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ArcaniA: Gothic 4

Recensione - ArcaniA: Gothic 4

Nel panorama dei giochi di ruolo a matrice fantasy il nome di Gothic ha fatto la sua prima comparsa nel 2001, per poi tornare con Gothic II nel 2002 e un deludente Gothic III quattro anni dopo. Per ridare un po' di lustro al nome, il publisher JowooD si è affidato alla software house Spellbound Entertainment. Analizziamo insieme il risultato dei loro sforzi.

Il Gioco

ArcaniA: Gothic 4 inizia con la presentazione di un mondo in guerra, con un conflitto voluto da un re che non sembra più tanto legato al bene del suo popolo. Anzi, non sembra più tanto legato al bene in generale. Dopo una breve sessione di gioco che funge da tutorial per i combattimenti, dove s'impersona il re mentre si apre la strada in una grotta infestata da non-morti, si entra nei panni dell protagonista, un pastore senza nome. Qui inizia il gioco vero e proprio, con la prima isola in cui c'è il villaggio del protagonista a fare da tutorial per le meccaniche di gioco quali combattimento ravvicinato, a distanza e lancio di incantesimi. Una volta completata questa prima parte della storia, un colpo di scena altamente drammatico distrugge le speranze del protagonista e lo catapulta in una nuova isola, decisamente più grande della precedente e con una missione: vendicarsi.

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Le basi sono gettate e per il resto dell'avventura tutto il pacchetto offerto da ArcaniA: Gothic 4 si scosta ben poco dai cliché del genere anzi, oltre a rimanere affezionato a meccaniche ormai superate, non offre nulla di quello che sta venendo implementato nei giochi di ruolo degli ultimi tre/quattro anni come i dilemmi morali, un'interazione più credibile con i personaggi non giocanti e una trama soggetta a cambiamenti a seconda delle scelte di gioco.

Amore

Viuleeenza!

- ArcaniA: Gothic 4 ha di buono un sistema di combattimento ben adattato al pad della 360. Oltre ad offrire la possibilità di assegnare un oggetto a una direzione del controller, fra l'altro raddoppiando gli spazi a disposizione nel momento in cui si preme il dorsale sinistro, i comandi assegnati al corpo a corpo, agli incantesimi e al combattimento a distanza sono pensati in maniera da non trovarsi ad insultare qualche entità azteca nel momento in cui la situazione si fa più concitata. Di fatto si tratta di un chiaro ammiccamento alle regole del genere hack 'n slash permettendo al giocatore di passare con agilità da uno stile all'altro senza il rischio di prendersi schiaffoni da ogni dove nel mentre.

La natura la fa da padrona

- Anche se come vedremo più avanti l'aspetto tecnico di ArcaniA: Gothic 4 non è fra i migliori, una lancia va spezzata a favore dei panorami più o meno vasti che incontriamo nel corso dell'avventura. Le foreste appaiono rigogliose e decisamente convincenti, così come tanti altri paesaggi naturali o urbani. Anche le città e gli insediamenti sono ben pensati, dando un'idea di proporzione e credibilità che giochi più rispettabili ancora non sono riusciti a trasmettere. Inoltre le atmosfere rievocate da ArcaniA: Gothic 4 per quanto riguarda i villaggi e le persone ricordano un fantasy più improntato al medioevo che non a mondi onirici pieni di elfi e gnomi. Per fare un paragone, ArcaniA: Gothic 4 ricorda maggiormente lo stile presente nelle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di Martin che non quello di Tolkien o Oblivion.

Odio

Arcania Pony Express

- Le prime missioni di ArcaniA: Gothic 4 ci pongono come obbiettivo quello di portare un oggetto da Tizio a Caio oppure di recuperare un qualcosa per qualcuno. Semplice no? Fin troppo. Il problema è che anche a gioco inoltrato la tiritera non dà segno di variazioni. Il giocatore si trova nel ruolo di corriere per poter ricevere favori dai vari personaggi presenti lungo la storia. A volte tali missioni si concatenano in una maniera frustrante e prolissa: ad esempio una strega che ci mette a disposizione le sue conoscenze solo se gli portiamo le erbe che ha un brigante, che a sua volta ce le dà solo se recuperiamo delle pietre da un minatore, il quale ce le cede solo se liberiamo la caverna dai goblin... e così via. Alla lunga la cosa diventa veramente noiosa e, a causa anche di una trama tutt'altro che interessante e di combattimenti ripetitivi, monotoni e poco appaganti, arrivare alla fine di ArcaniA: Gothic 4 è un impresa per stomaci forti. Per girare il coltello nella piaga c'è da dire che quelle poche volte che ci si trova di fronte ad un possibilità di scelta su come svolgere una missione, la decisione presa non andrà minimamente ad influenzare il mondo di gioco o la nostra fama. Una volta capito questo, ci vuole poco a prendere le decisioni che portano alla conclusione più semplice e veloce, anche se di fatto sarebbero scelte da “brigante”.

ArcaniA o ArcaicA?

- Anche se il motore grafico è in grado di offrire delle viste decisamente suggestive, i suoi limiti si vedono subito con animazioni legnose, modelli poligonali decisamente poco convincenti e un “affaticamento” del video molto fastidioso. A far correre il personaggio si ottiene una frequenza di aggiornamento dello schermo veramente vergognosa, soprattutto se sullo sfondo sono presenti strutture di una cerca consistenza. A questo va aggiunta un'IA devota al minimo sindacale e un'interazione con l'ambiente di gioco ridotta ai minimi termini, soprattutto se confrontate con gli standard attuali. La trama stessa è molto lineare e, salvo qualche colpo di scena, non è certo l'aspetto che più incoraggia ad arrivare alla fine di ArcaniA: Gothic 4. Infine una nota sul doppiaggio che, seppur non fa gridare allo scandalo, di certo ha da chinare il mento di fronte a lavori ben più alti usciti di recente o diverso tempo fa. Una nota di merito invece alle musiche, curate e sufficientemente epiche.

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Gioco di... ruolo?

- Una delle cose forse più appaganti in un gioco di ruolo è la crescita del personaggio, la possibilità di far evolvere le abilità di combattimento e non che in genere va di pari passo con l'ottenere armi e armature sempre più belle e potenti. In ArcaniA: Gothic 4 tutto questo è ridotto veramente ai minimi termini. Se non dal punto di vista dell'inventario, fra l'altro un po' confusionario con lo scorrimento a schede ed una suddivisione inusuale delle categorie, sicuramente nel livellamento del personaggio c'è una carenza di possibilità di scelta e una scarsissima soddisfazione nel salire di livello. Ogni volta che si passa ad un nuovo livello si possono spendere dei punti su diverse abilità, tre delle quali riguardano diverse scuole di magia. Peccato che l'aumento delle potenzialità del personaggio sia assai poco visibile e comunque poco definito. Spendere un punto in una delle diverse possibilità comporta un aumento della salute e/o dei danni e/o del tiro dell'1 o a volte 3%... un'inezia. Questo porta ArcaniA: Gothic 4 ad esser considerato più un hack 'n slash che non un vero GDR.

Tiriamo le somme

ArcaniA: Gothic 4 si dimostra un RPG deludente e non trova nemmeno scusanti nell'essere uscito insieme a Fable III, Fallout New Vegas o altri titoli tripla A degli ultimi mesi, perchè TES Oblivion, uscito ben quattro anni fa, ancora adesso sarebbe in grado di offrire una storia, un comparto tecnico, meccaniche e ambientazioni di gioco ben più interessanti e convincenti, nonostante avesse anche lui i suoi ben noti difetti. Se visto come un semplice hack'n'slash, avrebbe qualche carta nel suo mazzo in grado di non farlo inabissare del tutto. Chi invece è alla ricerca di un gioco di ruolo troverà decisamente più soddisfazione nel girare per Cyrodiil o per le strade di Albion. 5.0

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L'autore

Un giorno qualcuno gli disse che c'erano altri giochi oltre Age of Empire. Da quel momento è alla ricerca dell'esperienza definitiva, molti sostengono faccia apposta a non trovarla per poter continuare a giocare. Convinto sostenitore de "il voto non fa il gioco", scrive su diversi siti, un paio addirittura creati da lui. Un giorno scomparira nel nulla in un vortice di gameplay, o impazzito scenderà in strada urlando di minacce a New York e brandendo una spada immaginaria.

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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