrete fare una scelta importante che vi porterà poi ad uno dei due finali possibili per il gioco. Se vorrete vederli entrambi dovrete quindi ricaricare il salvataggio precedente a quella scelta (qualora non l'abbiate sovrascritto, ovviamente) e rigiocare l'ultima parte di gioco.

Il titolo possiede infine la possibilità di caricare sui server Capcom i nostri dati per confrontarli con delle classifiche online, ma probabilmente prima del lancio questa feature era inattiva, visto che non mi è stato possibile esaminare alcuna classifica.

Amore

Un nuovo intrigante inizio

- La storia di Resident Evil 7 biohazard si fa sempre più profonda ed interessante man mano che la esploriamo: all'inizio sembra un classico horror movie a base di psicopatici redneck stile Non aprite quella porta, ma un po' alla volta inizierà ad emergere una trama di fondo sempre più complessa, che vi farà capire il perché di tutti quei raccapriccianti eventi. Ed è anche il punto perfetto per iniziare a seguire la serie da parte dei neofiti: pur mantenendo dei punti di contatto con la mitologia classica della serie (che non si paleseranno però prima delle ultime ore), il titolo procede praticamente in maniera completamente slegata ed autonoma, ponendosi così come un nuovo e promettentissimo inizio per tutta la saga di Resident Evil.

La tradizione nell'innovazione

- Ciò che colpisce molto di Resident Evil 7 biohazard è come l'introduzione di un'innovazione quale la visuale in prima persona abbia permesso agli sviluppatori di riportare al contempo la serie alle sue origini, grazie alla lentezza di mira ed alla scarsità di risorse che portano ad una forte ansia nelle situazioni più concitate. Poi gli enigmi, le porte da sbloccare, la gestione dell'inventario, le voci del diario… c'è tutto. Se siete tra quelli - e ne ho visti molti sui social - che pensano "questo non è un vero Resident Evil", probabilmente vi siete solo fatti un'idea sbagliata sulla base di una demo piuttosto fuorviante. Giocatelo tutto e vi renderete conto di come questo sappia essere più "RE" di tutti gli episodi usciti dal 4 in poi.

Atmosfera e paura

- Altro grande risultato del team Capcom è stato quello di essere riusciti a creare un titolo altamente atmosferico grazie ad un grande design degli ambienti ed a situazioni assolutamente raccapriccianti, assurde e talvolta addirittura disgustanti, con personaggi molto ben caratterizzati nella loro follia che spesso vi inseguiranno terrorizzandovi, con tanto gore ed alcuni autentici spaventi che vi prenderanno quando meno ve lo aspettate. Vi sentirete poi letteralmente perseguitati da un particolare personaggio che vedrete comparire spesso durante le vostre esplorazioni. Gli autori del gioco sanno cosa significa creare un'opera d'orrore, e con Resident Evil 7 biohazard lo dimostrano alla grande.

Level design

- Un ottimo lavoro è stato fatto anche sul fronte del puro level design: tutti gli ambienti sono interconnessi tra loro ed esplorabili liberamente, ma all'inizio molte strade risultano bloccate costringendoci ad esplorare attentamente tutti gli ambienti per trovare le chiavi e gli altri oggetti per proseguire. Anche la varietà non manca, e ben presto vi sposterete dalle mura domestiche della villa per visitare ambienti di tipi diversi, che ovviamente non vi anticipo.

Combattimenti boss

- I vari combattimenti con i boss sono stati una vera sorpresa: estremamente vari ed impegnativi, vi richiederanno di capire come affrontare al meglio ognuno di essi muovendovi per l'ambiente senza finire uccisi prima del tempo. Delle vere boss battle come solo un team giapponese sa realizzare: creative, soddisfacenti, mai frustranti e soprattutto memorabili. Vedrete!

Comparto audio

- Gran parte della grande atmosfera e tensione che Resident Evil 7 biohazard sa creare è dovuta ad un ottimo sonoro ambientale: mentre esploriamo le varie aree, piccoli rumori, scricchiolii o anche porte che sbattono ci mettono costantemente in allerta facendoci temere per l'imminente arrivo di terribili pericoli, e la qualità di tutti i suoni è eccellente, con effetti estremamente realistici e convincenti. Ottimo anche il doppiaggio italiano di tutte le voci, ben recitate e sempre adatte alla situazione.

Realizzazione grafica e cura per il dettaglio

- Resident Evil 7 biohazard non sarà magari tra i migliori titoli sul mercato dal punto di vista grafico soprattutto per via di un aliasing un po' eccessivo e texture talvolta poco definite , ma risulta comunque molto convincente grazie ad un ottimo motore d'illuminazione che riesce a rendere realistiche ed estremamente tetre tutte le ambientazioni, oltre alla grande cura per il dettaglio posta dagli sviluppatori nella realizzazione di tutti gli ambienti. Ogni singola location sembra realmente vissuta, grazie a tantissimi piccoli dettagli sparsi ovunque e mai duplicati tra gli ambienti. Un eccellente lavoro di design grafico ed artistico.

Odio

Qualche problema d'interfaccia

- In generale nel gioco scorre tutto senza problemi, ma in un paio di occasioni mi sono ritrovato ad avere dei problemi perché non era ben chiaro cosa dovessi fare. In un caso specifico è capitato che un oggetto importante per la storia non fosse mostrato come "interagibile" dal gioco (in genere quando lo sono c'è l'indicazione di pressione di un tasto), e non avevo quindi capito che era da usare. Solo dopo vari giri a vuoto ho provato a premere il pulsante A sull'oggetto, scoprendo che potevo così interagire con esso. Allo stesso modo all'inizio alcuni contenitori sembravano apparentemente inutili perché potevano essere aperti solo dopo averli ruotati in un certo modo, così dopo averlo scoperto sono dovuto andare in cerca di tutti quelli che avevo lasciato indietro per scoprirne il contenuto.

Tiriamo le somme

Con Resident Evil 7 biohazard Capcom ha fatto una grande scommessa: un gioco completamente focalizzato sull'esperienza in singolo, senza modalità secondarie e con un cambio radicale di gameplay rispetto ai precedenti episodi, passando alla visuale in prima persona e riesumando e rielaborando meccaniche tipiche dei primissimi episodi della serie. Tante cose sarebbero potute andare male, ma la scommessa risulta invece vinta alla grande: quello che otteniamo è un titolo avvincente, ricco di tensione e spaventoso, che vi terrà sulle spine dall'inizio alla fine coinvolgendovi con una trama man mano sempre più intrigante (e che, anche una volta terminata, non mancherà di far discutere i fan che avanzeranno le proprie teorie sull'accaduto). Un grande nuovo inizio per la serie, che saprà convincere sia i fan di vecchia data che i nuovi arrivati, e la conferma di come, in un mercato sempre più dominato dai titoli multigiocatore, possa esserci ancora spazio per le grandi produzioni single player. In poche parole, un successo.
9.2

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L'autore

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Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, nel 2002 è cofondatore di MX. Il sito parte per gioco ma diventa una parte sempre più importante della sua vita insieme a lavoro, famiglia e troppi altri interessi: questo lo costringe a rimandare continuamente i suoi piani di dominio sul mondo.

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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