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Recensione - BioShock Infinite

Il primo BioShock è stato attesissimo grazie anche al fatto di portare l'importante eredità di System Shock, e quando finalmente uscì si rivelò uno dei migliori giochi di questa generazione. BioShock Infinite ha avuto in comune con esso il grande hype da parte dei fan, ma sarà riuscito ad eguagliarlo anche alla prova dei fatti? Eccovi il nostro parere.

Il Gioco

USA, 1912. Booker DeWitt è un investigatore privato solitario e caduto in disgrazia a causa del suo passato violento e di forti debiti di gioco d'azzardo: è proprio per riscattarsi da tali debiti che accetta l'incarico da un misterioso cliente di recarsi a Columbia per recuperare e portare a casa un'altrettanto misteriosa ragazza, Elizabeth. Sembrerebbe un lavoro come tanti, se non fosse che Columbia non è affatto una città come le altre: si tratta di una metropoli volante costantemente nascosta tra le nuvole, costruita a fine 1800 dal governo USA ma successivamente dichiaratasi indipendente e scomparsa tra i cieli. All'inizio del gioco troviamo troviamo Booker su una barca diretto ad un faro, dal quale raggiungerà Columbia nei cieli: una volta giunto sul posto, si accorgerà che il fatto di poter volare non è l'unica cosa che rende la cittadina così speciale, visto che sembra essersi evoluta velocemente dando origine a diverse meraviglie della scienza inclusi i Vigor, dei particolari elisir capaci di donare a chi li beve dei poteri sovrumani. La città sembra inoltre devota ad un trascinante leader spirituale, Zachary Comstock, il quale ha riempito le strade di messaggi medianici ma anche di avvertimenti contro un fantomatico "falso profeta", che prima o poi sarebbe arrivato per turbare la quiete del posto. Chi sarà mai questo falso profeta? Lo scoprirete ben presto, nel momento in cui un avvenimento particolare metterà tutta la città contro Booker così come lui stesso scoprirà che il salvataggio di Elizabeth non è l'impresa semplice ed ordinaria che poteva sembrare.

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BioShock Infinite affonda le sue radici nel primo BioShock, dal quale eredita molti dei meccanismi di base del gioco. Columbia è un luogo fantastico e "alieno" come lo poteva essere Rapture, anche se caratterizzata stavolta da luce e vasti spazi piuttosto che da oscurità e ambienti ristretti; anche qui scopriamo nuovi ambienti con progressione lineare man mano che la storia procede, così come il protagonista viene dotato poco alla volta di nuove armi e poteri. I Vigor ci danno infatti accesso a fantastiche abilità come la possibilità di trasformare i nemici in alleati, lanciare palle di fuoco, tirare fulmini, creare improvvise ondate d'acqua e così via; all'inzio non ne abbiamo nessuno, poi troveremo il primo e man mano ne scopriremo di altri. Una volta trovato un nuovo Vigor, entrerà permanentemente nel nostro bagaglio di poteri selezionabili quando vogliamo: per poterli usare avremo però bisogno di un certo quantitativo di "sali", che si consumano con l'uso e reintegrabili tramite appositi flaconi blu disseminati per gli ambienti. Ogni Vigor ha inoltre un potere secondario, che nella maggior parte dei casi consiste nel creare delle trappole a terra capaci di danneggiare o imprigionare chi vi passa sopra; altri presentano invece poteri diversi come quello che permette di creare un lungo tentacolo d'acqua per attirare a sé nemici lontani. Ed a proposito di armi, troviamo tutto quello che ci si può aspettare da un FPS che si rispetti: pistole, fucili a pompa, mitra, lanciagranate, lanciarazzi e così via. Sia le armi che i Vigor sono potenziabili spendendo denaro - ottenibile insieme a munizioni e flaconi curativi/di sali cercando nell'ambiente o sui corpi dei cadaveri - presso appositi distributori, esattamente come avveniva in BioShock. E continuando i paralleli con il primo gioco, mentre lì avevamo i Tonici che ci permettevano di migliorare alcune nostre caratteristiche o di dotarci di ulteriori poteri, in BioShock Infinite troviamo dei particolari capi di abbigliamento - cappelli, giacche e pantaloni - che hanno lo stesso scopo conferendoci abilità speciali come resistenza extra, la possibilità di incendiare i nemici quando li colpiamo in corpo a corpo, invisibilità a macchine e torrette e così via. Torna anche un sistema di rinascita rapido come lo erano le Vita-Chamber: quando veniamo uccisi rinasciamo automaticamente nei pressi dell'area in cui stavamo combattendo perdendo un po' di soldi e con vita e munizioni ripristinate. Non si tratta di un ritorno al checkpoint precedente, perchè i nemici che abbiamo ucciso fino a quel momento restano morti e dovremo solo preoccuparci di finire i rimanenti.

Non si tratta quindi che di un BioShock nei cieli? No, questi sono gli elementi di gameplay che il nuovo titolo ha in comune con il suo antenato, ma i ragazzi di Irrational hanno aggiunto nuovi elementi che lo rendono unico. Per prima cosa c'è lo Sky-Hook, un dispositivo manuale simile ad un'elica rotante pensato per spostarsi velocemente sulle lunghe rotaie che uniscono le varie isole galleggianti che costituiscono Columbia. Questo accessorio è dotato di un forte potere magnetico che ci permette di spiccare enormi balzi verso le rotaie ma anche altri elementi come ganci sospesi: diventa così molto utile anche in combattimento per raggiungere luoghi sopraelevati dai quali bersagliare meglio i nemici o lanciarci su di essi, così come per sfuggire velocemente ad orde di nemici troppo numerose usando le rotaie. Lo Sky-Hook è inoltre impiegabile per sferrare potenti colpi in corpo a corpo ed anche per spezzare il collo dei poveri malcapitati dopo averli agganciati con le sue eliche. Anche sul fronte dei combattimenti ci sono importanti cambiamenti: abbiamo ora a che fare con battaglie più vaste e gruppi di nemici più numerosi e meglio armati rispetto agli abitanti di Rapture. Questi adottano spesso tattiche di aggiramento venendo a stanarci tenendoci così sempre in movimento, e le battaglie risultano globalmente più intense.

Ma la novità più importante è senza dubbio il fatto che in BioShock Infinite non siamo soli: non ci vorrà molto per riuscire a recuperare Elizabeth, e da quel momento in poi diventerà una fida compagna d'avventura. I ruoli di Elizabeth sono molteplici: innanzitutto fornisce agli sviluppatori un ottimo mezzo narrativo per farci capire meglio lo svolgimento degli eventi, visto che durante l'esplorazione si rivolgerà spesso a Booker mettendolo a conoscenza di nuovi dettagli della storia, inoltre durante i combattimenti si dà da fare per cercare nuove munizioni e flaconi che, una volta trovati, ci lancia per tenerci sempre riforniti (ma mai eccessivamente: cercare rifornimenti in giro rimane una parte fondamentale del gameplay). Inoltre è un'abile scassinatrice, per cui ogni qual volta troveremo una porta chiusa potremo chiederle di aprirla purché disponiamo di grimaldelli, anch'essi reperibili in giro. Ma soprattutto Elizabeth sembra viva, reale: ci accompagna nell'avventura in maniera naturale saltellando qua e là, sedendosi quando stanca, facendo strane espressioni o fermandosi con lo sguardo perso nel vuoto in preda a chissà quali pensieri. Una vera compagna virtuale, forse la più convincente vista finora in un videogioco.

Completare BioShock Infinite vi terrà occupati per una decina d'ore, ma solo se non presterete troppa attenzione agli ambienti senza esplorarli a fondo: il gioco offre numerose possibilità di collezionare oggetti come i Voxafoni, dei messaggi registrati che possiamo riprodurre per avere nuovi dettagli sulla storia, e spesso questi sono nascosti in aree lontane dal percorso diretto della storia (che ci viene mostrato da un indicatore attivabile in ogni momento, stile Dead Space), per cui se volete godervi appieno Columbia il gioco potrà durare di più. Per chi invece vuole una sfida estrema, la modalità ultradifficile 1999 aggiungerà ulteriori ore di divertimento.

Amore

Columbia, il nuovo Eden

- I primi 50 minuti di gioco, quando facciamo la conoscenza con Columbia, sono semplicemente esaltanti. Il nuovo mondo ideato da Irrational non è solo artisticamente ispiratissimo, vivido e ricco di vita, ma anche talmente denso di dettagli da sembrare vero. Gli edifici che attraccano l'uno con l'altro, le persone che sentiamo chiacchierare del più o del meno o anche più avanti l'area balneare della città (chi ha detto che in cielo non possano esistere spiagge?) o anche le folli corse sulle rotaie Skyline offrono un'esperienza straordinaria, si ha realmente l'impressione di essere arrivati su un mondo nuovo e fantastico. Inoltre tutta la trama a sfondo religioso legata al profeta Comstock rende la città ancor più affascinante e misteriosa. Ma i meriti di Irrational non sono solo artistici: seppur dal punto di vista tecnico non sia un peso massimo, BioShock Infinite riesce ad offrire delle visuali superlative, come quando ci sono oggetti coperti dalla pioggia o pozze d'acqua che riflettono perfettamente il mondo circostante. Tutto concorre a creare quella che un'ambientazione assolutamente affascinante.

Storia profonda e sorprendente

- Fino a circa metà gioco la storia sembra piuttosto scontata: cercare Elizabeth e portarla in salvo superando le molte difficoltà. Semplice. Ma ad un certo punto la linearità della storia viene meno e le cose iniziano a farsi sempre più complicate, in un crescendo d'eventi che porta a quello che ritengo essere uno dei più bei - ma anche sconcertanti - finali visti in un gioco. Vi basti sapere che, per comprendere pienamente cosa è realmente accaduto nel gioco, dovrete probabilmente rigiocarvelo una seconda volta cercando di cogliere meglio - ora che conoscete il finale - tutti gli indizi che vi vengono lanciati dagli sviluppatori. Tutta la storia, vista alla luce degli eventi finali, assume una forma completamente diversa ma richiederà una buona dose di ragionamento per mettere insieme tutti i pezzi del puzzle. Una volta che l'avrete fatto, o che ne avrete letto da qualche parte la spiegazione, vi renderete conto della genialità degli sceneggiatori.

Combattimenti

- I combattimenti si sono rivelati essere molto soddisfacenti, sia grazie alle ottime meccaniche di sparatoria ed uso dei poteri, che soprattutto per via della grande varietà di nemici - tra cui anche dei colossi meccanici che vi daranno un bel po' di filo da torcere - e delle tattiche da loro adottate. Inoltre il design aperto e spesso sviluppato in verticale dei livelli ci dà la possibilità di muoverci molto e affrontare gli scontri in modi diversi; non si rimane mai inchiodati in un posto a far fuori i nemici uno dopo l'altro ma è tutto sempre molto dinamico.

Elizabeth

- Ho già accennato al fatto che Elizabeth diventa nel gioco una vera compagna virtuale, ma vale la pena sottolinearlo: la realizzazione del personaggio è eccellente, con un'espressività realistica e soprattutto estreamente varia ed una IA che la fa essere sempre al corrente di quello che accade attorno a noi: si nasconde quando serve, saltella gioiosa quand'è di buonumore, si ferma e cammina rattristata quando le cose si fanno più buie. E soprattutto, sia in esplorazione che durante i combattimenti, non è mai d'intralcio. Come spiego più in basso non ha forse raggiunto il suo pieno potenziale, ma anche così si è rivelata davvero una splendida compagna d'avventura.

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Odio

Non del tutto all'altezza delle aspettative

- Non mi fraintendete: giocare BioShock Infinite è stata una gran bella esperienza, su questo non c'è dubbio. Durante tutto il gioco ho però avuto la sensazione che mancasse quel qualcosa in più necessario per farlo essere un vero capolavoro indimenticabile, alla pari del primo BioShock. Sarà forse per l'atmosfera meno pregna di tensione, perchè manca un nemico terrificante e affascinante come il Big Daddy o anche per il fatto che ormai l'uso di poteri simil-Plasmidi non ha più l'effetto novità di una volta. O anche perché alcune delle promesse iniziali degli sviluppatori sono state disattese: ad esempio il sistema di rotaie Skyline, per quanto interessante, non ha un ruolo fondamentale nel gameplay come volevano farci credere, così come Elizabeth non interagisce in combattimento come uno dei primi trailer ci aveva fatto credere. Anzi, di quanto mostrato in quel video, nel gioco non ve n'è traccia: il crollo del campanile, i combattimenti sulle Skyline, la boss fight. Insomma, il gioco non raggiunge le ambizioni iniziali di Irrational e gli manca un po' di quella magia che mi sarei aspettato di trovarvi e che, ai miei occhi, rende il primo BioShock ancora il migliore della serie.

Quel brodo allungato

- Verso la metà della storia c'è una lunga fase in cui ci troviamo a fare ripetutamente avanti e indietro tra luoghi già visitati. La cosa non ha neanche una particolare motivazione legata alla trama generale, ossia i fatti che vedono coinvolti Booker, Elizabeth e Comstock, ma sembra un qualcosa di messo lì per allungare il brodo e far durare il gioco più a lungo senza creare nuovi scenari ma semplicemente rimpallando il giocatore da una parte all'altra di ambienti che, scoprirete poi il perchè nel gioco, cambiano leggermente ogni volta che li rivisitiamo. In questa fase il titolo perde di mordente, ma fortunatamente poi si riprende per dirigersi verso il finale.

Tiriamo le somme

BioShock Infinite si è rivelato essere un gran gioco dalle splendide ambientazioni, con una storia solo all'apparenza semplice ma in realtà estremamente complessa e profonda e con un cast di personaggi assolutamente affascinanti, Elizabeth in primis. Rimane un pizzico d'amarezza per via del fatto che non ha raggiunto completamente le sue grandi ambizioni iniziali, ma si tratta comunque di un'opera eccellente che merita senza dubbio di essere giocata. 9.3

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L'autore

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Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, nel 2002 è cofondatore di MX. Il sito parte per gioco ma diventa una parte sempre più importante della sua vita insieme a lavoro, famiglia e troppi altri interessi: questo lo costringe a rimandare continuamente i suoi piani di dominio sul mondo.

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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