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The Evil Within 2
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The Evil Within 2 - provato alla Gamescom

Annunciato durante la conferenza di apertura del recente E3, The Evil Within 2 era presente alla Gamescom di Colonia in forma giocabile: non ci siamo quindi fatti pregare per mettere le mani sul nuovo titolo horror, ed eccovi il resoconto di quanto provato!
Nella maggior parte dei casi quando ci si lascia alle spalle una brutta esperienza si fa di tutto per non doverla ripetere mai più. Purtroppo per il detective della polizia Sebastian Castellanos le cose vanno diversamente. Dopo il viaggio nel delirante mondo creato dalla mente del folle Ruben Victoriano, narrato nel primo The Evil Within, Sebastian si vede costretto in The Evil Within 2 a ricollegare ancora una volta i suoi pensieri al sistema STEM, per ritrovare la figlia Lily.

Con un’oretta scarsa a disposizione e una postazione pronta a lanciare il gioco, mi affianco al povero Castellanos nell’angosciante ricerca. La prova è ambientata all’inizio del gioco, dopo il prologo necessario ad introdurre la storia, e mi lancia nell’incubo sviluppato da Tango Gameworks senza tanti complimenti, con una sequenza onirica iniziale che termina in una fuga da un mostro formato da gambe, tronchi e teste di donna. Questo incipit scoppiettante mette in chiaro come Sebastian sia shockato quasi quanto il giocatore di fronte al fatto di essere ancora una volta precipitato in una simulazione instradata in un percorso di follia e morte.

Con le gambe spinte dalla voglia di vedere una nuova alba sfuggo all’abominio e mi incammino lungo una strada di periferia nel cuore della notte. Dopo poche centinaia di metri scorgo le luci di una casa, e con il cuore colmo di sollievo, mi avvicino a quella che spero essere una fonte di aiuto e riparo. Quello che succede dopo racconta quanto fossi nel torto: mi lascio alle spalle un ragazzo ingozzato a morte dalla madre, e la stessa impallinata a morte da Sebastian, entrato in casa in cerca di aiuto. Io. Un delirio necessario a palesare la presenza della stessa piaga vista a Beacon e nata dalla follia di Ruvik. Solo che qui le cose dovevano andare diversamente: questa simulazione ha come nucleo la mente della figlia Lily. Cosa può essere andato così in malora da condizionare in questo modo i suoi pensieri?

MX Video - The Evil Within 2

Abbattuto ma non sconfitto mi allontano da quella scena di disperazione e orrore per addentrarmi nella periferia di Union, un tipico sobborgo americano che mi accoglie con uno sgargiante cartello di benvenuto e una decina di Spiritati. Già visti nel primo episodio, questi zombie nascono dalle menti che si sono collegate a STEM senza avere la forza per resistere alla sua influenza. Fortunatamente non mi vedono, non subito almeno. Sono occupati a dare la caccia a due uomini in tenuta d’assalto che stanno riparando verso una casa nelle vicinanze. La sicurezza di quelle quattro mura accoglie solamente uno dei due, mentre l’altro viene sopraffatto dall’orda. A quel punto la cosa migliore da fare è raggiungere il soldato che si è messo in salvo per ottenere più informazioni possibili: chi sei? Perché anche qui sta andando tutto a pu… rotoli? Hai mica visto mia figlia?

Per entrare nel rifugio devo farmi strada fra un drappello di assatanati. Alcuni riesco a distrarli lanciando una bottiglia lontano dalla mia posizione, mentre un paio devo per forza abbatterli silenziosamente lungo il cammino. Come il suo predecessore, anche The Evil Within 2 invita caldamente a giocare in modo stealth, facendo della baraonda il modo migliore per esaurire le risorse in un attimo e abbandonare le spoglie mortali altrettanto rapidamente. Liberatomi dei due intralci entro nella casa e sbarro la porta. Segue filmato con qualche informazione utile, degli stralci di trama, e si torna a giocare. Prima di uscire nella nuova area entro in uno specchio. Detta così potrebbe sembrare nonsense, ma chi ha giocato il primo episodio sa bene cosa intendo: entrare in uno specchio significa accedere all’area della simulazione dove Sebastian può spendere le risorse raccolte per potenziare le proprie abilità. Significa anche entrare letteralmente in uno specchio, comunque.

Il sistema di crescita del personaggio è molto simile a quanto proposto con il titolo d’esordio, e dato il tempo limitato a disposizione, decido di sfruttarlo al volo per aumentare la barra dell’energia prima di tornare ad Union.

È giunto il momento, a questo punto della prova, di cominciare a giocare veramente a The Evil Within 2. Fino ad ora ho corso e combattuto lungo un percorso predefinito, mentre oltre la porta della nuova area mi aspetta Union in tutta la sua fatale libertà di scelta. Questo seguito, infatti, offre ampi spazi aperti da esplorare e sfruttare per poter progredire con storia e caratteristiche. A guidarmi è il segnale della radio. Di base dovrei cercare di sintonizzarmi sugli echi lasciati dal passaggio di mia figlia - la cosa si sta facendo più sentita del previsto -, ma puntando nella direzione di altri segnali posso dedicarmi ad attività che per amor di semplicità chiameremo: missioni secondarie.

Per lo stesso motivo per il quale non mi sono perso a personalizzare le capacità di Castellanos, ossia la mancanza di tempo, decido di ignorare tutto il collaterale insistendo sulla ricerca di Lily. Scopro così che la mia bambina sta scappando da qualcosa di molto brutto. Scopro anche che il sistema di mira di The Evil Within 2 è decisamente migliorato rispetto al passato, rendendo le fasi più concitate meglio gestibili e interpretabili. Una luce bianca in mezzo a tanto buio.
Purtroppo la luce bianca attira le cose brutte, e prima di finire nelle fauci di creature più facili da uccidere che descrivere mi allontano dalla zona alla ricerca di un nuovo segnale. Prima della fine della prova riesco a raggiungere quattro aree dove è passata Lily, trovando sempre indizi per quella successiva. Durante questa ricerca rinforzo cosce e polpacci camminando acquattato e cercando lo scontro il meno possibile, per una mancanza di munizioni e perché nelle aree aperte dei giochi horror il rumore è la meno utile fra le cose poco utili. Questo lento incedere mi permette di ammirare i notevoli miglioramenti grafici apportati al motore di gioco. Non si tratta di un semplice upgrade della definizione o degli effetti, ma anche un rinnovato amore per i dettagli: le tende che svolazzano fuori dalle orbite morte delle case, le pozzanghere che accolgono con un abbraccio circolare le gocce cadute dagli alberi, Sebastian che si ripulisce i vestiti ogni volta che esce dai cespugli dove si è nascosto.

Ed il detective è infatti intento a ripulirsi dalle foglie quando un’entità brutta e letale ci batte un colpo sulla spalla e, quando ci giriamo, pone fine a tutto: prova di gioco, ricerca di Lily, carriera di Salgado, circolazione sanguigna mia. Con il senno del poi mi vien da pensare che il simpatico "bubù-settete" fosse stato inserito dal team di sviluppo per terminare la prova entro un tempo preciso. Se così non fosse, se tali dissennatori fossero liberi di girare in maniera casuale per le strade di Union, allora preparatevi ad un bel po' di spaventi.

Ma in fondo non è questo che chiediamo all’horror? Ci doniamo a lui con la speranza di lasciare qualche battito del cuore per strada e sentire l’adrenalina schizzare negli anfratti del nostro essere quando lo spavento ci coglie impreparati. Da questo punto di vista The Evil Within 2 non sembra aver perso le capacità dimostrate all’esordio, aggiungendo alla formula l’angoscia derivante dal trovarsi in spazi aperti senza indicazioni precise e con tante occasioni per finire male. La maggior cura riposta nel puro gameplay, così come il considerevole upgrade visivo, fanno di The Evil Within 2 una proposta molto, molto interessante. Non manca molto alla data di lancio, fissata al 13 ottobre, e quanto portato alla Gamescom è un ottimo biglietto da visita.

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L'autore

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Un giorno qualcuno gli disse che c'erano altri giochi oltre Age of Empire. Da quel momento è alla ricerca dell'esperienza definitiva, molti sostengono faccia apposta a non trovarla per poter continuare a giocare. Convinto sostenitore de "il voto non fa il gioco", scrive su diversi siti, un paio addirittura creati da lui. Un giorno scomparira nel nulla in un vortice di gameplay, o impazzito scenderà in strada urlando di minacce a New York e brandendo una spada immaginaria.

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