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Recensione - Virginia

La vita di un'agente dell'FBI può essere difficile, soprattutto se oltre ai casi dei quali dobbiamo occuparci siamo chiamati anche ad investigare sui colleghi con i quali lavoriamo giornalmente. Questa è la situazione davanti alla quale prova a metterci l'inusuale avventura narrativa Virginia; ecco di cosa si tratta.

Il Gioco

Virginia è senza dubbio un titolo molto particolare: ricade nella categoria "walking simulator", quei giochi che ci narrano una storia facendoci esplorare le ambientazioni e limitando le nostre interazioni all'esame di qualche oggetto, senza meccaniche puzzle o di altro tipo. Se avete giocato a titoli come Gone Home, Dear Esther o Firewatch dovreste avere un'idea del tipo di gioco, ma l'avventura dei londinesi Variable State risulta comunque piuttosto diversa anche da questi. Lo si nota sin dalle prime battute, quando facciamo conoscenza con la protagonista, l'agente di colore Anne Tarver; vissuto interamente con visuale in prima persona, il gioco si apre con Anne davanti allo specchio di un bagno, visibilmente tesa e intenta a mettersi il rossetto. Il controllo passa poi a noi: ci avviciniamo alla porta del bagno, la apriamo e ci ritroviamo in quello che sembra un corridoio pieno d'uffici, alla fine del quale troviamo tre uomini in fila su una scala, con una donna che gli indica quando andare avanti. Il primo procede, gli altri due fanno un passo avanti e lo facciamo anche noi (tutte le azioni si fanno con lo stick sinistro o con una pressione del tasto A). Lo stesso avviene poi con gli altri due, finché non ci troviamo davanti alla donna che ci indica di procedere e, girando lo sguardo, scopriamo che ci troviamo all'estremità di un palco dal quale un uomo ci fissa, in attesa. Procediamo verso di lui: ci consegna un distintivo dell'FBI mentre il pubblico applaude e decine di flash irrompono dall'oscurità della platea. Anne ha appena concluso il suo percorso formativo a Quantico, diventando un agente del Federal Bureau of Investigations. Fin qui tutto normale, ma subito dopo aver ricevuto il distintivo improvvisamente tutti i presenti in sala spariscono, le luci virano al rosso e restiamo da soli sul palco, con il suono di un'unità di supporto vitale proveniente da un registratore apparso alle nostre spalle. Ci dirigiamo verso di esso, lo spegniamo… e ci troviamo improvvisamente fuori la porta di un appartamento. Entriamo, varchiamo il salotto, arriviamo in camera da letto e notiamo una donna che dorme, di spalle. La giriamo… ed è Anne stessa! Non facciamo in tempo a stupirci che suona la sveglia: era solo un sogno. E' ora di prepararsi per la prima giornata di lavoro all'FBI.

Questa prima sequenza non è l'unica che ci porrà a metà tra l'onirico ed il reale: l'intera storia si muove in equilibrio tra la realtà, i sogni/incubi della protagonista ed i suoi ricordi, senza però avvertirci di cosa sia cosa. Sta al giocatore capire cosa sta guardando, decifrando gli avvenimenti che potrebbero anche non essere immediatamente chiari o aver senso: da questo punto di vista si nota molto l'influenza nel gioco dello stile surrealista di David Lynch. La storia procede poi con la protagonista convocata dal direttore del suo dipartimento, che le affida il suo primissimo e già segreto compito: indagare sulla sua partner Maria Halperin, sospettata di condotte illecite non meglio specificate. Dopo di ciò scendiamo nel sotterraneo dell'edificio dov'è relegato l'ufficio di Maria, un chiaro richiamo all'ufficio di Fox Mulder in X-Files. Con la nostra partner non ci occupiamo però di eventi paranormali o ufologici: ci è appena stato affidato il caso di un ragazzo scomparso a Kingdom, un vicino paese rurale, e ci avviamo quindi in macchina per iniziare le indagini. Da qui parte una storia che ci terrà occupati per circa due ore scarse e che ci metterà a confronto non solo con la realtà di Kingdom ma anche con la nostra partner, portandoci ad indagare a fondo sul suo passato e mettendoci di fronte a importanti dilemmi.

MX Video - Virginia

Virginia si distingue, oltre che per la particolare storia tra l'onirico e il reale, principalmente per due elementi: il taglio registico e la scelta di narrare il tutto senza dialoghi. A differenza di altri "walking simulator", il gioco non ci chiede di percorrere lunghi tratti nei quali non possiamo far altro che camminare e guardarci intorno, ma taglia tutto il superfluo esattamente come in un film il regista non ci mostra tutta la strada percorsa da un personaggio ma solo la partenza e l'arrivo, o magari i punti salienti. Un esempio: nella scena in cui scendiamo verso l'ufficio di Maria nel sotterraneo, il gioco ci vede procedere per pochi secondi in un corridoio, poi taglia istantaneamente al momento in cui scendiamo una scala a chiocciola, e poi con un altro taglio ci pone di fronte all'ufficio della nostra partner. Tutta la narrazione del gioco è piena di questi salti, facendoci così vivere i soli momenti salienti della storia: è anche per questo che a volte non è immediato distinguere tra realtà e sogno, perché quando c'è uno stacco non è mai chiaro se stiamo vivendo la scena successiva nella realtà, o un altro sogno. Ed il tutto, come accennato, senza dialoghi: bastano l'espressività (ottima, capace di trasmettere una buona gamma di emozioni) ed il linguaggio del corpo dei personaggi per capire - o almeno intuire - ogni situazione.

A tutto questo si affianca un impianto narrativo volutamente surreale e poco esplicito, nel quale gli sviluppatori non dicono mai forte e chiaro come stanno le cose ma lasciano il tutto all'interpretazione del giocatore. A tal punto che, alla fine della storia, rimarrete sicuramente a grattarvi la testa pensando "ma che è successo?". Almeno questa è la reazione che ho avuto io, tanto che ho voluto rigiocare l'intera storia una seconda volta (per chi non volesse farlo, è possibile rifare singoli atti da un apposito menu) per poter inquadrare meglio il tutto, e nonostante ciò gli interrogativi rimasti sono molti: come per le opere del già citato Lynch, Virginia è fortemente aperto alle interpretazioni individuali ed è pensato per invogliare i giocatori alla discussione, facendogli elaborare le proprie teorie e parlandone tra loro.

Finora ho parlato di narrazione, tagli registici, storia, ma non di gameplay vero e proprio: questo perché, come accennato inizialmente, oltre a camminare per i vari scenari non c'è molto altro da fare: troviamo oggetti e personaggi con i quali interagire, ma generalmente si tratta di semplici pressioni di un tasto del pad obbligate per continuare nella storia, nessuna "sfida" o enigma di alcun tipo. Unica concessione ludica sono alcuni collezionabili come dei fiori da raccogliere, o degli oggetti con i quali interagire per sbloccare specifici obiettivi. Da questo punto di vista siamo più vicini ad un film d'animazione interattivo che ad un vero "gioco": non necessariamente un lato negativo, dipende chiaramente dalle preferenze di ognuno.

Amore

Stile artistico

- Virginia si presenta con uno splendido stile visivo, caratterizzato da un mondo a bassa mole poligonale e dai colori omogenei, che però il motore d'illuminazione e l'ottimo design artistico riescono a far brillare in scenari assolutamente evocativi, che sia l'interno di un diner americano, un ufficio federale o un panorama di campagna. Il tutto abbellito da un'ottima cura per i dettagli, come i molti oggetti presenti negli ambienti o l'uso della luce rossa in situazioni specifiche. Davvero un gran bel vedere.

Recitazione senza parole

- L'avventura ideata da Variable State è completamente muta, ma questo non impedisce ai personaggi di riuscire a comunicare con noi nonostante il loro design stilizzato: questo è possibile sia grazie all'ottima e sorprendente espressività dei volti, che riesce a trasmettere efficacemente le loro emozioni, sia alla loro mimica corporea dove ogni movimento ha lo scopo di comunicarci qualcosa. Un risultato che pochi giochi, anche tra i più blasonati, possono vantare di aver raggiunto.

Tagli registici

- Ottima la scelta degli sviluppatori di farci giocare attraverso una serie di tagli che ci portano continuamente da un'ambiente all'altro scartando le parti transitorie che sarebbero altrimenti state più noiose, il tutto senza pause o caricamenti. Un ottimo modo di narrare questo tipo di storie, e credo che anche altri studi impegnati in titoli del genere prenderanno nota.

Musica

- La colonna sonora di Virginia è perfetta: riesce a riempire efficacemente il vuoto lasciato dall'assenza di dialoghi, e lo stile richiama molto lo stile musicale di Twin Peaks contribuendo a creare l'atmosfera misteriosa ed onirica del gioco.

Odio

Ma che è successo?

- Premetto che personalmente non sono un grande fan delle trame oniriche, del dico/non dico e del lasciare tutto all'interpretazione dello spettatore, lettore o giocatore. Per questo motivo, anche se non mi è dispiaciuta la storia generale che si muove sulle due strade parallele del ragazzo scomparso e dell'indagine sulla partner della protagonista, non ho gradito troppo il fatto che tante domande siano lasciate senza risposta o, peggio ancora, che si siano volute confondere le acque con una serie di sequenze che mi sono sembrate avere davvero poco senso. E' sicuramente un gioco del quale i fan parleranno molto e si scambieranno teorie e opinioni, quindi questo obiettivo è sicuramente centrato, ma personalmente avrei gradito una trama un po' più concreta. Ovviamente se siete amanti di questo tipo di trame, spostate pure questo paragrafo in sezione "Amore" e aggiungete un punto al voto.

Interazione quasi zero

- Anche per un gioco appartenente al genere "walking simulator", Virginia offre un'interazione fin troppo bassa, limitandosi a farci camminare e premere un bottone ogni tanto, facendci sentire meri spettatori delle vicende di Anne e della sua collega. Aumentare un po' più l'interattività, rendendoci partecipi di determinate scelte o chiedendoci di trovare ogni tanto qualche oggetto, non avrebbe guastato e ci avrebbe magari coinvolti maggiormente.

Aspetta, che c'è scritto? Aspetta!

- Virginia è muto, ma questo non significa che non ci sia nulla da leggere: ogni tanto la protagonista ha per le mani dei dossier dell'FBI da leggere, ed il problema è che questi compaiono a volte per pochi secondi prima che li metta via, rendendo così difficoltoso leggerli. Per poterli leggere per bene sono stato costretto più di una volta a riavviare la scena e fare uno screenshot da guardare con calma. Fortunatamente tutti i testi sono sottotitolati/tradotti in italiano, quindi questo è un problema in meno per i non anglofoni.

Tiriamo le somme

Virginia è un titolo estremamente interessante e dalle indubbie qualità artistiche, che gli amanti delle esperienze narrative e soprattutto delle storie "lynchiane", surreali e soggette a interpretazione, ameranno purché non si aspettino un gameplay che vada oltre il semplice camminare per le ambientazioni. Se invece come me preferite trame un po' più concrete, allora potreste uscirne spiazzati e parzialmente delusi, ma anche in quel caso a mio avviso merita comunque uno o due giri di giostra per i soli meriti artistici, visto anche il prezzo decisamente accessibile di 9,99 Euro.
7.5

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L'autore

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Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, nel 2002 è cofondatore di MX. Il sito parte per gioco ma diventa una parte sempre più importante della sua vita insieme a lavoro, famiglia e troppi altri interessi: questo lo costringe a rimandare continuamente i suoi piani di dominio sul mondo.

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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