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Fallout: New Vegas

Recensione - Fallout: New Vegas

di Antonio Caronna / Black Master P 19 ott 2010
Dopo l’enorme successo di Fallout 3 Bethesda ha passato il testimone ai ragazzi di Obsidian per la realizzazione di Fallout: New Vegas, un capitolo inedito della serie ambientato questa volta nella città più lussuosa e controversa di tutti gli States. Saranno riusciti gli sviluppatori a migliorare ulteriormente il già ottimo sistema di gioco sperimentato ben due anni fa? Vediamolo insieme nella nostra recensione.

Il Gioco

In Fallout: New Vegas vestiamo i panni di un corriere del Mojave Express, ditta di trasporti operante in quel che rimane del vasto stato del Nevada. Il nostro obiettivo è piuttosto semplice: consegnare nella città di New Vegas un piccolo pacchetto dal contenuto ancora ignoto. Tuttavia quello che doveva essere un lavoro semplice e sbrigativo si trasforma rapidamente in una vera e propria carneficina: alcuni individui dall’aspetto decisamente poco amichevole ci fermano e, dopo averci piazzato una pallottola nel cranio e riposti “dolcemente” sotto terra, prendono il nostro pacco. Grazie all’intervento di uno dei Robot del Signor House, il misterioso reggente di New Vegas, veniamo letteralmente ripescati e rimessi in sesto, pronti per dare il via ad un’avventura che, oltre a permetterci di arrivare al confronto finale coi nostri carnefici, ci farà scoprire tutti i più oscuri segreti del mondo di gioco.

Esattamente come il prequel, Fallout: New Vegas è un RPG aperto ambientato in un contesto post-apocalittico in cui il giocatore è libero di affrontare numerose missioni e plasmare, tramite le sue decisioni, le sorti del vasto mondo di gioco. Tuttavia questo nuovo capitolo della serie aggiunge alcune importanti novità capaci di migliorare e innovare la formula di gameplay già ammirata in Fallout 3. Una di queste è la presenza di numerosissime fazioni e gruppi autonomi di personaggi che, oltre a rendere decisamente più credibile e “vivo” il contesto di gioco, riescono ad aggiungere un’incredibile profondità all’impianto narrativo. Anche le quest, sia primarie che secondarie, traggono ulteriori benefici da questa novità, diventando così molto più complesse ed articolate nel loro svolgimento. A questo si aggiunge anche una nuova gestione delle armi, stavolta molto più personalizzabili tramite l’utilizzo di mod, accessori e munizioni aggiuntive.

Amore

Ambientazione

- In Fallout: New Vegas veniamo chiamati ad esplorare la Zona Contaminata del Mojave, luogo che prende il nome dall’omonimo deserto e comprendente lo stato del Nevada e parte della California. Vastissime zone desertiche flagellate da tempeste di sabbia si contrappongono a sparute cittadine sorte dalle macerie del mondo prebellico, dando al giocatore un’impressione di devastazione e povertà davvero forti, difficilmente riscontrabili in altre produzioni di questo genere. Ogni location è diversa dalle altre e realizzata con una cura maniacale, fattori che aumentano a dismisura il coinvolgimento nell’universo del gioco.

Fazioni e personaggi

- L’aspetto in cui Fallout: New Vegas eccelle di più è la caratterizzazione dei numerosi personaggi e fazioni. Ogni gruppo è ben realizzato e presenta caratteristiche uniche che lo differenziano rispetto agli altri: la Repubblica della Nuova California, ad esempio, insegue ideali di democrazia ed uguaglianza, contrapposta alla temibile Legione di Caesar, banda di ignobili schiavisti ed assassini. Oltre a queste due, il gioco ci propone più di una decina di piccole fazioni con cui sarà possibile integrarsi. Facendo un favore ad un determinato gruppo saremo ben visti presso i loro territori ed avremo diritto a sconti sulle mercanzie, oltre a numerosi vantaggi di altro tipo. Ci è possibile anche indossare gli indumenti tipici di ogni fazione, mossa che ci permetterà di integrarci meglio all’interno della loro società e sbloccare linee di dialogo uniche. Ovviamente questo aspetto include anche le missioni secondarie, le quali saranno pesantemente influenzate dal nostro approccio con la gente del luogo. Tutto questo permette al gioco di essere affrontato in centinaia di modi diversi e rimanere al contempo vario e divertente.

Fate il vostro gioco

- Altro elemento che ho apprezzato particolarmente nel titolo è il gioco d’azzardo. Trovandoci, infatti, all’interno della città del gioco, ci sarà possibile intavolare partite di blackjack, utilizzare le slot machine e puntare alla roulette. Come se non bastasse gli sviluppatori hanno anche inventato un nuovo gioco di carte chiamato Caravan, giocabile con la maggior parte dei personaggi presenti nella Zona Contaminata del Mojave.

Buono o cattivo?

- Anche il Karma ha subito diversi miglioramenti rispetto al prequel. Prima, infatti, questo valutava le azioni del giocatore all’interno di tre parametri ben precisi: Bontà, Malvagità e Neutralità. In Fallout: New Vegas gli sviluppatori hanno rivoluzionato il sistema integrandolo nei numerosi luoghi che incontriamo durante il gioco. La nostra reputazione, infatti, varia dinamicamente a seconda della città e della fazione che visitiamo. Diventare famosi ed apprezzati nella Strip di New Vegas, infatti, non ci garantirà il benestare della popolazione di tutto il Mojave, ma solo degli abitanti del luogo: per ottenere una reputazione positiva occorre aiutare al meglio delle nostre possibilità la gente di un determinato posto migliorando, se e quando possibile, la loro condizione di vita.

Narrazione da Oscar

- L’impianto narrativo di Fallout: New Vegas è uno dei più belli ed interessanti che mi sia mai capitato di vedere in questa generazione di videogiochi. La trama di gioco è semplicemente sublime ed infarcita di numerosissimi colpi di scena capaci di coinvolgere emotivamente il giocatore. L’universo di Fallout, creato ormai tredici anni fa dai ragazzi di Black Isle Studios, è più vivo che mai e viene approfondito in modo magistrale in questo capitolo, che rappresenta quindi un tassello fondamentale all’interno della serie. Il fatto poi di poter modificare tutto questo a nostro piacimento tramite le nostre decisioni, non è altro che la ciliegina sulla torta.

Longevità alle stelle

- Completare la sola main quest di Fallout: New Vegas mi ha richiesto più di 20 ore di gioco intenso. Inoltre la presenza di una miriade di missioni secondarie contribuisce ad alzare ulteriormente la longevità del titolo, che si può attestare sicuramente oltre le 60-70 ore. Oltre a questo è anche disponibile fin dalla prima partita la nuovissima difficoltà “Hardcore”, la quale renderà complessivamente più difficile tutta l’avventura e moltiplicherà a dismisura il tempo che passerete nella Zona Contaminata del Mojave.

Odio

Fallout: New Bug

- Purtroppo la presenza di numerosi bug mira ad intaccare l’eccellente qualità del titolo. Evidentemente Obsidian non ha avuto il tempo di ottimizzare bene il codice, in quanto non è raro assistere a numerosi cali di framerate e lunghi caricamenti durante il passaggio tra le diverse zone del Mojave. Come se non bastasse, mi è capitato un paio di volte che alcune missioni venissero colpite da errori di sistema gravissimi e risultassero, di conseguenza, non completabili. A causa di un bug ho addirittura perso il quantitativo di circa sette ore di gioco. Salvare spesso la partita risolverebbe in parte il problema, ma non è sicuramente una soluzione accettabile. Mi aspetto quindi il prossimo rilascio di una patch atta a risolvere almeno i problemi più gravi che affliggono il titolo.

Lost in traslation

- Il gioco è interamente doppiato in italiano: impostando i sottotitoli in inglese e ascoltando bene ogni dialogo del gioco ho notato però che alcune parole, o a volte interi discorsi, non sono stati ben tradotti nella nostra lingua. Noterete infatti che alcuni personaggi dicono cose senza alcun senso logico per il nostro idioma o troverete nomi di missioni vistosamente errati. Un problema piuttosto trascurabile, a dire la verità, ma che può minare l’immedesimazione nello splendido mondo di gioco.

Comparto tecnico

- Pur avendo subìto alcuni miglioramenti rispetto a Fallout 3, il comparto tecnico di Fallout: New Vegas non riesce ad eccellere. Anche se complessivamente di buona fattura, permangono ancora problemi di pop up, texture non sempre all’altezza ed espressioni facciali da fare invidia ad un manichino. Senza considerare poi la fisica con cui vengono mossi i personaggi, abbozzata e decisamente poco realistica per un gioco del 2010.

Tiriamo le somme

Per gli amanti della serie Fallout e, più in generale, per chiunque apprezzi gli RPG, Fallout: New Vegas è un acquisto obbligato. Il titolo infatti è uno dei giochi più belli e riusciti del 2010 ed un’esperienza tutta da vivere, più che da giocare, che vi terrà davanti allo schermo per moltissimo tempo. Non fosse stato per i numerosi, ed in certi casi gravi, bug, il gioco avrebbe meritato una valutazione anche più alta. 9.0

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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