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Thor: Il Dio del Tuono

Recensione - Thor: Il Dio del Tuono

Ultimo di una lunga serie di film dedicati ai supereroi di casa Marvel, Thor è da poco approdato nelle sale cinematografiche del bel paese. Poteva mancare il relativo tie-in videoludico? Ovviamente no, e SEGA non si è fatta sfuggire l'occasione di proporcelo con Thor: Il Dio del Tuono. Scopriamo insieme pregi e difetti del titolo.

Il Gioco

Ennesimo esponente di una folta (e a quanto pare remunerativa) schiera di titoli d'ispirazione cinematografica, Thor: Il Dio del Tuono arriva nei negozi grazie all'impegno dello sviluppatore Liquid Games. Il gioco è un action adventure che attinge molto ad action games come God of War o Dante’s Inferno. Tutti i punti di forza presenti in quei titoli sono qui riproposti con combo basate su colpi leggeri e pesanti, prese e boss dalle dimensioni extralarge che possono essere uccisi tramite spettacolari sequenze di mosse. Ovviamente Thor ha dalla sua il potere dell'inseparabile martello Mjollnir, utilizzabile per colpire nemici a distanza e volare da una zona all’altra della mappa, anche se su binari impostati e non liberamente.

Come è facile evincere da queste breve descrizione, il gioco riutilizza quanto già visto in altri action game adattandolo però alla realtà del supereroe di casa Marvel. Ci sarà inoltre la possibilità, nel corso dell’avventura, di potenziare le abilità e il martello di Thor per renderlo ancora più potente e devastante contro i temuti Jotum. La storia racconta le gesta degli eroi di Asgard precedenti a quelle raccontate al lungometraggio, sgombrando cosi il campo da qualsivoglia tipo di spoiler e offrendo uno scenario maggiormente denso d'azione; il titolo non offre inoltre alcun comparto multiplayer.

Amore

Sceneggiatura

- Non c’è che dire, la mano di uno tra i più promettenti writer della Marvel si sente eccome: scritta dal premio Eisner Matt Fraction, la storia narra le gesta del regno di Asgard e dei suoi abitanti prima degli eventi raccontati dal film. A questo si aggiunge tutto il pantheon della mitologia nordica, che indipendentemente dal protagonista del gioco risulta quantomeno interessante da sviscerare.

Personalizzazione

- Altro punto a favore del titolo, il menu di personalizzazione e potenziamento è ramificato in maniera ottima, coinvolgendo il giocatore e spingendolo a cercare di potenziare costantemente il Dio del Tuono, grazie alle sfere d’esperienza che si racimolano nel corso dell’avventura.

Odio

Ripetitività

- Non aspettatevi assolutamente di trovarvi di fronte ad un titolo vario e ricco di originalità. Il titolo SEGA è affetto da una certa ripetitività sia per quanto riguarda l’azione in sé che per quel che concerne gli scenari di gioco. A spingervi infatti a continuare l’avventura potrà essere solamente la trama di gioco, per scoprire il susseguirsi dei fatti raccontati.

Realizzazione tecnica

- L'aspetto tecnico si è dimostrato estremamente lacunoso, sintomo questo di un tempo di sviluppo molto limitato per far uscire il gioco in concomitanza con la pellicola cinematografica, per sfruttare cosi la scia trainante del film. I modelli poligonali, in particolare dei nemici, sono realizzati mediocramente, risultando tutti troppo simili e con pochi dettagli; lo stesso si può dire delle ambientazioni in cui è ambientata la storia. A salvarsi, ma di poco, sono solo Thor e i suoi compagni d'avventura, disponendo di qualche dettaglio in più.

Telecamera

- La telecamera risulta alquanto ballerina e il più delle volte si perderà, lasciando il giocatore senza una buona visuale sul campo di battaglia e costringendolo a sistemarla manualmente. Ovviamente questo problema infetta in maniera significativa il gameplay del titolo. In particolare, non avremo la piena facoltà di lanciare il Mjolnir dove vorremmo, ma tutto dipenderà dalla prospettiva della telecamera di gioco non sempre perfetta.

Tiriamo le somme

Thor: Il Dio del Tuono non si distacca dalla schiera di tie-in realizzati in fretta e con poche risorse solo per sfruttarne la licenza cinematografica. Afflitto da molti problemi sia tecnici che di gameplay, non merita l'attenzione dei giocatori più esigenti a meno che non siano interessati a sviscerarne la buona storia. 5.0

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L'autore

Nel 1990 gli viene regalato un commodore 64 e da quel giorno capisce che i videogiochi saranno il suo futuro. A distanza di anni, nonostante ripetute richieste di "trovarsi un lavoro serio", continua a barcamenarsi nel campo del giornalismo videoludico. Collaboratore di MX dal 2006 è uno strenuo sostenitore della filosofia "il primo amore non si scorda mai".

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.