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MotionSports: Adrenaline

Recensione - MotionSports: Adrenaline

Stufi degli sport più comuni proposti dai titoli per Kinect? Volete qualcosa di più adrenalinico di bowling e freccette? Allora Ubisoft potrebbe aver creato il titolo che fa per voi: scopriamo insieme se è davvero così.

Il Gioco

MotionSports: Adrenaline riprende l’ormai supercollaudato sistema di gioco che propone al giocatore diverse discipline sportive all’interno dello stesso titolo, sotto forma di mini sfide o eventi multigiocatore. A differenza di altri titoli però, in questa compilation trovia sport che, ad eccezione dello sci, non sono proprio tra i più comuni al mondo. Abbiamo infatti la possibilità di cimentarci in spettacolari cadute libere con una tuta alare, praticare kitesurf o domare fiumi impetuosi sul nostro kayak; inoltre possiamo vivere in maniera più estrema pratiche già conosciute e praticate come l’arrampicata e la mountain bike. Tutte queste discipline possono vantare una modalità di gioco principale e una variante che può essere giocata sia in singolo che in multigiocatore. Inoltre, per cercare di variare l’esperienza di gioco, gli sviluppatori hanno inserito diverse ambientazioni o circuiti per ogni disciplina che si potranno sbloccare solo dopo aver raggiunto un determinato numero di punti adrenalina, acquisibili superando i diversi obiettivi proposti all’interno della competizione. Punti che serviranno anche a sbloccare del materiale per personalizzare il nostro personaggio in ogni singola disciplina con del materiale unico ed in alcuni casi sponsorizzato.

Ognuno degli sport estremi proposti dispone del proprio modo di giocare, illustrato in un breve tutorial ad immagini prima della gara stessa. Parlando del profilo squisitamente tecnico, il titolo a differenza di concorrenti come Kinect Sports: Season 2 propone una grafica più matura e seriosa, cercando di riprodurre fedelmente sia gli atleti che le ambientazioni di gioco, senza alcun tipo di deformazioni o caricature. Sotto il profilo audio invece il titolo può vantare una colonna sonora a metà tra il pop moderno e il rock melodico con canzoni tutte su licenza e alcune sicuramente già ascoltate in diversi passaggi fatti sulle radio locali. Purtroppo non vi è alcuna modalità online con cui cimentarsi, relegando il titolo ad un uso esclusivamente locale, da due giocatori in contemporanea e fino a quattro a turno. Infine, MotionSports: Adrenaline è localizzato totalmente in lingua italiana sia nei menu di gioco che nelle schermate a video. A differenze del MotionSports classico vi è però la totale assenza della telecronaca (che, ricordiamo era stata affidata al simpatico Guido Meda, voce ufficiale della MotoGP).

Amore

Buona varietà

- Una delle sfide più ardue che gli sviluppatori si trovano a dover affrontare in titoli di questo genere è quello della variazione dell’offerta, senza che questa diventi troppo velocemente ridondate e ripetitiva. Grazie all’inserimento di ben tre circuiti, discese o ambientazioni (dipende dalla disciplina scelta), ci troviamo a visitare luoghi sempre diversi ed ostacoli man mano più difficili. Esemplari in questo senso i circuiti della mountain bike, ben caratterizzati e ricchi di particolari e scorciatoie. Inoltre la presenza di varianti di gioco all’interno della stessa disciplina aumenta ulteriormente il senso di costante novità.

Fluidità granitica

- Una delle preoccupazioni maggiori in un titolo di questo tipo, che fa dell’adrenalina e del senso di velocità il cuore dell’esperienza, è il mantenimento di un buon frame-rate anche nelle sequenze più concitate. Grazie alla bravura degli sviluppatori e nonostante l’appesantimento del motore del gioco a causa della ricezione dei movimenti da parte del sensore, il frame-rate è stabilmente fisso su 30fps al secondo regalando una discreta sensazione di velocità soprattuto in sport come la caduta libera.

Odio

Monotonia motoria

- Uno dei limiti più grandi che il titolo non riesce a nascondere è un certa monotonia nel riprodurre i movimenti delle diverse discipline. Ad eccezione dell’arrampicata, tutti gli altri sport prevedono movimenti fin troppo simili tra loro, andando ad incappare in una monotonia di fondo per via di una non sufficiente differenziazione delle diverse esperienze sportive e facendole quindi sembrare anche meno realistiche.

Sport guidati

- Altro limite del titolo è rappresentato da un'esperienza che a conti fatti si può definire su binari. Infatti in qualsiasi disciplina decideremo di competere, la componente decisionale non è libera ma impostata su rigidi binari e schemi molto lineari. Questa scelta distrugge ovviamente qualsiasi variazione di approccio alla sfida, lasciando al giocatore la mera decisione della scelta del binario da prendere. Questa non è certo una novità per i titoli Kinect, ma questa sembra una scelta in netto contrasto con le velleità di titolo più maturo e realistico del titolo.

Sono solo canzonette

- Se la qualità delle musiche non si discute, non posso però non sottolineare la pochezza in termini quantitativi delle tracce audio. Nell’arco di un’ora di gioco mi è capitato di riascoltare lo stesso brano anche sei volte, decisamente esagerato. Inoltre gli effetti audio sono decisamente anonimi, affossando anche il comparto audio.

Niente online

- Come già sottolineato in altri titoli del genere, la mancanza dell’online in un gioco che fa delle partite veloci e delle sfide le componenti salienti di tutta l’esperienza, è un vero peccato. Soprattutto a fronte delle diverse e più che discrete varianti di gioco proposte per il multigiocatore in locale.

Tiriamo le somme

Motionsports: Adrenaline poteva essere una piacevole sorpresa all’interno dell’ormai discretamente vasto parco titoli di Kinect. Purtroppo però scelte di game design alquanto discutibili hanno distrutto le solide idee di base su cui il gioco era stato fondato. Consigliato solo ed esclusivamente a chi sente in maniera impellente la necessità di provare qualche cosa di estremo e di sportivamente diverso dal solito, pur senza allontanarsi dal salotto di casa. 5.4

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L'autore

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Nel 1990 gli viene regalato un commodore 64 e da quel giorno capisce che i videogiochi saranno il suo futuro. A distanza di anni, nonostante ripetute richieste di "trovarsi un lavoro serio", continua a barcamenarsi nel campo del giornalismo videoludico. Collaboratore di MX dal 2006 è uno strenuo sostenitore della filosofia "il primo amore non si scorda mai".

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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