Recensione - The Darkness II
di
Giuseppe Genga / Neural
P 19 feb 2012
Il Gioco
Il nuovo gioco di 2K Games e Digital Extremes si presenta basilarmente come un FPS in cui all'uso delle classiche armi - vari tipi di pistole, mitra e fucili impugnabili anche una per mano - si affiancano i poteri della Tenebra, rappresentati da due grandi tentacoli dotati all'estremità di occhi e zanne. Questi arricchiscono il gameplay aggiungendo la possibilità di afferrare e scagliare oggetti e nemici, sferzare potenti frustate ai nemici più vicini oppure tenere portiere d'auto davanti a noi per farci da scudo mentre usiamo le nostre armi. Possibilità estremamente spettacolare offerta dai tentacoli è inoltre quella di afferrare i nostri nemici e ucciderli nelle maniere più cruente, ad esempio trapassandoli, decapitandoli o strappandoli in due, permettendoci di assorbirne l'essenza vitale per guadagnare salute. La Tenebra inoltre ci dà accesso ad una serie di poteri aggiuntivi sbloccabili tramite un apposito albero di avanzamento in cui dovremo spendere i punti guadagnati combattendo: potremo così inviare sciami di mosche per distrarre gli avversari, utilizzare uno scudo di Tenebra per assorbire i colpi nemici, infondere le nostre armi col potere della Tenebra per dotarle di proiettili molto più potenti del normale, lanciare potenti buchi neri in grado di risucchiare cose e persone vicine e così via. Importantissima ai fini del gameplay la vulnerabilità alla luce intensa della Tenebra: esporsi alla luce di lampioni e fari comporta infatti la scomparsa dei nostri tentacoli e di tutti i poteri associati, cosa che verrà anche sfruttata da taluni nemici dotati di potenti fari portatili. Fortunatamente abbiamo la possibilità di sparare alle luci per spegnerle, così da eliminare ulteriori minacce alla nostra incolumità.
Per i nostalgici del primo The Darkness è bene però specificare che si tratta di un'esperienza di gioco piuttosto diversa: il titolo Starbreeze era caratterizzato da una struttura aperta che dava molta importanza all'esplorazione, permettendoci anche di rivisitare in qualsiasi momento aree già viste e offrendoci anche alcune missioni secondarie, mentre la struttura di The Darkness II è molto più lineare e da corridor shooter, con una progressione tra i livelli spezzata solo da occasionali dialoghi ed interazioni con personaggi secondari funzionali alla narrazione della storia. A differenza del primo gioco, però, qui troviamo un soddisfacente, seppur non brillante, doppiaggio in italiano, rovinato solo da occasionali problemi di sincronia del labiale dei personaggi.
La storia principale in single-player vi terrà occupati per circa 6-7 ore, alle quali si aggiungono un paio d'ore della modalità "Vendette", il comparto multiplayer cooperativo che ci permette di svolgere una serie di missioni da soli o in compagnia di un massimo di tre amici connessi online. Qui non giochiamo nei panni di Jakie ma possiamo scegliere uno dei quattro personaggi disponibili, ognuno dei quali dotato di caratteristiche diverse seppur sempre armato dei poteri della Tenebra, per poi cimentrarci in una breve campagna in cui dobbiamo recuperare delle reliquie per conto di Jakie oppure fare da sicari per rintracciare ed uccidere determinati obiettivi.
Amore
Stile grafico
- Ottima la decisione degli artisti di Digital Extremes di fornire al gioco un aspetto più consono alle origini fumettistiche del personaggio: tutte le textures sono disegnate e colorate come se provenissero dalle tavole di un fumetto, con tratti a matita e contorni degli oggetti ben delineati: questo conferisce al gioco un look estremamente gradevole e distintivo, seppur non propriamente unico visto che si tratta di una tecnica già vista altrove. L'ho trovata una scelta stilistica molto azzeccata.Luce e ombra
- La vulnerabilità alla luce da parte della Tenebra ha permesso agli sviluppatori di costruire livelli in cui dobbiamo tenere d'occhio, oltre ai nemici, anche l'illuminazione dell'ambiente, portandoci a sparare alle luci o distruggere generatori per poter combattere in maggior tranquillità. Inoltre la presenza di nemici che ci cercano con potenti fari portatili rende più complessi alcuni combattimenti.L'irriverente darkling
- Oltre a quanto già accennato nella descrizione del gioco, la Tenebra ci fornisce anche un particolare alleato: un darkling, una sorta di folletto vestito con un gilet riportante la bandiera inglese, il quale aggiunge un pizzico di irriverente ironia al gioco con battute grottesche o azioni come urinare sui nemici abbattuti. Aiuta inoltre a variare il gameplay, visto che possiamo lanciarlo verso i nemici per eseguire uccisioni a distanza e ci è persino permesso talvolta di controllarlo direttamente in sezioni del gioco dal taglio maggiormente stealth.Potenziamenti di Tenebra
- Buono anche il sistema di potenziamento della Tenebra, che in cambio dei punti ottenuti con le uccisioni ci permette di evolvere i nostri poteri scegliendo dove concentrarli: poteri d'attacco, resistenza ai danni, capacità dei caricatori e così via.Odio
Un passo indietro
- Rispetto al primo gioco della serie, The Darkness II si rivela purtroppo un passo indietro a livello di gameplay: dove il gioco di Starbreeze mostrava elementi di originalità rispetto ai classici FPS, con un approccio più aperto, stealth e tattico, ora troviamo una struttura maggiormente lineare con scontri che presentano ben poche sorprese. Un vero peccato: 2K Games aveva per le mani una formula di gioco in grado di differenziare notevolmente la serie da tutte le altre, ed avrebbero dovuto cercare di evolverla invece di sopprimerla a favore di un approccio più classico.Ripetitività negli smembramenti
- Gli smembramenti dei nemici ad opera della Tenebra sono all'inizio estremamente spettacolari nella loro cruenza, ma dopo un paio d'ore iniziano a diventare troppo ripetitivi con animazioni sempre uguali e che variano leggermente solo quando si acquista qualche nuovo potere. Visto che si tratta di azioni fondamentali per guadagnare salute o munizioni, aspettatevi di ritrovarvi ripetutamente davanti agli occhi sempre le stesse violente animazioni.Nemici prevedibili
- I nostri avversari ci vengono addosso concitatamente senza concertare strategie d'attacco oppure tentare di ripararsi dai nostri colpi: spesso basta farsi vedere e poi nascondersi dietro un angolo per aspettare che ci vengano a cercare e dilaniarli con i tentacoli non appena ci sono vicini. Solo la presenza di quelli capaci di illuminarci con i fari può darci qualche grattacapo, ma nulla che non si possa risolvere sparando ai loro fari per spegnerli.Quell'interruttore che non scatta
- Non manca qualche, seppur sporadico, fastidioso bug. Mi è capitato in qualche occasione che non si attivassero determinati eventi necessari per proseguire la storia: ad esempio dopo un combattimento si doveva attivare un interruttore che mi avrebbe permesso di sollevare una saracinesca per proseguire, ma non era azionabile costringendomi a ricominciare dal checkpoint, rifare il combattimento e finalmente azionarlo. Lo stesso è poi accaduto con una porta che avrebbe dovuto aprirsi ma non voleva saperne ed anche con un personaggio con il quale avrei dovuto parlare ma non appariva il pulsante per avviare la conversazione, anche se questo l'ho risolto girandogli un po' in torno e cambiando posizione finché il comando non è apparso. Problemi fastidiosi, anche se in generale il gioco fila liscio e senza intoppi.Longevità limitata
- Sei o sette ore di gioco non sono tantissime per un gioco principalmente single-player, considerato che la modalità Vendette può aggiungere giusto un paio d'ore all'esperienza complessiva. E stimoli a rigiocare i livelli non ce ne sono molti, anche se una volta terminata la storia è presente la modalità Nuova Partita + che ci permette di riprovare qualsiasi capitolo con tutti i potenziamenti guadagnati fino a quel momento.Tiriamo le somme
The Darkness II si è rivelato un FPS solido e con una buona trama, ma rappresenta un passo indietro rispetto all'ottimo primo episodio della serie. La nuova avventura di 2K e Digital Extremes è comunque, anche se non molto longeva, sicuramente soddisfacente e meritevole di essere recuperata. 8.0›






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