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Hydrophobia

Recensione - Hydrophobia

Annunciato nel 2007 come titolo "completo" da negozio, Hydrophobia si è poi trasformato in un gioco Live Arcade che ha finalmente visto la luce. Il titolo di Dark Energy, un survival-adventure con elementi puzzle, mette al centro le gesta della protagonista Kate e la sua paura dell’acqua. Vediamo insieme se il gioco annegherà negli abissi o riuscirà a salire in superficie.

Il Gioco

Mentre su una nave-metropoli in mezzo all’oceano si sta tenendo una manifestazione a cui partecipano gli esponenti più alti della società e denominata “La Regina del Mondo”, inizia l’attacco da parte di un’organizzazione terroristica che porta avanti i principi di Thomas Robert Malthus, economista inglese realmente esistito che affermava, nella sua opera “Saggio sul principio della popolazione e i suoi effetti sullo sviluppo futuro della società”, che prima o poi l’uomo avrebbe terminato le sue risorse energetiche o i beni di prima necessità. Ed è questo il concetto che viene in parte ripreso all’interno di Hydrophobia.

I “Malthusiani”, i cattivi nel gioco, si pongono come obiettivo il controllo delle masse e il raggiungimento del potere e si introducono nel sistema della nave iniziando a manomettere porte, livelli ed ascensori vitali per accedere alle diverse zone. Entrano così in gioco Kate, un'ingegnere della nave-città, ed il suo capo Scoot che la aiuterà via radio a completare più velocemente alcuni obiettivi. Come se ciò non bastasse, iniziano a rompersi le tubature e l’acqua, che la protagonista odia profondamente e di cui ha paura, si farà presto strada tra i vari settori della nave.

Il nostro compito è quello di aiutare alcune persone intrappolate, combattere i terroristi e dirigerci verso le zone più alte della nave impiegando il minor tempo possible, raccogliendo documenti, analizzando vari file e decifrando diversi codici segreti per guadagnare punti e medaglie. Oltre alla campagna in singolo, è presente una modalità Sfida che mette alla prova il giocatore con diversi puzzle e livelli da risolvere, oltre alle usuali classifiche per verificare se i nostri amici sono migliori o peggiori di noi.

Amore

Negli abissi del futuro

- Seppur l’idea nel suo insieme non sia molto originale, il gioco riesce a combinare ottimamente sia elementi tipici dei rompicapo che quelli di un action-adventure. Ogni mini-missione è infatti costituita da più obiettivi, come ad esempio arrampicarsi per le tubature di una tromba dell’ascensore prima che questo cada e trovare un codice da decifrare per liberare una persona, oppure sconfiggere dei terroristi per poi poter passare attraverso dei cunicoli che potranno essere liberati soltanto svolgendo determinate azioni. Ogni mansione propostaci è quindi sempre differente, pur sfruttando le medesime meccaniche di gioco.

L'allegro chirurgo delle uccisioni

- La protagonista del gioco è un’ ingegnere ed è quindi armata di una pistola energetica molto debole. Per sconfiggere i terroristi, invece armati con fucili più potenti, il giocatore dovrà sfruttare gli elementi ambientali: l'acqua stessa per annegarli, l’elettricità per fulminarli, il fuoco per bruciarli e le esplosioni per stordirli. Non solo, ognuno di questi elementi può essere sfruttato in combinazione con gli altri permettendoci di acquisire più punti rispetto ad un uccisione normale e dando vita a uccisioni multiple.

Odio

L’acqua che non fa paura

- La paura dell’acqua della protagonista difficilmente riuscirà ad essere vissuta dai giocatori: al contrario di quanto si possa immaginare sia dal titolo del gioco stesso che dalle affermazioni di Kate, possiamo restare in apnea sott’acqua per una buona manciata di secondi, sufficienti a dirigerci da un’area all’altra della mappa senza alcuna difficoltà e senza effetti grafici o sonori di rilievo che creino tensione nel giocatore. Addirittura possiamo sparare e fare capriole per invertire la direzione sott'acqua come se fossimo dei nuotatori professionisti.

HydroEngine

- Rimanendo su acqua e liquidi ed analizzando la grafica del titolo, non si spiega la decisione dei Dark Energy di sviluppare un motore grafico e fisico proprietario che alla fin fine non riproduce nessuno effetto particolare sui liquidi. Lo stesso compito sarebbe stato svolto egregiamente da motori grafici più comuni e più facili da utilizzare, quali l’Unreal Engine, già messo alla prova con gli abissi di Bioshock o i livelli sottomarini di Shadow Complex, senza sprecare risorse utili.

Frustrazione

- Hydrophobia è un gioco altamente frustrante anche alla minima difficoltà per una serie di motivi: si comincia dai checkpoint, spesso mal posizionati e che costringono il giocatore a ripetere gran parte delle missioni in caso di fallimento, passando per un sistema di copertura che non ci permette di ripararci come si deve. A tutto questo si aggiungono dialoghi rapidi e impossibili da seguire anche se importanti (il gioco è in lingua inglese con sottotitoli in italiano), poiché presenti nelle fasi più concitate dell’avventura, e le poche informazioni fornite a schermo per raggiungere determinati luoghi fondamentali per la missione, tanto che per capire cosa fare potremmo impiegarci diversi minuti.

Tiriamo le somme

Hydrophobia è un Live Arcade che, se sviluppato con elementi tipici del genere horror e una storia più coinvolgente, avrebbe di certo affascinato e coinvolto maggiormente il giocatore. Invece non risulta altro che un prodotto poco ispirato che non riesce ad esprimere la fobia dell’acqua della protagonista, elemento principale del gioco. Consigliato agli amanti del genere action-survival o a chi vuole provare un’esperienza alternativa alle avventure di Lara Croft, pur sapendo che il gioco è completamente diverso e non è nulla di eccezionale. 6.0

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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