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Grand Theft Auto IV (GTA 4)
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Anteprima - Grand Theft Auto IV (GTA 4)

Definire un titolo come GTA è un compito tanto semplice in apparenza quanto arduo all’atto pratico; con una certa superficialità, ad esempio, alcuni potrebbero definirlo un perfetto simulatore di “criminalità organizzata”, ma, esaminandolo nei minimi particolari, scopriremmo che in fin dei conti non è realmente così. GTA, come tante altre saghe, ha una storia complessa e come tale non và assolutamente trascurata nè minimizzata.
Nata verso la fine degli anni novanta, quella di GTA è sicuramente una delle serie videoludiche più longeve ed affermate, nonché la prima ad aver introdotto, seppur agli albori in forma del tutto embrionale, il concetto di “free - roaming” o “giocabilità aperta”, che si traduce, in pratica, nella possibilità di agire e muoversi liberamente negli ambienti di gioco. Difatti, come ben ricorderanno i fan della saga, i primi due capitoli presentavano una struttura semplice a vedersi, bidimensionale e con visuale dall'alto, ma, al tempo stesso, una filosofia di gioco profonda e decisamente innovativa. Il gioco, molto sinteticamente, ci metteva nei panni di un bizzarro criminale che, gironzolando liberamente per la città, ci rendeva protagonisti di atti spregiudicati e spesso criminali, offrendo, già da allora, un tasso di sfida e di violenza elevatissimo. L’insieme di questi fattori, di conseguenza, hanno costituito le solide basi sulle quali i talentuosi ragazzi di Rockstar hanno poi eretto quell’opera che molti, oggi, definirebbero monumentale. Il progressivo evolversi della tecnologia, infatti, ha permesso alla serie, agli inizi del duemila e con l’uscita del terzo e rivoluzionario capitolo “GTA III: Liberty City”, di raggiungere pian piano uno stadio decisamente maturo e ben delineato; la realizzazione di un mondo virtuale il più vicino possibile alla realtà e l’introduzione di ambienti completamente in 3D. Di lì in poi, è storia: il titolo ha visto un incredibile successo, e fu seguito negli anni successivi da due ulteriori episodi, “GTA: Vice City” e “GTA: San Andreas”, entrambi acclamati da pubblico e critica.

Ora che siamo nel pieno della nuova generazione videoludica, è tempo che un nuovo capitolo della serie si presenti agli appassionati, che ormai da tempo attendono con ardore di poter reimmergersi nei mondi virtuali realizzati dai ragazzi di Rockstar. Il primo trailer di Grand Theft Auto IV è stato, nel marzo 2007, rivelatore: una metropoli risplende della luce calda di un sereno tramonto, e la sagoma di una imponente Statua della Libertà, silenziosa e fiera, si erge su di essa: non v'è dubbio che sia Liberty City, la versione made in Rockstar di New York. In sottofondo, una voce spezza l’apparente tranquillità della grande metropoli; è la voce di Niko Bellic, il protagonista del gioco, che si rivela essere un uomo dai tratti est-europei, il quale spiega di aver compiuto in passato tutti i tipi di efferatezze, ma di essere arrivato a Liberty City per tentare un nuovo inizio.

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Una delle cose che ha subito colpito tutti, al tempo della rivelazione del gioco, era come il protagonista non fosse più il solito e “raffinato” criminale di turno stereotipato, ma un uomo maturo, trascurato e segnato in volto, dotato, cosa ancora più importante, di sentimenti, desideri ed un oscuro passato. Dite addio, dunque, all’umorismo italo-americano di Vercetti o a quello ritmato del “rapper-gangster” CJ. Stavolta, Rockstar punta su un personaggio “vissuto”, furbo e intraprendente, nonché su un intreccio narrativo dal taglio estremamente cinematografico.

E per rendere credibile un intento del genere, gli sviluppatori non hanno potuto trascurare un elemento di così primaria importanza: la città, intesa non come mero sfondo scenografico, ma come vera co-protagonista del gioco, viva e pulsante. Gli episodi precedenti della serie hanno sempre proposto delle città molto ben realizzate ma in fin dei conti molto lontane dalla realtà dei complessi urbani reali, mentre con Grand Theft Auto IV, ci sarà un netto cambio di rotta: la promessa degli sviluppatori, infatti, è di regalarci una città più viva, popolata da gente che respira, agisce e interagisce, partecipando verosimilmente alla vita sociale. Pur risparmiando sulle dimensioni e sul fattore quantità, insomma, la Rockstar ha preferito concentrarsi sulla qualità, dalla creazione di una struttura sociale “pensante” all’implementazione di innovazioni ed idee sul fronte giocabilità. Vediamo quindi quali sostanziali novità caratterizzeranno l’ultima fatica targata Rockstar.


Take cover!
Come GTA ha rivoluzionato il mondo dei giochi d'azione introducendo il concetto della giocabilità aperta, venendo copiato da una enormità di altri titoli, un altro titolo ha ottenuto, a fine 2006, lo stesso risultato nel mondo degli sparatutto. Parliamo di Gears of War, il capolavoro di Epic che ha reso famosa la meccanica di gioco con sfruttamento delle coperture al punto di essere poi imitato da numerosi titoli seguenti. Ed uno di questi è proprio Grand Theft Auto IV, che fa tesoro dell'insegnamento di GOW introducendone le meccaniche nelle fasi di sparatoria. Una delle peculiarità che più di tutte si è fatta notare nel corso delle varie presentazioni del gioco è infatti proprio la possibilità, da parte di Niko Bellic, di coprirsi dietro muri, vetture e qualsiasi altro oggetto che consenta un minimo di riparo, e di spostarsi velocemente da una copertura all’altra con la semplice pressione del tasto A. Questo fa di Grand Theft Auto IV un titolo estremamente versatile e dalle molteplici sfaccettature, andando a correggere e potenziare quello che è stato da sempre un tallone d'achille dell serie.

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Inoltre durante gli scontri a fuoco, in aggiunta alla possibilità di ripararsi dietro vari elementi dello scenario, ci sarà anche l’opportunità di sparare alla cieca, anche se, la costante presenza del mirino virtuale renderà più facile del solito il tiro a bersaglio. Altra sostanziale miglioria è stata apportata al classico “lock-on” sui nemici, attivabile mediante il grilletto sinistro del pad e: questo permetterà di bloccare il mirino sul nemico designato, ma il giocatore potrà perfezionare ulteriormente la mira utilizzando lo stick analogico destro. Di conseguenza, una cura maggiore rispetto agli anni passati è stata rivolta alla fisica dei corpi, sia animati che inanimati, che reagiranno autonomamente in base agli urti o a determinate condizioni ambientali e di gioco. Lo stesso ambiente, peraltro, sarà soggetto a piccole trasformazioni, come ad esempio la distruzione parziale di un pilastro di cemento o dell’angolo di una parete, che renderanno gli scontri a fuoco più realistici e spettacolari. Meno scontato, inoltre, sarà prevedere le mosse dei propri avversari, siano essi poliziotti o semplici scagnozzi di turno, in quanto Grand Theft Auto IV offrirà delle sfide intense grazie soprattutto ad un’intelligenza artificiale completamente rivista e migliorata. Certo, non mancheranno le solite seppur lievi sbavature di circostanza, ma nel complesso sembra che i programmatori abbiano svolto un ottimo lavoro anche su questo fronte.

Se dal punto di vista prettamente action, quindi, Grand Theft Auto IV promette una certa varietà, anche la controparte “racing”, onnipresente in tutta la serie, è stata enormemente potenziata, rendendo ancor più realistica la guida dei veicoli. Il loro comportamento è infatti ora condizionato principalmente dalla tipologia, dal peso e dalla trazione adottata: se guidare un bolide, infatti, risulterà sempre adrenalinico ma di difficile controllo, un mezzo meno performante, nonostante la sua lentezza, sarà al contrario più facile da manovrare. Inoltre la componente sparatutto a bordo dei veicoli, anch’essa tipica della serie, è stata arricchita con un nuovo sistema di puntamento, che rende volutamente più ostico il controllo dell’arma da fuoco, e con la possibilità di lanciare persino granate, davvero utili quando siamo inseguiti a distanza da pattuglie della polizia o da mezzi nemici.

Questo quarto capitolo vedrà inoltre un grande miglioramento nelle funzioni del telefono cellulare del protagonista, usato non solo per la ricezione degli ordini da parte dei suoi mandanti, ma anche per la gestione di appuntamenti con i suoi “compari” o per la semplice funzione di salvataggio rapido.

Altra grande novità della serie è poi il supporto multiplayer: come se non bastassero le decine di ore durante le quali saremo incollati alla modalità in singolo, il gioco proporrà numerose diverse modalità multigiocatore, da quelle cooperative a quelle competitive, per la creazione di partite fino a 16 giocatori contemporanei. Aspettatevi quindi di poter effettuare scorribande per la città insieme ai vostri amici, seminando il caos in tutti i modi possibili.


Fascino verticale
Una delle componenti che in un titolo del genere ha sempre richiesto una certa attenzione è sicuramente quella tecnica. Se i precedenti episodi di certo non hanno mai brillato per quanto riguarda il comparto grafico, più che altro per i noti limiti hardware della scorsa generazione, si può dire che con Grand Theft Auto IV Rockstar abbia raggiunto finalmente un pregevole risultato. L’evoluzione del motore Rage, infatti, mostra finalmente le reali doti dell’engine grafico di casa Rockstar, a partire dalla resa visiva dell’ambiente urbano, nella totalità di varianti e circostanze che lo caratterizzano, alle animazioni dei personaggi, giocanti e non. Difatti, uno dei maggiori limiti della serie è sempre stata una scarsa quanto approssimativa animazione dei corpi, che risultavano spesso legnosi e privi di personalità. Stavolta, invece, il nostro Niko Bellic e qualsiasi altra figura umana presente nel gioco, si muoveranno con grande naturalezza e disinvoltura, facendo percepire al giocatore stesso i limiti entro i quali, come nella realtà stessa, possono valere i principi primi della fisica dei corpi. Tutto questo è ottenuto grazie all'impiego del motore Euphoria, che si occupa di simulare in tempo reale le reazioni dei personaggi alle varie situazioni. Vi capiterà quindi di vedere individui ubriachi che passeggiano barcollanti e con animazioni sempre diverse, oppure spintonando qualcuno lo vedrete cercare di mantenere l'equilibrio appoggiandosi ad un suo vicino, il quale cambierà leggermente assetto per sorreggere il compagno, e così via. Ai fini del realismo, questo è un risultato notevole, e marca peraltro la prima vera applicazione videoludica di questa tecnologia.

Una delle innovazioni più rilevanti di Grand Theft Auto IV consiste proprio nella struttura di Liberty City, estesa non più solamente in lunghezza ma anche in altezza. Bivalenza tecnica, questa, che influenzerà pesantemente il gameplay di gioco, che oltrepassa così alcune delle insormontabili barriere del passato. In poche parole, scalare un intero palazzo o grattacielo non risulterà più un tabù per il nostro anti-eroe: nel caso, per esempio, decidessimo durante una missione di sorprendere dall’alto un gruppo di nemici, inconsapevoli peraltro della nostra astuzia strategica, non dovremo fare altro che raggiungere il tetto di un palazzo e appostarci tranquillamente con un bel fucile da cecchino. Viceversa, saremo liberi di intraprendere una via più diretta e affrontare il nemico faccia a faccia. Comunque sia, inutile negare che, al primo impatto, sarà proprio il comparto grafico a sorprendere più di tutti i giocatori, che si ritroveranno così di fronte ad un mondo virtuale pulsante di vita e di quotidianità.

Infine, un’ultima, importante miglioria è stata rivolta anche al frame-rate, il quale, nonostante le piccole incertezze di percorso, rimarrà ancorato ai canonici 30 fps, garantendo così una stabilità generale solida e costante, fattore questo un po’ assente in passato.

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A questo punto, che dire di più, se non che Grand Theft Auto IV rappresenterà sicuramente, in questa generazione di console, un nuovo, importantissimo termine di paragone per quel che concerne il genere a giocabilità aperta. La svolta è imminente, preparatevi ad affrontare moltissime ore di gioco, perché Liberty City vi sta aspettando!

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