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Recensione - MotoGP 13

A distanza di 5 anni dalla loro ultima produzione dedicata al campionato motociclistico più popolare al mondo, gli italianissimi ragazzi di Milestone ci riportano in sella in compagnia di Valentino Rossi e soci con il nuovo MotoGP 13. Da sempre specializzato nelle simulazioni di guida a due e quattro ruote e già creatore di giochi su licenza Superbike e WRC, lo sviluppatore milanese ha riversato la sua grande esperienza in ambito racing in questo nuovo episodio della serie MotoGP: sarà riuscito a fare di nuovo centro? Scopriamolo nella nostra recensione.

Il Gioco

Fin dalla sua fondazione a metà degli anni ’90, lo studio milanese Milestone si è dedicato con grande costanza alla produzione di titoli racing di vario genere sia a due che a quattro ruote, tra cui spiccano sicuramente i numerosi capitoli della serie Superbike e i recenti giochi dedicati al World Rally Championship. Tra il 2007 e il 2008 Milestone ha sviluppato anche due titoli su licenza ufficiale MotoGP, salvo poi lasciare spazio all’accoppiata Capcom/Monumental Games per i due capitoli successivi (MotoGP 09/10 e 10/11) che non hanno però incontrato i favori del grande pubblico. Ma ora, a 2 anni di distanza dall’ultimo capitolo dedicato al campionato motociclistico per eccellenza e dopo un anno sabbatico senza titoli rilasciati sul mercato, la licenza ufficiale MotoGP torna tra le mani esperte di Milestone, nel disperato tentativo di risollevare le sorti di una serie videoludica che ormai sembrava volgere verso l’oblio.

Il nuovo MotoGP 13 si presenta sulla griglia di partenza potendo contare su piloti, scuderie e circuiti ufficiali di tutte e 3 le categorie (Moto3, Moto2 e MotoGP) attualmente impegnate nel Motomondiale 2013. Ma nonostante sia possibile impersonare qualsiasi pilota reale, la prima cosa da fare quando si avvia il gioco per la prima volta è la creazione del nostro alter ego virtuale scegliendone nome, numero, foto, casco e stile di guida (quest’ultima è una scelta puramente estetica, visto che riguarda la posizione in sella del pilota). A creazione terminata si può iniziare a prendere confidenza con il menu e con le modalità di gioco disponibili: scegliendo Gara Istantanea si viene immediatamente catapultati in pista, a bordo di una moto della classe regina e su di un circuito scelti in maniera casuale dal gioco; anche selezionando Gran Premio si affronta una gara singola, ma in questo caso è possibile scegliere classe, pilota, circuito e via dicendo; tramite l’opzione Campionato si può affrontare un’intera stagione impersonando un pilota reale o il nostro alter ego precedentemente creato, scegliendo anche se correre su tutte le piste del calendario ufficiale o solo su una parte di esse. Qualche parola in più la merita invece la Carriera, che rappresenta il vero cuore del gioco in single player: questa modalità permette in sostanza di seguire la crescita del pilota da noi creato, dalle prime gare in Moto3 come wild card fino ad arrivare a duellare con Lorenzo e compagni per il mondiale MotoGP.

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Il “quartier generale” della modalità Carriera è il nostro Motorhome personale, da cui è possibile accedere alle varie opzioni disponibili: da qui è infatti possibile personalizzare tuta e casco, controllare la classifiche piloti dei campionati e dare un’occhiata alle prime pagine delle riviste specializzate. Accedendo invece al nostro computer personale, potremo controllare le mail ricevute (molto semplici e banali, visto che sono tutte del tipo “Bella gara!”, “Siamo soddisfatti dei tuoi risultati” e via dicendo), appurare la nostra popolarità tra i fan in una sorta di social network che ricorda fortemente Twitter e verificare l’interesse dei vari team nei nostri confronti. Questi ultimi due elementi sono a dir poco fondamentali per progredire nella Carriera: all’inizio della nostra avventura potremo infatti scegliere solo di affrontare qualche gara come wild card per qualche sconosciuto team della Moto3. In base ai risultati ottenuti, al termine della prima stagione riceveremo le prime offerte per firmare un contratto con una scuderia della Moto3 ed affrontare così la prima vera stagione da pilota ufficiale. Ovviamente questo è solo l’inizio: per arrivare a lottare per il titolo sarà necessario soddisfare i requisiti imposti dalla scuderia prima di ogni gara, oltre ad ottenere buoni piazzamenti per acquisire nuovi fan e ad arrivare davanti a determinati piloti per attirare l’attenzione dei loro team di appartenenza. Di conseguenza, inanellando una serie di buoni risultati riceveremo di tanto in tanto offerte da scuderie leggermente più quotate di quella per cui stiamo correndo in un determinato momento, fino ad arrivare a poter sottoscrivere un contratto con i migliori team in circolazione e lottare per il primo posto nel campionato (ed eventualmente salire di categoria nel caso riuscissimo ad attirare anche l’interesse di un team della classe superiore).

In tutte le modalità è possibile settare un gran numero di opzioni prima di partire: durata della gara, meteo, livello degli avversari, grado di simulazione della guida, consumo gomme, danni e tanto altro. Inoltre, si può decidere di affrontare un weekend completo con tanto di prove libere e qualifiche, oppure di scendere in pista solo per la gara (ovviamente partendo dall’ultima posizione). Prima di salire in sella, dal proprio box si può modificare il setting della moto in due maniere distinte: i più esperti potranno intervenire direttamente sulle componenti da sistemare e scegliere da soli quali modifiche apportare, mentre i novizi potranno affidarsi all’esperienza del capo tecnico che, attraverso una serie di domande sui problemi riscontrati alla guida, ci consiglierà quali modifiche apportare. Infine, accanto a queste modalità per giocatore singolo trova posto l’immancabile sezione multiplayer, online e a schermo condiviso: la sezione online in particolare è ben curata, visto che offre la possibilità di correre Gran Premi completi con tanto di turni di prova o persino interi campionati, personalizzando il tutto tramite le tante opzioni pre-corsa elencate poco sopra. Il numero massimo di piloti che possono gareggiare online è di 12, e nel caso in cui nella stanza siano presenti meno di 12 giocatori umani è possibile riempire i posti rimanenti con piloti controllati dalla CPU. Portando a termine le gare in ogni modalità, sia in single player che in multi, si ottengono punti EXP che contribuiscono ad aumentare il nostro “livello GP”: per ogni livello raggiunto si sbloccano piloti o scuderie da utilizzare nelle varie modalità di gioco, oppure contenuti multimediali (foto e video) dedicati al Motomondiale.

Amore

Feeling di guida

- Qualsiasi racing game, a due o quattro ruote che sia, si giudica principalmente per il feeling di guida che si percepisce joypad alla mano, e sotto questo punto di vista Milestone ha assolutamente fatto centro. Di fatto, MotoGP 13 può contare su ben tre diversi modelli di guida: le Moto3 sono leggere, maneggevoli e non richiedono particolare attenzione per far sì che mantengano l’aderenza all’asfalto; guidando le Moto2 si inizia invece ad avvertire una certa potenza, e diventa più importante guidare tenendo in considerazione lo spazio per le frenate, l’angolo di piega e l’apertura del gas; infine, a bordo delle MotoGP si percepisce un’immensa potenza fin dal primo rettilineo e diventa fondamentale calcolare alla perfezione ogni singola traiettoria, bilanciare ogni staccata e parzializzare il gas in uscita di curva per non derapare eccessivamente ed esporsi al rischio di un high-side con conseguente caduta disastrosa. In generale il controllo delle moto è decisamente appagante con ognuna delle tre classi, e com’è giusto che sia diventa sempre più difficile stare in pista man mano che si sale di categoria. A rendere ancor più completo il quadro contribuiscono alcuni fattori secondari in grado di modificare e non poco l’approccio alla guida, come il consumo progressivo delle gomme o l’asfalto bagnato. In sostanza, Milestone è riuscita ancora una volta a creare un sistema di guida completo, complesso ed appagante sotto ogni punto di vista: gli appassionati apprezzeranno sicuramente.

Ad ognuno il suo gioco

- Le numerosissime possibilità di personalizzazione delle gare permettono di adattare completamente il gioco alle proprie esigenze: i novizi alle prime corse potranno selezionare un livello di IA meno competitivo, attivare alcuni aiuti alla guida come la frenata assistita o correre con la traiettoria ideale segnalata sulla pista; i più esperti invece potranno partire fin da subito a giocare al massimo livello di difficoltà, attivando consumo gomme, danni meccanici della moto e via dicendo. C’è poi una grande possibilità di scelta anche per quanto riguarda la durata di ogni corsa: oltre al numero di giri (che si può ridurre fino al 15% della durata reale) si può anche decidere, come visto in precedenza, di affrontare un intero weekend con prove incluse oppure di correre soltanto la gara. E se i più abili vorranno osare ancora di più, c’è sempre la possibilità di provare a vincere il Mondiale a bordo di una delle moto meno quotate: insomma, che siate novizi delle simulazioni motociclistiche o veri e propri centauri videoludici, in MotoGP 13 troverete sicuramente quello che fa per voi.

Scalata al successo

- La modalità Carriera è sicuramente il vero cuore del gioco (almeno in Single Player), e di certo non mancherà di regalare tante ore di divertimento a tutti gli appassionati del Motomondiale. Partire dai bassifondi per salire pian piano verso i vertici della categoria in cui si corre è difficile ma davvero appagante, visto che in sostanza non ci si sente mai “arrivati” del tutto in quanto si può anche firmare un contratto con la migliore scuderia in circolazione, ma in seguito a troppi risultati negativi si rischia di dover retrocedere ad una moto meno performante. Anche il sistema di obiettivi assegnati dalla scuderia e dei duelli con alcuni piloti contribuiscono a rendere il gioco sempre divertente, visto che anche quando non si lotta per il titolo diventa fondamentale raggiungere anche solo ad esempio la decima posizione, per far contento il proprio team e attirare l’attenzione di qualche altra scuderia. Ogni singola gara quindi, sia che l’obiettivo sia vincere piuttosto che arrivare tra i primi 15, non è mai fine a sé stessa e richiederà la massima attenzione, rendendo di conseguenza il gioco mai banale e noioso.

Capo tecnico, aiutami tu!

- Nella maggior parte dei titoli racing simulativi è quasi sempre presente la possibilità di cambiare il setting del veicolo (auto o moto che sia) per togliere anche solo qualche decimo di secondo sul giro e diventare più competitivi, ma in molti casi questa sezione non è adatta a tutti: i novizi probabilmente non sanno nemmeno dove mettere le mani per risolvere qualche problema che hanno percepito durante la guida, per cui la possibilità di apportare modifiche tecniche è molto spesso utilizzabile solo da chi ha almeno un minimo di competenze motoristiche. In MotoGP 13 però, oltre a poter settare autonomamente la moto è presente anche la figura del capo tecnico, pronto a risolvere qualsiasi nostro problema di setting. Durante una sessione di prove basta infatti rientrare ai box e rivolgersi a lui per sistemare le cose, tramite un semplicissimo ma completo sistema fatto di domande e risposte a cascata: ad esempio, ipotizzando di avere problemi in curva, basterà selezionare l’opzione “Ho problemi in percorrenza di curva” e in seguito indicare con precisione qual è il problema effettivo, come ad esempio “Trovo la moto sottosterzante”. Fatto ciò, sarà direttamente il capo tecnico a proporci tute le modifiche necessarie a risolvere il problema, e ad applicarle sulla moto dopo aver ricevuto la nostra autorizzazione. Ovviamente non si tratta di una novità sconvolgente, ma i motociclisti alle prime armi troveranno di sicuro molto utile questa sezione del gioco.

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Odio

Problemi tecnici

- Questo è sicuramente il punto dolente dell’intera produzione targata Milestone: MotoGP 13 presenta infatti una serie di problemi tecnici e grafici che è difficile non notare nel corso delle gare. A livello puramente estetico, i modelli poligonali di moto e piloti sono tutto sommato ben realizzati, così come le parti essenziali delle piste (asfalto, cordoli e vie di fuga), pur non raggiungendo i livelli visti in tanti altri titoli motoristici. I difetti più evidenti sono più che altro relativi alle animazioni dei piloti, in particolare quando si finisce per terra: in alcuni casi infatti il nostro centauro si trasforma in un manichino apparentemente senza peso che vola per aria e scivola sull’asfalto come se non esistesse la forza di gravità, così come la moto che spesso subisce la stessa sorte. Il vero problema del motore grafico di MotoGP 13 è però un altro: di tanto in tanto si accusano infatti dei forti cali di frame rate, soprattutto quando ci sono diversi piloti sullo schermo o in altre particolari condizioni (ad esempio affrontando la gara notturna del Qatar ho assistito a cali di frame rate praticamente ad ogni giro, tutte le volte in cui ho corso su tale circuito). E se per quanto riguarda le animazioni del pilota non ci sono conseguenze dirette sul gameplay, altrettanto non si può dire dei problemi di frame rate visto che influiscono in maniera piuttosto importante sulla precisione del controllo della moto. In generale si tratta comunque di episodi non troppo frequenti ed è possibile che il problema venga risolto o quanto meno alleviato tramite una futura patch, ma al momento il problema esiste.

Motolag 2013

- Il multiplayer online è sicuramente molto curato per funzionalità, menu e possibilità di personalizzazione delle gare, ma durante le mie sessioni di gioco ho avuto qualche problema di troppo per quanto riguarda il lag, manifestatosi nella stessa forma con cui si presenta in tutti gli altri racing: moto avversarie che si teletrasportano, “saltellano” in maniera del tutto innaturale o corrono a scatti. Anche se la nostra moto si controlla alla perfezione come se stessimo giocando offline, il lag che causa i problemi alle moto che ci circondano inficia pesantemente anche la nostra prestazione, visto che è molto difficile ad esempio preparare ed effettuare un sorpasso ai danni di una moto che si teletrasporta in continuazione e che quindi non sappiamo nemmeno dove si trova realmente, correndo quindi anche il rischio di finire a terra in seguito ad un contatto. Anche in questo caso comunque è lecito attendersi che Milestone sia al lavoro per risolvere ogni problema via patch, per cui speriamo che con il passare del tempo la situazione migliori.

Tiriamo le somme

MotoGP 13 è un titolo che tutti gli appassionati di simulazioni motociclistiche dovrebbero quantomeno provare: i problemi tecnici non sono leggeri e possono in qualche modo minare almeno in parte il gameplay, ma le sensazioni che si provano controllando i bolidi a due ruote hanno pochi rivali nel mondo videoludico. In sostanza, lo spartiacque per chi ancora è indeciso sull’acquisto è tutto qui: chi è interessato soprattutto al modello di guida ed è disposto a chiudere un occhio su eventuali problemi di altro genere avrà di che divertirsi con l’ultima creazione Milestone, mentre chi invece non riesce proprio ad andare oltre cali di frame rate ed altri difetti del motore grafico probabilmente farebbe meglio a rivolgersi altrove. 8.0

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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