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Gears of War 3

Recensione - Gears of War 3

Col passare del tempo il pianeta Sera si sta lentamente ed inesorabilmente trasformando in cenere e polvere, dilaniato da una battaglia continua tra umani, locuste e splendenti di cui ancora non si riesce a scorgere la fine, e dall’infezione delle più comuni forme di vita a causa dell’Imulsion, una risorsa primaria trasformatasi in uno strumento di morte. Gears of War 3 si appresta a terminare l’epica storia della Squadra Delta: sarà riuscita Epic Games a concludere degnamente la trilogia di Marcus e compagni? Scopriamolo insieme.
Articolo redatto con la collaborazione di Ruben Trasatti - "DarkAp89"

Il Gioco

Sera ha potuto conoscere soltanto sei settimane di pace, dopo l’armistizio tra la Coalizione dei Governi Organizzati e gli Indipendenti che sanciva la fine delle Guerre Pendulum durate per ben 79 anni e prima dell’inizio di un incubo ben peggiore che da quel momento in poi sarebbe stato ricordato come “Emergence Day” e mai sarebbe stato cancellato dalla mente degli uomini. Era l’inizio della fine, la venuta di creature sconosciute, definite poi Locuste, che dalle viscere del pianeta si preparavano a sottomettere ed eliminare la razza umana con un attacco inaspettato e su scala globale senza precedenti. Le Locuste non erano fino a quel momento riuscite ad invadere Jacinto, roccaforte dei COG, e l’arcipelago di isole situate a sud, anch’esse facenti parte della Coalizione ma molto più vicine alle zone indipendenti di Gorasnaya. A fronteggiare una minaccia così imponente c’era bisogno di squadre preparate e composte da veri combattenti e strateghi, ed una di queste era (e rimane tuttora) la Squadra Delta, formata da Marcus Fenix, protagonista della storia alla continua ricerca del proprio padre, Dominque Santiago, dilaniato dalla perdita dei propri cari, Cole, un tempo star dello sport locale, il Thrashball, e Baird, meccanico un po’ scorbutico ma grande conoscitore delle Locuste.

Sono passati molti anni da quel primo affronto su Ephyra e nel frattempo Jacinto è sprofondata nel vuoto, sacrificata invano dagli stessi umani per garantirsi un futuro senza più alcuna minaccia. Da allora gli umani hanno vagabondato alla ricerca di una terra ospitale e sicura, prima identificata nella cittadina abbandonata di Port Farral e poi definitivamente riconosciuta nell’Isola di Vectes, ancora popolata sia da Arenati che da ex-COG. Inoltre la minaccia degli Splendenti, creature infettate dall’Imulsion capaci anche di sottomettere le normali Locuste, è riuscita a distruggere le ultime speranze e a disfare la Coalizione dei Governi Organizzati, mettendo tutti allo stesso livello e nelle condizioni di Arenati. Gears of War 3 riparte da questo punto esatto, mostrandoci i protagonisti invecchiati di diversi mesi con l'aggiunta tra i personaggi principali di Anya Stroud, precedentemente assegnata al centro di comando delle operazioni, Jace Stratton, una conoscenza familiare per chi ha letto il fumetto di Gears of War, Samantha Byrne, altra donna dal carattere forte appartenente alla squadra, Clayton Carmine, terzo fratello della più sfortunata famiglia videoludica e Bernie Mataki, una delle più grandi combattenti esistenti che fa grande uso del fucile di precisione e che sembra avere una relazione con Hoffman. All'inizio del gioco troviamo Marcus Fenix e gli altri sul Raven’s Nest, una ex portarei adibita a rifugio per la popolazione in grado di viaggiare tra gli oceani del pianeta, quando Richard Prescott, il leader dell’ormai defunta Coalizione, consegna un messaggio da parte di Adam Fenix che afferma di avere la soluzione definitiva al problema delle Locuste. La Squadra Delta è quindi pronta a partire e tentare una volta per tutte di salvare il mondo, iniziando con l'affrontare gli splendenti che hanno invaso la nave e stanno tentando di affondarla.

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Le meccaniche di base del gioco sono rimaste praticamente invariate, ritroviamo quindi il sistema di combattimento e copertura che ha reso celebre la serie Epic ma con l’aggiunta di alcune piccole ed interessanti caratteristiche: ad esempio per combattere al meglio i nostri nemici dovremo sempre far uso delle coperture presenti nell’ambiente circostante ma in caso vorremmo attuare un’azione offensiva diretta possiamo posizionarci nella stessa copertura utilizzata dal nemico, scavalcarla e contemporaneamente dare un calcio all’aversario oltre ad approfittare di secondi preziosi per farlo fuori. Altre novità, presenti sia nella campagna che nel multiplayer, sono rappresentate dalla possibilità di poter segnalare i nemici ed utilizzare quelli catturati per farci scudo come dei veri e proprio kamikaze, lanciandoli contro i nostri avversari con una granata innescata e posizionata sulla schiena. Tra l’arsenale di armi di cui disponiamo, scambiabili in ogni momento con i nostri compagni, è presente il classico Lancer con motosega adatto sia per la media distanza che per attacchi ravvicinati; il RetroLancer che è equipaggiato con una baionetta e risulta utile per i combattimenti a distanza ravvicinata e l’Hammerburst, munito di mirino per effettuare colpi precisi. Oltre al classico Gnasher fa la sua comparsa anche un potente fucile a canne mozze in grado di eliminare più nemici con un solo colpo. Tra le nuove power weapon disponibili in questo terzo capitolo troviamo il Digger Launcher, un lanciagranate armato con creature simili a piranha che "nuotano" sotto il terreno per poi emergere in prossimità dei bersagli facendosi esplodere; un nuovo tipo di fucile di precisione pesante Monocolpo in grado di uccidere con un singolo proiettile, ma dai tempi di ricarica e mira molto lunghi, ed infine il Cannone Vulcan, potente mitragliatore da utilizzare in coppia. Di notevole interesse è anche il Silverback, un esoscheletro dotato di lanciarazzi e di un mitragliatore pesante che è in grado di muoversi velocemente oltre che ingaggiare combattimenti corpo a corpo e creare delle coperture grazie alla sua ingente mole. Per quanto riguarda la struttura del gioco, anche se la progressione nella storia rimane lineare come in passato troviamo stavolta dei livelli più aperti, che ci danno la possibilità di affrontare i combattimenti da più angolazioni; ritroviamo inoltre i "bivi" nei quali ci viene chiesto di scegliere quale strada seguire così come le fasi più adrenaliniche, concitate e spettacolari che avevano contraddistinto il gameplay del secondo episodio.

Come da sempre per la serie, oltre alla campagna (che vi terrà impegnati per circa 10-12 ore a difficoltà normale), la componente online occupa un posto di rilievo nell'economia del gioco: qui troviamo la campagna in cooperativa fino a quattro giocatori che vede l’aumento dei nemici e della difficoltà in generale con l’aumentare dei compagni umani, l’Arcade Mode che aggiunge all'esperienza cooperativa la competitività data dalla raccolta di punti per i nemici uccisi; la nuova versione dell'Orda, modalità survival che vede fino a cinque giocatori nei panni di combattenti umani fronteggiare fino a 50 ondate di locuste, compresi i boss più potenti, e allo stesso tempo cercando di difendersi creando delle fortificazioni; la modalità Belva (in inglese Beast Mode) che permette ai giocatori di vestire i panni delle locuste per cercare di eliminare nel più breve tempo possibile tutti gli umani presenti nell’area, ed infine il multiplayer competitivo. Tra le modalità competitive troviamo le classiche Zona di Guerra ed Esecuzione, Compagno per quattro squadre composte da due giocatori ciascuna e le novità rappresentate dal Deathmatch a Squadre, Cattura il Leader (con elementi misti tra le vecchie Capitolazione e Guardiano) e la revisionata Re della Collina. Infine, per la prima volta nella serie, è presente un sistema di medaglie, coccarde ed encomi che danno accesso sia a personaggi che skin sbloccabili, oltre ad un sistema di esecuzioni ottenibili eseguendo più uccisioni con una determinata arma. E anche stavolta le modalità competitive possono vedere l'inclusione di bots a riempire i posti vacanti nel matchmaking o fino a poter disputare partite composte unicamente da bot per chi avesse problemi di connessione online o semplicemente volesse fare un po' d'allenamento prima di gettarsi nelle arene del Live.

Amore

Una gioia per gli occhi

- Con Gears of War 3 Epic è riuscita nell'impresa di migliorare ulteriormente l'aspetto visivo di quello che era già uno dei titoli più spettacolari per Xbox 360. L'Unreal Engine è sfruttato ai limiti, offrendoci una grafica dettagliatissima e pulita, con superfici riprodotte in maniera magistrale e ambientazioni arricchite da effetti particellari e di luce dal grande impatto scenico. A questo si aggiunge un design degli scenari di gran classe, con panorami mozzafiato che, sia quando riproducono ambientazioni naturali che architetture artificiali, riescono a donarci delle visuali assolutamente memorabili. Tutte le ambientazioni sono poi curate in maniera maniacale con minuziosi dettagli in ogni angolo, anche i più nascosti: si tratta senza dubbio di uno dei giochi maggiormente rifiniti visti finora.

Gameplay allo stato dell'arte

- Il gameplay è quello a cui ci ha da sempre abituato la serie, talmente efficace da aver influenzato un'intera generazione di videogiochi: Epic è stata molto attenta a non stravolgere quello che è il vero marchio di fabbrica della serie, arricchendolo però di tanti piccoli miglioramenti che rendono l'esperienza complessiva ancor più avvincente e soddisfacente. L'introduzione del Silverback, disponibile solo in alcune missioni ed animato benissimo, dà luogo a combattimenti più immediati ed estremamente soddisfacenti, così come alcune nuove armi - ad esempio la Mannaia, letale nel corpo a corpo, ed il Monocolpo, lento e difficile da usare ma dalla grande efficacia - aumentano la varietà del gameplay. Per non parlare poi di alcune novità che incontrerete nella seconda metà della storia, che non vi anticipo ma che cambieranno sostanzialmente il ritmo di gioco.

Dramma e ironia

- Uno dei punti forti della narrazione del gioco è la presenza, come in GOW 2, di elementi fortemente drammatici, eventi inattesi che vi lasceranno senza parole: a questo si aggiungono però numerosi momenti ironici, dovuti alle battute di vari personaggi durante il gioco, che vi strapperanno più di un sorriso. Tutto questo contribuisce al fascino della storia di Gears of War 3, capace di suscitare emozioni diametralmente opposte nel giocatore.

Co-op, che passione!

- Oltre all'ottimo multiplayer competitivo, che durante le prove per questa recensione non ha mai dato cenno di tentennamenti, uno degli aspetti più belli del gioco è il grande sforzo fatto dagli sviluppatori per potenziare la componente cooperativa. Oltre all'introduzione della co-op a quattro giocatori, che ci permette di godere la campagna insieme ai nostri amici anche con un minimo di competizione grazie alla modalità Arcade che conteggia i punti fatti da ognuno, troviamo la nuova Orda "2.0" che introduce per la prima volta un sistema di crediti che, nelle pause tra un'ondata e l'altra, ci permette di fortificare l'area di gioco, acquistare torrette, armi e munizioni o anche posizionare delle esche per attirare i nemici in trappola: di fatto tale modalità diventa molto più tattica e richiede di ponderare bene quando spendere i crediti guardagnati durante l'azione e soprattutto in cosa spenderli. A tutto questo si aggiunge la grande novità della modalità Belva, che si è dimostrata essere estremamente divertente e soprattutto molto varia, permettendoci di assumere il controllo di locuste sempre più potenti man mano che si procede nelle 12 ondate disponibili. Se amate divertirvi con i vostri amici in maniera più cooperativa che competitiva, non troverete gioco migliore di questo per farlo.

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Odio

Cambi di voce

- Il vizio di cambiare i doppiatori dei nostri personaggi preferiti è ormai molto comune in Italia, sia nelle serie televisive che negli anime, e le probabilità che questo avvenga aumentano se la serie in questione, sia essa videoludica o meno, continua ancora con il passare degli anni. Purtroppo in Gears of War 3 troviamo una diversa voce per il protagonista stesso, Marcus Fenix. Ma i cambiamenti non si limitano unicamente al personaggio principale: non ne abbiamo la sicurezza assoluta, ma a "orecchio" sembrano aver cambiato doppiatore anche Anya e Adam Fenix. Un vero peccato.

Contenuti tagliati

- Sebbene Epic Games non abbia mai fatto completamente chiarezza su cosa sarebbe stato disponibile al lancio su Gears of War 3, vedere personaggi importanti e ben due mappe eliminate dal roster iniziale non può che insinuare nel giocatore il dubbio che tutto ciò sia frutto di un’operazione commerciale per guadagnare soldi extra con i contenuti aggiuntivi. Non importa quanto e come la software house si giustifichi, semplicemente l’errore è stato quello di mostrare questo materiale in trailer ufficiali (soprattutto per la mappa Rustlung) senza dare risposte concrete ai fan a poche settimane dal rilascio del titolo.

Tiriamo le somme

Gears of War 3 rappresenta quello che tutti ci aspettavamo dal titolo: una degnissima e spettacolare conclusione per una delle trilogie videoludiche più famose di questa generazione, con visuali allo stato dell'arte ed un gameplay perfetto e rifinitissimo, oltre che un comparto online ricco di possibilità e capace di prolungare di mesi, se non anni, la durata del gioco nelle vostre console. Gli manca quel "fattore sopresa" a livello di gameplay e struttura che nel'ultimo episodio di una trilogia è quasi impossibile aspettarsi, ma per il resto si mostra come uno dei migliori e più rifiniti giochi dell'intera generazione. Imperdibile! 9.5

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L'autore

Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, nel 2002 è cofondatore di MX. Il sito parte per gioco ma diventa una parte sempre più importante della sua vita insieme a lavoro, famiglia e troppi altri interessi: questo lo costringe a rimandare continuamente i suoi piani di dominio sul mondo.

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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